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Altura, Amici
della Terra, Animalisti Italiani, Associazione Vittime Caccia,
Fare Verde, Enpa, Greenpeace, Italia Nostra, Lac, Lav, Lida –
Lega Italiana Diritti Animali, Legambiente,
Lipu – Birdlife
Italia, Memento Natura, Mountain Wilderness, No Alla Caccia,
Oipa,
Vas – Verdi
Ambiente e Società, Wolfemergency, Wwf Italia
Roma, 22 aprile 2009
Comunicato stampa
NO ALLA CACCIA SELVAGGIA!
Appello delle
associazioni per il ripristino dei termini di inizio e fine
della stagione venatoria
“Indispensabili
per la tutela degli uccelli migratori e la stessa sicurezza
delle persone”
Big dello
spettacolo e della cultura con le associazioni: Maurizio
Costanzo, Susanna Tamaro, Renato Zero, Lucio Dalla, Fulco
Pratesi, Licia Colò, Danilo Mainardi, Mario Tozzi, Daniela
Poggi, Marisa Laurito, Oliviero Toscani, Marco Columbro, Vivian
Lamarque, Dacia Maraini, l’Associazione nazionale italiana
cantanti e altri.
La possibilità che si cancellino
le date di inizio e fine della stagione venatoria (oggi dalla
terza domenica di settembre al 31 gennaio) desta la grande
preoccupazione delle associazioni Altura, Amici Della Terra,
Animalisti Italiani, Associazione Vittime Caccia, Fare Verde,
Enpa, Greenpeace, Italia Nostra, Lac, Lav, Lida – Lega Italiana
Diritti Animali, Legambiente, Lipu – Birdlife Italia, Memento
Natura, Mountain Wilderness, No Alla Caccia, Oipa, Vas – Verdi
Ambiente e Società, Wolfemergency, Wwf Italia, che
chiedono al Governo e al
Parlamento di ripristinare gli attuali termini della stagione
venatoria, anche per evitare l’esplosione di un
nuovo conflitto sociale tra cittadini e cacciatori. a svantaggio
di tutto il Paese e della natura.
In Senato,
infatti, con un emendamento truffa, sono stati cancellati i
termini previsti dalla legge 157/1992,
consentendo di fatto la caccia in ogni periodo dell’anno, anche
nel mese di febbraio, periodo delicatissimo per il viaggio degli
uccelli migratori verso i luoghi di riproduzione, e persino nel
mese di agosto, quando la gente vive all’aria aperta, nei
camping, lungo i sentieri escursionistici, in campagna e nei
boschi.
L’apertura e chiusura della
caccia, uguale per tutta Italia, garantisce il rispetto di
standard uniformi per la conservazione della fauna selvatica e
la possibilità di godere della natura durante i mesi delle
vacanze nel rispetto della sicurezza. In un momento così
difficile per l’ambiente e per il Paese in generale, è
necessario che alla natura e al territorio sia dedicata la più
grande attenzione. Ed è per questo che tutte insieme, le oltre
20 associazioni hanno promosso un appello e
chiedono ai deputati al lavoro
in materia di caccia sulla legge comunitaria di cancellare
l’emendamento introdotto dal Senato. Di fianco alle
associazioni, moltissime le personalità del mondo della cultura,
dello spettacolo, dell’arte, tra cui Maurizio Costanzo, Susanna
Tamaro, Renato Zero, Lucio Dalla, Fulco Pratesi, Licia Colò,
Danilo Mainardi, Mario Tozzi, Daniela Poggi, Marisa Laurito,
Oliviero Toscani, Dacia Maraini, Marco Columbro, Vivian Lamarque,
l’Associazione nazionale italiana cantanti e altri.
Ufficio stampa LAV 06.4461325 -
339.1742586. |
Comunicato
del 22 aprile 2009
GRAZIE
AD UN RICORSO DELLA LAC DEL VENETO LA COMMISSIONE
EUROPEA MANDA A PROCESSO LA REGIONE VENETO PER LA CACCIA
AGLI UCCELLINI INSETTIVORI.
Grazie ad un ricorso
presentato lo scorso agosto dal presidente delle Lega
Abolizione Caccia del Veneto, Andrea Zanoni, oggi candidato
al Parlamento Europeo come indipendente nell’Italia dei
Valori, la Commissione Europea ha deciso di deferire lo
Stato Italiano alla Corte di Giustizia Europea per la caccia
in deroga agli uccelli insettivori, autorizzata dalla
Regione del Veneto. La Commissione Europea ha
stabilito che non considera la caccia in deroga adottata
dalla Regione Veneto in linea con quanto previsto
dall'articolo 9 della Direttiva Europea n.409 del 1979 sulla
conservazione degli uccelli selvatici.La
Commissione ha considerato che la legge regionale n. 13 del
14 agosto 2008, che regolava la caccia in deroga durante
stagione venatoria 2008-2009, non è a norma con la direttiva
comunitaria di settore. Secondo l’Ufficio Ambiente del
Commissario europeo all'ambiente Stavros Dimas, la legge non
spiega i motivi per i quali sono state introdotte le deroghe
e non indica le soluzioni alternative che dovevano essere
state precedentemente adottate, infine non rispetta tutte le
condizioni previste in caso di applicazione delle deroghe
per la caccia agli uccelli protetti. Ora sarà la Corte di
Giustizia Europea a decidere sulla legittimità della legge,
la quale potrebbe elevare delle salatissime sanzioni a
carico dell’Italia che poi andrebbero a gravare sulle tasche
di tutti i contribuenti..
“Ho
appreso con grande soddisfazione – ha
dichiarato Andrea Zanoni
presidente delle Lega Abolizione Caccia del
Veneto ora candidato al Parlamento Europeo come indipendente
nell’Italia dei Valori,–
la decisione della Commissione Europea di mandare sotto
processo l’Italia per la legge approvata dal Consiglio
Regionale del Veneto la notte dell’1 agosto 2008, legge con
la quale era stata autorizzata la caccia alle Pispole,
uccelli insettivori protetti e non più cacciabili dal 1984 e
molto utili all’agricoltura. Questa è una bella batosta per
i fautori di questa legge, votata da soli 30 consiglieri su
60, fatta con l’intento di rastrellare i voti dei cacciatori
in cambio di pispole e fringuelli, il tutto in barba alle
direttive comunitarie e ai cittadini che vorrebbero maggior
rispetto per la natura”
Anche le sezioni
nazionali di WWF, LIPU, LAV, LAC ed ENPA lo scorso agosto
avevano inoltrato alla Commissione Europea un esposto
congiunto contro la legge veneta e lombarda sulla caccia in
deroga.
LAC Lega Abolizione Caccia –
Sez. Veneto – Via Cadore, n.15/C int.1 31100 TREVISO -
E-mail:
lacveneto@ecorete.it, Web:
www.lacveneto.it, Cell.347 9385856.
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Strage di lupi nel Parmense “Perseguitati dai cacciatori”
PARMA, 15 APRILE - Negli ultimi due mesi hanno trovato 2 lupi
fucilati e due ammazzati con la terribile stricnina.
Ma di 4 trovati, i veterinari dicono: “Ne saranno morti
ammazzati almeno 20″.
“E’ la solita storia: i bocconi avvelenati vengono messi dai
cacciatori per la lotta ai cosidetti ‘animali nocivi‘, che per i
bracconieri sarebbero proprio i lupi, soprattutto nel periodo di
ripopolamento in cui è chiusa la caccia”.
Accuse pesanti quelle fatte da Mario Andreani, veterinario
incaricato dalla Provincia al recupero di animali in difficoltà.
Proprio Mario Andreani, insieme al Guardiaparco dei Boschi di
Carrega Stefano Gilioli, si è occupato, anche nel giorno di
Pasqua, del recupero di un giovane maschio di lupo trovato morto
a causa di un boccone avvelenato nelle vicinanze di Pugnetolo di
Corniglio.
La morte del giovane lupo - la seconda in poco tempo e sempre
per lo stesso motivo - è stata lenta e molto dolorosa,
costringendo l’animale ad una lunga e terribile agonia.
Andreani punta il dito contro le aziende faunistiche venatorie:
“Entrambi i lupi morti per bocconi, sono stati trovati dentro
aziende faunistiche venatorie”.
L’esperto veterinario sottolinea però un altro dato allarmante:
“Quest’anno nei bocconi trovati, e negli animali avvelenati,
dopo le analisi abbiamo trovato la stricnina, severamente
vietata”.
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Uta.
Un quarto uomo individuato sui Sette Fratelli.
Sequestrati lacci, armi e carne
Monte Arcosu, bracconieri in trappola
Giovedì 09 aprile 2009
Quattro bracconieri di Decimo, Uta e
Sinnai sono stati denunciati dopo essere
stati sorpresi a Monte Arcosu e sui Sette
Fratelli.
Da
Monte Arcosu ai Sette Fratelli per bloccare
l'attività dei cacciatori di frodo. È di quattro
persone denunciate a piede libero, cinquemila e
settecento lacci per la cattura degli uccelli, 125
trappole per selvatici di grossa mole e 250 chili di
carne di cinghiale (ma anche armi clandestine e
sofisticate apparecchiature per poter individuare
nel buio le prede) il bilancio di una vasta
operazione anti bracconaggio messa in piedi dalle
stazioni di Sinnai e Capoterra con il coordinamento
dell'Ispettorato ripartimentale del Corpo forestale.
Un lavoro complesso, fatto di appostamenti e
successive perquisizioni domiciliari, che
soprattutto a Decimo e Uta hanno permesso di venire
a capo di una vera e propria squadra dedita da tempo
all'attività venatoria illecita. Anche in aree
sottoposte a rigorosi vincoli come la Riserva
ambientale gestita dal Wwf nelle montagne di Uta.
L'operazione di Monte Arcosu è cominciata
dopo la scoperta, fatta qualche giorno fa, di un
grosso cinghiale abbattuto apparentemente con un
colpo d'arma da fuoco. L'animale era nascosto dentro
uno zaino, occultato tra la vegetazione nel versante
nord-orientale dell'oasi protetta. Un
bottino che prima o poi qualcuno avrebbe tentato di
prelevare. Ed è per questo che i ranger della
caserma di Capoterra hanno deciso
di tendere la trappola. Non è trascorso molto tempo
e i fatti hanno dato ragione ai forestali. Un uomo,
poi identificato in L. L. di 64 anni, residente a
Decimomannu, aveva raggiunto la zona per recuperare
la preda. Con lui altri due amici, A. D. di 52 anni
sempre di Decimo e M.S. di 62 anni di Uta,
denunciati a piede libero. Gli agenti
(all'operazione ha partecipato anche il Nucleo
investigativo provinciale del Corpo forestale) hanno
anche messo sottosopra le loro abitazioni ed è
presto saltato fuori l'arsenale. Così come il
“prodotto” di tante operazioni. Sequestrati 200
chili di carne di cinghiale con ematomi che
rendevano inconfutabile l'ipotesi che gli animali
fossero stati catturati con i cavetti d'acciaio.
Negli appartamenti erano inoltre nascosti cinquemila
lacci tra quelli realizzati in acciaio e destinati
alla cattura della grossa selvaggina come appunto
cinghiali ma anche cervi, e in sottili fili di nylon
per imprigionare i piccoli volatili come tordi e
merli, ma anche pettirossi, materia prima per la
preparazione delle prelibate e ricercatissime
tacculas . I ranger hanno scoperto e sequestrato
un sofisticato puntatore laser per la caccia
notturna da montare sul fucile, altro materiale per
il confezionamento artigianale di ogni tipo di
trappola, dal laccio alla tagliola. Sui Sette
Fratelli gli agenti della forestale di Sinnai hanno
invece portato a termine con successo un blitz in
una zona considerata “sensibile” e particolarmente
frequentata dai cacciatori di frodo. Anche da quelli
che abitualmente utilizzano i micidiali
tubi-fucile, armi artigianali ma capaci di
ferire gravemente anche escursionisti, cercatori di
funghi, altri cacciatori. Dopo aver scoperto una
pappadroxia , la mangiatoia di mandorle
allestita per attirare i cinghiali davanti all'arma
innescata, hanno organizzato un appostamento. Verso
sera, l'arrivo di un uomo con in braccio un fucile.
Un volto noto ai forestali che in breve l'hanno
circondato per bloccarlo. Il bracconiere si è però
liberato dell'arma (risultata clandestina per via
della matricola cancellata) ed è fuggito via. Il
giorno successivo, conscio del fatto di essere stato
riconosciuto, si è presentato in caserma. Il
magistrato di turno, Gilberto Ganassi, ha disposto
la denuncia a piede libero essendo scaduta la
flagranza di reato. In casa F, C. di 42 anni aveva
munizioni dello stesso calibro e un potente visore
notturno.
ANDREA PIRAS
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Comunicato stampa del 06 aprile 2009
PALERMO, MERCATO DEGLI UCCELLATORI DI BALLARO’:
SODDISFAZIONE LAV E LIPU PER IL BRILLANTE INTERVENTO DELLE FORZE
DELL’ORDINE
La LAV e la LIPU hanno
ringraziato il Prefetto di Palermo, il Comandante
provinciale dell’Arma dei Carabinieri e l’Ispettorato
Ripartimentale Foreste per il brillante intervento operato
domenica mattina all’alba ai danni degli uccellatori che in
quel giorno occupano il mercato storico di Ballarò. Secondo
le due Associazioni questo intervento dimostra ancora una
volta quanto difficile sia eradicare un fenomeno di elevata
potenzialità criminale. Il presidio della piazza operato
questa volta dall’Arma dei Carabinieri e dal Corpo Forestale
della Regione siciliana rappresenta, ad avviso di LAV e
LIPU, una delle migliori risposte che lo Stato ha voluto
dare, imponendosi in un luogo che continua a manifestarsi
tramite leggi proprie incompatibili con il vivere civile.
Palermo continua a rappresentare una delle principali piazze
italiane per la vendita di fauna protetta ed in particolare
di piccoli fringillidi catturati ed, a volte, finanche
esportati in decine di migliaia di individui l’anno. La LAV
e la LIPU rivolgono un appello a tutti i cittadini di
Palermo affinché non acquistino in modo particolare
cardellini, notoriamente di provenienza quasi completamente
illecita. Le due Associazioni ricordano, inoltre, come il
50% degli animali muore già dopo poche ore la traumatica
cattura, mentre la quasi totalità della restante parte
decede nell’arco di uno o due mesi massimo.
Info:
www.lavsicilia.it
-
www.lipupalermo.blogspot.com
***********************************************************************
LAV
Palermo: cell. 328 8472063 –
palermo@lavsicilia.it
LIPU Palermo: cell. 349 2196124 –
lipu_palermo@libero.it
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I disegni di legge
Orsi e altri:
è caccia selvaggia. Fermiamoli!
La nuova versione della black-list
Dal Senato della Repubblica prende il via uno dei più
gravi attacchi alla Natura, agli animali selvatici, alle aree
protette, alla nostra stessa sicurezza: comincia la discussione
di vari disegni di legge, a partire dal testo unificato del
senatore Franco Orsi, che mirano ad una pressoché totale
liberalizzazione della caccia. Animali usati come zimbelli,
caccia nei parchi, riduzione delle aree protette, caccia nelle
zone incendiate, caccia alle oche, alle peppole, ai fringuelli,
caccia nei periodi e lungo le rotte di migrazione degli uccelli.
Caccia a sedici anni!
La legge 157/1992, l’unica legge che tutela
direttamente la fauna selvatica nel nostro Paese, sta per essere
smantellata.
Fermiamoli!!!
Il Testo del senatore Orsi
Si apre la caccia lungo le rotte di migrazione.
L’articolo 1 comma 5 del testo Orsi consente la caccia
specialistica lungo le rotte di migrazione: una situazione che
arrecherà grande disturbo e incentiverà il bracconaggio, in aree
molto importanti per il delicatissimo viaggio e la sosta degli
uccelli migratori.
Liberalizzazione dei richiami vivi!
Sapete cosa sono i richiami vivi? Gli uccelli tenuti
“prigionieri” in piccolissime gabbie per attirarne altri. Già
oggi questa pessima pratica è consentita, seppure limitatamente.
Ma il senatore Orsi vuole liberalizzarla.
Sarà
possibile detenere un numero illimitato di uccelli da usare come
“esche”.
Tutte le specie di uccelli, cacciabili o non cacciabili,
potranno essere usate come richiami vivi. Anche le peppole, i
fringuelli, i pettirossi…Non solo: ma spariranno gli anelli di
riconoscimento per i richiami vivi, utili a impedire nuove
catture illegali. Sarà sufficiente un certificato!!! La
motivazione del senatore Orsi: gli anellini di riconoscimento
danno fastidio agli uccelli. Insomma, a dare fastidio sarebbero
gli anellini”, non la costrizione in piccole gabbia e una vita
da esca!
(Articolo 5)
Caccia al buio!
La
chiusura serale della caccia agli uccelli migratori viene
prorogata fino ad un’ora oltre il tramonto, con il rischio di
abbattere specie superprotette e il rischio di sicurezza per le
persone.
(Articolo 18 commi 7 e 7 bis)
Licenza di caccia a 16 anni.
Un
pre-patentino permetterà ai sedicenni di andare a caccia. Per i
ragazzi noi chiediamo libri, musica, sport, natura, non fucili!
(Articolo 12 commi 9 e 10)
Caccia nelle aree incendiate.
Cancellato lo storico divieto di esercitare la caccia, per dieci
anni, nelle aree boscate percorse da incendi e dunque gravemente
danneggiate dal punto di vista naturalistico.
(Articolo 10)
Ancora piombo nelle zone umide.
Nonostante il divieto già previsto da un’altra legge italiana
(la n. 66 del 2006) in recepimento della convenzione
internazionale AEWA, il testo Orsi non prevede alcun divieto,
nelle zone umide, dei pallini di piombo, che inquinano l’acqua e
provocano il grave fenomeno del
saturnismo negli
uccelli acquatici.
700 mila imbalsamatori
I
cacciatori potranno “preparare trofei”, senza essere soggetti
“ad alcuna autorizzazione”.
(Articolo 6, comma 2 bis).
Mortificata la ricerca scientifica
L’Autorità scientifica di riferimento per lo Stato (l’Istituto
Nazionale per la Fauna Selvatica, oggi ISPRA) rischia di essere
completamente sostituta da istituti regionali. Gli istituti
regionali rilasceranno pareri su materie di rilevanza nazionale
e comunitaria. Potenziale impossibilità di effettuare studi,
ricerche e individuazione di standard uniformi sul territorio
nazionale.
(Articolo 7 commi 5, 5 bis, 5 ter)
Leggi regionali per cacciare specie non cacciabili.
Non
sono bastate quattro procedure di infrazione dell’Unione
europea, non sono bastate due sentenze della Corte
Costituzionale. Il senatore Orsi regalerà a Veneto e Lombardia,
ovvero agli ultrà della caccia, la possibilità di continuare a
cacciare specie non cacciabili, e di farlo con leggi regionali.
E le multe europee le pagheremo noi!
(Articolo 19 ter commi 16,17, 18 ,19, 20, 21)
Caccia con neve e ghiaccio.
Nelle aziende agri-faunistiche si potrà cacciare anche in
presenza di neve e ghiaccio, cioè in momenti di grandi
difficoltà per gli animali a reperire cibo, rifugio, calore.
(Articolo 21 comma 1, lettere m ed n)
Ritorno all’utilizzo degli uccelli come zimbelli!
A
noi pare che sia puro medioevo! Le civette legate per zampe e
ali e utilizzate come esca!
(Articolo 21 comma 1
lettera p)
Ridotta la vigilanza venatoria.
I
guardiaparchi, le guardie ecologiche, le guardie zoofile non
potranno più svolgere vigilanza!
Nel
Paese con il tasso di bracconaggio tra i più alti d’Europa, cosa
fa il Senatore Orsi? Riduce la vigilanza!
(Articolo 27 comma 2)
Ridotta la presenza ambientalista nei Comitati di
controllo.
Le
associazioni ambientaliste presenti nel Comitato sulla 157
saranno ridotte da quattro a tre, a fronte di sette associazioni
di cacciatori. Inoltre, l’’ENPA, storica associazione animalista
italiana, viene del tutto estromessa.
(Articolo 8 comma 1)
E tanto altro ancora.
Il disegno di legge 276 dei senatori Carrara,
Bianconi, Asciutti
Si allunga la stagione venatoria
Si
potrà cacciare dalla terza settimana di agosto, quando gli
uccelli sono in riproduzione o accudiscono i piccoli (e la gente
è in vacanza in campagna) fino al 30 giugno!!!
Aumentano le specie cacciabili
Diventano cacciabili il Fringuello, la Peppola, il Cormorano,
specie vietate dall’Unione Europea.
Depenalizzazione dei reati venatori.
Depenalizzazione per chi abbatte specie protette, per chi
esercita la caccia da veicoli e natanti, per chi utilizza
richiami proibiti, per chi esercita la caccia nei giorni di
silenzio venatorio. Possibilità di oblazione per caccia nei
parchi e per chi abbatte gli animali di cui all'articolo 30
comma 1 lettera c.
Il
disegno di legge 379 del senatore Benedetti Valentini
Ridotta la presenza ambientalista nei Comitati di
controllo.
Le
associazioni ambientaliste presenti nel Comitato sulla 157
saranno ridotte da quattro a tre, a fronte di sette associazioni
di cacciatori.
Si riduce il territorio destinato alla protezione
della fauna
Si
passa dall’attuale 30% di territorio protetto al 25 %. Guai a
proteggere troppa natura!
Si allunga la stagione venatoria
A
caccia dal primo settembre al 28 febbraio, in pieno periodo di
migrazione degli uccelli verso i luoghi di riproduzione.
Si aumentano le specie cacciabili
Caccia ai passeri. Caccia a Fringuello, Peppola, Storno, specie
vietate per l’Italia dall’UE.
Depenalizzazione dei reati venatori.
Depenalizzazione per chi esercita la caccia da veicoli e
natanti, per chi abbatte specie protette, per chi utilizza
richiami proibiti, per chi esercita la caccia nei periodi
vietati, per chi esercita la caccia nei parchi e nelle oasi.
Il disegno di legge 1104 dei senatori Castro,
Vetrella, Viceconte, Spadoni, Urbani.
Caccia alle Oche!
L’Oca granaiola e l’Oca selvatica diventano cacciabili. Quasi
estinte sul territorio italiano, le Oche giungono nel nostro
paese dal Nord, con l’inconfondibile volo a V e i versi che
invadono l’aria. In Italia non si cacciano più da anni. I
senatori Castro, Vetrella, Viceconte, Spadoni, Urbani le
rivogliono, ma cacciabili!.
E poi
Caccia alla Pettegola.
Caccia al Piccione selvatico.
Licenza di caccia a 16 anni.
Caccia dal primo settembre al 28 febbraio.
Caccia con neve e ghiaccio e su terreni allagati
Riduzione di pene per chi abbatte specie
particolarmente protette.
Il disegno di legge 1122 del senatore Coronella.
Si facilita l’ingresso dei cacciatori nelle
proprietà private.
Già
oggi i cacciatori possono fare ingresso nei terreni altrui, se
non chiusi da costose recinzioni.
Il
senatore Coronella chiede che le recinzioni passino dal limite
minimo attuale di un metro e venti centimetri a un metro e
ottanta centimetri.
Caccia da dalla terza domenica di agosto al 28
febbraio.
Caccia a Fringuello , Peppola, Storno, Taccola,
Corvo, Passeri.
Depenalizzazioni per chi esercita la caccia da
veicoli e natanti, per chi abbatte specie protette, per chi
utilizza richiami proibiti, per chi esercita la caccia nei
giorni di silenzio venatorio.
Fermiamoli!!!
Diffondiamo queste informazioni, colleghiamoci ai
siti delle associazioni, iscriviamoci alle liste in difesa
degli animali selvatici sui blog, su Facebook, scriviamo ai
parlamentari, partecipiamo alle iniziative che stanno per
nascere.
Evitiamo che tutto questo accada. La natura è la nostra
vita, difendiamola.
Fermiamoli!!!
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02/04/09
La
direttiva Uccelli compie trent´anni, ma è un compleanno
in chiaroscuro
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LIVORNO. Oggi l’Unione europea festeggia il 30°compleanno
del suo primo atto legislativo nei confronti della
protezione della natura: sono infatti passati trent’anni
dalla promulgazione della direttiva Uccelli. Una normativa
che ha un valore cruciale per la strategia europea volta ad
arrestare la perdita di biodiversità. La direttiva Uccelli
ha svolto infatti un ruolo fondamentale nell´impedire la
diminuzione di alcune delle popolazioni di uccelli più
minacciate d´Europa, in particolare tramite la rete delle
zone di protezione speciale. Grazie all´azione mirata
dell´Unione europea, dei governi nazionali, degli
ambientalisti e dei volontari al fine di attuare la
direttiva nella pratica, per molte specie di uccelli, tra
cui la spatola bianca (Platalea leucorodia), l´aquila di
mare (Haliaeetus albicilla)e l´aquila imperiale spagnola
(Aquila adalberti), il futuro sarà meno incerto. Sulla base
della direttiva, che quando è stata approvata interveniva
solo sui nove stati membri dell’UE, sono state istituite
attualmente quasi 5 000 zone di protezione speciale (ZPS) in
tutti e 27 gli attuali stati membri, che coprono circa il
10% della superficie europea e costituiscono parte
integrante della rete ecologica Natura 2000. «La direttiva
Uccelli è uno dei grandi successi della politica ambientale
dell´UE- ha dichiarato il commissario dell´Ambiente Stavros
Dimas (Nella foto)- È la traduzione in pratica del
nostro impegno per la conservazione globale della
biodiversità. Gli uccelli non solo sono belli di per sé e
sono parte inestimabile del nostro patrimonio naturale, ma
sono inoltre indicatori fondamentali della salute
dell´ambiente. Gli uccelli selvatici dell´Europa hanno
ampiamente beneficiato delle severe norme di protezione
previste dalla direttiva. Ma restano grandi sfide da
affrontare al fine di garantire che le popolazioni di
uccelli siano in buona salute a lungo termine. La direttiva
Uccelli è d´attualità oggi come lo era 30 anni fa ed avrà un
ruolo fondamentale nella realizzazione della nostra politica
in materia di biodiversità per molti anni ancora». Tra le
grandi sfide che rimangono da affrontare, il fatto che
nonostante i progressi raggiunti, la biodiversità
dell’avifauna europea, ricca di oltre 500 specie di uccelli
selvatici, è ancora sottoposta a pesanti minacce. Secondo i
più recenti studi scientifici, il 43% delle popolazioni di
uccelli dell´Europa è infatti a rischio o sta subendo una
grave diminuzione, cosa che rappresenta una sfida importante
per il completamento della rete Natura 2000, compresa la
componente marina. Lo stato di salute degli uccelli
selvatici, dipende in primo luogo dalle attività antropiche
quali la caccia e l’agricoltura, ma è sintomatico anche di
pressioni più ampie che si esercitano sulla biodiversità,
quali i cambiamenti climatici, e i suoi effetti. sulla
variazione nella ripartizione di talune popolazioni di
uccelli si fanno già sentire. E quindi garantire alla natura
lo spazio adeguato e adattare la protezione degli uccelli ai
mutamenti del clima è considerata una sfida cruciale per il
futuro. Ma forse il commissario Dimas nel citare le grandi
sfide che rimangono da affrontare aveva in mente anche il
caso Italia, verso la quale la Commissione è dovuta
intervenire spesso per la mancata applicazione della
direttiva. L’ultimo intervento infatti di pochi giorni fa,
quando appunto, l’Unione europea ha condannato, il nostro
paese «poiché la normativa di recepimento della direttiva
79/409/CEE (Uccelli) nell´ordinamento italiano non è
completamente conforme alla direttiva stessa». E la non
conformità riguarda anche le deroghe concesse ( e previste
quando “non vi siano altre soluzioni soddisfacenti”) su cui
sono pochi e non qualificati i controlli sulla loro
legittimità. Nello specifico, si legge sulla Gazzetta
ufficiale dell´Unione europea, "non sono stati recepiti il
divieto di distruzione e danneggiamento deliberato dei nidi
e delle uova nonché il divieto di disturbo deliberato degli
uccelli protetti dalla direttiva". E ancora, si parla di
“recepimento non completo", perchè "la suddivisione
temporale per periodi di attività venatoria non prevede il
divieto di caccia durante il periodo di nidificazione,
riproduzione, dipendenza e in particolare, quando si tratta
di specie migratrici, durante il periodo della riproduzione
e il ritorno al luogo di nidificazione e l´obbligo di
trasmettere alla Commissione le informazioni utili
sull´applicazione pratica della legislazione sulla caccia
non è recepito". La non conformità riguarda anche il mancato
"recepimento e applicazione non conforme a livello
regionale". In particolare ci si riferisce ad Abruzzo,
Lazio, Toscana, Lombardia, Emilia Romagna, Marche, Calabria
e Puglia. E l’ultimo atto che va contro quanto previsto
dalla direttiva Uccelli è stato perpetrato con
l’approvazione in Senato di una norma nel disegno di Legge
relativo agli obblighi comunitari del nostro Paese, ora
all’esame della Camera. Lo hanno denunciato 11 associazioni
ambientaliste e animaliste che segnalano che nonostante
l’Italia sia sotto procedura di infrazione per non aver
recepito alcuni passaggi fondamentali della direttiva
Uccelli, il Senato ha approvato un testo in cui è stato
cancellato dalla legge sulla caccia (che tra l’altro è in
fase di rivisitazione in negativo) l’arco temporale massimo
tra il primo settembre e il 31 gennaio entro cui possono
essere autorizzate le deroghe regionali alla stagione
venatoria. «Oltre alla gravità della forzatura culturale e
politica dell’atto – dichiarano le Associazioni - che
manomette l’unica legge italiana di tutela della fauna
selvatica, va evidenziato che la situazione che verrebbe a
determinarsi, qualora alla Camera il testo non fosse
corretto, sarebbe quella di un vero e proprio caos in tutte
le regioni, con ricorsi, pressioni e contenziosi senza
fine». Che non è proprio un bel regalo di compleanno.
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http://www.tutelafauna.it/News/Vigilanza/Chiesta_condanna_Italia_sulla_caccia.kl
27 marzo 2009 – Comunicato stampa
Caccia:
la
Commissione UE chiede la condanna dell'Italia alla Corte
di Giustizia europea per inottemperanza della Direttiva
"Uccelli" del 1979
E' stata
pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale dell'Unione Europea del
7 marzo 2009 (numero C 55)
http://eur-lex.europa.eu/LexUriServ/LexUriServ.do?uri=OJ:C:2009:055:0014:0015:IT:PDF
la
richiesta conclusiva della Commissione UE alla Corte di
Giustizia europea, affinchè l'Italia sia condannata per il
mancato rispetto della Direttiva 79/409/CEE in materia di
salvaguardia degli uccelli selvatici (c.d. "DIrettiva
Uccelli"). L'avvocato della Commissione ritiene non
recepito dall'Italia l'obbligo di garantire il mantenimento
di un adeguato livello delle popolazioni di avifauna
selvatica e di contrasto al deterioramento degli habitat, e
rileva come l'Italia non abbia ancora disposto il divieto di
distruzione intenzionale dei nidi, nonchè il divieto di
caccia nei periodi di dipendenza dei giovani nati (tarda
estate) e di migrazione pre-riproduttiva. Il controllo
dello Stato sulle deroghe regionali (spesso poi ritenute
illegittime dai TAR e dal Consiglio di Stato) è definito
"inefficace ed intempestivo", e si rileva come alcune
Regioni trascurino di fornire i dati allo Stato sulle
deroghe e le normative locali adottate. "Di
fronte a rilievi così gravi sulla scarsa tutela della fauna
selvatica in Italia, è sconcertante - rileva la LAC/Lega
Abolizione Caccia -
che la Commissione Ambiente del Senato non abbia di meglio
da fare che discutere di un testo unificato di varie
proposte di deregulation della caccia, che prevede tra
l'altro di introdurre la caccia sui terreni innevati, la
caccia nei boschi percorsi da incendi, l'abbattimento degli
uccelli mezz'ora oltre il tramonto, l'aumento degli
appostamenti fissi di caccia , ed il tirocinio col fucile
per i sedicenni"
Lega Abolizione Caccia,
Ufficio Stampa
|
26-03-09
CACCIA: 11 ASSOCIAZIONI
DENUNCIANO, IN SENATO PASSA NORMA TRUFFA A UE
(ASCA) - Roma, 26 mar - ''Un blitz che ha
il sapore di una vera e propria truffa all'Unione europea e
al 90% degli italiani, che e' contro ogni ipotesi di
allungamento della stagione venatoria''. E' il commento di
11 associazioni ambientaliste e animaliste (Amici della
Terra - Animalisti Italiani - Enpa - Fare Verde - Lac Lav -
Legambiente - Lipu -Vas - Vittime della Caccia - Wwf)
sull'approvazione in Senato di una norma filocaccia nel
disegno di Legge relativo agli obblighi comunitari del
nostro Paese, ora all'esame della Camera.
''L'Italia - avvertono - e' sotto procedura di infrazione
per non aver recepito alcuni passaggi fondamentali della
direttiva Uccelli, tra i quali l'esplicito divieto di caccia
durante i periodi di riproduzione e migrazione. Solo in
questo senso il Senato sarebbe dovuto intervenire per
adeguare la normativa.
Invece Palazzo Madama ha approvato un testo mal formulato e
insufficiente ad evitare all'Italia l'imminente condanna
europea''. Inoltre - denunciano le associazioni - fatto
gravissimo e non certo casuale, con un emendamento
''avvelenato'', del tutto estraneo alla procedura
d'infrazione (a firma dei senatori Carrara e Vetrella del
PDL), e' stato cancellato dalla legge 157/92 l'arco
temporale massimo tra il primo settembre e il 31 gennaio
entro cui possono essere autorizzate le deroghe regionali
alla stagione venatoria.
Si tratta, con tutta evidenza, di un attacco al cuore stesso
della legge 157/92, con il chiaro intento di allungare i
tempi di caccia. Un blitz messo in atto in sordina mentre la
Commissione ambiente del Senato discute di riforma della
legge sulla caccia, in netto contrasto con la sensibilita'
degli italiani, di destra e di sinistra, che al 90% si
oppongono drasticamente ad ogni ulteriore allungamento della
stagione venatoria''.
|
Riferimenti precisi agli
articoli, ma spiegazione semplice del danno provocato,
ecc.
E' un contributo
tecnico, basato anche su esperienza sul campo in materia
di vigilanza venatoria, per venire incontro al dilagare
di informazioni vecchiotte o imprecise che con le catene
di email e gli appelli d'ogni genere implicitamente
hanno creato e continuano a creare anche un po' di
confusione. Un aiuto a chi , tra militanti e
opinionisti, vuole documentarsi un po' di più oltre gli
slogan.
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una guida completa al disegno di legge del senatore Orsi per
la modifica della legge sulla caccia, basata sulla versione
ufficiale.
Ne e' venuto un documento un po' ponderoso perche' le
nefandezze sono tante ma anche perche' abbiamo spiegato nel
dettaglio cosa prevede e quali rischi comporta per la fauna
selvatica italiana.
La guida (allegata alla email ) la trovate anche qui:
http://www.tutelafauna.it/Materiali/Approfondimenti/Guida_al_Disegno_di_legge_Orsi.kl
Vi invitiamo ad utilizzarla e farla circolare
liberamente e a tutto spiano per fornire un'informazione
completa e aggiornata su questo inammissibile attentato alla
nostra biodiversita'.
Abc_DDL_Orsi_TutelaFauna_240309.pdf
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Volantino illustrato
contro la nuova
legge sulla caccia in
fase di esame.
Nel volantino sono riportati i link utili per:
1) vedere i nominativi dei parlamentari responsabili del
progetto di legge;
2) trovare un testo utile da inviare ai parlamentari in segno di
protesta;
3) trovare il testo di legge incriminato (ddl Orsi);
4) trovare un elaborato con il riassunto dei punti peggiorativi
delle norme
sulla caccia.
Vi invito a diffondere il volantino e possibilemente a stamparlo
ed esporlo
negli uffici e nei luoghi pubblici.
teenager_cal30_06.pdf
Un caro saluto
Andrea Zanoni
Presidente LAC Sez. Veneto
Cell. 347/9385856
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lunedì 16 marzo
2009 – Comunicato stampa
Caccia e fauna: dopo
la proposta del fucile in mano ai sedicenni, dal disegno
di legge "spara-tutto" ,depositato ufficialmente al Senato
l' 11 marzo, spuntano nuove "perle" del relatore.
Ora del tramonto "spostata" per legge (per dilatare gli orari
di caccia). La LAC: "forse il sen. Orsi, nel
voler rallentare il calar del sole, crede d'essere come Giosuè
in battaglia, ma stavolta contro gli uccelletti".
Il testo
unificato del senatore Franco Orsi (PDL), che sintetizza dieci
disegni di legge in materia di deregulation della caccia in
Italia, è stato ufficialmente adottato come base di discussione
dalla Commissione Ambiente del Senato nella seduta dello scorso
11 marzo. Ora che il testo è consultabile nell'ultima versione
anche sul sito web di Palazzo Madama, vengono alla luce molti
altri aspetti pericolosi e paradossali - a giudizio della Lega
Abolizione Caccia- che ne confermano il carattere di disegno di
legge "spara-tutto", per blandire l'estremismo venatorio alla
vigilia di una nuova tornata elettorale. Dopo la
contestatissima proposta di introduzione
dell’attestato di tirocinio che consentirebbe ai sedicenni
accompagnati di esercitare la caccia con un fucile (art. 11 del
nuovo testo base appena depositato), la rimozione del divieto di
caccia nelle aree boschive percorse dal fuoco (art. 34), la
possibilità di cacciare nelle foreste demaniali (art. 9),
l’introduzione della caccia anche da natanti (art. 20)
attualmente vietata, il nomadismo sul territorio nazionale dei
cacciatori di fauna migratrice, l’aumento delle specie
utilizzabili in numero illimitato -e senza anellini
identificativi della legittima provenienza- nell'odiosa pratica
dell'impiego dei richiami vivi (art. 4), si viene a
conoscenza di nuove assurdità sempre inserite nel chiaccherato
disegno di legge. (testo al link:
http://www.senato.it/japp/bgt/showdoc/frame.jsp?tipodoc=SommComm&leg=16&id=00403875&part=doc_dc&parse=no
) Il
nuovo testo-base (all'art. 18) prevede anche che si
possano cacciare gli uccelli migratori per mezz'ora dopo il
tramonto (attualmente la caccia deve terminare al calar del
sole); ma 30 minuti in più di spari quasi al buio evidentemente
non erano sufficienti: le Regioni, nelle intenzioni del
senatore, "determinano
gli orari di cui sopra secondo l'ora solare del lembo di
territorio più a ovest della regione medesima". Come
a dire: per smettere di sparare a La Spezia occorre attendere
che il sole sia tramontato da mezzora anche al valico di
Ventimiglia (in modo da guadagnare una manciata di minuti in
più per sparare agli animali che raggiungono le aree di sosta e
rifugio notturne). Insomma, una sorta di ora legale "calibro
12", con l'orario del tramonto e post- tramonto stabilito non
più dalla rotazione della terra attorno al sole, ma dalla
Gazzetta Ufficiale ! .....Galileo si rivolterebbe nella
tomba..... Tra le altre "perle" del disegno di legge figurano
anche una sorta di sanatoria edilizia e paesaggistica (art. 4)
per gli esistenti impianti, che non sono di legno,
destinati alla cattura degli uccelli destinati al rifornimento
dei richiami vivi per i cacciatori. Insomma: un progetto
di smantellamento delle norme di tutela della fauna, tale da
indurre la LAC a chiedere a tutte le forze politiche un
immediato ritiro della contestatissima proposta di modifica
dell'attuale legge 157/92, forte anche degli ultimi sondaggi che
rivelano come su questi punti vi sia la netta contrarietà della
stragrande maggioranza degli Italiani d'ogni orientamento
politico.
Lega Abolizione Caccia
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La Cassazione ribadisce la consolidata giurisprudenza sulla
non necessità della tabellazione perimetrale delle aree
protette ai fini della vigenza del divieto di caccia e
dell'applicazione delle disposizioni sanzionatorie penali.
La novità di quest'ultimo pronunciamento sta
nell'applicazione delle disposizioni penali anche alla
fattispecie di un'oasi di protezione faunistica provinciale
solo parzialmente tabellata, in caso di bracconaggio al suo
interno.
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Cass. Pen. - Sez. III , sentenza n. 8839 del 27
febbraio 2009 (Camera di consiglio del 20 nov.
2008)
Presidente Vitalone ,estensore Mulliri, ricorrente
Ferretti
Caccia e animali. Caccia in area protetta
Un'area protetta non necessita di tabellazioni in quanto
istituita con appositi provvedimenti pubblicati sulla
Gazzetta Ufficiale e, quindi, non è invocabile la buona fede
in ordine all'esercizio della caccia all'interno della
stessa regolarmente istituita
(nuova fattispecie: oasi di protezione
faunistica della provincia di Brindisi, parzialmente
tabellata)
testo integrale
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Carabina selvaggia di Roberta Carlini (27 febbraio 2009)
Sparare tutto l'anno. Anche nei parchi naturali. E possibilità
di imbracciare il fucile già a 16 anni. Dal centrodestra un
progetto di legge che minaccia l'ambiente. Ragazzini con la
doppietta. Spari nei parchi naturali. Restituzione delle armi ai
bracconieri. E caccia libera per tutto l'anno nelle aziende
faunistiche private. Sono solo alcune delle previsioni con le
quali una nuova legge sulla caccia sta per abbattersi sulla
fauna italiana. Ribaltando regole e divieti e liberalizzando
gran parte dell'attività venatoria, in un testo unico affidato
alle cure del senatore del Popolo delle libertà Franco Orsi,
parlamentare ligure dalla brillante carriera regionale,
all'insegna dello slogan: 'Per la
caccia vota un cacciatore'. Tanto per cominciare, si abbassa
l'età in cui è consentito imbracciare il fucile: a 16 anni si
potrà prendere un patentino e andare a sparare per boschi e
contrade. Il popolo dei 700 mila cacciatori italiani dunque si
potrà infoltire di figli e nipoti, che la legge considera
immaturi per votare e guidare un'auto, ma non per impallinare un
cinghiale. Come si regolerà la responsabilità civile e penale in
caso di incidenti causati dai minorenni in doppietta, non è
specificato dal progetto di legge. Che invece detta
minuziosamente le norme per l'allargamento della libertà di
caccia, unificando diverse proposte accumulatesi negli anni,
tutte provenienti dai banchi del centrodestra. Le intenzioni
sono chiare, sin dall'articolo 1 che, dettando i principi
generali, fa sparire la solenne affermazione dell'interesse
della comunità nazionale alla protezione della fauna. Messa in
chiaro la filosofia, si passa ai fatti. Nei parchi naturali si
potrà sparare: sarà lecita la caccia in deroga "per piccole
quantità" e quella per il "controllo faunistico", insomma quando
ci sono animali in eccesso che danno fastidio. Conclusione: "Nei
parchi si potranno cacciare peppole e fringuelli, con piani
pluriennali", denuncia
Legambiente. Ma non è tutto: le regioni che hanno istituito
parchi su più del 30 per cento del territorio saranno punite con
sanzioni economiche. Nessuna sanzione, invece, per chi sta al di
sotto del minimo di zone protette previsto dalla legge. Se la
deregulation arriva nei parchi, figuriamoci fuori. Mentre finora
la legge del cacciatore è stata incentrata sul suo ancoraggio al
territorio, in futuro le doppiette potranno spostarsi da una
regione all'altra per seguire gli uccelli migratori: basterà
comunicarlo alle autorità e pagare qualcosa. I poveri migratori
se la vedranno brutta anche per la riduzione delle aree protette
sui valichi montani, dove adesso passano indisturbati mentre in
futuro sarà consentita la presenza di cacciatori.
Liberalizzazione totale anche per quanto riguarda l'uso di
uccelli come esche o zimbelli: via il tetto massimo, via anche
gli anellini per identificarli ed evitare abusi. "È una pratica
arcaica oltre che crudele: per fortuna lo fanno
in pochi, non si capisce perché la legge vuole questo ritorno al
passato", dice Danilo Selvaggi della Lipu. A proposito di
pratiche arcaiche: se un cacciatore vuole imbalsamare le sue
prede, avrà carta bianca senza i vincoli e le regole che
esistono per gli imbalsamatori ufficiali. Il controllo della
fauna, già evocato per aprire alla caccia nei parchi, permetterà
ai sindaci di dare mano libera ovunque ai cacciatori per
abbattere animali che fanno danni o causano fastidio: cervi,
lupi ma anche cani e gatti. Non mancano infine le novità
affidate al privato: nelle aziende faunistico-venatorie si potrà
cacciare tutto l'anno e anche senza licenza, sparando su animali
appositamente liberati per il divertimento di tiratori da luna
park. E per coloro che violeranno le (poche) regole che restano,
mano di velluto: ai bracconieri presi sul fatto basterà pagare
una multa per riavere le proprie armi. E riprendere la caccia.
Visita il ns. sito:
www.lacveneto.it |
|
TENTATIVO DI LIBERALIZZAZIONE TOTALE DELLA CACCIA
L’allarme lanciato dalla LAC Veneto per stoppare la bozza di
proposta di legge al Senato presentata dal senatore Franco
Orsi del Popolo della Libertà va preso sul serio e
appoggiato da quanti hanno a cuore i diritti degli animali. Il
DDL in pratica punta alla liberalizzazione della caccia
con una serie di provvedimenti che stravolgono l’attuale
normativa nazionale. Ad esempio, abolendo la definizione di
specie protette animali con il lupo, l’orso, le
aquile e le cicogne non godranno più di particolari
protezioni, così come si potrà cacciare in deroga nei parchi
e nelle aree protette alle specie non cacciabili. Di
converso verrà ridotta la vigilanza venatoria in un Paese,
l’Italia, con uno dei tassi più alti di bracconaggio in
Europa; verrà cancellato l’Ente Nazionale Protezione
Animali dal Comitato Tecnico Nazionale con una ulteriore
riduzione della presenza delle associazioni ambientaliste al suo
interno (su 157 associazioni,queste passano da 4 a 3). A fianco
di queste e altre “perle” ci sono le concessioni alla Regioni
nel segno di un “federalismo”distorto, volto a favorire la
capacità di pressione delle lobbies venatorie locali sui
legislatori regionali. Concessioni come la possibilità di
leggi regionali per la caccia in deroga, malgrado le tante
infrazioni europee delle nostre regioni e le multe conseguenti
(che tutti i cittadini pagano). O la punizione per le regioni
che proteggono oltre il 30% del proprio territorio. Siamo di
fronte ad un’aberrazione. Se questa bozza dovesse continuare il
suo iter in commissione senatoriale si lascerebbe libero campo
ai peggiori appetiti presenti nel mondo venatorio come quelli di
chi, nella nostra Regione, ad ogni occasione, spinge per
provvedimenti di caccia in deroga che allargano progressivamente
il numero di specie cacciabili, restringendo o rendendo
difficili se non impossibili i controlli sull’attività
venatoria. Il mondo ambientalista e, più in generale, quanti
credono che il rispetto della fauna rappresenti un valore
fondamentale sono chiamati a far sentire la propria voce per
fermare questo disegno aderendo all’appello lanciato dalla LAC.
25 febbraio
2009 Gianfranco Bettin
consigliere regionale Verdi Veneto |
Comunicato stampa LAV Napoli 19.2.09
TRAFFICO DI FAUNA
SELVATICA: OPERAZIONE DEL NUCLEO INVESTIGATIVO DELLA
POLIZIA PROVINCIALE DI NAPOLI. LA LAV CHIEDE UN GIRO DI VITE
CONTRO I TRAFFICANTI.
Tre tordi e un
merlo vivi, due storni morti imbrigliati nella rete, due
gabbie, una rete per l’uccellagione, un richiamo acustico a
funzionamento elettromagnetico: è quanto sequestrato dal
Nucleo Investigativo della Polizia Provinciale di Napoli in
un fondo agricolo ricadente nel Comune di Terzigno (NA). La
rete era posizionata tra due pali di circa 17 mt. per 6 mt.
di altezza, tesa verticalmente ed era utilizzata per la
cattura illegale di uccelli. La proprietaria del fondo è
stata denunciata in stato di libertà per i reati di
uccellagione, maltrattamento di animali e uso di richiami
vietati. Gli agenti del Nucleo Investigativo della Polizia
Provinciale, nel corso di un servizio antibracconaggio,
hanno sentito un richiamo elettromagnetico per uccelli che
riproduceva il verso del tordo, poco dopo hanno notato la
rete posizionata e si sono appostati per cogliere in
flagranza il responsabile, ma l’appostamento non ha avuto
esito positivo poiché il bracconiere non è arrivato. A
questo punto, gli agenti hanno rintracciato la proprietaria
del fondo la quale ha asserito che la rete serviva a
proteggere le coltivazioni. Gli agenti della Provinciale
hanno rinvenuto tre uccelli intrappolati nella rete, due
storni morti e un merlo vivo. Poco lontano sono state
rinvenute anche due gabbie con tre tordi e il richiamo
acustico in funzione.
“La cattura e il commercio illegale di fauna selvatica in
provincia di Napoli sono un fenomeno preoccupante che
meriterebbe maggiore attenzione investigativa -
dichiara Ciro Troiano,
responsabile Guardie Zoofile della LAV.
Questa operazione e quella recente contro il mercato di
trappole per la fauna selvatica, sempre del Nucleo
Investigativo della Provinciale, rappresentano un’ennesima
conferma alle nostre denunce. Il traffico di fauna –
conclude Troiano
- ha avuto negli ultimi anni una forte impennata anche a
causa delle inadempienze delle Istituzioni che non
provvedono a smantellare, ad esempio, il mercato abusivo
degli uccelli che si tiene ogni domenica mattina in Via
Brecce a s. Erasmo a Napoli”.
SONO DISPONIBILI FOTO DELL'OPERAZIONE.
LAV ONLUS SEDE
TERRITORIALE DI NAPOLI- tel. 3204730679
lav.napoli@infolav.org
-
www.lavnapoli.org
|
Comunicato
stampa LAV 17 febbraio 2009
SCOIATTOLI GRIGI: MINISTERO AMBIENTE PROPONE A REGIONI
PIEMONTE E LOMBARDIA PROTOCOLLO D’INTESA PER STERMINARLI IN
MASSA.
LAV ANNUNCIA AZIONI LEGALI E CHIEDE UN PIANO DI PREVEZIONE:
DIVIETO D’IMPORTAZIONE E COMMERCIO PER TUTTE LE SPECIE
ESOTICHE E STERILIZZAZIONE. LA FAUNA SELVATICA E’ PATRIMONIO
INDISPONIBILE DELLO STATO
Cattura con trappole e
successiva uccisione per
gli Scoiattoli grigi, una specie esotica
d’origine nordamericana introdotta in Piemonte nel 1948 e in
anni più recenti anche in Lombardia, dove si è riprodotta
entrando in competizione con lo scoiattolo rosso, specie
autoctona: il progetto è allo studio
del Ministero dell’Ambiente
che intende proporre
un sanguinario
Protocollo d’Intesa alle Regioni Piemonte e Lombardia, ai
Parchi Valle del Ticino, di Nervi, Nontevecchia e Valle
Curone, in collaborazione con ISPRA e Università dell’Isubria,
per la soppressione degli Scoiattoli grigi.
Ma la LAV annuncia azioni legali al fine
di proteggere gli Scoiattoli grigi da eventuali
provvedimenti illegali e cruenti di “eradicazione” e chiede
un decreto ministeriale
urgente che finalmente, e in modo coerente, vieti
l’importazione e il commercio di
tutte le specie animali
esotiche con lo scopo di proteggere queste da un
commercio squallido sul piano etico e pericoloso per il loro
benessere, tutelando così anche l’equilibrio delle specie
nostrane. A livello locale, là dove siano accertati
effettivi danni causati da specie esotiche, si possono
attuare piani di
sterilizzazione.
“Non devono essere questi animali a pagare, con una morte
violenta , colpe tutte umane: la colpa di coloro che
arbitrariamente e impunemente li hanno immessi nel nostro
habitat dove gli Scoiattoli grigi si sono poi naturalmente
adattati; la colpa di coloro che non hanno ancora adottato
provvedimenti preventivi come il divieto di importazione e
commercio di animali esotici e adeguati piani di
sterilizzazione per le specie immesse sul territorio con
effetti realmente problematici per l’equilibrio ambientale”,
dichiara Nadia
Masutti, responsabile nazionale LAV settore Animali Esotici,
Zoo e Circhi.
“In questo caso il
paradosso che denota il grave vizio di motivazione del
provvedimento è che nel Programma ministeriale di
conservazione dell’autoctono Scoiattolo rosso europeo si
scarta il metodo della sterilizzazione chirurgica degli
Scoiattoli grigi, e cioè il metodo non cruento, a causa di
un ipotetico rischio di mortalità di circa il 10% degli
Scoiattoli sterilizzati, preferendo così lo sterminio
dell’intera specie
– dichiara
Massimo Vitturi, responsabile nazionale LAV settore Caccia e
Fauna selvatica – Non è accettabile e soprattutto
non sarà
privo di responsabilità il fatto che
il Ministero dell’Ambiente o altri enti
possano ignorare o tentare di aggirare il fondamentale
principio normativo che definisce la fauna selvatica
‘patrimonio indisponibile dello Stato’ (legge 157/92,
art.1): la legge 157/92 ‘per la protezione della fauna
selvatica e per il prelievo venatorio’ non fa distinzione
tra specie autoctone e specie alloctone, come ribadito anche
dalla Suprema Corte di Cassazione, e comunque una specie
importata in Italia e qui ambientatasi da decenni è
indubbiamente tutelata dalla normativa nazionale”.
Ufficio
Stampa LAV 06 4461325 – 339 1742586
www.lav.it
|
Comunicato stampa LAV Napoli
16.2.09
NAPOLI,
VENDEVA SU INTERNET TRAPPOLE PER CATTURARE FAUNA
SELVATICA. DENUNCIATO DALLA POLIZIA PROVINCIALE E DALLE
GUARDIE VENATORIE DELLA LAV.
Si faceva chiamare
“acchiappatuttos” e vendeva in tutta Italia su vari giornali
telematici di annunci gratis trappole per la cattura di
uccelli, con tanto di video dimostrativo: “Vendo gabbia
nuova automatica in grado di catturare più di venti uccelli
contemporaneamente a 150€. Contattatemi per l’invio del
video dimostrativo”, questo uno degli annunci che pubblicava
su diversi siti. La cosa non è sfuggita alle Guardie
Venatorie della LAV che, dopo aver creato un apposito
account, lo hanno contattato fingendosi interessati
all’acquisto e chiedendo il filmato dimostrativo. “La cosa
che ci ha sorpreso maggiormente – dichiara Ciro Troiano, il
responsabile delle Guardie Venatorie della LAV che ha
seguito le indagini – è stata l’ingegnosità del meccanismo
che per la sua funzionalità rappresenta una vera trappola a
ripetizione, capace di catturare continuamente uccelli senza
ulteriore intervento umano. È la prima volta che ci siamo
imbattuti in congegni simili”. Mentre le trattative con il
venditore andavano avanti, le Guardie Venatorie della LAV
hanno contattato il Nucleo Investigativo della Polizia
Provinciale di Napoli per le ulteriori attività
investigative e per predisporre un intervento. “La cosa più
difficile, che ha richiesto un lavoro di certosina pazienza
– continua Troiano – è stata quella di creare via e-mail un
rapporto di fiducia con il rivenditore e di fissare un
appuntamento, visto il suo essere guardingo e sospettoso e
il suo modo di operare che prevedeva la spedizione tramite
pacco postale. Ma alla fine ci siamo riusciti ed è scattata
la trappola”. Il venditore ha fissato l’appuntamento in un
tardo pomeriggio della scorsa settimana in un noto Centro
Commerciale della provincia di Napoli. Sul posto, da diverso
tempo prima, si sono posizionati gli Agenti del Nucleo
Investigativo della Provinciale e le Guardie LAV. All’ora
stabilita è stato visto un individuo che stazionava in
attesa al posto stabilito. “Mi sono avvicinato con prudenza
– continua Troiano – poiché bastava un nulla per far saltare
l’operazione, gli ho chiesto se fosse lui il venditore che
aspettavo e alla sua risposta affermativa ci siamo diretti
nel parcheggio dove era la sua auto”. Nel frattempo gli
agenti della Provinciale seguivano la scena da lontano.
Nell’abitacolo dell’auto erano visibili le trappole. Quando
il venditore ha aperto il portellone si sono avvicinati gli
agenti della Provinciale e si sono qualificati. È stato
contattato il pubblico ministero di turno presso la Procura
della Repubblica che ha autorizzato la perquisizione
domiciliare, portando al ritrovamento di una gabbia-trappola
attiva, pronta per la cattura di uccelli, posizionata nel
cortile dell’abitazione dell’uomo, e di altre trappole
tenute al fine di vendita. L’uomo, un 26enne incensurato
della provincia di Napoli, è stato denunciato per esercizio
di uccellagione, reato per il quale è previsto l’arresto
fino a un anno o l’ammenda da euro 775,00 a euro 1033,00, e
sanzionato amministrativamente per detenzione di trappole
per la cattura di fauna selvatica con sanzione di 206,00
euro. È, inoltre, al vaglio la sua posizione in merito al
possibile reato di istigazione a delinquere per aver
pubblicizzato e messo in vendita mezzi per commettere il
reato di uccellagione. “Abbiamo posto fine a un vero e
proprio business a danno della fauna selvatica con introiti
cospicui – conclude Troiano –, basti pensare che in un solo
giorno la persona denunciata ha venduto ben 14 trappole e
che tale traffico veniva pubblicizzato in tutt’Italia,
contribuendo non poco alla realizzazione del più grave
traffico di fauna selvatica. Un grazie particolare va al
Nucleo Investigativo della Polizia Provinciale di Napoli per
la professionalità dimostrata”.
SONO DISPONIBILI FOTO E
FILMATO SUL FUNZIONAMENTO TRAPPOLA.
LAV ONLUS SEDE TERRITORIALE DI
NAPOLI-
napoli@infolav.org -
www.lavnapoli.org
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Comunicato stampa LAV Veneto 12.2.2009
LA CORTE COSTITUZIONALE
ANNULLA LA DELIBERA DELLA REGIONE VENETO CHE PERMETTE
L’IMMISSIONE NELLE PROPRIE ACQUE DI SPECIE ITTICHE NON
AUTOCTONE. LA LAV: “QUESTA VOLTA LA REGIONE NON POTRA’
SODDISFARE IL SUO ELETTORATO
ITTICO-VENATORIO ROVINANDO
L’AMBIENTE”
Con sentenza n. 30 del 26 gennaio 2009 la Corte Costituzionale
ha emanato sentenza di annullamento nei confronti della
Deliberazione della Giunta regionale del Veneto 4 marzo 2008, n.
438 (Ulteriori criteri per
le ammissioni di specie ittiche nelle acque interne regionali.
Indirizzi ai fini di coordinamento per la protezione del
patrimonio ittico regionale ai sensi dell'art. 3 legge regionale
28 aprile 1998, n. 19), con riferimento ai punti 1, 2
e 3.
In detti passaggi, la Regione definisce le specie ittiche carpa
(Cyprinus carpio),
pesce gatto (Ictalurus melas),
trota iridea (Oncorhynchus
mykiss) e lavarello (Coregonus
lavaretus) «specie para-autoctone» in quanto da
parecchi decenni utilizzate in ambito regionale ai fini di pesca
sportiva e professionale in ambito lacustre, equiparandole alle
specie autoctone e affidando i piani d’immissione alle
«competenti Amministrazioni provinciali».
Per “autoctone”, secondo le
Linee guida per l'immissione di specie faunistiche
curate dall’INFS (Istituto Nazionale per la Fauna selvatica, ora
ISPRA) e pubblicate dal Ministero per l’Ambiente nel 2007, si
intende quelle specie «naturalmente presenti sul territorio
nazionale o su parte di esso, nel quale si siano originate o vi
siano giunte senza l'intervento diretto (intenzionale o
accidentale) dell'uomo». Mentre possono essere considerate
“para-autoctone” quelle che, pur non essendo originarie del
territorio italiano, vi siano giunte per intervento diretto,
intenzionale o involontario, dell'uomo e quindi naturalizzate
anteriormente al 1500 (le quattro specie citate sono tutte
arrivate successivamente nel nostro territorio e sono per
definizione specie “alloctone”).
La Corte Costituzionale ha considerato che «la disciplina
dell'introduzione, della reintroduzione e del ripopolamento di
specie animali rientra nella esclusiva competenza statale di cui
all'art. 117 della Costituzione», e richiama nello specifico la
direttiva 92/43/CEE (Direttiva
del Consiglio relativa alla conservazione di habitat naturali e
seminaturali e della flora e della fauna selvatiche),
recepita in Italia con il d.P.R. n. 35771997 (mod. d.P.R. n.
120/2003), che vieta espressamente la reintroduzione,
l'introduzione e il ripopolamento in natura di «specie e
popolazioni non autoctone» ponendo limiti inderogabili alla
competenza normativa regionale. Limiti che risultano violati
dalla deliberazione.
Per detti motivi la Corte ha emesso sentenza di annullamento
della delibera, in quanto «non spettava alla Regione Veneto
stabilire che le specie ittiche carpa (Cyprinus
carpio), pesce gatto (Ictalurus
melas), trota iridea (Oncorhynchus
mykiss) e lavarello (Coregonus
lavaretus) devono essere considerate “specie
para-autoctone”».
“La sentenza d’annullamento
arriva a sottolineare ancora una volta come la Regione del
Veneto abbia in spregio qualsiasi iniziativa a favore
dell’ambiente e della fauna selvatica, considerati soltanto
merce di scambio elettorale per ingraziarsi le lobby
ittico-venatorie, senza minimamente curarsi delle conseguenze
irreparabili che il suo comportamento irresponsabile provoca”
– dichiara Stefania Ivanovich,
coordinatrice regionale LAV per il Triveneto – “speriamo
che la Corte si pronunci presto in merito anche alla legge
regionale sulla caccia in deroga n. 13/2008, per la quale il TAR
del Lazio ha già sollevato la questione di incostituzionalità e,
mentre la Commissione europea ha già avviato una procedura
legale per la violazione della normativa su specie protette”.
LAV – Coordinamento Regionale Triveneto cell. 320.1784316
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Ufficio Stampa LAV tel. 06.4461325 – 329.0398535 - 3391742586
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Comunicato
LAV. CACCIA: MINISTRO AMBIENTE FIRMA DECRETO A VANTAGGIO
DEI CACCIATORI. LAV: AGGIRATE NORME UE, MODIFICHI NOME
IN MINISTERO DELLA DISTRUZIONE DELL'AMBIENTE E DEGLI
ANIMALI
Comunicato
stampa LAV 11 febbraio 2009
CACCIA:
MINISTRO AMBIENTE PRESTIGIACOMO FIRMA DECRETO A VANTAGGIO
DEI CACCIATORI.
LAV:
AGGIRATE NORME UE, MODIFICHI NOME IN MINISTERO DELLA
DISTRUZIONE DELL’AMBIENTE E DEGLI ANIMALI
E’ stato pubblicato ieri sulla
Gazzetta Ufficiale, a firma del Ministro dell’Ambiente
Prestigiacomo, il decreto che prevede alcune modifiche alle
misure di conservazione previste per le aree tutelate dalle
Direttive Comunitarie (SIC:
Siti di Importanza Comunitaria e
ZPS: Zone di
Protezione Speciale).
“Curiosamente
– dichiara Massimo
Vitturi, responsabile del settore caccia e fauna selvatica
della LAV –
le modifiche introdotte dal Ministro, vanno a rimuovere
solamente alcuni vincoli di carattere venatorio. Il decreto
concreta l’ulteriore inaccettabile liberalizzazione della
caccia, nonostante la stragrande maggioranza dei cittadini
ne vorrebbe l’abolizione. Un atto di miopia politica e
profondamente sbagliato nella sostanza!”
Infatti le misure minime di
conservazione per SIC
e ZPS,
istituite nel corso della legislatura precedente,
introducevano in tali aree numerose norme di tutela che
riguardano diversi ambiti: dalla regolamentazione degli
impianti eolici all’apertura di nuove cave, dalla
costruzione di nuove piste da sci alla difesa dei
terrazzamenti, fino ad alcune norme di limitazione
dell’attività venatoria. Ed è proprio su queste ultime che è
caduta la scure ministeriale, quasi a voler fare un favore
ai cacciatori, in barba alle regole dettate dalla Comunità
Europea a tutela delle aree di particolare rilevanza
ambientale.Il Ministro dell’Ambiente si è finora distinta
per il più totale silenzio su un tema, quello ambientale,
che dovrebbe costituire il fulcro del suo impegno e dare un
senso alla sua nomina.
“Dovrebbe
essere quanto meno imbarazzante per un Ministro
dell’Ambiente essere ricordata unicamente per questo decreto
filo-venatorio che farà molto piacere ai cacciatori più
estremisti - continua
Vitturi - Forse il Ministro dovrebbe iniziare a
pensare di modificare il nome del suo Ministero in Ministero
della distruzione dell’ambiente e degli animali”.
11 febbraio 2009
Ufficio Stampa LAV 06 4461325
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| 7 gennaio 2009
STAGIONE VENATORIA La Lac chiede la
sospensione della caccia per le rigide condizioni cimatiche
Centinaia di animali minacciati dal gelo e dai fucili dei
cacciatori
Gufo comune stremato si nutre di una tortora morta dal gelo
Paese
Poaiana morente a causa della neve
Poiana morente a causa della neve
Cerva gravida ferita e lasciata morire in provincia Belluno
http://www.rovigooggi.it/articolo/2009-01-07/centinaia-di-animali-minacciati-dal-gelo-e-dai-fucili-dei-cacciatori/
A causa delle rigide condizioni climatiche di questi giorni, la
Lac sezione Veneto ha proposto al presidente della Regione
Giancarlo Galan di sospendere la stagione venatoria in tutto il
Veneto poiché gli animali versano in grandi difficoltà ed alcuni
esemplari stanno morendo di stenti
Rovigo - Il freddo di questi giorni sta creando grossi disagi ai
cittadini e difficoltà anche ad alcuni animali del territorio
polesano e
veneto. La Lega per l'abolizione della caccia sezione Veneto (Lac)
ha lanciato un grido di allarme per tutti quegli animali che
vivono la
doppia minaccia del clima gelido da una parte e dei cacciatori
dall'altra. "Non si registrava in Polesine un inverno così
rigido dal 1982 - afferma Claudio Vallarini, membro della
sezione rodigina del Wwf - pertanto è lecito parlare di vera e
propria emergenza".
A causa del perdurare del freddo e della neve sul terreno,
infatti, centinaia di animali sono stati rinvenuti morti,
stremati o deperiti per
la fame e per il gelo. L'emergenza tocca per esempio i rapaci
che si nutrono di piccoli roditori che non riescono a cacciare
in queste
particolari condizioni climatiche. Inoltre, soprattutto nelle
zone alpine, molti cacciatori approfittano delle difficoltà in
cui versano le
popolazioni di cervi, caprioli e camosci uccidendoli mentre si
muovono con lentezza sul manto nevoso accumulato nei giorni
scorsi.
Per far fronte a quella che secondo Andrea Zanoni, presidente
della Lac Veneto, è una delle situazioni straordinarie previste
dal regolamento regionale per la caccia, la Lac ha rivolto al
presidente della Regione Veneto Giancarlo Galan una richiesta
formale affinché la stagione venatoria venga temporaneamente
sospesa, fino al migliorare delle condizioni climatiche: "Ci
siamo attenuti alle disposizioni vigenti che prevedono la
sospensione eccezionale della caccia quando si verificano
situazioni di emergenza - sostiene Zanoni - eticamente i
cacciatori sarebbero tenuti a soccorrere gli animali avvistati
in difficoltà, non ad ucciderli. Sparare loro in queste
condizioni, è come sparare sulla Croce Rossa, un bersaglio
troppo facile". Ad oggi, la richiesta della Lac Veneto non ha
ancora ottenuto una risposta né da parte dell'assessorato alla
caccia diretto da Elena Donazzan né tantomeno dalla Regione
nella persona del suo presidente, mentre le condizioni
climatiche non sembrano migliorare e il rischio per molti
animali di morire di stenti rimane un'emergenza.
Elisa Barion
Tags
regione veneto, lega abolizione caccia, lac veneto, sospensione
caccia per il freddo, giunta regione veneto, elena donazzan,
giancarlo galan
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| 07/01/09
Uccise l'alano, preso
Cacciatore identificato dalla polizia. Sequestrata carabina
http://www.ecodibiella.it/eco/index.php?pag=269
Prima di Natale aveva sparato a un cane, un alano nero (nellafoto), nei boschi tra Favaro e la frazione Valle di Pralungo.
L'altro giorno è
stato identificato e denunciato dalla polizia per il reato di
uccisione dianimali. E' un cacciatore che abita a Favaro, Paolo G.C., 48
anni. «Non l'hofatto apposta, l'ho scambiato per un cinghiale e ho fatto
fuoco...», ha
cercato di giustificarsi davanti ai poliziotti della Squadra
mobile che, a
tempo di record, hanno risolto il caso. Non è stato creduto. Gli
è stata
sequestrata l'arma, una carabina Remington calibro 7 millimetri,
a colpo
singolo, alla quale può essere piazzato un cannocchiale di
precisione. Gli
sono stati così contestati il dolo, la crudeltà e l'uccisione
senza necessità,
che configurano al meglio quel tipo di reato. I motivi sono
svariati. Le
indagini non sono state semplici. Gli investigatori della Mobile
hanno avuto
una grossa mano anche dall'associazione cacciatori che collabora
con la
Provincia per gli abbattimenti di cinghiali e che, quel giorno,
operava in
quella zona con due squadre. |
| 06/01/09 Tres: micio ucciso per errore Francesco Zadra:
«Avevo mirato ad una lepre»
http://www.ladige.it/giornale_online/giornale_articolo.php?id_pagina=63162&pagina=&versione=testuale&zoom=&id_articolo=302427
GUIDO SMADELLI TRES - «E' stato un fatto involontario, non mi è
mai successa una cosa del genere. Ma voglio rendere pubblica la
mia verità su quanto successo». A parlare è Francesco Zadra , 66
anni, di Tres, denunciato da una vicina di casa per aver sparato
- ed ucciso - il suo gatto. La donna, Albina Zadra , aveva reso
pubblico il fatto (vedi l'articolo «Micetta di due anni
impallinata» pubblicato da l'Adige l'8 novembre), ed in un
secondo momento aveva deciso di sporgere denuncia alle forze
dell'ordine nei confronti del suo compaesano. «Voglio fare una
premessa», afferma il cacciatore, che peraltro ha lavorato per
22 nel Corpo forestale, a Sondrio. «Ho la licenza di caccia da
40 anni, non ho mai contravvenuto ad alcuna regola, non mi è
stata mai elevata una contravvenzione. La caccia è una passione,
non vado sicuramente a tirare a dei gatti, non l'ho mai fatto in
vita mia». Suo figlio, che lo accompagna (lui è pescatore, non
pratica la caccia) aggiunge: «Non ha mai abbattuto nè un cervo
nè un camoscio». Il padre conferma: «Solo lepri, e qualche
capriolo. Mai in vita mia mi sono sognato di abbattere animali
domestici. Nè tanto meno ad entrare nei giardini altrui, per
sparare, ho sempre rispettato le distanze dalle abitazioni
stabilite dalle normative che regolano la caccia». Ma allora
quel giorno cos'è successo? Ecco la versione del cacciatore.
«Era il 6 novembre, un giorno in cui la caccia era ovviamente
aperta. Mi trovavo in località Zochel (non distante
dall'abitazione di Albina Zadra, ndr), ed ho avvistato un gatto
in agguato dietro una zolla. In quell'area vivono molte lepri,
ed era appunto a quelle che stavo dando la caccia, per cui ho
pensato che il felino stesse puntando una lepre. Poi è successo
tutto in un attimo: la lepre è scattata fuori da suo
nascondiglio, io ho preso la mira e le ho sparato, ma il gatto,
velocissimo. le era già addosso. Così li ho colpiti entrambi: il
gatto è morto sul colpo, rimanendo sul posto, la lepre è
riuscita a fare altri 40 o 50 metri, prima di accasciarsi a sua
volta. Ma ripeto: ho tirato alla lepre, è stata solo una
fatalità che ci rimanesse anche il gatto». Ma perché poi
metterlo penzoloni sui rami di un albero? «Non sapevo di chi
fosse, quel micio», risponde Francesco Zadra. «Quindi lo ho
riposto sui rami di un albero, bene in vista, anche per evitare
che cani o altri animali ne tirassero in giro la carcassa». Ora
c'è una denuncia. «Lo so. Posso dire che mi dispiace, di quanto
accaduto, una cosa simile non mi è mai successa. E che si sta
facendo tutto il possibile per giungere ad una soluzione
pacifica». |
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COMUNICATO:
sono centinaia gli animali rinvenuti morti o stremati a
causa del gelo e della neve.
Comunicato del 5/01/2009
SONO CENTINAIA GLI ANIMALI RINVENUTI STREMATI DALLA FAME
O MORTI A CAUSA DEL FREDDO, DEL GHIACCIO E DELLA NEVE CHE
RICOPRENDO I TERRENI IMPEDISCE DI REPERIRE CIBO A TERRA.
A QUESTI SI AGGIUNGONO MIGLIAIA DI ALTRI ANIMALI UCCISI
DAI CACCIATORI CHE APPROFITTANO DELLE LORO GRAVI DIFFICOLTA’
DI SOPRAVVIVENZA.
A causa dei terreni ricoperti dalla neve e del perdurare
delle attuali condizioni climatiche che registrano
temperature ben al di sotto dello zero, sono centinaia gli
animali rinvenuti dai cittadini nelle campagne e nei centri
abitati, morti, stremati o deperiti dalla fame e dal gelo.
Molti rapaci che di norma si nutrono di piccoli roditori
cacciati a terra, dopo una settimana con i terreni ricoperti
dalla neve e con l’impossibilità di cacciare qualche preda,
cadono a terra debilitati e morenti.
Nella zona Alpi i cacciatori approfittano del grave stato in
cui versano le popolazioni di Cervi, Caprioli e Camosci
uccidendoli mentre si muovono con grande difficoltà in un
manto nevoso che va dai vento centimetri a quasi tre metri.
A testimonianza di quanto sta accadendo in Veneto e
presumibilmente in tutta Italia, si allegano alcune
fotografie di animali morti, morenti o stremati dalla fame.
Nella prima fotografia è riprodotta una Poiana (Buteo
Buteo), un rapace diurno che si nutre di ratti e topi,
portata questa mattina ad un addetto di un centro recupero
fauna selvatica di Venezia, questo animale pur non
riportando ferita alcuna risulta debilitato e magrissimo e
molto probabilmente non supererà la giornata di oggi.
Nella seconda fotografia è riprodotto un esemplare di Gufo
comune (Asio otus) mentre si sta nutrendo a terra di
una Tortora dal collare orientale morta presumibilmente a
causa della mancanza di cibo. Il Gufo, che è stato
ritrovato nel centro abitato di Paese, comune in provincia
di Treviso, risultava così affamato che non voleva
separarsi dalla tortora, risultando poi al tatto magrissimo
e bisognoso di cure immediate. Il gufo è stato portato al
Centro Recupero Fauna selvatica della provincia di Treviso.
Nella terza fotografia è riprodotta una femmina di Cervo (Cervus
elaphus)
gravida con le mammelle da latte, ferita con un colpo di
fucile nella zona del feltrino (in provincia di Belluno) e
poi lasciata morire divenendo preda di piccoli predatori.
Questo animale è uno dei tanti sparato dai cacciatori che
approfittano della difficoltà in cui versano questi animali
affamati nel muoversi sulla neve alla disperata ricerca di
cibo.
Per
aiutare gli animali già stremati e morenti la LAC Sezione
del Veneto ha chiesto oggi al Presidente della Giunta
Regionale del Veneto, Giancarlo Galan, di vietare almeno da
subito la caccia in tutto il Veneto a causa delle condizioni
climatiche ed ambientali che stanno decimando gli animali
selvatici presi nella morsa del ghiaccio, della neve e della
fame.
“Speriamo che la regione
intervenga presto con un divieto generalizzato della caccia
in tutto il Veneto –
ha
dichiarato Andrea Zanoni presidente della Lega Abolizione
della Caccia del Veneto
– altrimenti gli animali selvatici verranno massacrati su
due fronti, quello della moria per fame e per gelo e quello
dei pallettoni di piombo dei fucili dei cacciatori. Sparare
agli animali in queste condizioni è come sparare alla Croce
Rossa” |
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COMUNICATO: la LAC al presidente della
Regione Veneto: fermiamo le stragi dei cacciatori di bambi e
uccelli stremati dal ghiaccio.
Comunicato del 5/01/2009
LA LAC TRASMETTE UNA ISTANZA FORMALE AL PRESIDENTE DELLA
REGIONE VENETO PER FERMARE LE STRAGI DEI CACCIATORI DI BAMBI E
DI UCCELLI GIA’ STREMATI DAL GELO E DALLA FAME.
IN LAGUNA SI REGISTRANO STRAGI DI ANATRE MENTRE IN MONTAGNA
VENGONO UCCISI ANCHE I CUCCIOLI E LE FEMMINE GRAVIDE DI CAPRIOLO
IMMOBILIZZATI SULLA NEVE.
Andrea Zanoni, presidente della LAC Lega
Abolizione Caccia – Sezione del Veneto, questa mattina ha
trasmesso al presidente della Giunta Regionale del Veneto,
Giancarlo Galan, una istanza urgente per chiedere l’immediata
sospensione della caccia in tutta la regione del Veneto a causa
delle avverse condizioni meteorologiche ad ambientali che stanno
decimando per fame e per gelo gli animali selvatici.
Purtroppo molti cacciatori invece di starsene
a casa continuano a cacciare sia in montagna, uccidendo
deliberatamente le femmine gravide e i cuccioli dei caprioli
stremati dal gelo e dalla fame ed immobilizzati dalla neve, sia
in pianura e nelle valli lagunari massacrando anatre ed uccelli
migratori bloccati negli specchi d’acqua completamente ricoperti
da uno spesso strato di ghiaccio o nei terreni innevati.
Alla LAC sono giunte segnalazioni che a Belluno i Cervi e i
Caprioli vengono uccisi in condizioni di svantaggio perché
rimangono immobilizzati dalla neve o cercano di sfamarsi
brucando nel terreno lasciato libero dalle slavine dove i
cacciatori appostati li uccidono senza pietà, compresi i piccoli
di capriolo, le femmine gravide e le madri con prole.
Nell’istanza si ricordano le temperature
registrate ieri nelle province venete, tutte sotto lo zero:
Belluno -13 °C, Padova -8 °C, Rovigo -7°C, Treviso -9°C, Venezia
-5 °C, Verona -7 °C, Vicenza – 8°C e che sono inoltre previste
ulteriori nevicate nei prossimi giorni
Viene poi evidenziato che nella laguna di
Venezia tutte le valli interne sono ricoperte da ghiaccio e che
anche la laguna viva composta da acqua salata ha iniziato a
coprirsi da uno strato di ghiaccio, fenomeni che interessano
anche le valli in provincia di Rovigo, delta del Po compreso.
Nella provincia di Belluno e nella zona
montana di Treviso, Vicenza e Verona tutti i terreni sono
ricoperti da uno strato di neve variabile dai 20 agli oltre 200
centimetri, mentre nella pianura veneta le campagne sono
ricoperte da uno strato di neve e ghiaccio
In queste condizioni gli animali, con
particolare riferimento alle anatre, ai piccoli uccelli
migratori ed ai mammiferi, si trovano a dover fronteggiare delle
condizioni ambientali avverse dovute a più fattori: pochissime
ore di luce a disposizione per la ricerca del cibo; scarsa
possibilità di trovare cibo a causa di terreni ghiacciati ed
induriti, nonché specchi d’acqua ghiacciati e dei terreni
completamente innevati; temperature al di sotto dello zero per
lunghi periodi che determinano forti morie tra numerose specie
di questi animali.
La LAC considerato tutto ciò e che la caccia
crea anche indirettamente dei gravi danni agli animali a causa
del continuo disturbo creato dagli spari che ne determinano
spostamenti continui, paura e stress, con impiego e spreco delle
poche energie residue rimaste, ha chiesto al Presidente Galan di
applicare una norma della legge regionale del Veneto, la n.50
del 1993, che all’articolo 17 prevede che in caso di condizioni
ambientali e climatiche avverse per gli animali si può vietare
la caccia che per legge purtroppo continua sino al 31 gennaio
prossimo.
“Solo degli individui privi di scrupoli e senza pietà
possono uccidere barbaramente e a sangue freddo dei cuccioli e
delle femmine gravide immobilizzati nella neve e stremati dalla
fame
– ha commentato Andrea Zanoni presidente della LAC del
Veneto – o uccidere delle anatre inermi intrappolate dal
ghiaccio e senza cibo da diversi giorni. Speriamo che questa
barbarie, questa vergogna, questo insulto alle legge e alle
persone civili possa trovare fine con l’accoglimento della
nostra istanza per vietare la caccia in tutta la regione
trasmessa oggi al presidente della regione del Veneto.” |
| 04/01/09 Sospesi due impianti di cattura di uccelli Gli
ambientalisti segnano un punto al Tar
http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/gazzettadimantova/2009/01/04/NC4PO_NC403.html
Un punto a favore degli animalisti, nel braccio sulla caccia tra
associazioni e Provincia. La Lega per l'abolizione della caccia
ha ottenuto
dal Tar la sospensione della delibera di giunta con cui Palazzo
di Bagno, insettembre, aveva autorizzato due impianti per la
cattura di uccelli da
utilizzare come richiami vivi da caccia. «La cattura di
esemplari selvaticiè considerata dalle norme vigenti come
eccezionale e residuale rispetto alla possibilità, che
pacificamente esiste, di utilizzare richiami provenienti da
allevamento», sostenevano i legali dell'associazione. I
magistrati hanno accolto quella versione, aggiungendo che il
numero degli impianti di cattura e gli esemplari che può essere
catturato in ciascuno di essi vanno determinati «tenendo conto
delle esigenze dei cacciatori operanti in zona e, soprattutto,
del numero di richiami da costoro già detenuti, per legge
soggetto ad un limite massimo». Servivano quelle valutazioni, ma
nella delibera non ce n'è traccia. «Nella specie tale
istruttoria è mancata -
rilevano i giudici nell'ordinanza - e dunque sussiste il fumus
del ricorso». La delibera di giunta (la numero 162 del 24
settembre 2008) finisce dunque nel congelatore, in attesa che i
giudici amministrativi entrino nel merito della questione. |
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