BEPPE DE MARZI

 

 

Il martirio degli uccelli migratori

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PINIONI

Gentile Direttore

da dieci anni la Regione Veneto approva Leggi e Delibere a favore dei

cacciatori e contro la fauna selvatica che, bene collettivo e tutelato in

teoria, in pratica deve ingegnarsi a sopravvivere affidandosi soprattutto

alla propria buona stella. I cacciatori ricambiano la cortesia con voti che

consiglieri regionali, assessori inquisiti e non e politici vari non

disdegnano. Il pur astuto popolo padano, in questi giorni perplesso per

l'ordinanza del sindaco Gobbo sui cani in centro a Treviso, è di fatto fuori

gioco. Per cui pare che per i migratori stia proprio per suonare la campana.

Tra i politici locali, quelli che si fanno meno scrupoli sono in prima linea

nel sostegno al nuovo Piano faunistico venatorio regionale, che passerà in

barba alle Leggi nazionali e alle Convenzioni europee per la protezione

della fauna selvatica. Per i lettori che fossero interessati la ricetta non

è complicata : si prende una legge nazionale (anche europea va bene lo

stesso) e la si fa in tanti piccoli pezzetti. Sceglietene poi uno di

minuscolo, che chiameremo eccezione, o deroga, e buttate via tutto il resto.

A partire da quel frammento create una legge ad hoc e servitela ai

cacciatori con una strizzatina d'occhi: non se ne accorgerà nessuno.

E' quasi un luogo comune che gli animali selvatici sono in forte calo, e non

c'è da meravigliarsene, con sessantamila cacciatori alle calcagna solo nella

nostra regione. Ed è anche vero che così le prede sono poche, si rischia la

noia. Per fortuna il rimedio c'è, targato Alleanza Nazionale e sostenuto dai

partiti di governo: si rendono cacciabili pure un certo numero di specie

protette e il problema è risolto.

Anche il Governo non se ne avrà a male, perché la legge che permette alle

regioni di attuare deroghe in materia venatoria porta per prime le firme di

chi ci governa. E anche perché lo stesso Governo a marzo stava cercando di

trasformare da reato a semplice violazione punibile con ammenda la pesca con

esplosivi, corrente elettrica o sostanze tossiche (schema di Decreto

legislativo varato in Consiglio dei Ministri il 25/03/2004 ).

Così anche il martirio degli uccelli migratori imprigionati in gabbie troppo

piccole, presto maleodoranti per le feci, sarà moltiplicato anziché abolito.

Va da sé che quando questi sfortunati sopravvivono (ce ne sono che si

lasciano morire di fame) saranno comunque soggetti ad atrofizzazione dei

muscoli, con perdita, oltre alla libertà, anche della capacità di volare.

Diventeranno larve.

Fa parte del gioco, ma è un gioco che dovrebbe pesare su una coscienza

civile.

A nostro avviso nessuno, che non operi attivamente contro queste infamie,

può dirsi innocente.

Giuseppe (Bepi) De Marzi