Commercio avorio: stop per 9 anni

 

Commercio avorio: stop per 9 anni 14/06/2007

CITES, MERCATO AVORIO ANCORA FIORENTE IN USA

Arrestati sei italiani in Kenya caccia di frodo, 160 chili d'avorio 07/04/06

 

 
Commercio avorio: stop per 9 anni

14/06/2007

Per garantire la salvezza degli elefanti africani, oggi alcuni Stati africani si sono accordati in favore di una moratoria di 9 anni di questo commercio e, insieme, si sono impegnati per un politica di lungo termine tesa alla conservazione degli elefanti.
L’accordo permette a Botswana, Namibia, Sudafrica e Zimbabwe di vendere avorio supplementare sotto stretto controllo della CITES - la Conferenza Intergovernativa della Convezione di Washington sulla salvaguardia delle specie in via d’estinzione, in corso di svolgimento all’Aja proprio in questi giorni (dal 3 al 15 giugno) - ma con esclusivo riferimento alle riserve di governo ufficialmente registrate al 31 gennaio 2007.
“Si tratta di un accordo positivo per la politica di conservazione degli elefanti, dove lo sforzo di cooperazione messo in atto dai Paesi africani per garantire questa politica di conservazione è incoraggiante, con Kenia e Mali hanno svolto un importante ruolo leadership - dichiara Nadia Masutti, responsabile nazionale LAV settore Esotici - Ora gli Stati africani hanno 9 anni di tempo per trovare soluzioni ancor più efficaci per la sopravvivenza di questi animali, gravemente compromessa proprio dal mercato dell’avorio”.
LAV e IFAW, che hanno sostenuto la proposta originale del Mali e del Kenia di introdurre una moratoria internazionale di 20 anni sulla commercializzazione dell’avorio, giudicano comunque positiva questa sospensione ufficiale e di lunga durata del commercio di avorio, e prudente rispetto alla misura che mette in commercio 60 tonnellate di avorio attualmente depositate in magazzini, approvata dal Comitato Permanente la scorsa settimana, perché rischia di alimentare di nuovo il commercio illegale dell’avorio e quindi il massacro di elefanti.
“La grave preoccupazione diventa ora proprio l’impatto che andrà a provocare l’immissione sul mercato mondiale di questi enormi quantitativi di avorio provenienti dalle scorte, e cioè il rischio che una commercializzazione su vasta scala apra le porte a una successiva maggiore domanda di avorio, con il rischio di una recrudescenza dei fenomeni di bracconaggio - prosegue Nadia Masutti - Ricordiamo che in Italia l'importazione di avorio, sia grezzo che lavorato, è vietata”.
Gli Stati africani si sono accordati anche per lavorare insieme al fine di sviluppare un Piano d’azione per la conservazione dell’elefante africano, incluso il rafforzamento dei meccanismi di controllo del commercio di avorio.
Il commercio internazionale di avorio è stato bandito dalla CITES nel 1989 per arginare il declino della popolazione di elefanti uccisi a tale scopo. Sono almeno 20.000 gli elefanti uccisi annualmente per il loro avorio e circa 100 i rangers che perdono la vita ogni anno per proteggere questi pachidermi. La sopravvivenza degli elefanti è in pericolo non solo in Africa ma anche in Asia dove della popolazione di 35.000-45.000 elefanti, rimangono soltanto 1.200 maschi.
Fra l'agosto 2006 e il 2007 sono state sequestrate, da ufficiali doganali e altri enti amministrativi in tutto il mondo, più di 28,7 tonnellate di avorio illegale, una quantità tre volte superiore a quella sequestrata nei tre anni precedenti. Questi sequestri rappresentano solo il 10-15% dell’effettivo ammontare del commercio illegale.

CITES, MERCATO AVORIO ANCORA FIORENTE IN USA

(ANSA) - ROMA, 4 OTT - A quindici anni dall'entrata in vigore del divieto di commercio dell'avorio, gli Usa rappresentano il fulcro del mercato di questo tipo di materia, ed è internet la nuova frontiera per vendere senza rischi oggetti che sono costati la vita agli elefanti africani. Tra il 1995 e il 2002 ben 8.300 oggetti in avorio erano stati confiscati e sequestrati. Lo denuncia un'inchiesta condotta dal TRAFFIC, il network internazionale - creato da WWF e IUCN - di monitoraggio del commercio di animali e piante protette dalla CITES. Il rapporto rivela che negli Stati Uniti si registra il tasso più elevato al mondo di confische di avorio, e che una gran parte dell'avorio requisito alle frontiere è introdotto nel paese da consumatori individuali, spesso sotto forma di souvenir, gioielli e oggetti intagliati. Tra il 1995 e il 2002 oltre 32.000 oggetti in avorio sono stati importati illegalmente nel paese, provenienti da oltre 80 paesi. Si tratta in genere di oggetti scolpiti in avorio ma anche zanne, gioielli, pezzi di avorio e tasti per i pianoforti. Nell'ultimo decennio la crescita del commercio su internet ha inoltre creato un nuovo canale per il commercio dell'avorio, ed é questo l'elemento più preoccupante: gli americani possono comprare l'avorio da commercianti stranieri anche on line, con scarsi controlli. Il rapporto è stato pubblicato in occasione del meeting CITES a Bangkok, che vede riuniti in questi giorni 166 paesi per fare il punto sull'efficacia delle misure di tutela applicate al commercio di fauna e flora. Lo studio, condotto sul mercato legale e su quello illegale negli Stati Uniti, rappresenta il primo studio mondiale sul mercato dell'avorio USA da quando è stato imposto il bando mondiale sul commercio dell'avorio nel 1989. "Gli Stati Uniti sono uno dei mercati dell'avorio piu attivi del mondo, considerando che negli anni recenti i funzionari USA hanno requisito l' avorio alle frontiere in misura quasi cinque volte superiore rispetto a qualsiasi altro paese," ha affermato Simon Habel, direttore del TRAFFIC. "Ciò significa che le forze dell'ordine stanno facendo un buon lavoro, nonostante le risorse limitate, per quel che riguarda l'individuazione e il sequestro delle importazioni illegali. Ma significa anche che gli americani ignorano la legge e continuano ad alimentare la domanda di avorio, premiando i cacciatori di frodo che uccidono gli elefanti". I ricercatori del Traffic hanno esaminato gli archivi dei sequestri di avorio del governo americano, hanno analizzato il mercato interno USA di questi prodotti e si sono finti acquirenti di avorio nella rete per constatare la facilità con la quale i commercianti stranieri di avorio riescono a far passare i loro beni illegali attraverso la frontiera americana. "Ci preoccupa l'elevata quantita di avorio che viene acquistato dagli americani su internet, senza rischi perché l'anonimato è garantito" si legge nello studio. "Quando ci siamo presentati come potenziali acquirenti, i venditori di avorio e altri venditori ci hanno garantito che l'importazione di avorio negli Stati Uniti non costituisce un problema", afferma il direttore del Traffic. Apparentemente, gran parte dell'avorio presente all'estero che viene offerto agli americani dalla rete proviene dalla Cina, il paese con il maggiore mercato illegale dell'avorio al mondo. Tra il 1996 e il 2002 gli Stati Uniti hanno fatto registrare quasi cinque volte più sequestri rispetto a qualsiasi altro paese, anche se di modiche quantità. Il mercato illegale dell'avorio negli USA è formato principalmente da consumatori e turisti che cercano di importare l'avorio per uso personale, piuttosto che contrabbandieri su vasta scala, anche se negli ultimi anni non sono mancati casi sequestrato in quantità commerciale. Ma non tutto il commercio dell'avorio proveniente dagli elefanti é illegale. La legge americana consente l'importazione e la vendita di avorio proveniente da stock risalenti a molti anni fa, prima che entrasse in vigore il divieto. E' anche autorizzata legalmente l'importazione di avorio da parte dei cacciatori di "trofei" ottenuti nei paesi africani. "I consumatori americani devono sapere che l'acquisto di avorio dall'estero e la sua importazione negli Stati Uniti senza i necessari permessi CITES e illegale, e che tale acquisto alimenta la caccia di frodo degli elefanti in tutta l'Africa, "ha detto Habel. "In termini generali, gli americani dovrebbero evitare di comprare l'avorio all'estero". Negli anni '80 fino a 100.000 elefanti erano massacrati ogni anno in Africa dai cacciatori di frodo. Nel 1989 la comunita' internazionale impose il bando sull'avorio attraverso la CITES, quando era già proibita l'importazione negli USA dell'avorio proveniente dagli elefanti asiatici. Il divieto fu introdotto nella speranza che servisse a ridurre notevolmente la caccia di frodo e a consentire la ripresa delle popolazioni africane dei paesi dove si trovano gli elefanti. Nei tre anni di durata dello studio, in media 1.000 oggetti di avorio alla settimana venivano pubblicizzati e messi in vendita su eBay, il sistema di aste su internet. TRAFFIC ha scoperto invii periodici di articoli scolpiti e di gioielli in avorio venduti a clienti americani su eBay da venditori che si trovano in Cina in circostanze che potrebbero considerarsi illegali, e questi "negozi" sulla rete inviano regolarmente l'avorio negli USA per mezzo di servizi rapidi di consegna, offrendo addirittura una falsa etichettatura. (ANSA).

fonte: http://impresambiente.imaa.cnr.it/schedaAnsaNews.php?idnews=3715

Una settima persona, avrebbe avuto in casa materiale
risalente ad anni in cui l'attività venatoria non era vietata
 

Arrestati sei italiani in Kenya
caccia di frodo, 160 chili d'avorio

NAIROBI - Retata di italiani in Kenya per caccia di frodo e possesso illegale d'avorio. I cacciatori fermati sono sei, e sono stati individuati e arrestati dalla sorveglianza dei parchi naturali che li ha rintracciati mentre si trovavano nella città di Garsen sulla costa dell'Oceano Indiano. Erano in compagnia di altrettanti kenyoti e avevano con sè carcasse di bufalo, armi sportive e un veicolo.
I fermati, in un primo momento, erano sette, ma uno di loro, Guido Larice potrebbe essere vittima di un errore. L'uomo infatti è stato trovato in possesso di 158 chili di avorio e numerose corna di animali selvaggi tra cui quelle di un rinoceronte. Il punto è che il signor Larice è anche cittadino kenyota e se nella sua casa sono stati ritrovati questi oggetti, sembra fossero tutti regolarmente dichiarati, ed in possesso della famiglia (quella di Guido Larice è la seconda generazione che vive a Mombasa) da molte decine di anni, quando cioè il loro possesso non era illegale. Larice è stato quidi rilasciato dietro cauzione.
(7 aprile 2006)

http://www.repubblica.it/2006/04/sezioni/esteri/kenya-avorio/kenya-avorio/kenya-avorio.html