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ATTENTI AL SEMAFORO
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LUI, LEI E BABYDOG
Trama:
Il triangolo tradizionale e’
sempre stato: Lei-Lui-L’altro/a.
Questo e’ scontato. Ma se al
posto dell’altro/a ci fosse
un’adorabile e simpatica
cagnetta cosa accadrebbe?.
Charlie (l’esordiente
Brendan Hines) incontra
Daphne (Malin Akerman),
tipica americana biondina, e
se ne innamora. Unico
problema tra i due e’
l’avversione non confessata
di lui verso i cani e
l’amore spassionato ed
esibito di Lei verso di
questi. La cagnolina ben
presto diviene un ostacolo
alla loro storia d’amore.
Esilarante la scena del
primo bacio: lei si avvicina
a lui bramosa di baci dopo
essersi fatta leccare la
faccia dal cane. Lui resta
impietrito, desidera
fortemente baciarla ma e’
inorridito dalla scena!
Charlie non si arrende: per
conquistare il cuore della
sua innamorata deve
misurarsi con il suo cane.
Quando la battaglia sembra
persa accade l'impensabile:
Charlie si affeziona
talmente al cagnolino da
capire di non aver mai
voluto veramente una
fidanzata! Così la commedia
vede il rovesciarsi delle
parti: Charlie per restare
accanto al cane deve
frequentare e soccombere a
Daphne. Il cast e’ giovane e
promettente: Brendan Hines
(serie tv “senza traccia”),
Malin Akerman ("The
Heartbreak Kid") e Kevin
Sussman ("Ugly Betty"). Per
gli amanti dei cani e’ una
commedia romantica delicata
e simpatica. Per chi
preferisce le ragazze ai
cani e’ una commedia
divertente. E’ un film senza
pretese, ma molto semplice e
carino. Spesso si sorride, a
volte si ride. Il film fa
riflettere: i fidanzati
tradiscono, feriscono, vanno
e vengono, mentre i cani
restano sempre fedeli al
proprio padrone. Comunque
tra il fidanzato ed il cane
sempre meglio scegliere il
fidanzato…
Regia:
Marcel Sarmiento;
Attori:
Malin Akerman, Brendan
Hines, Kevin Sussman, Sam
Coppola, Mike Doyle, Juan
Hernandez, Steve Rosen, Eric
Zuckerman;
Produzione:
SarcoFilms, LaSalleHolland;
Paese: USA
2007;
Uscita:
14/08/2008;
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IL GIORNALE DI VICENZA
Giovedì 28 Agosto 2008
spettacoli Pagina 54
PRIMA VISIONE/2. IL FILM DI
SARMIENTO
Lui, lei e Babydog
Triangolo eccentrico
LUI, LEI E BABYDOG
(Heavy Petting, Usa, 2007) di Marcel Sarmiento con Malin
Akerman, Brendan Hines, Kevin Sussman. Multisala Roma,
Warner Village Le Piramidi.
Il giovane Charlie (Brendan Hines) divide con l'amico Ras
(Kevin Sussman: Hitch) l'appartamento, la diffidenza per i
cani e l'interesse, non sempre coronato da successo, per le
ragazze.
Ras, attratto dalle cose bislacche, adotta incoerentemente
uno stile sicuro di sé e sentenzioso.
Charlie è invece più candido e gentile. A una festa incontra
la bionda Daphne (Malin Akerman: Lo spaccacuori, 27 volte in
bianco), in "lutto" per la perdita di un cagnolino (ne
conserva le ceneri) e cerca di rendersi simpatico con ciò
che sa fare: gestisce con un socio una c affetteria e subito
inventa una miscela dedicata a Daphne.
Il palleggio è un po' esitante ma poi la ragazza si
scioglie, adotta una nuova cagnetta, Babydog, e… Charlie se
la trova sempre tra i piedi - talvolta in modo molto
fastidioso - quando vorrebbe corroborare il crescente
affetto per l'amata. Scende a patti con la bestiola, finisce
per ammettere i cani nella caffetteria ma smarrisce un p o'
le proporzioni nei rapporti tra umani e animali.
Il debuttante regista-sceneggiatore Marcel Sarmiento in Lui,
lei e Babydog, triangolo eccentrico sul lato canino,
esibisce un approccio paradossale ai sentimenti giovanili su
cui convoglia la simpatia che sanno suscitare gli ormai noti
Akerman e Sussman nonché il misurato Hines (per non parlar
del cane).
Vista in concomitanza con Animals in love, si può dire che
nella pellicola di Sarmiento il divertimento non manca ma
l'autore deve ancora conquistare l'equilibro nel combinare i
reagenti psicologici (cani, caffè), il contesto ambientale
(cinofili rigorosi, anziani socievoli), le carinerie
affettuose e gli schizzi di programmato cattivo gusto. E. P.
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Uccelli di ogni specie, leoni, scimmie e canguri
ripresi nell'arte della seduzione,
nell'accoppiamento e nella riproduzione.
L'osservazione degli animali in amore è
sorprendente: il comportamento che maschi e
femmine assumono per riprodursi è simile al
gioco di seduzione tra uomini e donne. Il
documentario di Laurent Charbonnier - al suo
esordio in lungo dopo una serie di progetti per
la televisione e dopo aver prestato servizio
come direttore della fotografia nel celebre
Il popolo migratore - segue passo dopo
passo il rituale dell'accoppiamento che vede i
maschi corteggiare la femmina, chi sfoggiando
piumaggi dai colori maestosi, chi intonando veri
e propri canti d'amore, chi improvvisando una
danza iniziatica. L'attesa è talvolta segnata da
combattimenti volti a sconfiggere eventuali
rivali, o da quello che appare come
l'allestimento del giaciglio d'amore.
Per realizzare Animals in
Love il regista francese e il suo staff
hanno seguito centosettanta specie animali nel
rituale dell'accoppiamento in sedici diverse
nazioni, per un totale di cinquecento giorni di
riprese e ottanta ore di materiale girato. Il
risultato è un
film "strumentale" dove la voce off è
utilizzata ai margini - a differenza de
La marcia dei pinguini in cui il
commento fuori campo accompagna lo spettatore
lungo tutto il viaggio dei pennuti imperatori -
lasciando che siano i canti e i rumori
riprodotti dagli animali e dalla natura a
emergere.
Le musiche di
Philip Glass sottolineano le varie fasi
della selezione sessuale, si intrecciano ai
suoni emessi dai protagonisti, offrono toni
romantici al gioco di seduzione e mettono in
evidenza i momenti più comici. Sebbene delle
centosettanta specie filmate, solo ottanta
compaiano nel montaggio finale, l'ambizione di
Charbonnier appare un po' troppo ardita e il suo
finisce per sembrare un prodotto un po' troppo
confuso, privo di valore pedagogico-didattico e
che peraltro non rappresenta neanche una novità
per gli appassionati del genere. L'ottima
fotografia e gli sforzi, seppur dispendiosi, in
fase di studi e di riprese non riescono a fare
di Animals in Love un
film che possa competere con la recente
produzione di documentari di successo.
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IL GIORNALE DI VICENZA
Giovedì 28 Agosto 2008
spettacoli Pagina 54
PRIMA VISIONE/1. INTERESSANTE
IL DOCUMENTARIO CON INTENZIONI NARRATIVE DI CHARBONNIER
Teneri animali in amore
tra
zuffe e corteggiamenti
di Enzo Pancera
ANIMALS IN LOVE
(Les animaux amoureux, Francia, 2007) di Laurent Charbonnier.
Documentario. Multisala Roma.
Da qualche anno sono distribuiti piuttosto regolarmente
documentari, con qualche impostazione "narrativa", che si
occupano del mondo animale: Microcosmos 1996, Il popolo
migratore 2001, La marcia dei pinguini 2005.
Ora esce Animals in Love frutto del coordinamento registico
di Laurent Charbonnier, già fotografo ne Il popolo
migratore, al quale numerose troupe sparse in ogni
continente, in un paio d'anni hanno procurato 80 ore di
girato dedicato agli animali periodicamente assorbiti dal
trasporto amoroso.
L'iter è seguito in tutta la parabola. S'inizia con richiami
vocali che, commisurati alla taglia, sono comunque possenti,
molto impegnativi, con grande fuoruscita di
bolle-pappagorgia nei batraci e, in certi uccelli, con
coreografica disposizione di penne in istantanea figurazione
fantasmatica. Poi si passa alla lotta (assiduo il lavorio
sonoro nella partitura di Philip Glass) e si scopre che non
solo i cervi maschi riempiono le valli con il cozzare delle
corna ma che i canguri si scambiano belle pappine, in comico
pugilato, e le giraffe si sculacciano torcendo il collo
ardimentosamente.
Dopo le zuffe possono iniziare i corteggiamenti. Per certe
anatre è l'affilare ritmico dei becchi prima della corsa
caricata a molla, in due, sul pelo dell'acqua.
Al "dunque" si hanno delle sorprese (i canguri sono tentati
dal triolismo, una faccenda dall'equilibrio precario, tant'è
che si sferrano certe pedate…) ma anche delle conferme con i
maschi intenti a far prendere sul serio il loro attivismo e
le femmine intente a far prendere sul serio il loro
interesse per tutt'altro.
Poi, scontati alcuni momenti di tedio, è tutto uno svellere,
conficcare, compattare, tessere per allestire nidi, tane,
ricoveri. Dove puntualmente si ricovera la prole (non,
ahimè, l'uovo carpito, appena scodellato, dal malandrino di
turno) che è da proteggere e nutrire e magari un po' da
scrollare per non allevar fannulloni…
Le immagini - piuttosto belle, mai imbarazzanti - e il
flusso delle informazioni e suggestioni, spesso umoristiche,
potrebbero far convergere darwiniani, adoratori del caso e
fermi credenti nella Provvidenza sulla presa d'atto, anche
con centellinate battute in fuori campo, che le specie sono
meravigliosamente diversificate ma anche che, con l o
zampino dell'uomo, tendono progressivamente a ridursi.
Un'operina così agile e piena d'interrogativi sugli animali
e le loro consuetudini è anche un'occasione per far
convergere davanti allo schermo piccoli e grandi uniti nella
divertente impresa d'imparare.
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