CACCIA

CACCIA 2010
CACCIA 2009
CACCIA 2008
CACCIA 2007
 
FOTO UCCELLI DA RICHIAMO
BEPI DE MARZI
VADEMECUM DEL PERFETTO ANTI-ARCHETTARIO
BRACCONAGGIO

Video uccelli da richiamo (animali e animali con Licia Colò)
 
 
 

  08.10.2010 Tolleranza zero sui controlli dei cacciatori che utilizzano i richiami vivi. - 08.10.2010  Vicenza - alla luce un allevamento lager di cani da caccia - 07.10.10 Cacciatori uccidono una cagnetta - Sardegna  - 06.10.2010 Zaia, versione “calibro 12”, approva la caccia in deroga
         
       

CACCIA ALLA VOLPE 2011: LA PROVINCIA DI VICENZA APPROVA UNA DELIBERA  CHE AUTORIZZA LA BARBARA UCCISIONE DI MAMME CON CUCCIOLI IN TANA, IL COORDINAMENTO PROTEZIONISTA VENETO OLTRE A PREANNUNCIARE RICORSO AL T.A.R. HA PRONTO UN DOSSIER DA INOLTRARE IN PROCURA SULLE EFFERRATEZZE, SULLE NEFANDEZZE E SUI MALTRATTAMENTI PERPETRATI AGLI ANIMALI DURANTE QUESTA CACCIA.  

La delibera, recentemente approvata dalla Giunta provinciale, prevede di abbattere le volpi con metodi terribilmente cruenti e incivili, ovvero, questi animali possono essere uccisi a morsi dai “cani da tana”. Questi cani, di piccole dimensioni, ma dotati di mascelle e denti robustissimi, sono addestrati ad infilarsi dentro le tane per uccidere mamma volpe e poi fare scempio dei cuccioli. 

In alcuni casi per fare uscire questi animali terrorizzati, nascosti in un buco nel terreno i cacciatori usano qualsiasi mezzo, dal fumo, all’acqua, perfino gli escavatori.

Questo mammifero, un tempo odiato dai contadini e dagli allevatori, in quanto, con la sua proverbiale astuzia riusciva a procurarsi il pasto, a danno di questi ultimi, oggi, con il cambiamento radicale avvenuto in agricoltura e nei sistemi di allevamento, questo problema è stato risolto.

In effetti, alla verifica dei danni provocati nella nostra provincia dalla fauna selvatica, questo predatore occupa gli ultimi posti, addirittura dopo le anatre, con un costo risibile per i conti pubblici nell’ordine di qualche centinaio di euro. 

La volpe è un equilibratore naturale, un predatore indispensabile all’ecosistema, una specie stanziale, che si installa, difende, e colonizza la propria zona in riferimento e proporzionalmente alle risorse alimentari disponibili. Ma allora, se la simpatica volpe è indispensabile e non crea più danni, perché risulta essere oggetto di caccia feroce tutto l’anno e si scatena tanto odio da far approvare una delibera che permette gesti così efferati e crudeli?  

Renzo Rizzi del Coordinamento Protezionista intervenendo nell’argomento risponde : “E’ molto semplice, ammazzare degli animali con tanta crudeltà presuppone un odio diretto da parte di chi pone in essere un atteggiamento così feroce, questo odio deriva dal fatto che le volpi sono concorrenti dirette dei cacciatori, poiché catturano qualche fagiano o qualche lepre, e perciò perseguitate.

Se a questo ci aggiungiamo che il settore fauna selvatica e caccia della provincia risulta essere completamente al servizio della lobby politico-venatoria il cerchio si chiude. 

La volpe, questo eccezionale predatore  è riuscito a sopravvivere fino ai giorni nostri, adattandosi ai cambiamenti epocali avvenuti negli ultimi cinquant’anni, anche oggi risulta indispensabile nell’opera di selezione delle specie, nel controllo dei topi, dei ratti nonché come spazzino. 

Inoltre, supposto che esista un problema di proliferazione eccessiva delle nutrie, il predatore principale risulta essere proprio la volpe. Oggi è oggettivamente dimostrato che questo mammifero, oltre alla prole caccia anche gli adulti di questo roditore, quindi, qualsiasi amministrazione lungimirante dovrebbe preoccuparsi di mettere  al sicuro questo unico alleato.  

Viceversa, le iniziative messe in atto dalla Giunta, su proposta dell’assessore alla caccia Spigolon  prevedono da un lato l’utilizzo di fondi pubblici per rimborsare ai cacciatori i costi sostenuti per la caccia alle nutrie, dall’altro, contemporaneamente, un’altra delibera che prevede che gli stessi cacciatori intervengano abbattendo l’unico predatore in grado “naturalmente” di ridurre il numero dei “castorini”, risulta  essere una iniziativa da bollare come “demenziale”. 

Per questo invitiamo caldamente l’assessore a non dare seguito a questa delibera, diversamente  non si potrà che chiedere pubblicamente le sue dimissioni per manifesta incapacità. Portavoce C.P.V.  Renzo Rizzi 348 9952822 ( allegato importante, documentazione predazione di nutria adulta da parte della volpe ) 

Ciao a tutti,

per chi fosse interessato a vedere cosa accade a Brescia in termini di uccellagione, sul sito del CABS: http://www.komitee.de/it/youtube/video-italia

trovate un filmato  di 5 minuti montato con scene girate in questo autunno durante il campo antibracconaggio.

Ringrazio ancora Max per avermi prestato alcune immagini girate con le guardie WWF.

Visitate il sito: http://www.komitee.de/it/home

Comunicato dell’8 ottobre 2010

Le Guardie della LAC e dell’ENPA portano alla luce un allevamento lager di cani da caccia detenuti anche in gabbie con dieci centimetri di sterco.  

Mercoledi’ scorso 6 ottobre, le Guardie della LAC e dell’ENPA di Vicenza, su mandato del P.M. di Vicenza, Dott. Paolo Pecori, hanno effettuato una perquisizione domiciliare, ad Arcignano (VI), presso l’abitazione di C.G., classe 1951 cacciatore, per verificare lo stato di detenzione di numerosi cani da caccia (bracchi tedeschi e setter).

Le Guardie, appena entrate in quello che si poteva definire un vero e proprio lager, si sono travate subito davanti ad una situazione di degrado ed abbandono, in un’atmosfera nauseabonda, dove i cani erano detenuti in gabbie con una decina di centimetri di sterco sul fondo, sopra il quale il proprietario gettava loro dei torsi di pane vecchio ed ammuffito. I cani da caccia erano detenuti in gabbie dove camminavano profondando in uno strato di escrementi, la zona che dovrebbe essere il ricovero notturno era costituita da un bancale di legno anch'esso ricoperto da uno spesso strato di  sterco. L'acqua era fornita in alcune ciotole ed era sporca, stagnante e dall’odore nauseabondo. Il cibo era gettato a terra sopra gli escrementi, in alcuni casi avariato e ammuffito, in alcuni box c’erano addirittura carcasse di carne cruda. Tra i cani c’era anche una madre con un cucciolo di poche settimane, anch'esso circondato dalla sporcizia, una cagna bracco gravida ed altri che  presentavano piaghe, noduli e ferite non curate. Le Guardie volontarie, che hanno effettuato la perquisizione con massima professionalità, hanno operato avvalendosi della consulenza di un veterinario, il Dott. Andrea Calzavara, e di una pattuglia dei Carabinieri della Stazione di Brendola. Alcuni dei box erano cosi’ sporchi che il veterinario non è potuto nemmeno entrare per visitare il cane rinchiuso. Le Guardie volontarie hanno sequestrato ben 31, mentre i carabinieri della Stazione di Brendola hanno sequestrato due fucili da caccia. Il proprietario dei cani è stato denunciato all’Autorità Giudiziaria per il reato di maltrattamento di animali e di omessa custodia di armi. “Sembra quasi impossibile che ancora oggi ci siano dei figuri che detengono dei cani in queste orribili condizioni,- ha dichiarato Andrea Zanoni presidente della LAC del Veneto – questo individuo, ma anche i suoi complici, meritano una pena esemplare; pare che ci siano già molti cacciatori preoccupati per le indagini in corso. Un ringraziamento va al dott. Calzavara ed ai Carabinieri e soprattutto alle Guardie LAC ed ENPA che a titolo gratuito svolgono un compito importantissimo per il rispetto delle leggi, per la legalità e per la tutela degli animali. ” 

Lac Sezione Veneto – Via Cadore 15/C, int. 1 – cell 347/9385856 – mail: lacveneto@ecorete.it

Da: Lega Abolizione Caccia - Veneto [mailto:lacveneto@ecorete.it]
Inviato: venerdì 8 ottobre 2010 13.59
Oggetto: COMUNICATO: avvertimento ai cacciatori dal GIP di Vicenza.

 

Comunicato dell’8 ottobre 2010 

Tolleranza zero sui controlli dei cacciatori che utilizzano i richiami vivi.

Un pronunciamento del GIP di Vicenza conferma la legittimità dei controlli delle guardie volontarie sui richiami vivi nella caccia da appostamento.

In seguito ad un controllo effettuato presso un capanno di caccia, ancora nel 2006 a Zugliano (VI), dalle guardie della LAC (Lega Abolizione Caccia) e dell’ENPA (Ente Nazionale Protezione Animali), su dei richiami vivi quali Fringuelli, Merli e Tordi Bottacci, il cacciatore oggetto del controllo denunciò le guardie per maltrattamento animali, usurpazione di funzioni pubbliche e danneggiamento di animali. In seguito alla denuncia del cacciatore, E. G. di Zugliano, il Tribunale di Vicenza apri’ un procedimento penale nei confronti di Dino Vecchi, Guardia LAC e Fabiola Bertoldo Guardia ENPA. Ora a distanza di quattro anni, lo scorso 5 ottobre, il GIP del Tribunale di Vicenza ha disposto l’archiviazione del procedimento penale (Proc. N.7645/2006 – 1736/10) scagionando totalmente le guardie e cogliendo l’occasione per  sancire la legittimità e l’alta professionalità dei controlli effettuati sui richiami vivi.

Nel dispositivo infatti si legge: “Le operazioni delle guardie sono state documentate in modo oggettivo con videoripresa prodotta in atti, che evidenzia le cautele adottate per non far soffrire gli animaletti”, e ancora “le guardie zoofile hanno agito legittimamente nell’esercizio dei poteri loro attribuiti, senza esorbitare dagli stessi, esercitando la funzione di controllo  sull’uso dei richiami vivi; non sussiste da parte loro alcun  danneggiamento di animali”.

“Questo importante pronunciamento conferma la legittimità, la competenza e la serietà dell’operato delle nostre Guardie volontarie – ha dichiarato Andrea Zanoni presidente della LAC del Veneto – che hanno manipolato i richiami vivi con massima cura scoprendo cosi’  che gli anellini di riconoscimento non erano regolari. Pur di ostacolare le guardie volontarie  i cacciatori con i loro avvocati le tentano tutte, come in questo caso dove volevano trasformare il carnefice in vittima, tentativo fallito e ritornato al mittente con gli interessi.  I cacciatori vicentini sono quindi avvisati, i controlli sugli anellini dei richiami sono piu’ che leciti e da oggi in poi useremo tolleranza zero su chi viola queste norme,  denunciando tutti i trasgressori alle Autorità competenti.”  

Lac Sezione Veneto – Via Cadore 15/C, int. 1 – cell 347/9385856 – mail: lacveneto@ecorete.it

Comunicato del 6 ottobre 2010

Zaia, versione “calibro 12”, approva la caccia in deroga in barba alle leggi e ai cittadini veneti che dovranno pagare le sanzioni dell’Unione Europea.

Zanoni LAC : “Con il “Lodo Zaia” i cacciatori ottengono l’immunità dal reato di bracconaggio”

Alla fine Zaia, versione calibro 12, ha approvato la delibera che prevede una strage di piccoli uccelli insettivori protetti nel resto d’Italia e d’Europa.

La regione Veneto da oggi è l’unica regione d’Europa che, infischiandosene delle leggi, della giurisprudenza della Corte di Giustizia Europea e di un processo a carico del Veneto, consente la caccia a questi piccoli uccelli protetti, dal peso di una decina di grammi, utili all’agricoltura e alle persone, essendo anche ottimi divoratori di zanzare come nel caso della Pispola.

“Questa è una delibera che consente uno specifico reato di bracconaggio sanzionato dalla legge nazionale sulla caccia – ha commentato Andrea Zanoni Presidente della LAC – un reato che sanziona penalmente chi abbatte uccelli protetti.

Questa delibera la possiamo legittimamente chiamare il LODO ZAIA perché darà l’immunità dal reato di bracconaggio ai cacciatori veneti, mentre il resto dei cacciatori italiani resteranno punibili.

Zaia cosi’ mette a rischio le tasche dei contribuenti veneti che dovranno pagare le sanzioni della Comunità europea quando arriverà la sentenza di condanna della Corte di Giustizia Europea; correttezza vorrebbe che pagasse di tasca propria.

A Zaia consiglierei una cura a base di fosforo perché legifera a favore di una minoranza della minoranza, ovvero i cacciatori in deroga, dimenticando totalmente di essere il governatore di tutti i cittadini veneti notoriamente rispettosi delle leggi e della natura.”

LAC VENETO – Via Cadore 15/C int.1 31100 TREVISO – email: lacveneto@ecorete.it – cell. 347/9385856

 
Caccia, Federparchi: 'Ddl Orsi minaccia il ruolo dei parchi e la corretta
gestione della fauna selvatica, ripartire dalla concertazione'
Indispensabile una ripresa della discussione, basata su un confronto sereno
e scientificamente fondato


  Sottrazione dei poteri di gestione faunistica agli enti gestori; scomparsa dei guardaparco; introduzione di fatto della caccia nelle aree
protette. Queste le principali critiche che Federparchi - Europarc Italia muove al ddl di modifica alla legge 157/92 ("Norme per la protezione della fauna selvatica omeoterma e per il prelievo venatorio"). Oltre a un fortissimo richiamo alla necessità , per una materia complessa e delicata come la gestione della fauna selvatica, di ripartire da un grande lavoro di concertazione e di condivisione, senza il quale si alimentano inevitabilmente scontri e divisioni, che rischiano di condurre nella direzione opposta rispetto all'obiettivo desiderato. Il ddl, tanto per cominciare, prevede che, nel caso di necessità di controllo di specie animali in eccesso (come ad esempio gli ungulati) le facoltà degli enti parco si riducano alla possibilità di proporre interventi al prefetto o al presidente della Regione. Una funzione, in sostanza, analoga a quella attualmente svolta da associazioni agricole, ambiti territoriali di caccia, Aziende sanitarie locali, Province o comunità montane. Tutti enti certamente non titolari, come invece sono le aree protette, di una responsabilità specifica di conservazione di specie animali e vegetali, di comunità biologiche, paesaggi, formazioni geologiche, etc. Gli interventi di controllo, inoltre, potrebbero  essere affidati - dalle prefetture o dalle Regioni- ad enti diversi dalle aree protette, svuotando del tutto queste ultime della loro funzione in materia di gestione della fauna selvatica e rinunciando di fatto all'uso delle professionalità proprie dei parchi e dei loro apparati. La proposta Orsi prevede inoltre che la vigilanza faunistica possa essere esercitata da una pluralità di soggetti più o meno qualificati. Praticamente da tutti, salvo che dagli operatori che in questi anni sono stati i cardini della vigilanza e del controllo faunistico nelle aree protette: i guardaparco. Una modifica tanto incomprensibile quanto sbagliata e inaccettabile per la corretta gestione dei territori protetti e la giusta integrazione dell'attività di vigilanza con le altre attività distintive di un parco. Non è tutto. Il ddl, infine, pur se sotto la forma del "controllo", consente ai cacciatori, con le stesse modalità utilizzate nelle zone di caccia, di pagare una quota d'ingresso per l'accesso nelle aree protette, di svolgere battute (ad esempio al cinghiale) e di conservare gli animali abbattuti. Al di l' della grave lesione della funzione dei parchi, si cancella in questo modo la chiarissima distinzione tra caccia e controllo, una separazione basilare e irrinunciabile introdotta dalla legge 157. Alla luce di queste considerazioni, e della convinzione che per disciplinare una materia complessa come la gestione faunistica serva un grande e paziente sforzo di concertazione, la Federparchi auspica che la proposta di legge venga ritirata e che si proceda al riavvio di una discussione fondata su precise basi scientifiche. In questo senso, un punto di partenza importante potrebbe essere il tavolo di lavoro composto da associazioni agricole, ambientaliste e venatorie, al quale Federparchi aveva chiesto di partecipare prima che il lavoro comune si interrompesse.

Area protetta: Diverse
Web: http://www.parks.it/
Mittente: Federparchi
Sito web mittente: http://www.parks.it/federparchi/

Stop a caccia selvaggia: grande vittoria delle associazioni animaliste ed ambientaliste.

 Si è felicemente concluso ieri pomeriggio il primo round della nuova stagione di lotta contro caccia-selvaggia. Un sonoro ko inferto ai politici che sostengono le peggiori pulsioni del mondo venatorio e che volevano azzerare i limiti temporali della stagione venatoria, consentendo di andare a caccia tutto l'anno. 

Ma cos'è successo, nel dettaglio?

La legge "Comunitaria 2008", un provvedimento che dovrebbe adeguare il contenuto di altre leggi allo scopo di evitare violazioni delle direttive comunitarie, era in fase di discussione presso il Senato, quando due rappresentanti del PDL, i senatori Carrara e Vetrella, hanno inserito un emendamento che eliminava, nella legge sulla caccia, i limiti temporali previsti per la stagione venatoria, ovvero dal 1 settembre al 31 gennaio di ogni anno. E' chiaro che se la legge fosse passata così com'era stata licenziata dal Senato, i cacciatori, con il supporto dei calendari venatori regionali, non avrebbero più avuto limiti alla loro sanguinaria attività e le stragi di animali selvatici, che già conosciamo, sarebbero ulteriormente incrementate. Ma, contro le pessime prospettive, la reazione delle associazioni non si è fatta fortunatamente attendere. Si è così costituito un fronte comune nel quale, oltre alla LAV, sono presenti tutte le maggiori associazioni animaliste ed ambientaliste a livello nazionale, il quale ha da subito cominciato a lavorare perché nel successivo passaggio parlamentare alla Camera dei Deputati, l'emendamento "caccia-selvaggia", venisse definitivamente affossato. 

E, per fortuna così è stato! 

Determinante è stato l'apporto dei Deputati presenti nell'intergruppo animali curato dalla LAV, che si sono fatti carico di sottoscrivere gli emendamenti soppressivi del testo inserito al Senato. E grande valore ha avuto la "trasversalità" di sigle di partito che si sono fermamente opposte ai pessimi provvedimenti di liberalizzazione della caccia. I cittadini anticaccia, lo dicono i sondaggi, sono ugualmente distribuiti in tutti i partiti e lo stesso avviene tra i politici presenti nelle aule Parlamentari. Questo è un grande punto di forza per il movimento anticaccia che si propone così, del tutto libero da vincoli di appartenenza politica. Il primo round è vinto, purtroppo però la battaglia è ancora molto lunga. All'orizzonte c'è un progetto di legge che vuole ampliare la caccia agli ungulati e, con la scusa dei danni all'agricoltura, ai cinghiali in particolare. Senza dimenticare il disegno di legge Orsi che al momento giace su qualche scrivania, pronto a tornare alla ribalta con tutte le disastrose ricadute sugli animali che porta con sé. E' chiaro quindi che le prospettive sulla caccia non sono per niente positive. L'unica certezza è che la nostra associazione, con tutte le sue sedi ed i volontari, sarà sempre in prima linea perché le ragioni degli animali selvatici sottraggano sempre più spazio vitale agli interessi dei loro sfruttatori. 

Grazie a tutti voi per il costante supporto 

Massimo Vitturi

LAV - settore caccia e fauna selvatica

Cell. 320.4077439

Email: m.vitturi@lav.it

Web: www.lav.it

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Bastano due semplici gesti:
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