IL VADEMECUM DEL PERFETTO 
ANTI-ARCHETTARO

Come ormai da anni, purtroppo anche quest’anno siamo sul campo per combattere una spietata lotta contro il bracconaggio. Sarà molto utile, oltre che importante, seguire i suggerimenti dei più esperti della LAC, ciò per essere in grado di lavorare al meglio e imparare più velocemente ogni cosa da fare durante la ricerca degli archetti e durante il soccorso agli animali feriti.

Gli archetti, ordigni a scatto proibiti dalla legge utilizzati per prendere piccoli uccelli (90 per cento pettirossi) sono disseminati dai residenti nelle valli bresciane, territorio compreso tra i laghi d’Iseo, d’Idro e di Garda. Gli animali catturati sono una delle due componenti del piatto “polenta e osei” servito illegalmente in alcuni ristoranti e consumato nelle case private. L’attività di anti-bracconaggio si svolge quindi in montagna, con dislivelli di quota, in mezzo alla vegetazione, con qualsiasi tempo (splendido, brutto, umido, piovoso) dal mattino al tardo pomeriggio. E’ necessario essere provvisti di un equipaggiamento comodo ed adatto alle diverse condizioni atmosferiche: scarponi, anfibi e stivali in caso di pioggia, cerata sempre a portata di mano, giubbotto con tasche o zainetto per mettere il kit pronto intervento (vedi nota), il cibo (pranzo a sacco) e per chi li possiede, cellulare e tronchese. Quest’ultimo per tagliare gli archetti.

Le mani devono essere libere per liberare velocemente e con efficienza gli uccelli intrappolati, rompere i bastoni mettere le bacche in un sacchetto, trasportare gli archetti. Poiché la ricerca delle trappole non è facile, si consiglia di cercare sempre fuori dai sentieri convenzionali, dove ad esempio c'è erba calpestata o rami posizionati su passaggi secondari, dietro a rovi o cespugli, perché proprio in questi luoghi si potrebbero trovare delle tracce o addirittura degli archetti e/o delle reti. Di solito l'insieme di casa-bosco-prato rivela una situazione privilegiata. Le bacche color rosso del sorbo, segnalano gli archetti eventualmente collocati ai margini del bosco. In questo caso non è consigliabile passare troppo vicino alle abitazioni né fare troppo baccano. I boschi sono altrettanti luoghi interessanti, ma non in alte quote, a meno che non vi siano case o capanni. E' facile perdersi, quindi è opportuno cercare sempre punti di riferimento e memorizzare più numeri di cellulari possibili di altri partecipanti. Negli appostamenti fissi, capanni con richiami vivi, purtroppo legali, che si incontrano, non si devono né danneggiare le strutture né liberare gli uccelli che per loro sfortuna sono incapaci di volare. Infatti la stragrande maggioranza di essi sono allevati in cattività e non sopravviverebbero in libertà.

COME SI SVOLGE LA GIORNATA DELL’ANTI ARCHETTARO

E’ gradita la messa a disposizione della propria automobile poiché i mezzi di trasporto scarseggiano.

Con gli abitanti del posto e i cacciatori si deve tenere un comportamento distaccato. Non accettare provocazioni non darsi alla fuga e non mostrarsi timorosi se osservati. Non si va a manifestare ma a svolgere un importante servizio agli animali e battute o provocazioni non sono utili agli uccelli che aspettano di essere liberati da trappole che, vi ricordiamo, sono illegali. Il lavoro di squadra porta ottimi risultati e gli animali ve ne saranno grati. Ogni gruppo è formato da volontari che da tempo svolgono questa attività e da chi è agli inizi. Questi ultimi, dopo avere preso confidenza con il meccanismo degli archetti e con l’ambiente, contribuiscono oltre che alla raccolta degli archetti, anche all’individuazione degli stessi. Inoltre osservano le operazioni  di pronto soccorso uccelli. Ogni gruppo deve tenere il conteggio degli archetti raccolti, degli uccelli e di eventuali piccoli mammiferi vivi e morti intrappolati. Nel tardo pomeriggio rientro.

Nota: KIT DI PRONTO INTERVENTO

Contenuto: forbicine, cotone emostatico, antibiotico. Piccolo contenitore con acqua + zucchero o glucosio da dare agli animali utilizzando una siringa da insulina dopo averli tolti dagli archetti e prima di riporli nei sacchetti di stoffa o liberarli. Gli animali con le due zampe spezzate saranno consegnati ai volontari di Milano per ulteriore cure e, se possibile, successivamente saranno liberati.