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19.01.2009
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Comunicato
stampa LAV
BOCCONI AVVELENATI: IN VIGORE ORDINANZA DEL MINISTERO DELLA
SALUTE SUL DIVIETO DI UTILIZZO E DETENZIONE. LA LAV PLAUDE AL
PROVVEDIMENTO PER
CONTRASTARE IL DRAMMATICO FENOMENO. UN PRIMO SEGNALE POSITIVO DI
ATTENZIONE SU UNA PRATICA ILLEGALE E CRUDELE
La LAV accoglie
positivamente l’Ordinanza contro i bocconi avvelenati,
pubblicata sabato scorso sulla Gazzetta Ufficiale n.13,
firmata a dicembre dal Sottosegretario alla Salute,
Francesca Maritini, e apprezza la pubblicazione sul sito
del Ministero della Salute delle informazioni pratiche
su questo argomento di tragica attualità: “si tratta di un
primo importante segnale di attenzione a livello nazionale
contro il tragico fenomeno degli avvelenamenti, un’emergenza
troppo a lungo sottovaluta che pone in serio pericolo la vita di
animali domestici e selvatici, la salute pubblica e l’ambiente”,
dichiara Ilaria Innocenti, del settore Cani e gatti della LAV. “Avvelenamento
animali e distribuzione di sostanze velenose sono già reati
puniti dalle leggi, ma non vi è ancora la necessaria attenzione
da parte dei cittadini, dei servizi veterinari, delle forze di
polizia e dei Sindaci” prosegue la Innocenti. Per
questo la LAV accoglie con particolare favore l’obbligo per i
Sindaci, ai quali siano pervenute segnalazioni di sospetti
avvelenamenti, di disporre l’immediata apertura di un'indagine e
provvedere ad attivare le iniziative necessarie alla bonifica
dell’area interessata, nonché segnalare l’area con un’apposita
cartellonistica. Decisamente importante anche l’obbligo, per il
medico veterinario, di dare immediata comunicazione al Sindaco e
al Servizio Veterinario della Azienda Sanitaria Locale
competente per territorio qualora emetta diagnosi di sospetto
avvelenamento sulla base di una sintomatologia conclamata o
venga a conoscenza di un caso di avvelenamento di un animale
domestico o selvatico. In caso di morte dell’animale, poi, il
medico veterinario dovrà anche inviarne le spoglie e ogni altro
campione utile all’identificazione del veleno o della sostanza
che ha causato il decesso, all’Istituto Zooprofilattico che
dovrà compiere l’autopsia, effettuare analisi sui campioni e
comunicarne gli esiti al medico veterinario, al sevizio
veterinario della ASL competente e, nel caso in cui le analisi
siano positive, all’autorità giudiziaria. Ma l’Ordinanza prevede
precise responsabilità anche per il proprietario, che in caso di
morte dell’animale deve darne comunicazione alle autorità
competenti: i casi di avvelenamento, infatti, fino a oggi spesso
non vengono segnalati, rendendo difficile determinare la reale
tragicità del fenomeno e l’avvio di indagini per punire gli
avvelenatori. L’Ordinanza prevede inoltre una necessaria
regolamentazione delle attività di derattizzazione e l’obbligo
per i produttori di presidi medico-chirurgici, di prodotti
fito-sanitari e di altre sostanze pericolose a uso domestico,
civile e agricolo, di aggiungere al prodotto una sostanza
amaricante, che lo renda sgradevole ai bambini e agli animali,
per evitarne l’ingestione accidentale. “Finalmente
abbiamo a disposizione un nuovo importante strumento che
istituisce sinergie indispensabili per contrastare il problema
dei bocconi avvelenati, una pratica che, come testimoniano le
numerosissime segnalazioni giunte alla LAV, è in continua e
drammatica espansione – conclude Massimo Vitturi,
responsabile LAV Caccia e fauna –
Riteniamo fondamentale, però,
la trasformazione dell’Ordinanza Martini in legge, per
sanzionare eventuali comportamenti omissivi e per accogliere
ulteriori importanti misure per fermare gli avvelenatori quali:
l’interdizione dell’attività venatoria nelle zone colpite dal
fenomeno, un modulo unico di segnalazione per i medici
veterinari e avvisi pubblici da esporre nei punti vendita di
sostanze con cui è possibile confezionare bocconi avvelenati”.
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