LA FAMIGLIA DELLE RONDINI
E' COMPOSTA DA...
Animali Feriti o in Difficoltà della LIPU
Anche le rondini rischiano l’estinzione 26-03-2006
AVIARIA: AGRICOLTORI DIFENDONO LE RONDINI
Scheda Tecnica delle Rondini
 
 Divieto di distruzione dei nidi
 
 

Di cosa si nutre la rondine


La rondine, come tutti i suoi "cugini" della famiglia degli Irundinidi, è un uccello insettivoro che cattura le sue prede in volo e per le sue manovre aeree ha bisogno di ampi spazi aperti . A volte la si vede passare in volo rasente ai muri e alle chiome degli alberi, perché così facendo fa involare gli insetti che vi sono posati per catturali poi "al volo", così come pure è in grado di catturare i ragni appesi alle loro ragnatele.
Gli animali predati sono insetti protetti da uno scheletro esterno non troppo spesso, appartenenti soprattutto all'ordine dei Ditteri, cioè mosche e zanzare. Essi rappresentano dal 60 al 90% della dieta delle rondini, ma il loro "menù" può comprendere anche minuscoli afidi verdi (Omotteri), grossi scarabei (Coleotteri), api e vespe (Imenotteri), colorate farfalle (Lepidotteri) e odorose cimici (Eterotteri). Tutte le prede vengono ingoiate intere, la rondine non ha i denti! Il menù cambia in inverno, quando le rondini si trasferiscono in Africa e l'ampia gamma d'insetti si riduce a mosche (Chironomidae, Sepsidae, Tachinidae), farfalle (Lepidotteri), vespe (Ichneumonoidea), formiche (Imenotteri) e termiti (Isotteri). Le prede preferite sono quelle più grandi e più grasse, perchè possiedono un più alto contenuto energetico che va a compensare la fatica per catturarle. La caccia può essere sia solitaria sia condotta in folti gruppi che si dirigono lungo i corsi d'acqua e nelle vicinanze dei recinti del bestiame, cioè verso quelle zone dove gli insetti sono più abbondanti. Bisogna anche tenere presente che l'attività di alimentazione risente profondamente del maltempo. Piogge persistenti e periodi freddi riducono enormemente l'abbondanza degli insetti. In questi casi la loro attività di caccia si concentra dove sono riunite le loro prede, ovvero presso specchi d'acqua e radente al suolo. Quando il tempo è bello, invece, seguono gli insetti volanti verso le quote più alte del cielo.

Considerando le loro abitudini alimentari, questi piccoli uccelli svolgono la funzione di veri e propri "insetticidi naturali". E' stato stimato che una rondine cattura una quantità di insetti pari a circa 7-8 volte il suo peso (per un totale di circa 170 grammi al giorno) e che quindi ogni anno in Italia vengono predate dalle rondini dalle 12 alle 31 mila tonnellate di mosche e zanzare in modo assolutamente ecologico, senza alcun inquinamento.

BALESTRUCCIO

Chi è?
Genere Delichon
Specie urbica
Nomi in altre lingue: House martin (EN), Hirondelle de fenêtre (FR), Avìon comun (ES), Mehlschwalbe (DE)

Più piccolo della Rondine (12 cm), si distingue per la gola ed il groppone bianchi e per la coda più corta e assai meno forcuta. Anche lui è specializzato nella caccia aerea e passa da noi l'estate per poi svernare in Africa. Come la Rondine, costruisce nidi di fango che hanno però una forma ben distinta. I nidi di Balestruccio sono piccole coppe chiuse che aderiscono al "soffitto", che può essere costituito da cornicioni di case o da sporgenze di pareti rocciose. L'entrata è costituita da una piccola apertura laterale nella parte alta del nido. E' una specie coloniale, spesso si possono osservare parecchi nidi sotto lo stesso cornicione, a volte costruiti uno a ridosso dell'altro fino a creare veri "condomini". Il Balestruccio è molto più "cittadino" della Rondine (come attesta anche il nome scientifico). Lo si trova infatti comunemente nelle città, in cui nidifica sotto tetti, cornicioni e arcate, anche ai piani alti. E' tuttora una specie comune anche se, come la Rondine, ha subito un notevole calo numerico. Negli ultimi anni si è riscontrata una sua ripresa in alcune città del centro Europa, in seguito al miglioramento della qualità dell'aria. In Italia è presente su quasi tutto il territorio nazionale (incluse le alte montagne) con una popolazione di 500.000-1.000.000 coppie.

 

 

RONDINE MONTANA

Chi è?
Genere Ptyonoprogne
Specie rupestris
Nomi in altre lingue: Crag martin (EN), Hirondelle de rochers (FR), Avìon roquero (ES), Felsenschwalbe (DE)

Simile al Topino ma più grande (15 cm), è distinguibile per il petto più scuro e privo di banda, le caratteristiche macchiette bianche sulla coda e la colorazione scura delle parti inferiori interne delle ali. A differenza delle altre rondini tende ad essere solitaria. Il nido è una coppa aperta, simile a quello della Rondine, ed è situato su pareti rocciose o nei tetti di baite montane. Come attesta il suo nome, la Rondine montana si è specializzata sull'ambiente alpino. La si trova in alta montagna ma a volte anche su falesie costiere. Rispetto alle specie precedenti ha un areale molto più meridionale, la si incontra solo nelle aree montane dei paesi mediterranei. In Italia è presente con una popolazione di 5-10.000 coppie. La Rondine montana è semi-stanziale, sverna in nord-Africa, montagne del Mediterraneo, sud Italia e sud della Francia, e ci sono segnalazioni invernali sporadiche anche per le Prealpi venete.

 

La carta d'identità della Rondine

Cognome (genere):
Hirundo
Nome (specie):
rustica
Secondo nome (sottospecie):
rustica
In Inglese:
Swallow
In Francese:
Hirondelle de cheminée
In Spagnolo:
Golondrina comùn
In Tedesco:
Rauchschwalbe
Età:
in media solo 2-3 anni, ma si conoscono casi in cui raggiunge i 12-13 anni; la più vecchia rondine conosciuta è arrivata a 15 anni
Piumaggio:
nero, bianco, rosso
 
Voce:
un acuto tsuit, detto garrito
Canto:
un prolungato chiacchierio, gradevole a udirsi, emesso solo dal maschio
 
Lunghezza:
18-20 cm
Apertura alare:
30-35 cm
Becco:
1-1,3 cm
Coda:
maschi 9-12cm., femmine 7-10 cm
Peso:
16-24 gr
Velocità:
può raggiungere i 70-80 km orari
Residenza:
Europa, Asia, America settentrionale
Domicilio invernale:
Africa, Asia, America meridionale, Spagna meridionale, Portogallo
Cibi preferiti:
insetti volanti
Cugini:
Balestruccio, Topino, Rondine rossiccia, Rondine montana
Hobbies:
volo acrobatico
Segni particolari :
in diminuzione numerica

TOPINO 

Chi è?
Genere Riparia
Specie riparia
Nomi in altre lingue Sand martin (EN), Hirondelle de rivage (FR), Avìon zapador (ES), Uferschwalbe (DE)

E' una piccola Rondine (12 cm), caratterizzata da dorso bruno e parti inferiori bianche, interrotte dalla caratteristica banda pettorale scura. E' anch'esso una specie coloniale, che nidifica in colonie di alcune decine (ma anche centinaia o addirittura migliaia) di coppie ma ha un habitat radicalmente diverso. Il Topino è una Rondine che si è adattata alla vita nelle zone umide. I nidi sono costituiti da gallerie scavate in pareti sabbiose vicine ad argini fluviali, pareti di cave e sponde di laghi. Il nido in sè non è quindi visibile, l'unica cosa che si può osservare dall'esterno sono i buchi di accesso delle gallerie. In Italia nidifica quasi soltanto in pianura padana e sui corsi d'acqua dell'alto e medio adriatico, con una popolazione di circa 8-9.000 coppie. Le popolazioni di Topino sono soggette a fortissime oscillazioni numeriche, dovute ad immense morie nei quartieri di svernamento, in coincidenza con gli episodi di forte siccità nel Sahel. In Europa la specie è in forte declino ed è minacciata soprattutto dall'alterazione dell'habitat. La cementificazione dei corsi d'acqua priva la specie delle pareti sabbiose necessarie alla nidificazione, mentre i nidi situati nelle cave sono vulnerabili alla distruzione durante le operazioni di escavazione.

 

RONDONE-PALLIDO E MAGGIORE

 

 

 

 

Questa sezione contiene gli articoli pubblicati da Oscar Grazioli, medico veterinario e giornalista, sul quotidiano Libero. Oggi ringrazia l'autore e la testata per la collaborazione.

Anche le rondini rischiano l’estinzione
26-03-2006


(dal quotidiano Libero del 26 Marzo 2006) - Chi ha superato gli anta ricorderà che, da bambino, le lunghe serate estive, in campagna come in città, erano rallegrate dall’andirivieni spericolato di aggraziati uccelli che sfrecciavano fulminei tra le case per saettare verso l’alto e girare radenti ai campanili. Erano le rondini e poco importava che fossero in realtà il balestruccio dal niveo groppone o il rondone con i grandi occhi neri e le zampette da rapace o il più raro topino che nidifica nelle cave d’argilla e nelle ripe dei fiumi. Alla fine erano tutte rondini e si faceva a gara verso marzo o aprile per vedere la prima che segnava l’arrivo della primavera. Quest’anno sono in forte ritardo per il clima freddo e le rondini, che tutti gli anni tornano al vecchio nido dopo migliaia di chilometri, rischiano di non trovarlo più. Sono anni che le più grandi organizzazioni naturalistiche lanciano disperati allarmi perché questi uccelli sono stati decimati dalle modificazioni ambientali seguite alla moderna agricoltura intensiva. Questi abilissimi predatori di insetti, quindi di straordinaria utilità per l’uomo, stanno rischiando di non solcare più i nostri cieli a causa della scomparsa dei territori di caccia (prati,fossi, siepi) e dell’uso massiccio di pesticidi che si accumulano in dosi tossiche nelle loro prede. Dal 1970 al 1990 la popolazione europea delle rondini è calata del 40%. In Olanda dell’80%. Non bastassero le cause ambientali c’è un altro pericolo che incombe sulle loro ali. Il terrore dell’influenza. Se un tempo il contadino era orgoglioso di mostrare quanti nidi aveva sotto il portico della stalla o nel fienile, oggi lo spettro dell’influenza lo rende diffidente. Ho fatto un giro in campagna e i contadini più anziani, quelli che hanno visto la guerra, fatto la fame e sono tornati dal Don o da Treblinka, ti guardano quasi increduli. Uno si è aperto la camicia di flanella scozzese e mostrando orrende cicatrici mi ha detto “Quando le è scoppiata una bomba in trincea le passa qualsiasi paura giovanotto, se sopravvive. L’influenza non mi fa paura. I nidi delle rondini non si sono mai toccati e non si toccano”. I contadini e gli allevatori più giovani la vedono diversamente. Hai voglia dirgli che l’influenza non colpisce la rondine, né la vacca ma meno uccelli girano vicino alle bestie pregiate (e alle case) e meglio è. Così si ramazzano per terra i vecchi nidi sotto il portico. “Andranno a farne uno nuovo da un’altra parte”. Già, ma dove se tutti faranno così? Vi prego, non fatevi prendere da paure inesistenti. La loro mancanza in lunghe file sui cavi della luce in attesa di partire, renderebbe l’autunno non triste, ma disperato. OSCAR GRAZIOLI

AVIARIA: AGRICOLTORI DIFENDONO LE RONDINI

Inizativa della Cia a seguito dell'appello Lipu.

20 aprile 2006 - Gli agricoltori italiani sono fortemente impegnati a salvare le rondini che, a causa dell'influenza aviaria, corrono il rischio di essere scacciate e di vedere distrutti i loro nidi. E' quanto ribadisce la Cia-Confederazione italiana agricoltori che già nei giorni scorsi aveva aderito all'appello lanciato dalla Lipu (Lega italiana protezione uccelli) e che ora condivide le raccomandazioni diramate dal ministero della Salute che invita alla salvaguardia di questi volatili. La Cia ricorda che esse sono 'utili' all'economia ed al benessere umano, in quanto distruggono grandi quantità di insetti nocivi (comprese mosche e zanzare). Inoltre, questi volatili frequentano prevalentemente paesi rurali, cascinali, centri urbani dove trovano dei punti idonei per la nidificazione e non condividono l'habitat con uccelli potenzialmente a rischio come quelli acquatici migratori. Le rondini - sottolinea la Cia - sono una specie protetta ai sensi della legge sulla caccia. E' vietata l'uccisione, la distruzione e la detenzione dei nidi. La Cia sottolinea che le rondini, come evidenziato dallo stesso ministero della Salute, non hanno un ruolo significativo nel ciclo epidemiologico dell'influenza aviaria e non sono mai state coinvolti in passato in epidemie influenzali né sono state mai trovate infette dal temuto virus H5N1. Inoltre, la loro migrazione avviene tra Europa e Africa, e non riguarda i Paesi dell'Est asiatico, dove si è verificato il maggior numero di contagi.
(ANSA)

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(La Notizia)