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Di cosa
si nutre la rondine
La rondine, come
tutti i suoi "cugini" della famiglia degli Irundinidi, è un
uccello insettivoro che cattura le sue prede in volo e per le
sue manovre aeree ha bisogno di ampi spazi aperti . A volte la
si vede passare in volo rasente ai muri e alle chiome degli
alberi, perché così facendo fa involare gli insetti che vi sono
posati per catturali poi "al volo", così come pure è in grado di
catturare i ragni appesi alle loro ragnatele.
Gli animali predati sono insetti protetti da uno scheletro
esterno non troppo spesso, appartenenti soprattutto all'ordine
dei Ditteri, cioè mosche e zanzare. Essi rappresentano dal 60 al
90% della dieta delle rondini, ma il loro "menù" può comprendere
anche minuscoli afidi verdi (Omotteri), grossi scarabei
(Coleotteri), api e vespe (Imenotteri), colorate farfalle
(Lepidotteri) e odorose cimici (Eterotteri). Tutte le prede
vengono ingoiate intere, la rondine non ha i denti! Il menù
cambia in inverno, quando le rondini si trasferiscono in Africa
e l'ampia gamma d'insetti si riduce a mosche (Chironomidae,
Sepsidae, Tachinidae), farfalle (Lepidotteri), vespe (Ichneumonoidea),
formiche (Imenotteri) e termiti (Isotteri). Le prede preferite
sono quelle più grandi e più grasse, perchè possiedono un più
alto contenuto energetico che va a compensare la fatica per
catturarle. La caccia può essere sia solitaria sia condotta in
folti gruppi che si dirigono lungo i corsi d'acqua e nelle
vicinanze dei recinti del bestiame, cioè verso quelle zone dove
gli insetti sono più abbondanti. Bisogna anche tenere presente
che l'attività di alimentazione risente profondamente del
maltempo. Piogge persistenti e periodi freddi riducono
enormemente l'abbondanza degli insetti. In questi casi la loro
attività di caccia si concentra dove sono riunite le loro prede,
ovvero presso specchi d'acqua e radente al suolo. Quando il
tempo è bello, invece, seguono gli insetti volanti verso le
quote più alte del cielo.
Considerando le loro abitudini alimentari, questi piccoli
uccelli svolgono la funzione di veri e propri "insetticidi
naturali". E' stato stimato che una rondine cattura una quantità
di insetti pari a circa 7-8 volte il suo peso (per un totale di
circa 170 grammi al giorno) e che quindi ogni anno in Italia
vengono predate dalle rondini dalle 12 alle 31 mila tonnellate
di mosche e zanzare in modo assolutamente ecologico, senza alcun
inquinamento. |
  
BALESTRUCCIO
Chi
è?
Genere Delichon
Specie urbica
Nomi in altre lingue: House martin (EN), Hirondelle de
fenêtre (FR), Avìon comun (ES), Mehlschwalbe (DE)
Più
piccolo della Rondine (12 cm), si distingue per la gola ed
il groppone bianchi e per la coda più corta e assai meno
forcuta. Anche lui è specializzato nella caccia aerea e
passa da noi l'estate per poi svernare in Africa. Come la
Rondine, costruisce nidi di fango che hanno però una forma
ben distinta. I nidi di Balestruccio sono piccole coppe
chiuse che aderiscono al "soffitto", che può essere
costituito da cornicioni di case o da sporgenze di pareti
rocciose. L'entrata è costituita da una piccola apertura
laterale nella parte alta del nido. E' una specie coloniale,
spesso si possono osservare parecchi nidi sotto lo stesso
cornicione, a volte costruiti uno a ridosso dell'altro fino
a creare veri "condomini". Il Balestruccio è molto più
"cittadino" della Rondine (come attesta anche il nome
scientifico). Lo si trova infatti comunemente nelle città,
in cui nidifica sotto tetti, cornicioni e arcate, anche ai
piani alti. E' tuttora una specie comune anche se, come la
Rondine, ha subito un notevole calo numerico. Negli ultimi
anni si è riscontrata una sua ripresa in alcune città del
centro Europa, in seguito al miglioramento della qualità
dell'aria. In Italia è presente su quasi tutto il territorio
nazionale (incluse le alte montagne) con una popolazione di
500.000-1.000.000 coppie.
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RONDINE MONTANA
Chi
è?
Genere Ptyonoprogne
Specie rupestris
Nomi in altre lingue: Crag martin (EN), Hirondelle de
rochers (FR), Avìon roquero (ES), Felsenschwalbe (DE)
Simile al
Topino ma più grande (15 cm), è distinguibile per il petto
più scuro e privo di banda, le caratteristiche macchiette
bianche sulla coda e la colorazione scura delle parti
inferiori interne delle ali. A differenza delle altre
rondini tende ad essere solitaria. Il nido è una coppa
aperta, simile a quello della Rondine, ed è situato su
pareti rocciose o nei tetti di baite montane. Come attesta
il suo nome, la Rondine montana si è specializzata
sull'ambiente alpino. La si trova in alta montagna ma a
volte anche su falesie costiere. Rispetto alle specie
precedenti ha un areale molto più meridionale, la si
incontra solo nelle aree montane dei paesi mediterranei. In
Italia è presente con una popolazione di 5-10.000 coppie. La
Rondine montana è semi-stanziale, sverna in nord-Africa,
montagne del Mediterraneo, sud Italia e sud della Francia, e
ci sono segnalazioni invernali sporadiche anche per le
Prealpi venete.
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La carta d'identità
della Rondine
  
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Cognome (genere):
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Hirundo |
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Nome (specie):
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rustica |
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Secondo nome (sottospecie):
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rustica |
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In Inglese:
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Swallow |
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In Francese:
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Hirondelle de cheminée |
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In Spagnolo:
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Golondrina comùn |
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In Tedesco:
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Rauchschwalbe |
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Età:
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in media solo 2-3 anni, ma si conoscono
casi in cui raggiunge i 12-13 anni; la più vecchia
rondine conosciuta è arrivata a 15 anni |
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Piumaggio:
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nero, bianco, rosso
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Voce:
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un acuto tsuit, detto garrito |
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Canto:
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un prolungato chiacchierio, gradevole a
udirsi, emesso solo dal maschio
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Lunghezza:
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18-20 cm |
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Apertura alare:
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30-35 cm |
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Becco:
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1-1,3 cm |
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Coda:
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maschi 9-12cm., femmine 7-10 cm |
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Peso:
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16-24 gr |
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Velocità:
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può raggiungere i 70-80 km orari |
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Residenza:
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Europa, Asia, America settentrionale |
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Domicilio invernale:
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Africa, Asia, America meridionale,
Spagna meridionale, Portogallo |
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Cibi preferiti:
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insetti volanti |
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Cugini:
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Balestruccio, Topino, Rondine rossiccia,
Rondine montana |
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Hobbies:
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volo acrobatico |
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Segni particolari :
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in diminuzione numerica |
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TOPINO
Chi è?
Genere Riparia
Specie riparia
Nomi in altre lingue Sand martin (EN), Hirondelle de rivage (FR),
Avìon zapador (ES), Uferschwalbe (DE)
E' una piccola
Rondine (12 cm), caratterizzata da dorso bruno e parti inferiori
bianche, interrotte dalla caratteristica banda pettorale scura.
E' anch'esso una specie coloniale, che nidifica in colonie di
alcune decine (ma anche centinaia o addirittura migliaia) di
coppie ma ha un habitat radicalmente diverso. Il Topino è una
Rondine che si è adattata alla vita nelle zone umide. I nidi
sono costituiti da gallerie scavate in pareti sabbiose vicine ad
argini fluviali, pareti di cave e sponde di laghi. Il nido in sè
non è quindi visibile, l'unica cosa che si può osservare
dall'esterno sono i buchi di accesso delle gallerie. In Italia
nidifica quasi soltanto in pianura padana e sui corsi d'acqua
dell'alto e medio adriatico, con una popolazione di circa
8-9.000 coppie. Le popolazioni di Topino sono soggette a
fortissime oscillazioni numeriche, dovute ad immense morie nei
quartieri di svernamento, in coincidenza con gli episodi di
forte siccità nel Sahel. In Europa la specie è in forte declino
ed è minacciata soprattutto dall'alterazione dell'habitat. La
cementificazione dei corsi d'acqua priva la specie delle pareti
sabbiose necessarie alla nidificazione, mentre i nidi situati
nelle cave sono vulnerabili alla distruzione durante le
operazioni di escavazione.
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   RONDONE-PALLIDO E MAGGIORE
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Questa sezione contiene gli
articoli pubblicati da Oscar Grazioli, medico veterinario e
giornalista, sul quotidiano Libero. Oggi ringrazia l'autore e la
testata per la collaborazione.
Anche
le rondini rischiano l’estinzione
26-03-2006
(dal quotidiano
Libero del 26 Marzo 2006) -
Chi ha superato gli
anta ricorderà che, da bambino, le lunghe serate estive, in
campagna come in città, erano rallegrate dall’andirivieni
spericolato di aggraziati uccelli che sfrecciavano fulminei tra
le case per saettare verso l’alto e girare radenti ai campanili.
Erano le rondini e poco importava che fossero in realtà il
balestruccio dal niveo groppone o il rondone con i grandi occhi
neri e le zampette da rapace o il più raro topino che nidifica
nelle cave d’argilla e nelle ripe dei fiumi. Alla fine erano
tutte rondini e si faceva a gara verso marzo o aprile per vedere
la prima che segnava l’arrivo della primavera. Quest’anno sono
in forte ritardo per il clima freddo e le rondini, che tutti gli
anni tornano al vecchio nido dopo migliaia di chilometri,
rischiano di non trovarlo più. Sono anni che le più grandi
organizzazioni naturalistiche lanciano disperati allarmi perché
questi uccelli sono stati decimati dalle modificazioni
ambientali seguite alla moderna agricoltura intensiva. Questi
abilissimi predatori di insetti, quindi di straordinaria utilità
per l’uomo, stanno rischiando di non solcare più i nostri cieli
a causa della scomparsa dei territori di caccia (prati,fossi,
siepi) e dell’uso massiccio di pesticidi che si accumulano in
dosi tossiche nelle loro prede. Dal 1970 al 1990 la popolazione
europea delle rondini è calata del 40%. In Olanda dell’80%. Non
bastassero le cause ambientali c’è un altro pericolo che incombe
sulle loro ali. Il terrore dell’influenza. Se un tempo il
contadino era orgoglioso di mostrare quanti nidi aveva sotto il
portico della stalla o nel fienile, oggi lo spettro
dell’influenza lo rende diffidente. Ho fatto un giro in campagna
e i contadini più anziani, quelli che hanno visto la guerra,
fatto la fame e sono tornati dal Don o da Treblinka, ti guardano
quasi increduli. Uno si è aperto la camicia di flanella scozzese
e mostrando orrende cicatrici mi ha detto “Quando le è scoppiata
una bomba in trincea le passa qualsiasi paura giovanotto, se
sopravvive. L’influenza non mi fa paura. I nidi delle rondini
non si sono mai toccati e non si toccano”. I contadini e gli
allevatori più giovani la vedono diversamente. Hai voglia dirgli
che l’influenza non colpisce la rondine, né la vacca ma meno
uccelli girano vicino alle bestie pregiate (e alle case) e
meglio è. Così si ramazzano per terra i vecchi nidi sotto il
portico. “Andranno a farne uno nuovo da un’altra parte”. Già, ma
dove se tutti faranno così? Vi prego, non fatevi prendere da
paure inesistenti. La loro mancanza in lunghe file sui cavi
della luce in attesa di partire, renderebbe l’autunno non
triste, ma disperato.
OSCAR
GRAZIOLI |
AVIARIA:
AGRICOLTORI DIFENDONO LE RONDINI
Inizativa della Cia a seguito dell'appello Lipu.
20
aprile 2006
- Gli agricoltori italiani sono fortemente impegnati a salvare
le rondini che, a causa dell'influenza aviaria, corrono il
rischio di essere scacciate e di vedere distrutti i loro nidi.
E' quanto ribadisce la Cia-Confederazione italiana agricoltori
che già nei giorni scorsi aveva aderito all'appello lanciato
dalla Lipu (Lega italiana protezione uccelli) e che ora
condivide le raccomandazioni diramate dal ministero della Salute
che invita alla salvaguardia di questi volatili. La Cia ricorda
che esse sono 'utili' all'economia ed al benessere umano, in
quanto distruggono grandi quantità di insetti nocivi (comprese
mosche e zanzare). Inoltre, questi volatili frequentano
prevalentemente paesi rurali, cascinali, centri urbani dove
trovano dei punti idonei per la nidificazione e non condividono
l'habitat con uccelli potenzialmente a rischio come quelli
acquatici migratori. Le rondini - sottolinea la Cia - sono una
specie protetta ai sensi della legge sulla caccia. E' vietata
l'uccisione, la distruzione e la detenzione dei nidi. La Cia
sottolinea che le rondini, come evidenziato dallo stesso
ministero della Salute, non hanno un ruolo significativo nel
ciclo epidemiologico dell'influenza aviaria e non sono mai state
coinvolti in passato in epidemie influenzali né sono state mai
trovate infette dal temuto virus H5N1. Inoltre, la loro
migrazione avviene tra Europa e Africa, e non riguarda i Paesi
dell'Est asiatico, dove si è verificato il maggior numero di
contagi.
(ANSA)
www.animalieanimali.it
info@animalieanimali.it
(La Notizia)
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