BOCCONI AVVELENATI

Ordinanza Ministeriale dic.08 divieto utilizzo e detenzione esche o bocconi avvelenati.pdf
 
Bocconi avvelenati
Comunicato stampa LAV 19.01.2009
 
IL GIORNALE DI OGGI, MERCOLEDÌ 4 MARZO 2009 > REGIONE
Ci voleva l'intervento di Striscia per far ritirale le crocchette al veleno!
I parlamentari Donatella Poretti e Marco Perduca del Pd chiedono al ministro Sacconi più controlli sui mangimi per animali e le importazioni dalla Cina
Adelaide Ponzè porterà in tribunale certificati e referti: «Molti cani stanno ancora male»
 
 
 
Un grandissimo pericolo La nuova Ordinanza Ministeriale Denunciamo gli avvelenamenti Riferimenti normativi
Faq sui bocconi avvelenati News Bocconi Avvelenati News Bocconi Avvelenati II  

MINISTERO DEL LAVORO, DELLA SALUTE E DELLE POLITICHE SOCIALI 

 ORDINANZA 19 marzo 2009 Modifiche all'ordinanza 18 dicembre 2008 del Ministero del lavoro, della salute e delle politiche sociali, recante «norme sul divieto di utilizzo di detenzione di esche o di bocconi avvelenati».  (GU n. 79 del 4-4-2009 )

IL MINISTRO DEL LAVORO, DELLA SALUTE E DELLE POLITICHE SOCIALI Visto il testo unico delle leggi sanitarie approvato con regio decreto del 27 luglio 1934, n. 1256, e successive modifiche; Visto il Regolamento di polizia veterinaria approvato con decreto del Presidente della Repubblica 8 febbraio 1954, n. 320; Vista la legge 11 febbraio 1992, n. 157, art. 21, lettera u); Vista la legge 20 luglio 2004, n. 189; Visti gli articoli 544-bis, 544-ter, 440, 638, 650 e 674 del codice penale; Visto il decreto legislativo 17 marzo 1995, n. 194, e successive modifiche; Visto l'art. 32 della legge 23 dicembre 1978, n. 833; Visto l'art. 117 del decreto legislativo 31 marzo 1998, n. 112; Visto il decreto del Presidente della Repubblica n. 392, del 6 ottobre 1998; Visto il decreto legislativo 25 febbraio 2000, n. 174; Visto il decreto ministeriale 23 maggio 2008 recante «Delega delle attribuzioni del Ministero del lavoro, della salute e delle politiche sociali, per taluni atti di competenza dell'Amministrazione, al Sottosegretario di Stato on. Francesca Martini», registrato alla Corte dei conti il 10 giugno 2008, registro n. 4, foglio n. 27; Ravvisata l'opportunita' di intervenire apportando alcune modifiche all'Ordinanza Ministeriale 18 dicembre 2008, al fine di tutelare la salute pubblica, la salvaguardia e l'incolumita' delle persone, degli animali e dell'ambiente, considerato il dilagare del fenomeno di uccisione di animali mediante l'utilizzo di esche o bocconi avvelenati; Vista l'Ordinanza Ministeriale 18 dicembre 2008 recante «le norme sul divieto di utilizzo di detenzione di esche o di bocconi avvelenati»; Ravvisata l'opportunita' di fornire indicazioni in merito alle procedure autorizzative per i prodotti fitosanitari, sostanze pericolose e presidi medico-chirurgici; Ritenuto opportuno dare indicazioni sulle modalita' di invio delle spoglie di animali deceduti per avvelenamento o dei campioni; Ordina: Art. 1. L'Ordinanza Ministeriale 18 dicembre 2008 pubblicata nella Gazzetta Ufficiale del 17 gennaio 2009, n. 13, emanata dal Ministero del lavoro, della salute e delle politiche sociali recante «norme sul divieto di utilizzo di detenzione di esche o di bocconi avvelenati» e' cosi' modificata: 1. All'art. 2, comma 1, le parole: «o viene a conoscenza di un caso di avvelenamento» sono soppresse. 2. All'art. 2, comma 2, dopo la parola: «analitica» sono inserite le seguenti: «L'invio di spoglie di animali deceduti per avvelenamento e campioni da essi prelevati, avviene per il tramite delle ASL competenti per il territorio o delle ditte convenzionate con le predette ASL.». 3. All'art. 4, comma 5, dopo le parole «Forze di Polizia locali» sono inserite le seguenti: «e un veterinario libero professionista nominato dall'Ordine dei Medici Veterinari della Provincia di appartenenza». 4. All'art. 5, comma 1, la parola «nematocidi» e' soppressa. 5. All'art. 5, comma 1, le parole: «topicidi, ratticidi» sono sostituite con la parola: «rodenticidi». 6. All'art. 5, comma 1, la frase «Nel caso in cui la forma commerciale sia "un'esca", deve essere previsto un contenitore con accesso solo all'animale bersaglio» viene sostituita con la seguente «Nel caso di rodenticidi per uso civile deve essere previsto un contenitore, all'atto dell'utilizzo, con accesso solo all'animale bersaglio».
Art. 2. 1. Il Ministero del lavoro, della salute e delle politiche sociali, in attuazione degli obblighi previsti dall'art. 5, comma 1, dell'Ordinanza Ministeriale 18 dicembre 2008, predispone una procedura semplificata per il rilascio di un'autorizzazione entro il termine di 4 mesi dalla presentazione della domanda qualora la modifica relativa alla sostanza amaricante non influisca sulle caratteristiche del preparato ne' sulla sua efficacia. 2. I produttori di cui all'art. 5 dell'Ordinanza Ministeriale 18 dicembre 2008 presentano al Ministero del lavoro, della salute e delle politiche sociali, entro 30 giorni dalla data di entrata in vigore della presente ordinanza, la domanda di adeguamento delle autorizzazioni. 3. Le aziende possono continuare le attivita' produttive gia' autorizzate fino al centoventesimo giorno dalla pubblicazione della presente Ordinanza nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana. Fino alla stessa data possono essere concesse, nel rispetto dell'ordine cronologico delle domande, autorizzazioni alla produzione per le quali l'istanza sia stata presentata prima della data di entrata in vigore dell'ordinanza di cui all'art. 1 e possono essere effettuate le conseguenti attivita' produttive.
Art. 3. La presente Ordinanza, inviata alla Corte dei conti per la registrazione, entra in vigore il giorno della pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana ed ha efficacia sino al 16 gennaio 2010. Roma, 19 marzo 2009 p. Il Ministro Il Sottosegretario di Stato Martini Registrato alla Corte dei conti il 1° aprile 2009 Ufficio di controllo sui Ministeri dei servizi alla persona e dei beni culturali, registro n. 1, foglio n. 233

Comunicato stampa LAV 19.01.2009

BOCCONI AVVELENATI: IN VIGORE ORDINANZA DEL MINISTERO DELLA SALUTE SUL DIVIETO DI UTILIZZO E DETENZIONE.

LA LAV PLAUDE AL PROVVEDIMENTO PER CONTRASTARE IL DRAMMATICO FENOMENO. UN PRIMO SEGNALE POSITIVO DI ATTENZIONE SU UNA PRATICA ILLEGALE E CRUDELE. 

La LAV accoglie positivamente l’Ordinanza contro i bocconi avvelenati, pubblicata sabato scorso sulla Gazzetta Ufficiale n.13, firmata a dicembre dal Sottosegretario alla Salute, Francesca Maritini, e apprezza la pubblicazione sul sito del Ministero della Salute delle informazioni pratiche su questo argomento di tragica attualità: “si tratta di un primo importante segnale di attenzione a livello nazionale contro il tragico fenomeno degli avvelenamenti, un’emergenza troppo a lungo sottovaluta che pone in serio pericolo la vita di animali domestici e selvatici, la salute pubblica e l’ambiente”, dichiara Ilaria Innocenti, del settore Cani e gatti della LAV. 

Avvelenamento animali e distribuzione di sostanze velenose sono già reati puniti dalle leggi, ma non vi è ancora la necessaria attenzione da parte dei cittadini, dei servizi veterinari, delle forze di polizia e dei Sindaci” prosegue la Innocenti. 

Per questo la LAV accoglie con particolare favore l’obbligo per i Sindaci, ai quali siano pervenute segnalazioni di sospetti avvelenamenti, di disporre l’immediata apertura di un'indagine e provvedere ad attivare le iniziative necessarie alla bonifica dell’area interessata, nonché segnalare l’area con un’apposita cartellonistica. 

Decisamente importante anche l’obbligo, per il medico veterinario, di dare immediata comunicazione al Sindaco e al Servizio Veterinario della Azienda Sanitaria Locale competente per territorio qualora emetta diagnosi di sospetto avvelenamento sulla base di una sintomatologia conclamata o venga a conoscenza di un caso di avvelenamento di un animale domestico o selvatico. 

In caso di morte dell’animale, poi, il medico veterinario dovrà anche inviarne le spoglie e ogni altro campione utile all’identificazione del veleno o della sostanza che ha causato il decesso, all’Istituto Zooprofilattico che dovrà compiere l’autopsia, effettuare analisi sui campioni e comunicarne gli esiti al medico veterinario, al sevizio veterinario della ASL competente e, nel caso in cui le analisi siano positive, all’autorità giudiziaria. 

Ma l’Ordinanza prevede precise responsabilità anche per il proprietario, che in caso di morte dell’animale deve darne comunicazione alle autorità competenti: i casi di avvelenamento, infatti, fino a oggi spesso non vengono segnalati, rendendo difficile determinare la reale tragicità del fenomeno e l’avvio di indagini per punire gli avvelenatori. 

L’Ordinanza prevede inoltre una necessaria regolamentazione delle attività di derattizzazione e l’obbligo per i produttori di presidi medico-chirurgici, di prodotti fito-sanitari e di altre sostanze pericolose a uso domestico, civile e agricolo, di aggiungere al prodotto una sostanza amaricante, che lo renda sgradevole ai bambini e agli animali, per evitarne l’ingestione accidentale. 

Finalmente abbiamo a disposizione un nuovo importante strumento che istituisce sinergie indispensabili per contrastare il problema dei bocconi avvelenati, una pratica che, come testimoniano le numerosissime segnalazioni giunte alla LAV, è in continua e drammatica espansione – conclude Massimo Vitturi, responsabile LAV Caccia e fauna – Riteniamo fondamentale, però, la trasformazione dell’Ordinanza Martini in legge, per sanzionare eventuali comportamenti omissivi e per accogliere ulteriori importanti misure per fermare gli avvelenatori quali: l’interdizione dell’attività venatoria nelle zone colpite dal fenomeno, un modulo unico di segnalazione per i medici veterinari e avvisi pubblici da esporre nei punti vendita di sostanze con cui è possibile confezionare bocconi avvelenati”. 

Ufficio stampa LAV 06.4461325 – 329.0398535 - www.lav.it

ARTICOLI PUBBLICATI OGGI SULLA PAGINA REGIONALE DI: La Tribuna di Treviso - La Nuova Venezia - Il Mattino di Padova -

Ci voleva l'intervento di Striscia per far ritirale le crocchette al veleno!
Povera Italia!
Ciao
Andrea Zanoni

IL GIORNALE DI OGGI, MERCOLEDÌ 4 MARZO 2009 > REGIONE

Pagina 7 - Regione Stampa questo articolo

L'inviato del tg satirico Edo Stoppa si è fatto promettere piena collaborazione nelle indagini dall'azienda produttrice Veleni nel mangime, blitz di «Striscia»

La ditta di Pavia si difende: «Una contaminazione per noi inspiegabile»

DIEGO BORTOLOTTO

  SAN FIOR. «E' stata riscontrata una concentrazione di melamina indubbiamente molto elevata, tossica, che è stata la causa la morte dei due cani della signora». Così si è espresso Antonio Brino, responsabile del dipartimento di prevenzione dell'Usl 7 ai microfoni di «Striscia la Notizia». Nei giorni scorsi Edo Stoppa, l'inviato del tg satirico di Canale 5 esperto di animali, è arrivato nel Trevigiano per un'inchiesta sul caso del mangime alla melamina. «Sono stati trovati 766 milligrammi della sostanza a fronte di un dato ammesso dalla Comunità europea che è di 2,5 milligrammi - ha spiegato Antonio Brino - quindi valori 300 volte superiori». In seguito a questo caso, su indicazione della Regione, le aziende sanitarie eseguiranno annualmente ulteriori controlli specifici, con una trentina di campionature per verificare eventuali contaminazioni nei mangimi destinati agli animali. Quelli finiti nell'occhio del ciclone, sono stati prodotti dalla ditta Diusa Pet srl di Marzano (Pavia). Si tratta in particolare del lotto 094 «Cuccioli C1» e del lotto 099 «Duck & Barley». Lo stesso inviato di Striscia la Notizia si è recato nel Pavese per chiarire la vicenda con l'azienda produttrice delle crocchette. «Tuttora siamo qui a lavorare con l'Asl per capire l'origine della contaminazione - ha dichiarato Giorgio Ceresa, direttore generale della Diusa Pet che non si è sottratto ai microfoni della trasmissione satirica - noi ci riteniamo vittime di tutta la vicenda in quanto operiamo con la massima professionalità per il benessere dei nostri animali». All'incalzare delle domande di Edo Stoppa, sull'utilizzo della melanina per aumentare i valori proteici e conseguentemente il valore del prodotto, l'azienda si è difesa respinegendo ogni accusa: «Questa melamina non sappiamo da dove arriva. Per le materie prime per le quali c'era un ipotetico rischio di sofisticazione per un vantaggio economico noi abbiamo già fatto della analisi insieme all'Asl e sono risultate negative». Le telecamere di Canale 5 sono arrivate anche a San Fior per intervistare Adelaide Ponzè, la donna che grazie alla sua denuncia ha potuto salvare la vita a molti altri cani. Infatti quei due prodotti, in seguito all'intervento del Ministero della Salute e su appello adesso dell'azienda produttrice, sono stati ritirati dal mercato. Avrebbero potuto uccidere altre bestiole. L'allevatrice di San Fior la scorsa estate aveva iniziato a dare quelle sue crocchette per migliorare l'alimentazione dei cani, ma poi è capitata la tragedia. «Mi avevano consigliato di cambiare mangime, ma è stata una scelta terribile»: così la donna ha raccontato la sua esperienza a Striscia la Notizia, mentre coccolava i suoi amati cagnolini. Adesso verrà sporta una denuncia ai carabinieri del Nucleo antisofisticazioni e sarà perciò avviata un'inchiesta per verificare le cause per cui in quel mangime era presente un valore così elevato di melamina. L'inchiesta sulle crocchette quindi continua.

IL GIORNALE DI OGGI, MERCOLEDÌ 4 MARZO 2009 > REGIONE

Pagina 7 - Regione Stampa questo articolo

I parlamentari Donatella Poretti e Marco Perduca del Pd chiedono al ministro Sacconi più controlli sui mangimi per animali e le importazioni dalla Cina

Le crocchette killer arrivano in Senato

Cani uccisi dalla melamina a San Fior, scatta l'interrogazione parlamentare «Servono controlli a campione in tutta la filiera»

  SAN FIOR. Il caso dei cani di San Fior uccisi dal mangime contaminato dalla melamina, contenuto in due lotti distribuiti dalla ditta Diusa Pet di Pavia, arriva in Parlamento con un'interrogazione presentata dai senatori Donatella Poretti e Marco Perduca del Partito Democratico. Si chiede al ministro Maurizio Sacconi l'avvio di verifiche a campione sui mangimi e sulle importazioni di alimenti «made in China».  Prima di diffondere il nome della ditta responsabile della vendita delle crocchette contaminate, nei giorni scorsi il Ministero della Salute ha atteso i risultati ufficiali delle analisi sul mangime che, a luglio, ha causato la morte di due cani a San Fior, un lhasa e un maltese, di proprietà dell'allevatrice sanfiorese Adelaide Ponzè. «Le analisi hanno confermato la presenza di melamina nel mangime Duck & Barley, lotto 099, e nel mangime C1, lotto 094, prodotti dalla ditta Diusa Pet di Marzano (Pavia)». ha chiarito il Ministero in una nota. Il Ministero ha altresì invitato gli allevatori che fossero in possesso di mangime di questi lotti di sospenderne precauzionalmente la somministrazione ai cani. Contestualmente, è stato disposto il ritiro dal mercato dei mangimi di questi lotti che ancora si trovavano in commercio. I due senatori del Partito Democratico, ritenendo particolarmente grave questo episodio di avvelenamento, chiedono nella loro interrogazione che «ci sia l'avvio o l'intensificazione di verifiche a campione sugli ingredienti e sul contenuto dei mangimi e alimenti per animali, anche in considerazione dell'allarme suscitato dalla recente immissione sul mercato internazionale, in particolare in Cina, di partite di alimenti destinate all'uomo sofisticate con la melamina, che si teme possano ora essere smerciate nella filiera di produzione di cibo per animali». «I due cani morti a San Fior - denuncia la senatrice Donatella Poretti - erano regolarmente alimentati con un prodotto che conteneva elevatissime quantità di melamina, fino a 560 volte il limite consentito dalle norme sanitarie vigenti. L'estate scorsa in Cina, cinque bambini sono morti e circa sessantamila sono rimasti intossicati dal latte in polvere contaminato con la medesima
sostanza. Si teme che le partite di cibo adulterate alla melamina, originariamente destinate agli uomini benché tossiche, trovino maglie più larghe nei controlli delle filiere di produzione di alimenti per
animali. Quanto accaduto a Treviso suscita grave allarme, perché è impossibile sapere se e quanti altri animali possano aver assunto mangime contaminato, dato che non è comune che un padrone di cani, come invece avvenuto a San Fior, disponga un'autopsia sul proprio amico deceduto e analisi sul cibo che questi aveva consumato». In queste settimane i centralini delle Ulss della provincia di Treviso, e non solo, sono stati letteralmente presi d'assalto da allevatori e proprietari di cani spaventati dai rischi delle «crocchette killer». Una psicosi che si è solo parzialmente ridimensionata dopo la comunicazione della ditta responsabile e dei lotti contaminati. Intanto le associazioni animaliste, dopo aver chiesto e ottenuto come i due senatori del Pd che fosse reso noto il nome della ditta responsabile, hanno annunciato azioni legali. Andrea Zanoni, presidente della Lac (Lega Abolizione Caccia) del Veneto ha dichiarato: «Abbiamo comunicato alla signora la nostra disponibilità di costituirci parte civile nel prevedibile processo contro l'azienda che ha posto in commercio queste crocchette al veleno. Giova ricordare che solo all'interruzione della somministrazione di queste crocchette la signora di San Fior è riuscita a salvare gli altri suoi nove cani». La sanfiorese si era infatti rivolta ad un veterinario ed era stata interessata l'Ulss 7. L'autopsia effettuata all'Istituto Zooprofilattico di Padova aveva rilevato nei cadaveri dei cani una nefrite, compatibile con varie patologie, tra cui appunto l'intossicazione alimentare. Il veterinario aveva così prelevato anche il mangime, poi spedito all'istituto Zooprofilattico di Torino, dove sono state riscontrate percentuali di melamina in eccesso. Il mangime utilizzato dalla signora Ponzè era stato comprato, tramite un
intermediario in un mangimificio di Brescia. I carabinieri del Nas si erano poi sono recati a casa di Adelaide Ponzè, sequestrando 8 chili di mangime.


IL GIORNALE DI OGGI, MERCOLEDÌ 4 MARZO 2009 > REGIONE

Pagina 7 - Regione Stampa questo articolo

Adelaide Ponzè porterà in tribunale certificati e referti: «Molti cani stanno ancora male»

L'allevatrice degli animali morti dai Nas «Sono pronta a denunciare i produttori»

  SAN FIOR. Domani l'allevatrice di San Fior Adelaide Ponzè formalizzerà la denuncia ai carabinieri del Nas per la scomparsa di due suoi cagnolini, un maltese di tre anni e un lasha di uno, stroncati da un prodotto che aveva valore di melamina superiore di 300 volte rispetto al consentito. «Intanto presenterò la denuncia - annuncia l'allevatrice - poi prenderò in considerazioni quali altre azioni intraprendere con la consulenza del mio avvocato. Voglio giustizia in tutta questa faccenda». Adelaide Ponzè accudisce una decina di bestiole che continuano a essere sottoposte a cure con antibiotici perché anche loro hanno subito gravi disfunzioni ai reni in seguito all'intossicazione. La donna potrebbe chiedere i danni alla ditta produttrice del mangime non solo per le sue due bestiole morte, ma anche per tutti gli esami veterinari e i costi sostenuti per curare in questi mesi e salvare i suoi amici a quattro zampe. «Tutti i miei cani hanno avuto problemi», fa presente l'allevatrice. Fino ad ora infatti, con l'amore che la lega ai suoi animali, ha effettuato a sue spese accertamenti e conseguenti cure sulle bestiole, scoprendo un caso che poi ha avuto una risonanza nazionale. Adelaide Ponzè intende illustrerà in maniera dettagliata i fatti ai carabinieri, fornendo certificati veterinari relativi alle autopsie effettuate sugli animali morti e agli accertamenti sugli altri che fortunatamente sono riusciti a sopravvivere, ma hanno avuto e continuano ad avere dei problemi fisici. Sarà così aperta un'indagine, e alcune associazioni animaliste hanno già annunciato che si presenteranno in tribunale al fianco dell'allevatrice per costituirsi parte civile nel processo eventualmente aperto a carico della ditta di Pavia. (di.b.)

Visita il ns. sito: www.lacveneto.it