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FARMACI SCADUTI AI BOVINI
Vasta inchiesta dei Carabinieri NAS smaschera pericolosi traffici illegali
Micidiali cocktail di medicinali, anche guasti, venduti in nero e somministrati senza nessun controllo o cautela ai bovini poi mandati alla macellazione. Un vasto traffico, assai pericoloso per la salute dei consumatori, è stato scoperto dai Carabinieri del Nas: coinvolge allevamenti e farmacie del pinerolese (Torino), aziende farmaceutiche e depositi di medicinali di Piemonte, Lombardia ed Emilia Romagna, rappresentanti di commercio e veterinari. "Solo per le farmacie coinvolte - hanno detto gli inquirenti - il giro d'affari in nero era di 65 mila euro al mese". Sequestrati 20 mila confezioni di farmaci veterinari e un ingente quantitativo di sostanze ritenute anabolizzanti, ma ancora da analizzare, per un valore totale di 800 mila euro. Le indagini sono iniziate sei mesi fa sulla scorta di sospetti nati dopo controlli in allevamenti e macelli da parte del Nas di Torino. 90 le perquisizioni in otto province (Torino, Cuneo, Alessandria, Asti, Milano, Mantova, Parma e Reggio Emilia). Un mediatore di animali destinati al consumo alimentare, di Volpiano (Torino), è stato trovato in possesso di scatole di farmaci anche scaduti ed è stato arrestato per ricetazione, commercio di farmaci guasti e associazione per delinquere. Una farmacia di None (Torino) è stata posta sotto sequestro e i due titolari denunciati, così come quelli di un'altra farmacia della zona, mentre per un'altra decina gli accertamenti sono ancora in corso. I Carabinieri sono riusciti a ricostruire l'intero traffico dei medicinali dalle aziende agli allevatori attraverso telecamere digitali, visori notturni, localizzazioni con il Gps, microfoni direzionali e travestimenti per confondersi fra i commercianti dei fori boari di Carmagnola (Torino), Fossano, Saluzzo, Vicoforte di Mondovì e Mondovì (Cuneo) e Cuneo. Sono state filmate le consegne dei farmaci. Il quadro che emerge dall'inchiesta è assai allarmante per i consumatori: "I rappresentanti dei medicinali - hanno raccontato i Pubblici Ministeri che stanno seguendo l'inchiesta - senza nemmeno il consiglio di un veterinario davano cortisonici, antibiotici e anabolizzanti, spesso mischiandoli fra loro, agli allevatori che li somministravano agli animali. Gli animali da latte venivano munti e gli altri macellati senza neanche rispettare i tempi di sospensione per permettere ai bovini di smaltire i principi attivi dei farmaci. In caso di bisogno i veterinari facevano ricette per mascherare le somministrazioni come trattamenti terapeutici". Il flusso dei medicinali era garantito: all'apice dell' organizzazione vi era una ditta farmaceutica di Milano (i due responsabili sono stati denunciati) che si avvaleva anche di due informatori farmaceutici, padre e figlio. I medicinali arrivavano anche da altre due aziende e sono stati trovati stoccati in sei depositi all'ingrosso. I titolari di due sono risultati già coinvolti in precedenti analoghe inchieste. I prodotti erano dati sia direttamente agli allevatori sia attraverso farmacie e veterinari. Per stimolare il traffico veniva utilizzato anche il cosiddetto "comparaggio": regali natalizi, cene, pernottamenti in località di lusso, fine settimana sulle piste di sci delle località olimpiche. Il rappresentante c.v. cercava di proteggere i trasporti dei medicinali anche con un singolare sistema: essendo titolare di un negozio di animali esotici a Carmagnola (Torino), portava in auto alcuni serpenti che metteva tra gli scatoloni per dissuadere eventuali controlli troppo meticolosi. |