IL COLOMBO

ORDINANZA  COLOMBI DI ROSA' n.58/2006.pdf

Ordinanza del sindaco di Udine

Il Colombo di città:

Aspetti biologici
Aspetti giuridici
Metodo di controllo
Conclusioni
Comunicato del 14 febbraio 2008
Comunicato stampa 18.02.09 LAV ST di Bassano del Grappa

 

VENETO - VIETATO ABBATTIMENTO DI PICCIONI
LIPU, ALLARME SALMONELLOSI PICCIONI INGIUSTIFICATO

 

Nei centri urbani LAV: NEI CENTRI URBANI
Emergenza piccioni Soluzioni a problemi comuni E' inverno: aiutiamo gli uccellini
Materiali convegno 'Colombi e Cittadini' News: nei centri urbani News: nei centri urbani II

Tratto dal sito del comune di Udine http://www.comune.udine.it/opencms/opencms/release/ComuneUdine/cittavicina/animali/colombo/index.html?lang=it&style=1&expfolder=Animali+in+citta'

ASPETTI BIOLOGICI

Chi è?

Il piccione di città è un animale rinselvatichito, la cui origine sarebbe da attribuire ad incroci tra i colombi selvatici inurbanizzati e i colombi domestici perduti o sfuggiti nel tempo dallo stato di domesticità ed insediatisi nei centri urbani, dove si sono sviluppati formando spesso densi gruppi. Come in tutte le popolazioni di animali selvatici (non soggetti cioè alla selezione da parte dell'uomo) anche nel piccione di città la grandezza dei gruppi è regolata dalla capacità portante dell'ambiente, cioè dalle risorse disponibili.

Perchè si sviluppa e si insedia nelle città?

I colombi sono uccelli granivori ad abitudini stanziali, che nidificano su costoni e pareti rocciose. Queste esigenze sono totalmente soddisfatte dall'ambiente urbano dove gli edifici - in particolar modo quelli più antichi - con i loro anfratti e rifugi, riproducono certi aspetti dell'ambiente naturale del colombo. Nelle città inoltre c'è sempre la possibilità di trovare cibo abbondante spesso con un minimo dispendio di energie. La città è dunque per essi un ambiente ecologico ideale a cui mostrano un sorprendente adattamento grazie anche alle loro spiccatissime doti di apprendimento, memorizzazione e trasmissione culturale nell'ambito dei gruppi in cui sono organizzati. Anche altri fattori contribuiscono a determinare talvolta un forte incremento delle popolazioni urbane di colombi. Tra questi, un microclima assai favorevole, la scarsa competizione per le fonti di cibo, la mancanza di predatori: infatti il Falco Pellegrino, l'Astore, lo Sparviero, I'Allocco (rapace notturno) sono nemici dei colombi, ma tali uccelli frequentano sempre meno le nostre città; mentre per le uova e i piccoli i nemici sono le Cornacchie, le Taccole, i Gabbiani Reali, Topi e Ratti; questi animali esercitando una forma di predazione, ne limitano la riproduzione.

Piccione Selvatico

È l'antenato di tutti i piccioni domestici. Il piumaggio può essere tutto blu con motivi a scacchi. Ogni variante significa ibridazione. Il maschio ha collo verde più brillante della femmina Ha pelle grigio-blu intorno all'occhio e cremona bianco sul becco. Di profilo ha spalle molto larghe. Vive in zone rocciose e anche urbane nel Centro-Sud d'Italia e nelle isole.

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Piccione Domestico

Il discendente addomesticato del piccione selvatico assume una grande varietà di forme. A volte si nutre nei campi in stormi con i piccioni da competizione. Spesso sta con le taccole su grandi edifici ricchi di ornamenti che forniscono sporgenze per la nidificazione. La stagione riproduttiva si estende anche all'inverno, dato il molto cibo disponibile in città.

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ASPETTI GIURIDICI

Il dibattito sulla problematica piccioni di città, in corso tra amministratori pubblici, studiosi, tutori della legge ha lasciato un po' tutti senza alcuna decisione.
Infatti, considerando il piccione presente nelle città quale animale facente parte di quella fauna selvatica considerata "bene indisponibile dello Stato", e pertanto protetta dalla L. 157 del 12/02/92, esso non può essere oggetto di alcuna forma di cattura per l'uccisione; rimane però ben ferma l'adozione di opportune norme per limitarne la proliferazione.
Mentre l'accertamento di eventuali rischi per la salute pubblica obbliga l'autorità competente, sulla base del Regolamento di Polizia Veterinaria, a prendere provvedimenti già peraltro indicati dalle norme vigenti in materia.
E solo in taluni casi limite, già previsti dalle norme, sentiti i pareri degli Enti preposti, potranno essere attuati provvedimenti di cattura o spostamento di quegli esemplari che risultassero ammalati.

Ordinanza del sindaco comune di Udine

METODO DI CONTROLLO

Alimentazione

Accanto alla presenza di spazi per la nidificazione ed agli altri fattori già indicati, la disponibilità di alimenti è uno dei principali elementi di richiamo dei colombi nelle città e soprattutto è un importante elemento di stimolo alla loro moltiplicazione. È necessario evitare quindi un tipo di alimentazione incontrollata da parte dei cittadini, anche perché nella maggior parte dei casi gli alimenti somministrati ai colombi sono pane, pasta, altri avanzi o, nel migliore dei casi, mais. Questi alimenti non sono ottimali perché carenti di molti principi nutrizionali. Il colombo si adatta a questo tipo di alimentazione perché è facile da ottenere e non lo costringe a ricercare cibi più idonei. Ma in questo modo se ne compromette la salute favorendo l'insorgenza di avitaminosi e rendendo gli animali più sensibili ad infezioni parassitarie. Ricordiamo nuovamente che il piccione è un granivoro e dovrebbe consumare circa 30 grammi di granaglie miste (cereali e leguminose) integrate da piccoli germogli e erbe. Studi e ricerche sull'uso di farmaci capaci di ridurre il numero dei piccioni sono da tempo sperimentati. Pertanto una seria alimentazione "controllata" e l'uso di farmaci antifecondativi si sono alla lunga rivelati come un mezzo assai efficace per controllare e ridurre il numero dei colombi in città.

Controllo dei siti di nidificazione

Per il controllo dei siti di nidificazione possono essere usati dei "repellenti" fisici e chimici, intendendo con questo l'utilizzo di mezzi che non danneggiano il colombo, ma che lo dissuadano dall'appollaiarsi in alcuni determinati luoghi. Prima di tutto è necessario prendere in considerazione i punti che più di altri sono fatti oggetto di sosta o nidificazione; su questi luoghi si possono operare alcuni interventi, quali quelli di chiudere buche e anfratti che si trovano su diversi palazzi. I mezzi fisici per allontanare i piccioni sono tanti: si va dalle strisce di polietilene con punte in acciaio inossidabile ai fili percorsi da corrente elettrica a basso voltaggio, a lamiere in acciaio inclinate di 45 gradi poste sopra i cornicioni, all'applicazione di reti di protezione, grate metalliche o opere di muratura per proteggere le aperture dei sottotetti. Tutte operazioni queste, che dovranno essere compiute in inverno in quanto i piccioni hanno una lunghissima stagione riproduttiva.

CONCLUSIONI

Preso atto che l'esplosione demografica dei colombi in città è dovuta all'interagire di numerosi fattori, risulta evidente che l'approccio corretto al problema non può essere che di tipo polifattoriale e che nessun singolo intervento potrà avere un effetto risolutivo, anche se temporaneamente efficace. Ricordiamo che il problema è dato solo da una sovrappopolazione dei colombi in città, quindi è unicamente necessario controllare la loro presenza evitandone l'eccesso numerico. Un basso numero di colombi non reca alcun danno alla città, andando semmai ad abbellire piazze e giardini costituendo un passatempo per anziani e bambini. A questo proposito il servizio ecologico metterà in atto quanto già previsto dal progetto per la riduzione della popolazione dei colombi in città con tecniche di controllo incruente. Verrà realizzata una campagna per la distribuzione di nicarbazina (prodotto antifecondativo già sperimentato con successo in altre città) in collaborazione con volontari e associazioni. Si interverrà sulle aree di nidificazione per ridurre le occasioni di riproduzione degli animali.

Comunicato stampa LAV ST di Bassano del Grappa

18 febbraio 2009 

IL TAR DEL VENETO SU RICORSO DELLA LAV SOSPENDE UN’ORDINANZA DEL SINDACO DI TEZZE SUL BRENTA (VI) CHE AUTORIZZAVA I CACCIATORI A UCCIDERE I PICCIONI PRESENTI NEL TERRITORIO COMUNALE. 

Il TAR del Veneto, con ordinanza del 04 febbraio 2009, ha sospeso l’ordinanza n.78 del 6 ottobre 2008 con la quale il sindaco di Tezze sul Brenta (VI), on. Luciano Lago, aveva consentito ai cacciatori di uccidere i piccioni presenti sul territorio comunale. La LAV Lega Anti Vivisezione, con ricorso firmato dal presidente Gianluca Felicetti e notificato dagli avvocati Anna Descovich e Matteo Gasparin del foro di Vicenza, il 12 novembre scorso aveva impugnato l’ordinanza al TAR ritenendola illegittima. Ora la seconda sezione del TAR del Veneto, composta dai giudici Giuseppe di Nunzio (Presidente), Italo Franco (Consigliere) e Marco Morgantini (Primo Referendario), con l’ordinanza ha confermato che gli atti impugnati sono idonei ad arrecare un danno grave e irreparabile.  “Siamo molto soddisfatti di questa importante sentenza perchè salva la vita a migliaia di animali dichiara Massimo Vitturi, responsabile nazionale del Settore Caccia e fauna selvatica della LAVinoltre perché blocca l’arroganza di chi voleva consegnare nelle mani dei cacciatori il destino della fauna selvatica che è patrimonio di tutti noi. Importante sottolineare che il Comune di Tezze sul Brenta è recidivo, in quando già nel 2007 aveva emesso un‘altra ordinanza di abbattimento dei piccioni che era stata prontamente annullata dal TAR del Veneto, sempre su ricorso della LAV. Speriamo che ora l’Amministrazione abbia compreso che i metodi cruenti, oltre ad essere assolutamente inefficaci, sono anche illegittimi, e si rivolga piuttosto all’importante ruolo di educare i propri cittadini ad una corretta convivenza con questi nostri compagni di vita”. Silvia Lovat, responsabile della LAV di Bassano del Grappa dichiara: “i cacciatori spesso si dichiarano amanti della natura ma poi, nei fatti, capita che spesso pur di abbattere degli animali vengano violate le norme nazionali. A farne le spese sono come sempre i poveri e indifesi esseri viventi che, come i piccioni, ricercano cibo e rifugio nelle città." 

Ufficio stampa LAV Sede Territoriale di Bassano del Grappa

LAV Sede Territoriale di Bassano del Grappa
Via Angarano, 147 Bassano del Grappa (VI) - 36061
cell: 348.0407684 -  www.lavbassano.it; e-mail: lav.bassanodelgrappa@lav.it  

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Comunicato del 14 febbraio 2008

Il TAR del Veneto, in seguito al ricorso della Lega Abolizione Caccia, annullaun provvedimento del comune di Verona che consentiva ai cacciatori di ucciderei piccioni presenti nel territorio comunale.

Il TAR del Veneto, con ordinanza n.9/2009 del 29 gennaio 2009, ha annullato il provvedimento del comune di Verona del 17 ottobre del 2008, n. 107, con il quale si consentiva ai cacciatori di abbattere i piccioni presenti sul territorio comunale. La LAC, con ricorso firmato dal presidente Prof. Carlo Consiglio e notificato dall'avv. Massimo Rizzato del foro di Vicenza, aveva impugnato il provvedimento comunale ritenendolo illegittimo. Ora la seconda sezione del TAR del Veneto, composta dai giudici Giuseppe di Nunzio (Presidente), Italo Franco (Consigliere Relatore) e Marco Morgantini (Consigliere), con l'ordinanza ha stabilito che "il ricorso, oltre che del requisito del periculum in mora (la stagione venatoria non è ancora conclusa), non è del tutto sfornito del requisito del fumus boni iuris, alla luce della
richiamata giurisprudenza, in specie sotto il profilo dell'appartenenza dei colombi alla fauna selvatica."  "Siamo soddisfatti di questa importante ordinanza, anche se arrivata allo scadere della stagione venatoria, perché pone fine al massacro di questi animali- ha dichiarato Andrea Zanoni presidente della LAC del Veneto - inoltre perché boccia l'arroganza di chi voleva consegnare nelle mani dei cacciatori il destino della fauna selvatica protetta che è patrimonio di tutti noi.  Va sottolineato che il comune di Verona risulta essere addirittura recidivo perché con la sentenza del TAR Veneto n. 862 del 4 aprile 2008, sempre su ricorso della LAC,  era già stato annullato un precedente provvedimento
simile. Questa ordinanza va inoltre a favore anche di tutti i cittadini di Verona che allevano i piccioni e dei colombofili veronesi che allenano i piccioni viaggiatori che rischiavano di essere impallinati e uccisi. "

LAC Lega Abolizione Caccia - Sezione del Veneto - Via Cadore, 15/C int.1 -
31100 Treviso - Info: 347 9385856 email lacveneto@ecorete.it - web
www.lacveneto.it


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ANIMALI: LIPU, ALLARME SALMONELLOSI PICCIONI INGIUSTIFICATO

(ANSA) - ROMA, 13 FEBBRAIO - L'allarme sui piccioni e la salmonellosi e' ingiustificato, e nessuna uccisione di questi uccelli puo' essere in alcun modo legittima. E' quanto afferma la Lipu in una nota, dopo l'allarme sanitario lanciato dalla Asl di Venezia al Comune della citta' lagunare in cui si segnalava per le persone un pericolo concreto di salmonellosi portata dai piccioni.  ''Sono proclami privi di fondatezza scientifica'' afferma Marco Dinetti, responsabile ecologia urbana Lipu, secondo il quale ''da uno studio realizzato dall'Universita' di Basilea in tempi recenti emerge in modo chiaro come i colombi di citta' non sono pericolosi per la salute umana. Ben 77 studi epidemiologici effettuati sui colombi di citta' in 60 aree urbane e regioni, in un arco di tempo di 60 anni - prosegue l'esperto Lipu - hanno evidenziato come vi sia stato solo un caso di Salmonellosi trasmessa dal colombo all'uomo. I rischi per l'uomo dunque sono molto bassi e lo sterminio che da piu' parti e regolarmente viene proposto e' del tutto ingiustificato''. Quindi ''per
affrontare eventuali disagi  - spiega Dinetti - servono piani di gestione seri, a partire da un censimento delle popolazioni, per poi mettere a punto una politica di gestione che permetta di affrontare il problema al di la' delle emergenze: prima di tutto la regolamentazione delle risorse alimentari a disposizione degli uccelli e l'installazione di dissuasori incruenti che limitano i luoghi di nidificazione. Il tutto accompagnato da una campagna di informazione dei cittadini''.(ANSA).
  

24 Ottobre 2007

VENETO - VIETATO ABBATTIMENTO DI PICCIONI

Il TAR del Veneto, seconda sezione, a seguito di ricorso della LAC, con sentenza n. 3357/07 del 17 ottobre ha annullato il provvedimento del Comune di Verona n. 61 del 28 giugno 2007, con il quale si consente ad un numero indiscriminato di cacciatori di abbattere i piccioni presenti sul territorio comunale. L'ordinanza annullata, infatti, è in palese contrasto con il dettato normativo dell’art. 19 della legge n. 157/92, che indica in modo tassativo i soggetti abilitati ad intervenire nell’ambito dei piani di abbattimento. La LAC era assistita dall'avvocato Massimo Rizzato.