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La legge in pillole

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Comunicato stampa LAV 30.01.2009
MALTRATTAMENTI ANIMALI, LA LAV PLAUDE ALL’OPERAZIONE DELLA
POLIZIA POSTALE DI VENEZIA, E AL SEQUESTRO DEI COLLARI
COERCITIVI: “INDAGARE ANCHE SULLE ALTRE ATTIVITA’ ILLEGALI
SU INTERNET, CHE COINVOLGONO ANIMALI”
La LAV plaude all’operazione “Iron Luke”, condotta dal
Compartimento Polizia Postale e delle Comunicazioni di
Venezia che ha portato al sequestro di 1500 tra collari a
strangolo con punte e collari elettrici, alla denuncia di
sette persone per istigazione a delinquere finalizzata al
maltrattamento degli animali, e all’esecuzione di quindici
perquisizioni. “Si
tratta di un’importantissima azione investigativa che, oltre
a prevenire il reato di maltrattamento di animali, ha
assestato un duro colpo alle minacce per gli animali che
derivano dai traffici via internet –
dichiara Ciro Troiano,
responsabile dell’Osservatorio Zoomafia della LAV.
“Come più volte
affermato anche in sede giudiziaria, i mezzi e gli strumenti
utilizzati per addestrare gli animali o correggerne il
comportamento devono considerarsi leciti fino al punto in
cui il loro uso non superi il mero e realistico effetto
deterrente, incidendo sulla sensibilità dell’animale, e non
generi nello stesso il superamento della soglia delle
reattività al dolore. –
continua Troiano
– Un eventuale
addestramento
deve essere praticato con
trattamenti educativi etologicamente informati e quindi
privi di ogni forma di accanimento e di violenza, cosa che
né i collari elettrici, né quelli a strozzo garantiscono”.
“L'uso di strumenti
coercitivi come i collari elettrici o con punte, inoltre,
non solo costituisce un trattamento dannoso sull'animale,
poiché lo induce tramite stimoli dolorosi ad assumere
determinati comportamenti, ma provoca anche effetti
collaterali quali ansia, paura, depressione e aggressività
determinandone un'alterazione dell'equilibrio psichico e
comportamentale –
aggiunge Ilaria Innocenti,
del settore Cani e gatti della LAV –
Tale uso, quindi, oltre a
provocare sofferenza, è anche profondamente lesivo
dell'equilibrio dell'animale”. La corte di
Cassazione, intervenendo in merito a questo problema, ha
stabilito con sentenza dell’aprile 2007 che “Il
collare elettrico antiabbaio è un congegno che causa al cane
un’inutile e sadica sofferenza, rendendolo aggressivo nei
confronti di chiunque. Pertanto deve comunque ritenersi
legittimo il sequestro preventivo avente lo scopo di evitare
il protrarsi di una situazione di inutile sofferenza
dell’animale costituente reato, poiché l’uso del collare
antiabbaio, a prescindere dalla specifica ordinanza
ministeriale e dalla sua efficacia, rientra nella previsione
del codice penale che vieta il maltrattamento degli animali”.
I collari sequestrati venivano venduti su internet in negozi
virtuali (e-shop),
“ci auguriamo che la
Polizia Postale e delle Comunicazioni prenda in esame anche
le altre attività illegali via internet, come la raccolta di
scommesse legate a competizioni tra animali, il contrabbando
di veleni per l’avvelenamento di fauna selvatica o animali
randagi, la vendita illecita di animali sia vivi che
imbalsamati provenienti da battute di caccia illegali”
conclude Troiano.
Ufficio stampa LAV
06.4461325
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Mercoledi'
3 Dicembre 2008
Edizione Vicenza il gazzettino
DENUNCIATA
Un collare con le scosse per controllare il cane
Vicenza
(A.Boch.) Un cane che vaga in stato di abbandono. Addosso un
collare elettrico che provoca scariche intermittenti,
l'animale attraversa di continuo la strada tra le auto che
passano.
È questa la scena che l'altra sera a Thiene si è presentata
agli occhi di un automobilista. L'intervento delle guardie
zoolofile della Lega abolizione caccia (Lac) ha salvato il
cane ed ha portato anche alla denuncia del proprietario
dell'animale.
Erano le 19 quando è arrivata una segnalazione alla Lac. Un
automobilista ha detto di aver visto due cani di taglia
media che vagavano senza meta, attraversando pericolosamente
la trafficata strada. Le guardie, preoccupate anche per
l'incolumità degli
animali
, si sono precipitate sul posto, nella zona sud est di
Thiene. I due cani sono stati trovati subito e recuperati
indenni, ma non senza difficoltà, visto il traffico intenso
e la pioggia.
Ma la sorpresa doveva ancora arrivare. Uno dei due
animali
infatti è stato trovato munito di collare elettrico. «Questo
strumento - spiegano alla Lac - emette direttamente sulla
cute del cane scariche di varie intensità tramite due
elettrodi posizionati all'interno del collare». Il collare
elettrico viene utilizzato per tenere il cane entro un certo
raggio d'azione nella caccia, oppure per non farlo abbaiare:
il proprietario, grazie ad un telecomando, preme un pulsante
e la scarica elettrica colpisce il cane.
Il controllo del microchip del collare ha consentito alle
guardie di risalire al proprietario degli
animali
, lo stesso che si è presentato al comando delle guardie LAC
verso le dieci di sera. Si tratta di una donna, P.P., di
Thiene, nei confronti della quale è scattata una denuncia
penale per maltrattamento di
animali
. Alla donna sono stati sequestrati sia il collare che il
cane.
«Il lavoro delle guardie Lac di Vicenza è veramente
encomiabile - ha dichiarato Andrea Zanoni, presidente della
Lac del Veneto - Volontari che intervengono anche in
situazioni estreme. Tutti i cittadini dovrebbero essere
grati a questi preziosi volontari, che dedicano la maggior
parte del loro tempo libero per la tutela degli
animali
selvatici e dei cani e gatti randagi abbandonati».
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Comunicato stampa LAV 8
ottobre 2007
CANI
ADDESTRATI CON COLLARE ELETTRICO (BOLOGNA): PER LA PRIMA
VOLTA CONDANNATO ADDESTRATORE DENUNCIATO DALLA LAV PER
MALTRATTAMENTO DI ANIMALI, DEL CASO SI OCCUPO’ STRISCIA LA
NOTIZIA.
LAV:
VIETARE STRUMENTI CORCITIVI PER CANI.
Questa
mattina il giudice del 2a Sezione penale del Tribunale di
Bologna, dott. Gobbi, ha condannato E.M., originario di Bari
ma residente a Bologna, a 4000 euro di multa, al pagamento
delle spese legali e di una provvisionale di 1000 euro da
versare alla LAV in qualità parte civile, per aver usato
collari elettrici nell’addestramento di cani, violando
l’art. 544 ter del Codice Penale. L’art. 544 ter c.p.
dispone che “Chiunque,
per crudeltà o senza necessità, cagiona una lesione ad un
animale ovvero lo sottopone a sevizie o a comportamenti o a
fatiche o a lavori insopportabili per le sue caratteristiche
etologiche è punito con la reclusione da tre mesi a un anno
e con la multa da 3.000 euro a 15.000 euro (…)”
La vicenda ha avuto origine da alcune immagini realizzate
con telecamera nascosta e trasmesse l’11 aprile 2005 da
“Striscia la notizia” (Canale 5), che mostravano
l’addestramento di cani con collari elettrici. Le immagini
mostravano chiaramente la sofferenza dei cani che, ad ogni
scossa ricevuta, guaivano intensamente. “Da
quel filmato è quindi scaturita la denuncia della LAV,
presentata presso la Procura della Repubblica di Bologna
- commenta
Ciro Troiano, responsabile nazionale LAV e firmatario della
denuncia - La
LAV ringrazia l’avvocato Luca Ferrini di Cesena per
l’assistenza fornita, e si augura che questa condanna di
E.M. apra la strada ad una più ampia riflessione mirata a
individuare nell’uso di strumenti coercitivi quali collari
elettrici o similari, bastoni con punte elettriche e altri
congegni atti a procurare scosse elettriche ai cani,
strumenti da vietare in ogni caso, a prescindere dalla
quantità di dolore inferto all’animale”.
8.10.2007
Ufficio
Stampa LAV 064461325 – 3290398535
www.lav.it
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| Vita da cani.... da caccia

Alleghiamo una fotografia che ritrae
dei cani da caccia rinchiusi in un carrello da trasporto. All'interno vi erano ben 9 cani
da caccia sotto il sole !
Il proprietario è arrivato al
Prà dei gai verso tarda mattinata di domenica 21 e si è messo a fare addestramento
cani in violazione del calendario
venatorio e L.R.50/93 in
presenza di CC e CFS. L'ENPA di Vicenza lo denuncerà per il
reato ex art.727 C.P.
(Maltrattamento).
LAC Veneto |
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Gattino bruciato vivo dentro la cuccia
Un gattino è morto bruciato la notte scorsa in via degli Ernici, al
Tricalle, per opera di mani ciniche e crudeli. Mai, almeno da queste
parti, si era arrivati a tanto. Una morte orrenda, una scena
raccapricciante quella che si è presentata ieri mattina a Miriam
Biancone, volontaria del canile,la prima che ha notato la cuccia
completamente annerita ed ha trovato al suo interno la carcassa della
bestiola, carbonizzata. Qualcuno ha prima chiuso la porticina della
cuccia in modo da impedire al gatto di poter fuggire, quindi ha cosparso
le struttura di liquido infiammabile ed ha appiccato il fuoco e così il
gatto non ha avuto scampo. Il barbaro episodio è stato denunciato
all’opinione pubblica da Franco Di Pasquale, guardia zoofila,
consigliere comunale con delega ai problemi del randagismo il quale ha
annunciato che avrebbe denunciato l’episodio, a carico di ignoti, ai
carabinieri. In attesa di elementi concreti si ritiene che il terribile
gesto possa essere stato compiuto da tossicodipendenti in una zona in
cui i gatti randagi sono numerosi. Quello ucciso era particolarmente
affettuoso con tutti, si lasciava accarezzare ed era solito ”giocare”
con adulti e bambini.
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MALTRATTAMENTO
DI ANIMALI, PUBBLICATA
SULLA GAZZETTA UFFICIALE LA NUOVA LEGGE. LA LAV: “APPELLO AI
MINISTRI PISANU E SIRCHIA AFFINCHE’ ATTUINO LE SCADENZE PREVISTE DALLA
LEGGE”.
DA OGGI SUL WEB
DELLA LAV,
WWW.INFOLAV.ORG,
IL TESTO DELLA LEGGE ED IL
FAC SIMILE DA USARE PER LE DENUNCE.
All’indomani
dell’entrata in vigore, da ieri 1° agosto, della nuova legge che regola
il divieto di maltrattamento di animali, la n.189 del 20 luglio 2004,
pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale del 31 luglio, la LAV rivolge
un appello ai ministri Pisanu (Interno) e Sirchia (Salute) affinché, per
quanto compete ai rispettivi ministeri, attuino le scadenze previste
dalla nuova legge.
L’articolo 6 della legge, infatti, stabilisce che entro
tre mesi dalla pubblicazione delle legge in Gazzetta Ufficiale, il
Ministro dell’Interno, sentiti il Ministro delle Politiche Agricole ed
il Ministro della Salute, emani un decreto che stabilisca le modalità di
coordinamento fra Polizie nazionali e locali, al fine di rendere
applicabile la legge sul territorio nazionale.
Stesso termine, tre mesi, per il Ministro della Salute al quale, secondo
l’articolo 19-quater del Codice penale (inserito nell’art. 3
della legge) spetta il compito di riconoscere con decreto ministeriale,
le associazioni e gli enti ai quali sarà consentito l’affidamento degli
animali sequestrati o confiscati che, in base all’articolo 7
della legge, perseguano “finalità di tutela degli interessi lesi” ai
sensi dell’articolo 91 del Codice di procedura penale.
Le associazioni e gli
enti riconosciuti con lo stesso decreto del Ministro della Salute, poi,
avranno diritto all’assegnazione delle entrate derivanti dalle sanzioni
pecuniarie, secondo criteri stabiliti nel decreto e tenendo conto in
ogni caso del numero di animali affidati ad ogni ente o associazione (art.8
comma 2).
“La LAV intende fornire a chiunque gli strumenti che consentano
l’applicazione delle nuove norme per le quali abbiamo tanto lavorato
- dichiara Gianluca Felicetti, responsabile Rapporti
Istituzionali LAV – per questo motivo è disponibile sul sito
www.infolav.org ,già da oggi, il testo completo della legge ed
un
fac simile di querela-denuncia che può essere utilizzato da ogni
cittadino e diffuso, a conferma del rinnovato impegno della LAV a fare
attuare e a far rispettare le disposizioni della nuova legge. Le
forze dell’Ordine e la Magistratura hanno finalmente uno strumento di
repressione più efficace nei confronti di chi si macchia del reato di
maltrattamento di animali”. 2.8.2004
Ufficio
Stampa LAV 064461325 – 339.1742586 - 329.0398533
www.infolav.org
La legge in pillole
-Maltrattamento e
doping: reclusione da tre mesi ad un anno o multa da 3mila a 15mila
euro per chi cagiona una lesione ad un animale, un danno alla salute, o
sevizie o comportamenti, fatiche, lavori insopportabili per le sue
caratteristiche etologiche. Aumento della metà se deriva la morte
dell’animale.
-Elevazione da
contravvenzione a delitto: non permette l’estinzione del reato con
una semplice oblazione ed allunga la prescrizione a 5 anni (7 e mezzo se
prorogata) a fronte degli attuali 2 (3 se prorogata) che non permetteva
finora, di fatto, la celebrazione dei processi.
-Abbandono di
animali: arresto fino ad un anno o ammenda da 1.000 a 10mila euro.
-Detenzione incompatibile con natura degli animali e produttiva di
grandi sofferenze: arresto fino ad un anno o ammenda da 1.000 a
10mila euro. Si applica anche ai casi previsti dalle leggi speciali.
-Spettacoli o
manifestazioni: con sevizie o strazio, reclusione da quattro mesi a
due anni e multa da 3mila a 15mila euro. Aumento di un terzo se vi sono
scommesse o se ne deriva la morte dell’animale impiegato.
-Uccisione per
crudeltà: reclusione da tre a diciotto mesi. Si supera la
distinzione fra uccisione di animale altrui, considerato “patrimonio”,
ed uccisione di animale proprio senza maltrattamento (finora non
sanzionata, esempio, in eutanasia da un veterinario) o di animale “di
nessuno” (previsione finora limitata a cani e gatti ma senza specifica
sanzione).
-Combattimenti fra animali e competizioni non autorizzate:
reclusione da uno a tre anni e multa da 50mila a 160mila euro per chi
promuove, organizza o li dirige. Aumento di un terzo se presenti
minorenni o persone armate o con promozione attraverso video.
-Allevamento,
addestramento, fornitura di animali per combattimenti: reclusione da
tre mesi a due anni e multa da 5mila a 30mila euro.
-Effettuazione di
scommesse, anche se non presente ai combattimenti o competizioni:
reclusione da tre mesi a due anni e multa da 5mila a 30mila euro.
-In caso di condanna
o di applicazione della pena su richiesta delle parti: sono sempre
disposti la confisca degli animali impiegati sia per i combattimenti che
per i maltrattamenti ed affidamento ad associazioni con spese anticipate
dallo Stato che potrà rivalersi sul condannato. E’ anche disposta la
sospensione da tre mesi a tre anni dell’eventuale attività di trasporto,
commercio o allevamento di animali; in caso di recidiva è disposta
l’interdizione.
-Produzione,
commercializzazione e importazione pelli di cani o gatti: arresto da
tre mesi ad un anno o ammenda da 5mila a 100mila euro, confisca e
distruzione del materiale.
-Sperimentazione
senza anestesia se non autorizzata: reclusione da tre mesi ad un
anno o multa da 3000 a 15mila euro.
-Per l’applicazione
della legge: creazione di un coordinamento interforze fra Polizia di
Stato, Carabinieri, Guardia di Finanza, Corpo Forestale dello Stato e
Polizie municipali e provinciali. La vigilanza viene ristretta agli
animali d’affezione per le guardie particolari giurate delle
associazioni. Le entrate derivanti dalle sanzioni saranno destinate
dallo Stato alle associazioni affidatarie degli animali sequestrati o
confiscati.
-Interessi lesi:
le associazioni animaliste riconosciute perseguono finalità di tutela
degli interessi lesi dai reati previsti dalla presente legge.
-Attività formative:
possibilità di promozione d’intesa fra Stato e Regioni
dell’integrazione dei programmi didattici delle scuole di ogni ordine e
grado in materia di etologia e rispetto degli animali.
Uso consentito
citando la fonte: LAV 2004 –
www.infolav.org
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