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Video uccelli da richiamo (animali e
animali con Licia Colò)
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08.10.2010 Tolleranza zero sui
controlli dei cacciatori che utilizzano i richiami vivi.
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08.10.2010
Vicenza
- alla luce un allevamento lager di cani da caccia
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07.10.10
Cacciatori uccidono una cagnetta - Sardegna
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06.10.2010
Zaia, versione “calibro 12”, approva la caccia in deroga |
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CACCIA ALLA VOLPE 2011: LA PROVINCIA DI VICENZA APPROVA
UNA DELIBERA CHE AUTORIZZA LA BARBARA UCCISIONE DI
MAMME CON CUCCIOLI IN TANA, IL COORDINAMENTO
PROTEZIONISTA VENETO OLTRE A PREANNUNCIARE RICORSO AL
T.A.R. HA PRONTO UN DOSSIER DA INOLTRARE IN PROCURA
SULLE EFFERRATEZZE, SULLE NEFANDEZZE E SUI
MALTRATTAMENTI PERPETRATI AGLI ANIMALI DURANTE QUESTA
CACCIA.
La delibera, recentemente approvata
dalla Giunta provinciale, prevede di abbattere le volpi
con metodi terribilmente cruenti e incivili, ovvero,
questi animali possono essere uccisi a morsi dai “cani
da tana”. Questi cani, di piccole dimensioni, ma dotati
di mascelle e denti robustissimi, sono addestrati ad
infilarsi dentro le tane per uccidere mamma volpe e poi
fare scempio dei cuccioli.
In alcuni casi per fare uscire
questi animali terrorizzati, nascosti in un buco nel
terreno i cacciatori usano qualsiasi mezzo, dal fumo,
all’acqua, perfino gli escavatori.
Questo mammifero, un tempo odiato
dai contadini e dagli allevatori, in quanto, con la sua
proverbiale astuzia riusciva a procurarsi il pasto, a
danno di questi ultimi, oggi, con il cambiamento
radicale avvenuto in agricoltura e nei sistemi di
allevamento, questo problema è stato risolto.
In effetti, alla verifica dei danni
provocati nella nostra provincia dalla fauna selvatica,
questo predatore occupa gli ultimi posti, addirittura
dopo le anatre, con un costo risibile per i conti
pubblici nell’ordine di qualche centinaio di euro.
La volpe è un equilibratore
naturale, un predatore indispensabile all’ecosistema,
una specie stanziale, che si installa, difende, e
colonizza la propria zona in riferimento e
proporzionalmente alle risorse alimentari disponibili.
Ma allora, se la simpatica volpe è indispensabile e non
crea più danni, perché risulta essere oggetto di caccia
feroce tutto l’anno e si scatena tanto odio da far
approvare una delibera che permette gesti così efferati
e crudeli?
Renzo Rizzi del Coordinamento
Protezionista intervenendo nell’argomento risponde : “E’
molto semplice, ammazzare degli animali con tanta
crudeltà presuppone un odio diretto da parte di chi pone
in essere un atteggiamento così feroce, questo odio
deriva dal fatto che le volpi sono concorrenti dirette
dei cacciatori, poiché catturano qualche fagiano o
qualche lepre, e perciò perseguitate.
Se a questo ci aggiungiamo che il
settore fauna selvatica e caccia della provincia risulta
essere completamente al servizio della lobby
politico-venatoria il cerchio si chiude.
La volpe, questo eccezionale
predatore è riuscito a sopravvivere fino ai giorni
nostri, adattandosi ai cambiamenti epocali avvenuti
negli ultimi cinquant’anni, anche oggi risulta
indispensabile nell’opera di selezione delle specie, nel
controllo dei topi, dei ratti nonché come spazzino.
Inoltre, supposto che esista un
problema di proliferazione eccessiva delle nutrie, il
predatore principale risulta essere proprio la volpe.
Oggi è oggettivamente dimostrato che questo mammifero,
oltre alla prole caccia anche gli adulti di questo
roditore, quindi, qualsiasi amministrazione lungimirante
dovrebbe preoccuparsi di mettere al sicuro questo unico
alleato.
Viceversa, le iniziative messe
in atto dalla Giunta, su proposta dell’assessore alla
caccia Spigolon prevedono da un lato l’utilizzo di
fondi pubblici per rimborsare ai cacciatori i costi
sostenuti per la caccia alle nutrie, dall’altro,
contemporaneamente, un’altra delibera che prevede che
gli stessi cacciatori intervengano abbattendo l’unico
predatore in grado “naturalmente” di ridurre il numero
dei “castorini”, risulta essere una iniziativa da
bollare come “demenziale”.
Per questo invitiamo
caldamente l’assessore a non dare seguito a questa
delibera, diversamente non si potrà che chiedere
pubblicamente le sue dimissioni per manifesta
incapacità. Portavoce C.P.V. Renzo Rizzi 348
9952822 ( allegato
importante, documentazione predazione di nutria adulta
da parte della volpe )
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Ciao a
tutti,
per chi
fosse interessato a vedere cosa accade a Brescia in termini di
uccellagione, sul sito del CABS:
http://www.komitee.de/it/youtube/video-italia
trovate un
filmato di 5 minuti montato con scene girate in questo autunno
durante il campo antibracconaggio.
Ringrazio
ancora Max per avermi prestato alcune immagini girate con le
guardie WWF.
Visitate il
sito:
http://www.komitee.de/it/home |
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Comunicato dell’8 ottobre
2010
Le Guardie della LAC
e dell’ENPA portano
alla luce un allevamento lager di cani da caccia detenuti
anche in gabbie con dieci centimetri di sterco.
Mercoledi’ scorso 6 ottobre,
le Guardie della LAC e dell’ENPA di Vicenza, su mandato del P.M.
di Vicenza, Dott. Paolo Pecori, hanno effettuato una
perquisizione domiciliare, ad Arcignano (VI), presso
l’abitazione di C.G., classe 1951 cacciatore, per verificare lo
stato di detenzione di numerosi cani da caccia (bracchi tedeschi
e setter).
Le Guardie, appena entrate in
quello che si poteva definire un vero e proprio lager, si sono
travate subito davanti ad una situazione di degrado ed
abbandono, in un’atmosfera nauseabonda, dove i cani erano
detenuti in gabbie con una decina di centimetri di sterco sul
fondo, sopra il quale il proprietario gettava loro dei torsi di
pane vecchio ed ammuffito. I cani da caccia erano detenuti in
gabbie dove camminavano profondando in uno strato di escrementi,
la zona che dovrebbe essere il ricovero notturno era costituita
da un bancale di legno anch'esso ricoperto da uno spesso strato
di sterco. L'acqua era fornita in alcune ciotole ed era sporca,
stagnante e dall’odore nauseabondo. Il cibo era gettato a terra
sopra gli escrementi, in alcuni casi avariato e ammuffito, in
alcuni box c’erano addirittura carcasse di carne cruda. Tra i
cani c’era anche una madre con un cucciolo di poche settimane,
anch'esso circondato dalla sporcizia, una cagna bracco gravida
ed altri che presentavano piaghe, noduli e ferite non curate.
Le Guardie volontarie, che hanno effettuato la perquisizione con
massima professionalità, hanno operato avvalendosi della
consulenza di un veterinario, il Dott. Andrea Calzavara, e di
una pattuglia dei Carabinieri della Stazione di Brendola. Alcuni
dei box erano cosi’ sporchi che il veterinario non è potuto
nemmeno entrare per visitare il cane rinchiuso. Le Guardie
volontarie hanno sequestrato ben 31, mentre i carabinieri della
Stazione di Brendola hanno sequestrato due fucili da caccia. Il
proprietario dei cani è stato denunciato all’Autorità
Giudiziaria per il reato di maltrattamento di animali e di
omessa custodia di armi. “Sembra quasi impossibile che ancora
oggi ci siano dei figuri che detengono dei cani in queste
orribili condizioni,- ha dichiarato Andrea Zanoni presidente
della LAC del Veneto – questo individuo, ma anche i suoi
complici, meritano una pena esemplare; pare che ci siano già
molti cacciatori preoccupati per le indagini in corso. Un
ringraziamento va al dott. Calzavara ed ai Carabinieri e
soprattutto alle Guardie LAC ed ENPA che a titolo gratuito
svolgono un compito importantissimo per il rispetto delle leggi,
per la legalità e per la tutela degli animali. ”
Lac Sezione Veneto –
Via Cadore 15/C, int. 1 – cell 347/9385856 – mail: lacveneto@ecorete.it
Da:
Lega Abolizione Caccia - Veneto [mailto:lacveneto@ecorete.it]
Inviato: venerdì 8 ottobre 2010 13.59
Oggetto: COMUNICATO: avvertimento ai cacciatori dal GIP
di Vicenza.
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Comunicato dell’8 ottobre 2010
Tolleranza zero sui controlli dei cacciatori che utilizzano
i richiami vivi.
Un pronunciamento del GIP di Vicenza conferma la legittimità
dei controlli delle guardie volontarie sui richiami vivi
nella caccia da appostamento.
In seguito ad un
controllo effettuato presso un capanno di caccia, ancora nel
2006 a Zugliano (VI), dalle guardie della LAC (Lega
Abolizione Caccia) e dell’ENPA (Ente Nazionale Protezione
Animali), su dei richiami vivi quali Fringuelli, Merli e
Tordi Bottacci, il cacciatore oggetto del controllo denunciò
le guardie per maltrattamento animali, usurpazione di
funzioni pubbliche e danneggiamento di animali. In seguito
alla denuncia del cacciatore, E. G. di Zugliano, il
Tribunale di Vicenza apri’ un procedimento penale nei
confronti di Dino Vecchi, Guardia LAC e Fabiola Bertoldo
Guardia ENPA. Ora a distanza di quattro anni, lo scorso 5
ottobre, il GIP del Tribunale di Vicenza ha disposto
l’archiviazione del procedimento penale (Proc. N.7645/2006 –
1736/10) scagionando totalmente le guardie e cogliendo
l’occasione per sancire la legittimità e l’alta
professionalità dei controlli effettuati sui richiami vivi.
Nel dispositivo
infatti si legge: “Le operazioni delle guardie sono state
documentate in modo oggettivo con videoripresa prodotta in
atti, che evidenzia le cautele adottate per non far soffrire
gli animaletti”, e ancora “le
guardie zoofile hanno agito legittimamente nell’esercizio
dei poteri loro attribuiti, senza esorbitare dagli stessi,
esercitando la funzione di controllo sull’uso dei richiami
vivi; non sussiste da parte loro alcun danneggiamento di
animali”.
“Questo
importante pronunciamento conferma la legittimità, la
competenza e la serietà dell’operato delle nostre Guardie
volontarie – ha dichiarato Andrea
Zanoni presidente della LAC del Veneto –
che hanno manipolato i richiami vivi con massima cura
scoprendo cosi’ che gli anellini di riconoscimento non
erano regolari.
Pur di ostacolare le
guardie volontarie i cacciatori con i loro avvocati le
tentano tutte, come in questo caso dove volevano trasformare
il carnefice in vittima, tentativo fallito e ritornato al
mittente con gli interessi.
I cacciatori
vicentini sono quindi avvisati, i controlli sugli anellini
dei richiami sono piu’ che leciti e da oggi in poi useremo
tolleranza zero su chi viola queste norme, denunciando
tutti i trasgressori alle Autorità competenti.”
Lac
Sezione Veneto – Via Cadore 15/C, int. 1 – cell 347/9385856
– mail: lacveneto@ecorete.it
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Comunicato del 6 ottobre
2010
Zanoni LAC : “Con il “Lodo Zaia” i cacciatori ottengono
l’immunità dal reato di bracconaggio”
Alla fine Zaia, versione
calibro 12, ha approvato la delibera che prevede una strage di
piccoli uccelli insettivori protetti nel resto d’Italia e
d’Europa.
La regione Veneto da oggi
è l’unica regione d’Europa che, infischiandosene delle leggi,
della giurisprudenza della Corte di Giustizia Europea e di un
processo a carico del Veneto, consente la caccia a questi
piccoli uccelli protetti, dal peso di una decina di grammi,
utili all’agricoltura e alle persone, essendo anche ottimi
divoratori di zanzare come nel caso della Pispola.
“Questa è una delibera
che consente uno specifico reato di bracconaggio sanzionato
dalla legge nazionale sulla caccia – ha commentato Andrea
Zanoni Presidente della LAC – un reato che sanziona
penalmente chi abbatte uccelli protetti.
Questa delibera la possiamo legittimamente chiamare il LODO ZAIA
perché darà l’immunità dal reato di bracconaggio ai cacciatori
veneti, mentre il resto dei cacciatori italiani resteranno
punibili.
Zaia cosi’ mette a rischio le tasche dei contribuenti veneti che
dovranno pagare le sanzioni della Comunità europea quando
arriverà la sentenza di condanna della Corte di Giustizia
Europea; correttezza vorrebbe che pagasse di tasca propria.
A Zaia consiglierei una cura a base di fosforo perché legifera a
favore di una minoranza della minoranza, ovvero i cacciatori in
deroga, dimenticando totalmente di essere il governatore di
tutti i cittadini veneti notoriamente rispettosi delle leggi e
della natura.”
LAC VENETO – Via Cadore
15/C int.1 31100 TREVISO – email:
lacveneto@ecorete.it
– cell. 347/9385856
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Caccia, Federparchi: 'Ddl Orsi minaccia il ruolo dei parchi
e la corretta
gestione della fauna selvatica, ripartire dalla concertazione'
Indispensabile una ripresa della discussione, basata su un
confronto sereno
e scientificamente fondato
Sottrazione dei poteri di gestione faunistica agli enti
gestori; scomparsa dei guardaparco; introduzione di fatto della
caccia nelle aree
protette. Queste le principali critiche che Federparchi -
Europarc Italia muove al ddl di modifica alla legge 157/92
("Norme per la protezione della fauna selvatica omeoterma e per
il prelievo venatorio"). Oltre a un fortissimo richiamo alla
necessità , per una materia complessa e delicata come la
gestione della fauna selvatica, di ripartire da un grande lavoro
di concertazione e di condivisione, senza il quale si alimentano
inevitabilmente scontri e divisioni, che rischiano di condurre
nella direzione opposta rispetto all'obiettivo desiderato. Il
ddl, tanto per cominciare, prevede che, nel caso di necessità di
controllo di specie animali in eccesso (come ad esempio gli
ungulati) le facoltà degli enti parco si riducano alla
possibilità di proporre interventi al prefetto o al presidente
della Regione. Una funzione, in sostanza, analoga a quella
attualmente svolta da associazioni agricole, ambiti territoriali
di caccia, Aziende sanitarie locali, Province o comunità
montane. Tutti enti certamente non titolari, come invece sono le
aree protette, di una responsabilità specifica di conservazione
di specie animali e vegetali, di comunità biologiche, paesaggi,
formazioni geologiche, etc. Gli interventi di controllo,
inoltre, potrebbero essere affidati - dalle prefetture o dalle
Regioni- ad enti diversi dalle aree protette, svuotando del
tutto queste ultime della loro funzione in materia di gestione
della fauna selvatica e rinunciando di fatto all'uso delle
professionalità proprie dei parchi e dei loro apparati. La
proposta Orsi prevede inoltre che la vigilanza faunistica possa
essere esercitata da una pluralità di soggetti più o meno
qualificati. Praticamente da tutti, salvo che dagli operatori
che in questi anni sono stati i cardini della vigilanza e del
controllo faunistico nelle aree protette: i guardaparco. Una
modifica tanto incomprensibile quanto sbagliata e inaccettabile
per la corretta gestione dei territori protetti e la giusta
integrazione dell'attività di vigilanza con le altre attività
distintive di un parco. Non è tutto. Il ddl, infine, pur se
sotto la forma del "controllo", consente ai cacciatori, con le
stesse modalità utilizzate nelle zone di caccia, di pagare una
quota d'ingresso per l'accesso nelle aree protette, di svolgere
battute (ad esempio al cinghiale) e di conservare gli animali
abbattuti. Al di l' della grave lesione della funzione dei
parchi, si cancella in questo modo la chiarissima distinzione
tra caccia e controllo, una separazione basilare e
irrinunciabile introdotta dalla legge 157. Alla luce di queste
considerazioni, e della convinzione che per disciplinare una
materia complessa come la gestione faunistica serva un grande e
paziente sforzo di concertazione, la Federparchi auspica che la
proposta di legge venga ritirata e che si proceda al riavvio di
una discussione fondata su precise basi scientifiche. In questo
senso, un punto di partenza importante potrebbe essere il tavolo
di lavoro composto da associazioni agricole, ambientaliste e
venatorie, al quale Federparchi aveva chiesto di partecipare
prima che il lavoro comune si interrompesse.
Area protetta: Diverse
Web: http://www.parks.it/
Mittente: Federparchi
Sito web mittente:
http://www.parks.it/federparchi/
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Stop a caccia selvaggia: grande vittoria delle associazioni
animaliste ed ambientaliste.
Si
è felicemente concluso ieri pomeriggio il primo round della
nuova stagione di lotta contro caccia-selvaggia. Un sonoro ko
inferto ai politici che sostengono le peggiori pulsioni del
mondo venatorio e che volevano azzerare i limiti temporali della
stagione venatoria, consentendo di andare a caccia tutto
l'anno.
Ma cos'è successo, nel dettaglio?
La legge "Comunitaria 2008", un provvedimento che dovrebbe
adeguare il contenuto di altre leggi allo scopo di evitare
violazioni delle direttive comunitarie, era in fase di
discussione presso il Senato, quando due rappresentanti del PDL,
i senatori Carrara e Vetrella, hanno inserito un emendamento che
eliminava, nella legge sulla caccia, i limiti temporali previsti
per la stagione venatoria, ovvero dal 1 settembre al 31 gennaio
di ogni anno. E' chiaro che se la legge fosse passata così
com'era stata licenziata dal Senato, i cacciatori, con il
supporto dei calendari venatori regionali, non avrebbero più
avuto limiti alla loro sanguinaria attività e le stragi di
animali selvatici, che già conosciamo, sarebbero ulteriormente
incrementate. Ma, contro le pessime prospettive, la reazione
delle associazioni non si è fatta fortunatamente attendere. Si è
così costituito un fronte comune nel quale, oltre alla LAV, sono
presenti tutte le maggiori associazioni animaliste ed
ambientaliste a livello nazionale, il quale ha da subito
cominciato a lavorare perché nel successivo passaggio
parlamentare alla Camera dei Deputati, l'emendamento
"caccia-selvaggia", venisse definitivamente affossato.
E, per fortuna così è stato!
Determinante è stato l'apporto dei Deputati presenti
nell'intergruppo animali curato dalla LAV, che si sono fatti
carico di sottoscrivere gli emendamenti soppressivi del testo
inserito al Senato. E grande valore ha avuto la "trasversalità"
di sigle di partito che si sono fermamente opposte ai pessimi
provvedimenti di liberalizzazione della caccia. I cittadini
anticaccia, lo dicono i sondaggi, sono ugualmente distribuiti in
tutti i partiti e lo stesso avviene tra i politici presenti
nelle aule Parlamentari. Questo è un grande punto di forza per
il movimento anticaccia che si propone così, del tutto libero da
vincoli di appartenenza politica. Il primo round è vinto,
purtroppo però la battaglia è ancora molto lunga. All'orizzonte
c'è un progetto di legge che vuole ampliare la caccia agli
ungulati e, con la scusa dei danni all'agricoltura, ai cinghiali
in particolare. Senza dimenticare il disegno di legge Orsi che
al momento giace su qualche scrivania, pronto a tornare alla
ribalta con tutte le disastrose ricadute sugli animali che porta
con sé. E' chiaro quindi che le prospettive sulla caccia non
sono per niente positive. L'unica certezza è che la nostra
associazione, con tutte le sue sedi ed i volontari, sarà sempre
in prima linea perché le ragioni degli animali selvatici
sottraggano sempre più spazio vitale agli interessi dei loro
sfruttatori.
Grazie a tutti voi per il costante supporto
Massimo Vitturi
LAV
- settore caccia e fauna selvatica
Cell. 320.4077439
Email:
m.vitturi@lav.it
Web:
www.lav.it
5xMille:
scegli la LAV
Bastano due semplici gesti:
la tua firma e il codice fiscale LAV 80426840585
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