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Comunicato stampa LAV
19.01.2009 |
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| IL GIORNALE DI OGGI, MERCOLEDÌ 4 MARZO 2009 > REGIONE
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MINISTERO DEL LAVORO, DELLA SALUTE E DELLE POLITICHE SOCIALI
ORDINANZA
19 marzo 2009 Modifiche
all'ordinanza 18 dicembre 2008 del Ministero del lavoro,
della salute e delle politiche sociali, recante «norme sul
divieto di utilizzo di detenzione di esche o di bocconi
avvelenati». (GU
n. 79 del 4-4-2009 )
IL MINISTRO DEL LAVORO, DELLA SALUTE E
DELLE POLITICHE SOCIALI Visto il testo unico delle leggi
sanitarie approvato con regio decreto del 27 luglio
1934, n. 1256, e successive modifiche; Visto il
Regolamento di polizia veterinaria approvato con decreto
del Presidente della Repubblica 8 febbraio 1954, n. 320;
Vista la legge 11 febbraio 1992, n. 157, art. 21,
lettera u); Vista la legge 20 luglio 2004, n. 189; Visti
gli articoli 544-bis, 544-ter, 440, 638, 650 e 674 del
codice penale; Visto il decreto legislativo 17 marzo
1995, n. 194, e successive modifiche; Visto l'art. 32
della legge 23 dicembre 1978, n. 833; Visto l'art. 117
del decreto legislativo 31 marzo 1998, n. 112; Visto il
decreto del Presidente della Repubblica n. 392, del 6
ottobre 1998; Visto il decreto legislativo 25 febbraio
2000, n. 174; Visto il decreto ministeriale 23 maggio
2008 recante «Delega delle attribuzioni del Ministero
del lavoro, della salute e delle politiche sociali, per
taluni atti di competenza dell'Amministrazione, al
Sottosegretario di Stato on. Francesca Martini»,
registrato alla Corte dei conti il 10 giugno 2008,
registro n. 4, foglio n. 27; Ravvisata l'opportunita' di
intervenire apportando alcune modifiche all'Ordinanza
Ministeriale 18 dicembre 2008, al fine di tutelare la
salute pubblica, la salvaguardia e l'incolumita' delle
persone, degli animali e dell'ambiente, considerato il
dilagare del fenomeno di uccisione di animali mediante
l'utilizzo di esche o bocconi avvelenati; Vista
l'Ordinanza Ministeriale 18 dicembre 2008 recante «le
norme sul divieto di utilizzo di detenzione di esche o
di bocconi avvelenati»; Ravvisata l'opportunita' di
fornire indicazioni in merito alle procedure
autorizzative per i prodotti fitosanitari, sostanze
pericolose e presidi medico-chirurgici; Ritenuto
opportuno dare indicazioni sulle modalita' di invio
delle spoglie di animali deceduti per avvelenamento o
dei campioni; Ordina: Art. 1. L'Ordinanza Ministeriale
18 dicembre 2008 pubblicata nella Gazzetta Ufficiale del
17 gennaio 2009, n. 13, emanata dal Ministero del
lavoro, della salute e delle politiche sociali recante
«norme sul divieto di utilizzo di detenzione di esche o
di bocconi avvelenati» e' cosi' modificata: 1. All'art.
2, comma 1, le parole: «o viene a conoscenza di un caso
di avvelenamento» sono soppresse. 2. All'art. 2, comma
2, dopo la parola: «analitica» sono inserite le
seguenti: «L'invio di spoglie di animali deceduti per
avvelenamento e campioni da essi prelevati, avviene per
il tramite delle ASL competenti per il territorio o
delle ditte convenzionate con le predette ASL.». 3.
All'art. 4, comma 5, dopo le parole «Forze di Polizia
locali» sono inserite le seguenti: «e un veterinario
libero professionista nominato dall'Ordine dei Medici
Veterinari della Provincia di appartenenza». 4. All'art.
5, comma 1, la parola «nematocidi» e' soppressa. 5.
All'art. 5, comma 1, le parole: «topicidi, ratticidi»
sono sostituite con la parola: «rodenticidi». 6.
All'art. 5, comma 1, la frase «Nel caso in cui la forma
commerciale sia "un'esca", deve essere previsto un
contenitore con accesso solo all'animale bersaglio»
viene sostituita con la seguente «Nel caso di
rodenticidi per uso civile deve essere previsto un
contenitore, all'atto dell'utilizzo, con accesso solo
all'animale bersaglio».
Art. 2. 1. Il Ministero del lavoro, della
salute e delle politiche sociali, in attuazione degli
obblighi previsti dall'art. 5, comma 1, dell'Ordinanza
Ministeriale 18 dicembre 2008, predispone una procedura
semplificata per il rilascio di un'autorizzazione entro
il termine di 4 mesi dalla presentazione della domanda
qualora la modifica relativa alla sostanza amaricante
non influisca sulle caratteristiche del preparato ne'
sulla sua efficacia. 2. I produttori di cui all'art. 5
dell'Ordinanza Ministeriale 18 dicembre 2008 presentano
al Ministero del lavoro, della salute e delle politiche
sociali, entro 30 giorni dalla data di entrata in vigore
della presente ordinanza, la domanda di adeguamento
delle autorizzazioni. 3. Le aziende possono continuare
le attivita' produttive gia' autorizzate fino al
centoventesimo giorno dalla pubblicazione della presente
Ordinanza nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica
Italiana. Fino alla stessa data possono essere concesse,
nel rispetto dell'ordine cronologico delle domande,
autorizzazioni alla produzione per le quali l'istanza
sia stata presentata prima della data di entrata in
vigore dell'ordinanza di cui all'art. 1 e possono essere
effettuate le conseguenti attivita' produttive.
Art. 3. La presente Ordinanza, inviata
alla Corte dei conti per la registrazione, entra in
vigore il giorno della pubblicazione nella Gazzetta
Ufficiale della Repubblica Italiana ed ha efficacia sino
al 16 gennaio 2010. Roma, 19 marzo 2009 p. Il Ministro
Il Sottosegretario di Stato Martini Registrato alla
Corte dei conti il 1° aprile 2009 Ufficio di controllo
sui Ministeri dei servizi alla persona e dei beni
culturali, registro n. 1, foglio n. 233
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Comunicato stampa LAV
19.01.2009
BOCCONI AVVELENATI: IN VIGORE ORDINANZA DEL MINISTERO DELLA
SALUTE SUL DIVIETO DI UTILIZZO E DETENZIONE.
LA LAV PLAUDE AL PROVVEDIMENTO
PER CONTRASTARE IL DRAMMATICO FENOMENO. UN PRIMO
SEGNALE POSITIVO DI ATTENZIONE SU UNA PRATICA ILLEGALE E
CRUDELE.
La LAV accoglie positivamente l’Ordinanza contro i bocconi
avvelenati, pubblicata sabato scorso sulla Gazzetta
Ufficiale n.13, firmata a dicembre dal Sottosegretario alla
Salute, Francesca Maritini, e apprezza la pubblicazione sul
sito del Ministero della Salute delle informazioni pratiche
su questo argomento di tragica attualità: “si
tratta di un primo importante segnale di attenzione a
livello nazionale contro il tragico fenomeno degli
avvelenamenti, un’emergenza troppo a lungo sottovaluta che
pone in serio pericolo la vita di animali domestici e
selvatici, la salute pubblica e l’ambiente”,
dichiara Ilaria Innocenti, del settore Cani e gatti della
LAV.
“Avvelenamento animali e
distribuzione di sostanze velenose sono già reati puniti
dalle leggi, ma non vi è ancora la necessaria attenzione da
parte dei cittadini, dei servizi veterinari, delle forze di
polizia e dei Sindaci” prosegue la Innocenti.
Per questo la LAV accoglie con particolare favore l’obbligo
per i Sindaci, ai quali siano pervenute segnalazioni di
sospetti avvelenamenti, di disporre l’immediata apertura di
un'indagine e provvedere ad attivare le iniziative
necessarie alla bonifica dell’area interessata, nonché
segnalare l’area con un’apposita cartellonistica.
Decisamente importante anche l’obbligo, per il medico
veterinario, di dare immediata comunicazione al Sindaco e al
Servizio Veterinario della Azienda Sanitaria Locale
competente per territorio qualora emetta diagnosi di
sospetto avvelenamento sulla base di una sintomatologia
conclamata o venga a conoscenza di un caso di avvelenamento
di un animale domestico o selvatico.
In caso di morte dell’animale, poi, il medico veterinario
dovrà anche inviarne le spoglie e ogni altro campione utile
all’identificazione del veleno o della sostanza che ha
causato il decesso, all’Istituto Zooprofilattico che dovrà
compiere l’autopsia, effettuare analisi sui campioni e
comunicarne gli esiti al medico veterinario, al sevizio
veterinario della ASL competente e, nel caso in cui le
analisi siano positive, all’autorità giudiziaria.
Ma l’Ordinanza prevede precise responsabilità anche per il
proprietario, che in caso di morte dell’animale deve darne
comunicazione alle autorità competenti: i casi di
avvelenamento, infatti, fino a oggi spesso non vengono
segnalati, rendendo difficile determinare la reale tragicità
del fenomeno e l’avvio di indagini per punire gli
avvelenatori.
L’Ordinanza prevede inoltre una necessaria regolamentazione
delle attività di derattizzazione e l’obbligo per i
produttori di presidi medico-chirurgici, di prodotti
fito-sanitari e di altre sostanze pericolose a uso
domestico, civile e agricolo, di aggiungere al prodotto una
sostanza amaricante, che lo renda sgradevole ai bambini e
agli animali, per evitarne l’ingestione accidentale.
“Finalmente abbiamo a
disposizione un nuovo importante strumento che istituisce
sinergie indispensabili per contrastare il problema dei
bocconi avvelenati, una pratica che, come testimoniano le
numerosissime segnalazioni giunte alla LAV, è in continua e
drammatica espansione – conclude Massimo Vitturi,
responsabile LAV Caccia e fauna –
Riteniamo fondamentale,
però, la trasformazione dell’Ordinanza Martini in legge, per
sanzionare eventuali comportamenti omissivi e per accogliere
ulteriori importanti misure per fermare gli avvelenatori
quali: l’interdizione dell’attività venatoria nelle zone
colpite dal fenomeno, un modulo unico di segnalazione per i
medici veterinari e avvisi pubblici da esporre nei punti
vendita di sostanze con cui è possibile confezionare bocconi
avvelenati”.
Ufficio stampa LAV 06.4461325 – 329.0398535 -
www.lav.it
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| ARTICOLI PUBBLICATI OGGI SULLA PAGINA REGIONALE DI: La
Tribuna di Treviso - La Nuova Venezia - Il Mattino di Padova -
Ci voleva l'intervento di Striscia per far ritirale le
crocchette al veleno!
Povera Italia!
Ciao
Andrea Zanoni
IL GIORNALE DI OGGI, MERCOLEDÌ 4 MARZO 2009 > REGIONE
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L'inviato del tg satirico Edo Stoppa si è fatto promettere piena
collaborazione nelle indagini dall'azienda produttrice Veleni
nel mangime, blitz di «Striscia»
La ditta di Pavia si difende: «Una contaminazione per noi
inspiegabile»
DIEGO BORTOLOTTO
SAN FIOR. «E' stata riscontrata una concentrazione di melamina
indubbiamente molto elevata, tossica, che è stata la causa la
morte dei due cani della signora». Così si è espresso Antonio
Brino, responsabile del dipartimento di prevenzione dell'Usl 7
ai microfoni di «Striscia la Notizia». Nei giorni scorsi Edo
Stoppa, l'inviato del tg satirico di Canale 5 esperto di
animali, è arrivato nel Trevigiano per un'inchiesta sul caso del
mangime alla melamina. «Sono stati trovati 766 milligrammi della
sostanza a fronte di un dato ammesso dalla Comunità europea che
è di 2,5 milligrammi - ha spiegato Antonio Brino - quindi valori
300 volte superiori». In seguito a questo caso, su indicazione
della Regione, le aziende sanitarie eseguiranno annualmente
ulteriori controlli specifici, con una trentina di campionature
per verificare eventuali contaminazioni nei mangimi destinati
agli animali. Quelli finiti nell'occhio del ciclone, sono stati
prodotti dalla ditta Diusa Pet srl di Marzano (Pavia). Si tratta
in particolare del lotto 094 «Cuccioli C1» e del lotto 099 «Duck
& Barley». Lo stesso inviato di Striscia la Notizia si è recato
nel Pavese per chiarire la vicenda con l'azienda produttrice
delle crocchette. «Tuttora siamo qui a lavorare con l'Asl per
capire l'origine della contaminazione - ha dichiarato Giorgio
Ceresa, direttore generale della Diusa Pet che non si è
sottratto ai microfoni della trasmissione satirica - noi ci
riteniamo vittime di tutta la vicenda in quanto operiamo con la
massima professionalità per il benessere dei nostri animali».
All'incalzare delle domande di Edo Stoppa, sull'utilizzo della
melanina per aumentare i valori proteici e conseguentemente il
valore del prodotto, l'azienda si è difesa respinegendo ogni
accusa: «Questa melamina non sappiamo da dove arriva. Per le
materie prime per le quali c'era un ipotetico rischio di
sofisticazione per un vantaggio economico noi abbiamo già fatto
della analisi insieme all'Asl e sono risultate negative». Le
telecamere di Canale 5 sono arrivate anche a San Fior per
intervistare Adelaide Ponzè, la donna che grazie alla sua
denuncia ha potuto salvare la vita a molti altri cani. Infatti
quei due prodotti, in seguito all'intervento del Ministero della
Salute e su appello adesso dell'azienda produttrice, sono stati
ritirati dal mercato. Avrebbero potuto uccidere altre bestiole.
L'allevatrice di San Fior la scorsa estate aveva iniziato a dare
quelle sue crocchette per migliorare l'alimentazione dei cani,
ma poi è capitata la tragedia. «Mi avevano consigliato di
cambiare mangime, ma è stata una scelta terribile»: così la
donna ha raccontato la sua esperienza a Striscia la Notizia,
mentre coccolava i suoi amati cagnolini. Adesso verrà sporta una
denuncia ai carabinieri del Nucleo antisofisticazioni e sarà
perciò avviata un'inchiesta per verificare le cause per cui in
quel mangime era presente un valore così elevato di melamina.
L'inchiesta sulle crocchette quindi continua.
IL GIORNALE DI OGGI, MERCOLEDÌ 4 MARZO 2009 > REGIONE
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I parlamentari Donatella Poretti e Marco Perduca del Pd chiedono
al ministro
Sacconi più controlli sui mangimi per animali e le
importazioni dalla Cina
Le crocchette killer arrivano in Senato
Cani uccisi dalla melamina a San Fior, scatta l'interrogazione
parlamentare «Servono controlli a campione in tutta la filiera»
SAN FIOR. Il caso dei cani di San Fior uccisi dal mangime
contaminato dalla melamina, contenuto in due lotti distribuiti
dalla ditta Diusa Pet di Pavia, arriva in Parlamento con
un'interrogazione presentata dai senatori Donatella Poretti e
Marco Perduca del Partito Democratico. Si chiede al ministro
Maurizio Sacconi l'avvio di verifiche a campione sui mangimi e
sulle importazioni di alimenti «made in China». Prima di
diffondere il nome della ditta responsabile della vendita delle
crocchette contaminate, nei giorni scorsi il Ministero della
Salute ha atteso i risultati ufficiali delle analisi sul mangime
che, a luglio, ha causato la morte di due cani a San Fior, un
lhasa e un maltese, di proprietà dell'allevatrice sanfiorese
Adelaide Ponzè. «Le analisi hanno confermato la presenza di
melamina nel mangime Duck & Barley, lotto 099, e nel mangime C1,
lotto 094, prodotti dalla ditta Diusa Pet di Marzano (Pavia)».
ha chiarito il Ministero in una nota. Il Ministero ha altresì
invitato gli allevatori che fossero in possesso di mangime di
questi lotti di sospenderne precauzionalmente la
somministrazione ai cani. Contestualmente, è stato disposto il
ritiro dal mercato dei mangimi di questi lotti che ancora si
trovavano in commercio. I due senatori del Partito Democratico,
ritenendo particolarmente grave questo episodio di
avvelenamento, chiedono nella loro interrogazione che «ci sia
l'avvio o l'intensificazione di verifiche a campione sugli
ingredienti e sul contenuto dei mangimi e alimenti per animali,
anche in considerazione dell'allarme suscitato dalla recente
immissione sul mercato internazionale, in particolare in Cina,
di partite di alimenti destinate all'uomo sofisticate con la
melamina, che si teme possano ora essere smerciate nella filiera
di produzione di cibo per animali». «I due cani morti a San Fior
- denuncia la senatrice Donatella Poretti - erano regolarmente
alimentati con un prodotto che conteneva elevatissime quantità
di melamina, fino a 560 volte il limite consentito dalle norme
sanitarie vigenti. L'estate scorsa in Cina, cinque bambini sono
morti e circa sessantamila sono rimasti intossicati dal latte in
polvere contaminato con la medesima
sostanza. Si teme che le partite di cibo adulterate alla
melamina, originariamente destinate agli uomini benché tossiche,
trovino maglie più larghe nei controlli delle filiere di
produzione di alimenti per
animali. Quanto accaduto a Treviso suscita grave allarme, perché
è impossibile sapere se e quanti altri animali possano aver
assunto mangime contaminato, dato che non è comune che un
padrone di cani, come invece avvenuto a San Fior, disponga
un'autopsia sul proprio amico deceduto e analisi sul cibo che
questi aveva consumato». In queste settimane i centralini delle
Ulss della provincia di Treviso, e non solo, sono stati
letteralmente presi d'assalto da allevatori e proprietari di
cani spaventati dai rischi delle «crocchette killer». Una
psicosi che si è solo parzialmente ridimensionata dopo la
comunicazione della ditta responsabile e dei lotti contaminati.
Intanto le associazioni animaliste, dopo aver chiesto e ottenuto
come i due senatori del Pd che fosse reso noto il nome della
ditta responsabile, hanno annunciato azioni legali. Andrea
Zanoni, presidente della Lac (Lega Abolizione Caccia) del Veneto
ha dichiarato: «Abbiamo comunicato alla signora la nostra
disponibilità di costituirci parte civile nel prevedibile
processo contro l'azienda che ha posto in commercio queste
crocchette al veleno. Giova ricordare che solo all'interruzione
della somministrazione di queste crocchette la signora di San
Fior è riuscita a salvare gli altri suoi nove cani». La
sanfiorese si era infatti rivolta ad un veterinario ed era stata
interessata l'Ulss 7. L'autopsia effettuata all'Istituto
Zooprofilattico di Padova aveva rilevato nei cadaveri dei cani
una nefrite, compatibile con varie patologie, tra cui appunto
l'intossicazione alimentare. Il veterinario aveva così prelevato
anche il mangime, poi spedito all'istituto Zooprofilattico di
Torino, dove sono state riscontrate percentuali di melamina in
eccesso. Il mangime utilizzato dalla signora Ponzè era stato
comprato, tramite un
intermediario in un mangimificio di Brescia. I carabinieri del
Nas si erano poi sono recati a casa di Adelaide Ponzè,
sequestrando 8 chili di mangime.
IL GIORNALE DI OGGI, MERCOLEDÌ 4 MARZO 2009 > REGIONE
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Adelaide Ponzè porterà in tribunale certificati e referti:
«Molti cani stanno ancora male»
L'allevatrice degli animali morti dai Nas «Sono pronta a
denunciare i produttori»
SAN FIOR. Domani l'allevatrice di San Fior Adelaide Ponzè
formalizzerà la denuncia ai carabinieri del Nas per la scomparsa
di due suoi cagnolini, un maltese di tre anni e un lasha di uno,
stroncati da un prodotto che aveva valore di melamina superiore
di 300 volte rispetto al consentito. «Intanto presenterò la
denuncia - annuncia l'allevatrice - poi prenderò in
considerazioni quali altre azioni intraprendere con la
consulenza del mio avvocato. Voglio giustizia in tutta questa
faccenda». Adelaide Ponzè accudisce una decina di bestiole che
continuano a essere sottoposte a cure con antibiotici perché
anche loro hanno subito gravi disfunzioni ai reni in seguito
all'intossicazione. La donna potrebbe chiedere i danni alla
ditta produttrice del mangime non solo per le sue due bestiole
morte, ma anche per tutti gli esami veterinari e i costi
sostenuti per curare in questi mesi e salvare i suoi amici a
quattro zampe. «Tutti i miei cani hanno avuto problemi», fa
presente l'allevatrice. Fino ad ora infatti, con l'amore che la
lega ai suoi animali, ha effettuato a sue spese accertamenti e
conseguenti cure sulle bestiole, scoprendo un caso che poi ha
avuto una risonanza nazionale. Adelaide Ponzè intende illustrerà
in maniera dettagliata i fatti ai carabinieri, fornendo
certificati veterinari relativi alle autopsie effettuate sugli
animali morti e agli accertamenti sugli altri che fortunatamente
sono riusciti a sopravvivere, ma hanno avuto e continuano ad
avere dei problemi fisici. Sarà così aperta un'indagine, e
alcune associazioni animaliste hanno già annunciato che si
presenteranno in tribunale al fianco dell'allevatrice per
costituirsi parte civile nel processo eventualmente aperto a
carico della ditta di Pavia. (di.b.)
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