Alcuni riferimenti e dati sono tratti da Wikipedia, l'enciclopedia libera
L'orso bruno è una specie protetta europea ed è quindi protetto in tutta l'Unione Europea.

  L'Orso Dino

ARTICOLO orso dino familgia cristiana 22-10. pdf
22.0402009-Si accentua sull’Altopiano di Asiago l’impegno del Corpo Forestale dello Stato per convivere con la presenza dell’orso bruno, catalogato scientificamente come "KJ2G2"
Rassegna Stampa Orso Dino2.doc

RASSEGNA STAMPA ORSO DINO.doc

C.S. LAV 31 05 2010+RASSEGNA STAMPA2

Rassegna stampa Orso Dino3

Le associazioni protezionistiche Vicentine lanciano un appello
Il Veneto si arrende: se lo cattureremo, lo riporteremo in Slovenia
L'INCUBO DI POSINA. Accesa assemblea pubblica l'altra sera
Una valanga di mail per Dino ma la cattura non sarà veloce
Wwf, no alla cattura dell'orso Dino
Dino sul web è diventato una star
 

 

 

 VIAGGI DI CACCIA IN TUTTO IL MONDO: http://www.fileva.com/it/caccia_grossa/bulgaria/orso_bruno.html
La Caccia all'Orso Bruno: http://www.hunters-heaven.com/caccia-orso.htm

Minacce per la sopravvivenza

L'orso bruno è un animale la cui presenza può entrare in conflitto con l'uomo e con le sue attività economiche, soprattutto nelle regioni densamente popolate e dove gli ambienti scelti da questo animale vanno a sovrapporsi con le aree utilizzate per l'allevamento, l'agricoltura e l'apicoltura poiché, essendo un opportunista a livello alimentare, trova comodo utilizzare queste risorse alternative di cibo. L'orso bruno non è da considerarsi un animale aggressivo e pericoloso, poiché ha solitamente un comportamento schivo e tende ad evitare il più possibile gli incontri con l'uomo. Tuttavia può capitare che alcuni esemplari di orso prendano confidenza con l'uomo e le sue attività antropiche diventando «confidenti», ma tuttavia non sono da considerarsi pericolosi in quanto generalmente non sviluppano comportamenti aggressivi. I casi di aggressione accertati sono sempre descritti come situazioni limite, spesso causati dall'uomo con l'avvicinamento ad animali feriti o intrappolati, a femmine accompagnate da piccoli, oppure disturbando orsi presso i siti di svernamento o di alimentazione, ovvero circostanze in cui l'orso vede nell'uomo un pericolo o un competitore all'accesso ad una fonte di cibo. Generalmente il comportamento scelto in caso di incontro accidentale con l'uomo è la fuga.

Rapporti con l'uomo

Gli orsi vengono attratti dalle fonti di cibo create dall'uomo, come le discariche di rifiuti, i bidoni della spazzatura ed i cassonetti, e si avventurano in cerca di cibo nelle abitazioni umane o nelle stalle, se queste sono situate nei pressi del loro habitat. Negli U.S.A., gli orsi talvolta uccidono e divorano animali da fattoria. Quando gli orsi cominciano ad associare le attività umane con una «fonte di cibo» si fanno più coraggiosi ed allora crescono le probabilità di incontri con l'uomo e se questi animali vengono allontanati possono di nuovo farsi vivi nello stesso luogo. Il detto «un orso nutrito è un orso morto» è entrato nell'uso quotidiano per diffondere l'idea che permettere agli orsi di rovistare tra i rifiuti umani, così come nei bidoni dell'immondizia e negli zaini dei campeggiatori, nei mangimi per animali e in altre fonti di cibo che portano l'orso ad un contatto con l'uomo, può causare la morte all'orso stesso.

Per tenere lontani gli orsi dagli ambienti umani gli animali sono stati spostati in altre zone, ma questo non ha affrontato il problema che per l'orso l'uomo equivale ad una fonte di cibo, né ha risolto le situazioni ambientali che hanno portato l'orso ad abituarsi all'uomo. «Porre un orso in un ambiente usato da altri orsi può portare ad una competizione e a conflitti sociali, con il risultato del ferimento o della morte dell'orso meno dominante»[22].

Il parco nazionale di Yellowstone, un'enorme riserva situata negli Stati Uniti occidentali, costituisce un ambiente importantissimo per l'orso grizzly (Ursus arctos horribilis), ma a causa dell'enorme numero di visitatori gli incontri uomo-orso sono comuni. La bellezza paesaggistica dell'area ha portato ad un influsso di persone in essa. Inoltre, poiché in alcune remote aree di Yellowstone vi sono così tanti orsi ricollocati lì da altre zone, e poiché i maschi tendono a dominare il centro della zona di ricollocamento, le orse tendono ad essere spinte ai margini dei confini ed oltre. Il risultato è che una grossa percentuale degli orsi che sono stati uccisi per motivi di sicurezza pubblica sono femmine. Questo crea un problema ulteriore per una specie già minacciata. Negli U.S.A. l'orso grizzly viene ufficialmente classificato come «minacciato». Sebbene questo problema sia più significativo dei grizzly, affligge anche altri tipi di orso bruno.

In Europa, parte del problema è costituito dai pastori; nel corso degli ultimi due secoli, molti allevatori di pecore e capre hanno gradualmente abbandonato la pratica più tradizionale di utilizzare cani da pastore per fare la guardia ai loro animali, che nel frattempo sono diventati più numerosi. Generalmente i pastori seguono le mandrie al pascolo attraverso notevoli estensioni di terreno. Dal momento che gli orsi ritengono queste greggi appartenenti al proprio territorio, possono nutrirsi di bestiame. Purtroppo, alcuni pastori si sentono legittimati a sparare agli orsi per salvaguardare il proprio bestiame.

Alimentazione

Questi animali sono onnivori e si nutrono di una vasta gamma di prodotti vegetali, come bacche, radici, germogli e funghi, così come di animali, come pesci, insetti e piccoli mammiferi. Nonostante la loro reputazione, la maggior parte degli orsi bruni non è particolarmente carnivora e fino al 90% della loro alimentazione è composta da materia vegetale [1]. La struttura delle mascelle si è evoluta per adattarsi a queste abitudini alimentari, ma nonostante questo questi animali possiedono sempre i denti canini robusti ed affilati tipici dei predatori veri e propri. La loro dieta varia enormemente a seconda dell'areale. Per esempio, gli orsi di Yellowstone mangiano durante l'estate un numero enorme di falene, più di 40.000 al giorno [2], le quali costituiscono un terzo dell'alimentazione [3]. Localmente, in alcune aree della Russia e dell'Alaska, gli orsi bruni si nutrono soprattutto di salmoni carichi di uova e questa nutrizione e l'abbondanza di questo cibo permettono agli orsi di queste aree di raggiungere dimensioni enormi. Gli orsi bruni predano occasionalmente anche cervi (Odocoeilus spp.; Dama spp., Capreolus spp.), cervi rossi (Cervus elaphus o wapiti americano), alci (Alces alces), caribù (Rangifer tarandus) e bisonti (Bison bison spp., Bison bonasus). Quando gli orsi bruni attaccano questi animali, tendono a scegliere i giovani, dal momento che sono più facili da catturare. Quando caccia, l'orso bruno usa i suoi canini affilati per mordere al collo la sua preda. Si nutrono anche di carogne e sfruttano le proprie dimensioni per intimidire altri predatori, come lupi, puma, orsi più piccoli e tigri, allontanandoli dalle loro prede. Gli orsi bruni sono molto forti, perfino se considerati sotto diversi aspetti; un grosso esemplare può spezzare il collo o la spina dorsale di un bisonte adulto con una singola zampata.

 

L'orso bruno (Ursus arctos): http://it.wikipedia.org/wiki/Ursus_arctos#Orsi_famosi

Secondo l'assessore regionale Stival, l'orso Dino va catturato e allontanato dal Vicentino. Siete d'accordo?

No 61.5%              Sì 38.5%  

Numero votanti: 340 

Ovviamente noi siamo per il NO. L'orso deve seguire l'istinto della natura, se lasciato in pace troverà la sua strada, andrà in cerca dei suoi simili di una femmina. Dobbiamo ricordarci che siamo noi uomini che abbiamo invaso i territori degli animali selvatici con le nostre case e i nostri allevamenti. Dobbiamo solo proteggere i nostri animali con le strutture adeguate. 

VOTA A FAVORE DELL'ORSO 

http://corrieredelveneto.corriere.it/appsSondaggi/pages/corveneto/d_7315.jsp

IL GAZZETTINO

Mercoledì 22 Aprile 2009,

Asiago
      Un concorso per le scuole elementari e medie, corsi intensivi con i tecnici del Progetto Life ma anche interventi per tutelare le altre specie
animali. Si accentua sull’Altopiano di Asiago l’impegno del Corpo Forestale dello Stato per convivere con la presenza dell’orso bruno, catalogato scientificamente come "KJ2G2" e soprannomimato "Nuvoletta" per la sua capacità di muoversi velocemente tra un luogo e l’altro della montagna, che ha trascorso il suo secondo inverno consecutivo in Altopiano e ora è uscito dal letargo.
      I forestali altopianesi (verrà formato un gruppo formato da una decina di persone), guidati dal comandante Isidoro Furlan, parteciperanno sabato 24 aprile a un corso previsto in una sezione locale della Cfs della Provincia Autonoma di Trento, che sarà tenuto da Carlo Fraporti, coordinatore del Progetto Life.
      «Sarà un corso pratico - spiega Furlan - in cui ci verrà insegnato come procedere con il rilievo delle impronte, come allontanare l’animale nel caso in cui ci si trovasse a distanza ravvicinata, ma anche come isolare i greggi, gli allevamenti delle api e i recinti con altri
animali».
      Proprio quest’ultimo punto è anche il più atteso, visto che i forestali altopianesi sono già al lavoro per mettere in sicurezza il territorio dei Sette Comuni.
      «Tutte le aree che possono diventare un obiettivo del plantigrado - aggiunge Furlan - verranno delimitate con un nastro color azzurro, collegato con la corrente, che al tocco provocherà una leggera scossa elettrica. Ebbene sarà sufficiente che l’orso due-tre volte incappi in questa scossa, che a quel punto il nastro color azzurro diventerà per lui un pericolo. A quel punto noi potremo, soprattutto in quota, installare il nastro azzurro, anche privo di elettricità, per tenerlo lontano».
      Tuttavia l’iniziativa più interessante, ormai entrata nel vivo, riguarda la collaborazione con il Museo di scienze naturali di Asiago, che prevede un bando di concorso rivolto a tutti gli studenti delle scuole elementari e medie: ogni ragazzo, oltre a un disegno, proporrà un nome da dare all’orso KJ2G2. Entro la fine dell’anno scolastico (quindi entro maggio) una commissione sceglierà il nome e lo studente sarà premiato nel corso di una cerimonia.
      A proposito di incontri questa mattina, con inizio alle 9.30, nella sede della Comunità Montana Altopiano 7 Comuni di Asiago, si terrà un incontro di aggiornamento con i tecnici della Regione Veneto, alla presenza, oltre che dei forestali, anche dei guardacaccia e della polizia provinciale. Tra i temi in discussione anche la presenza dell’orso in Altopiano.
      Luca Pozza

 
RIGUARDO ALL'ANNUNCIATA CATTURA DELL'ORSO DINO
 
 Egregi Signori,
siamo estremamente contrari al fatto che  l'orso Dino venga catturato e riportato in Slovenia e con noi molte Associazioni animaliste a livello nazionale e molte persone che amano gli animali. Se quest'orso è arrivato fino da noi è un evento unico! Si è speso molto denaro pubblico, per importare artificialmente gli orsi, proprio dalla Slovenia, nel Trentino, con il Progetto Life Ursus e ora che ne è arrivato uno spontaneamente, lo vogliamo riportare indietro? Questa si che ci sembra schizofrenia, non quella di Dino. Ci sembra che quest'orso sia  scomodo non solo per gli allevatori e per interessi economici, ma anche per i  cacciatori, che ora hanno un rivale.
Se Dino venisse catturato e riportato in Slovenia, lì verrebbe sicuramente ucciso. Se è arrivato fino da noi c'è sicuramente un motivo e Dino deve venire protetto. A noi uomini è stata data la ragione non per distruggere e uccidere, ma per modificarci in positivo e per conservare e proteggere la natura che spesso è proprio in difficoltà a causa dell'uomo. Forse Dino è solo uno specchio per alcuni uomini che vedono in lui la propria brutalità. Dino invece non è brutale! Sicuramente è affamato e poi quando entra in un recinto nel quale ci sono parecchi animali è chiaro che il suo istinto è quello di aggredire tutto quello che si muove; purtroppo questi animali non hanno possibilità di fuga proprio perchè l'uomo li ha rinchiusi in uno spazio ristretto.
Faremo il possibile affinchè Dino non venga riportato indietro, ma si cerchi una soluzione degna di persone che sanno riflettere e non che agiscono d'istinto.
 
Cordiali saluti
Il Presidente del Movimento No alla Caccia
Marcello Dell'Eva
www.no-alla-caccia.org

«Ora basta con l'orso Dino se no lo uccidiamo noi»

L'INCUBO DI POSINA. Accesa assemblea pubblica l'altra sera. Quasi un ultimatum quello lanciato dagli abitanti a Regione e Provincia. «Non ne possiamo più, o ci pensate voi a portarlo via o ce ne occupiamo noi». Vota il nostro sondaggio e Guarda il video di Dino su Youtube

A Posina sono alle prese con l'orso Dino

Posina. «Dovete prenderlo e portarlo via da questo paese. O lo portate via vivo voi o lo porterete via morto». Riunione "calda" per l'orso, l'altra sera, a Posina mentre Dino lasciava nuove tracce dei suoi spostamenti verso Tonezza, in contrà Valle, dove ha tentato di aprire, senza riuscirci, una gabbia di conigli per sfamarsi.

ESPERTI. Per gli esperti non è pericoloso ma la gente non lo vuole. Ha minacciato di ucciderlo se non verrà trovata una soluzione. Tra i presenti, oltre 200 rappresentanti delle contrade frequentate in questi giorni da Dino-M5, numerosi sono i cacciatori. Gente spiccia che pare non intenzionata ad attendere molto prima di tentare un'azione.

La popolazione della vallata ha paura e vuole che l'orso sia catturato e portato via, al più presto. Altrimenti sarà ucciso. È questa la sintesi delle reazioni dell'incontro con la popolazione tenutosi in una palestra strapiena. Una riunione programmata da Comune in collaborazione con la Polizia provinciale, con i tecnici regionali al termine di una settimana di violente scorribande di M5 ai danni di animali domestici, allevati nelle diverse contrade.
Due ore, in parte dedicate a meglio conoscere la natura dell'orso bruno e i motivi per la sua reintroduzione nel Trentino.

PROGETTO. La gente, abbastanza pazientemente, ha lasciato che la dottoressa Sonia Calderola, dell'unità di Progetto caccia e pesca della Regione, illustrasse le caratteristiche del predatore: animale solitario, un carnivoro che si ciba anche di vegetali, la predilezione per i boschi misti di latifoglie, la non pericolosità per l'uomo. Mugugni del pubblico, però, hanno accompagnato quest'ultimo dato e l'affermazione che l'orso bruno è tornato e tornerà a ripopolare zone che, con l'abbandono delle colture, si stanno rimboschendo sempre più.

RITORNO. Un ritorno alle origini che innesta il problema delle difficile convivenza con l'uomo, soprattutto se l'orso provenie dalla popolazione slovena. Un animale che ha comportamenti anomali, privilegiando la carne, assalendo animali stanziati vicino alle case, sulle cui carogne torna a cibarsi più volte.
Un orso che dal risveglio dal letargo ha percorso in lungo e in largo le Prealpi Veneto-Trentine, da Lamon al Parco delle Dolomiti bellunesi, a Cesio Maggiore, Vallarsa, Trento, Lessinia, Recoaro, e che dallo scorso 11 aprile sembra aver privilegiato Posina. In questo tragitto, Dino ha fatto danni per quasi 4 mila euro, più quelli per le tre ultime asine sbranate. Perdite che la Regione rifonde per intero.
Il comandante del corpo di Polizia provinciale, Claudio Meggiolaro, ha illustrato quanto si sta facendo per Dino sul piano dissuasorio e della sicurezza, col pattugliamento notturno delle guardie, dotate di fucili con cartucce di gomma, con cui hanno già sparato. Ma, a questo punto, sono stati gli stessi proprietari degli animali uccisi a protestare la loro rabbia. «O lo portate via vivo voi o lo porterete via morto. E un bandito. Non è un orsetto Yoghi. C'è paura nelle contrade sparse nella vallata. Questo animale è pericoloso, anche per i bambini che a scuola a piedi».

PRESENZA. I cittadini hanno poi poi aggiunto ancor più preoccupati: «Noi non siamo abitati a questa presenza. È facile dire che se lo si incontra bisogna stare calmi. Qui ha mangiato solo carne. Non è normale. E sono ormai tre giorni che non si nutre. Siamo certi che tornerà ad uccidere». Queste sono solo alcune delle affermazioni sentite per voce della popolazione, a cui Meggiolaro ha promesso interventi dissuasori, ma non la cattura immediata dell'orso, dato che per farla servirebbe una decisione dell'apposito ministero e tempo per tendergli una trappola, considerato che, data la mole, un narcotico non avrebbe effetto immediato. Ogni giorno, alle 17, comunque, la polizia farà conoscere ai sindaci di Tonezza e Arsiero il punto di rilevazione della posizione dell'orso, col segnale emesso dal suo radiocollare e captato dal satellite.
Claudio Meggiolaro ha poi invitato i posinati a collaborare, telefonando alla Polizia provinciale nei casi e di emergenza e di avvistamento.

Giovanni Matteo Filosofo

http://www.ilgiornaledivicenza.it/stories/Home/144437_ora_basta_con_lorso_dino_se_no_lo_uccidiamo_noi/

Una valanga di mail per Dino ma la cattura non sarà veloce

LESSINIA. Monta la protesta di associazioni ambientaliste e cittadini che hanno inviato tantissime lettere al giornale. L'ipotesi che ci sia più di un orso non trova conferme mentre è certo che la procedura per il trasferimento del plantigrado in Slovenia richiederà alcuni mesi. L’orso Dino preso in Val Canali: ora la cattura non si annuncia facile Lessinia. Invasione di mail per salvare l'orso Dino, arrivate a centinaia in pochi giorni, quasi tutte ricalcando un identico schema, ordine evidentemente partito su comando ai propri iscritti da qualche associazione ambientalista. Ne sono state inondate redazioni web e uffici provinciali e regionali, che dopo la lettura della prima coppia di lettere hanno inevitabilmente cestinato tutte le successive senza neppure aprirle. Strategia fastidiosa ma inutile per salvare davvero la vita a M5, ammesso che sia in pericolo. Perché al momento l'unica cosa che si sa è che è stata attivata la procedura per la sua cattura in vista del trasloco in Slovenia da dove pare sia arrivato. Da lì sarebbe giunta la disponibilità, per ora solo verbale, all'accoglienza, ma servirà un accordo scritto a livello statale. Comunque l'espatriata non lascia per nulla tranquilli gli amanti dell'orso: lo scorso aprile il ministero dell'Ambiente sloveno aveva deliberato l'abbattimento di 75 orsi e 10 lupi, suscitando le ire di ambientalisti e animalisti, fino all'intervento della Corte costituzionale che ha richiamato al rispetto della Direttiva europea «Habitat», che tutela le specie rare e in via di estinzione. Il piano per la cattura dell'orso è comunque cominciato dopo la riunione tecnica organizzata ad Asiago da prefettura e assessorato provinciale. Le procedure sono affidate alla Regione e prevedono la collaborazione diretta con la Provincia di Trento, capofila dell'operazione, dal momento che già da anni ha avviato un progetto di studio sugli orsi. Fabio Venturi, vicepresidente della Provincia e assessore all'ambiente torna sul tema per dire che: «Dino tornerà a casa sano e salvo, e lo cattureremo con i sistemi previsti in questi casi dal protocollo per la tutela della fauna selvatica. Giorno dopo giorno ci siamo affezionati all'orso», ammette l'assessore Venturi, «ma riteniamo che la soluzione migliore anche per lui sia che ritorni a vivere nel suo habitat naturale in Slovenia. In provincia di Vicenza ha creato qualche difficoltà in più rispetto a quanto fatto qui, e non vogliamo che qualcuno si azzardi a prendere iniziative estemporanee». Ad Asiago doveva esserci un incontro tecnico, ma in realtà, sull'onda dell'emozione delle predazioni di quei giorni, è prevalsa una linea politica dettata dagli amministratori locali improntata alla paura e al fastidio. Andrea Gios, sindaco di Asiago, ha lamentato «la mancanza di rispetto per la gente dell'Altopiano, che sa tenere bene i boschi tanto da farci venire anche l'orso. Ma i boschi non sono né demaniali né provinciali: appartengono ai cittadini e su un problema del genere non si possono non sentire». Gios è convinto che gli orsi in Altopiano siano più di uno almeno da un paio di anni, anche se nessuno li ha visti. Anche nel Veronese, Bruno Malascorta, contitolare del parco faunistico «Al Bosco» di Romagnano di Grezzana, aveva più volte sottolineato di avere la
percezione che la presenza dell'orso fosse una costante nei vaj più impenetrabili della Lessinia. L'ipotesi non trova conferma da Ivano Confortini, responsabile del Servizio caccia e pesca della Provincia, secondo il quale si può parlare di presenza solo su motivati riscontri. Quanto alla cattura di Dino, Confortini è convinto che i tempi saranno molto lunghi: «Serve una relazione tecnica approfondita per fare una proposta al ministero dell'Ambiente, il quale a sua volta chiederà parere all'Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale. Potrebbero passare dei mesi e nel frattempo M5 aver cambiato abitudini alimentari e luoghi frequentati. L'orso», aggiunge, «non ha gli stessi comportamenti standardizzati degli ungulati. È un individualista che si muove come crede e prende abitudini che possono non piacerci. L'ideale per lui e per tutti noi è che si calmino le acque e si possa ragionare per il bene di tutti da posizioni meno contrastanti», conclude il biologo della Provincia. 

Vittorio Zambaldo

http://www.larena.it/stories/Home/336673/

Wwf, no alla cattura dell'orso Dino http://www.greencity.it/news/2387/wwf-no-alla-cattura-dell-orso-dino.html

Secondo il Wwf l'eventuale cattura dell'orso Dino, che si sta muovendo nell'area del bellunese, sarebbe in antitesi con il Piano per la conservazione dell'orso bruno sulle Alpi centro-orientali.

Il Wwf dice no: no alla cattura dell'ormai popolare orso Dino.
In sincronia con buona parte dell'opinione pubblica, che si dimostra di simpatizzare con l'orso e non desidera che venga catturato, l'associazione ambientalista si schiera in "difesa" dell'animale, spiegando: "La decisione di catturare l'orso Dino per metterlo in cattività o trasferirlo all'estero non rispetta il Piano per la conservazione dell'orso bruno sulle Alpi centro-orientali. E' inaccettabile che mentre alla Conferenza nazionale sulla biodiversità in corso a Roma si sottolinea il valore della biodiversità e la necessità di salvaguardare ogni singolo esemplare delle specie più a rischio, si pensi anche solo lontanamente di catturare e togliere la libertà a un animale selvatico così raro e prezioso come l'orso bruno, specie simbolo dell'intero arco alpino che conta appena una trentina di esemplari, reintrodotti da pochi anni. Il tutto considerando che l'orso Dino non ha dimostrato finora seri segni di pericolosità ma un atteggiamento normale per la specie".
L'affermazione del Wwf giunge come risposta all'ipotesi delle autorità della Regione Veneto di traferire l'orso in Slovenia.
Di recente l'orso Bruno è stato ritenuto il responsabile di alcuni attacchi contro animali da allevamento sull'altopiano di Asiago e questo aveva scatenato le polemiche di alcuni contadini della zona.
La soluzione non è però, a detta dell'associazione, cacciare l'orso Dino: "deve essere compiutamente rispettato l'impegno assunto dalle amministrazioni locali con la condivisione e la ratifica del Piano d'azione per l'orso, attraverso la messa in atto di tutte le necessarie misure di sensibilizzazione, informazione ed educazione per la comunità locale e contemporaneamente con specifici interventi, come l'installazione di recinti elettrificati, che possano dissuadere l'orso dal continuare a predare bestiame domestico o avvicinarsi alle zone abitate, cosa peraltro raramente accaduta".

Il Veneto si arrende: se lo cattureremo, lo riporteremo in Slovenia

GIOVANNI CERRUTI

Povero Dino, peggio di un clandestino. «Bisogna prenderelo in tempi brevi - dice, con tono truce, l’assessore Marcello Spigolon -. Trattenerlo in un luogo dove non possa nuocere e poi rispedirlo subito al suo paese». Un po’ di galera e fuori di qui, lontano dall’Altopiano e dal Veneto, foglio di via per la Slovenia. Perchè Dino, l’orso che ammazza gli asini, spaventa i cavalli e distrugge i pollai, da lì viene e lì dovrà tornare. La caccia si è aperta ieri a mezzogiorno, come finirà è un bel quiz. Riuniti nella sede della Comunità Montana, dopo due ore gli esperti hanno concluso con tre parole che non danno certezze: «Possibili tempi lunghi». Dino non lo può sapere, ma ormai non è più soltanto un orso. Le cronache vicentine lo accontano come fosse una persona. Furbissimo, «si è tolto il collare con il trasmettitore e l’ha ben nascosto». Buongustaio, «si sceglie le asine, che hanno la carne più tenera». Donnaiolo, «Si è svegliato dal letargo e sta cercando un’orsa per accoppiarsi». Se non persona è già personaggio, più di 2 mila amici nella pagina di Facebook, dove si possono leggere i suoi pensierini: «Ecco la mia proposta alla Comunità Montana, trovatemi un’orsa e diventerò testimonial del turismo veneto. Voglio solo mangiare e trombare, che c’è di male? Non sparatemi!».

Perchè adesso Dino rischia proprio questo, una fucilata e non se ne parli più. E’ quel che teme Giancarlo Galan, il neoministro dell’Agricoltura. E’ quel che si sente mormorare da queste parti. E’ quel che vorrebbe evitare chi si è riunito ieri in Comunità Montana, appuntamento a mezzogiorno, «un’oretta e finiamo», e dopo un’altra ora erano ancora lì a perdersi in mappe, grafici, fortografie, leggi regionali, convenzioni europee, indecifrabili «protocolli», ramanzine dagli zoologi: «Perchè privarci degli orsi, che possono portare nuova genetica nella zona?». Semplice, perchè Dino da queste parti ha esagerato. «Tutti si preoccupano per Dino, ma perchè nessuno pensa ai 12 asinelli che ha fatto fuori?», si domanda Daniele Stival, l’assessore regionale alla caccia e protezione civile. Una carica perfetta, la sua: evitare che abbattano Dino e proteggere l’Altopiano dai danni e dalle paure. «Nelle nostre 80 malghe stanno per arrivare 5 mila bovini e altre 5 mila tra pecore e capre - dice Lucio Spagnolo, presidente della Comunità Montana -. Gli allevatori sono preoccupati. Dino è anomalo rispetto agli altri orsi, in Trentino ne hanno 35 e non succede mai niente. Magari non è solo, ma i danni di sicuro li provoca solo lui». Un’idea il presidente Spagnolo l’avrebbe. «Gli prepariamo un bel pastone con dentro carne d’asina, galline e qualcosa di dannoso. Dino la mangia, sta male, lo spaventiamo, così lui capisce che è scoveniente attaccare le nostre bestie». Già, perchè anche per il presidente Spagnolo l’orso Dino non è mica un mona, capisce. E magari si diverte pure a prendere in giro gli esperti. Si riuniscono venerdì a mezzogiorno? E lui l’altra notte si è fatto un giro proprio ad Asiago, tra il cimitero e il piccolo aeroporto: «Hanno trovato i suoi peli sulle staccionate...». Oggi qui, domani là. «Può fare 50 chilometri al giorno». Contro Dino, orso clandestino, ora si mobilitano Regione, Province, Prefetture, Ministeri, Polizia Locale, Guardia Forestale, i Volontari dell’Antincendio e perfino un’ente che si chiama «Pacobace», che vuol dire Piano di Azione e Conservazione dell’Orso Bruno sulle Alpi Centro Orientali. «Qui c’è stata una piccola carneficina e non possiamo permetterci questi comportamenti - dice Stival -. Faremo di tutto per prenderlo e per fargli trovare la sua tranquillità sessuale. Una volta catturato gli metteremo dlle guardie del corpo e visto che viene dalla Slovenia lo rimanderemo finalmente a casa». Lontano da qui l’orso Dino farà anche o solo simpatia. Ma questa storia è troppo seria, non è come quella di Loredano, «il feroce caimano», che 20 anni fa aveva terrorizzato anatre e galline alla foce del Po. L’aveva mai visto nessuno, Loredano.

Dino invece sì, ci sono le impronte, il Dna preso dagli escrementi, è figlio di Jurka e aveva 9 fratelli, alla nascita pesava 5 chili, adesso quasi 300. Ma non è Yoghi, non è Bubu. «Portare le nostre bestie a pascolare nelle malghe - dice Dino Panozzo, presidente degli allevatori dell’Altopiano - è come invitare Dino in uno spaccio di carne fresca». Adesso la provincia di Vicenza manderà una relazione alla Regione e da questa al ministero. Poi si vedrà. «Gli orsi non hanno mai attaccato l’uomo», giura l’assessore Stival, mentre sigla il piano di battaglia «Prospettive per la cattura». Ci vorranno «necessarie autorizzazioni, formazione e sicurezza degli operatori per mancanza d’esperienza, squadre interprovinciali, materiali e logistica». Dopo quest’inizio si capisce la fine: «Possibili tempi lunghi». Così Dino può aspettare la stagione dei mirtilli. E agli asini solo la speranza che venga cacciato. O che gli trovino un’orsa, e se ne tornino in Slovenia assieme.

http://www.lastampa.it/lazampa/girata.asp?ID_blog=164&ID_articolo=1704&ID_sezione=339&sezione=News

L'orso di Posina? Bistecche e una moglie, non pallettoni

Tanto can can per ricreare la fauna alpina e poi al primo asino sbranato è panico? Parliamo anche di antrace (finta), di mense scolastiche (vere ma sovrabbondanti) e di un dramma autentico: le punte insostenibili del pronto soccorso di Vicenza

L'orso di Posina? Bistecche e una moglie, non pall

(g. ar.) - Panico diffuso per l'orso che ammazza (e mangia) asini a Posina, ma panico diffuso anche a Vicenza per la solita busta bollata e recapitata al Comune con dentro un po' di bicarbonato. Ma quanto costano questi scherzi da prete ogni volta affrontati con l'assetto di una squadra antiterrorismo? Non si sa, ma dev'essere una cifra. Una cifra costano anche i buoni pasto delle mense scolastiche. Ora l'uovo di Colombo: nei piatti meno dosi, così si cala anche la spesa. E poi l'autentico dramma -l'unico credibile in mezzo a tanti se e ma- che riguarda il pronto soccorso di Vicenza. Tirato come una bretella ormai esausta, sopporta ogni giorno una pressione che non può continuare. Meno parole e più provvedimenti: ogni due settimane il problema si ripropone ed è ora di metterci una pezza seria.

FAUNA ALPINA- Questo can can sull'orso di Posina lo capiamo dalla parte della gente che ha paura, dei cercatori di funghi, di quelli dei pic nic, o dei ciclisti da fuori strada. Capiamo molto meno la posizione contraddittoria di chi ha fatto carte false per il cosiddetto ripopolamento della fauna alpina autoctona e ora di fronte al primo asino sbranato (o è il secondo?) per questioni puramente alimentari dall'affamato plantigrado, ecco che gli ululati arrivano fino in pianura. Dove sono i difensori della causa naturalistica? Stanno ululando e naturalmente l'obiettivo giurato è quello della Provincia che dovrebbe mettere in campo le sue schiere di guardie zoofile per evitare fastidi. Che belli gli orsi, basta che non facciano gli orsi. Non ci sono molte scelte: o lasciamo che orsi e lupi tornino a noi, e ne assorbiamo serenamente le possibili conseguenze, oppure rinunciamo definitivamente alla retorica di "com'era bella la natura quando..." e togliamo di mezzo i pericoli anche presunti. A pallettoni. Come con le nutrie. Un po' di solidarietà per questo orso che va su e giù dall'altopiano, visita volentieri anche la zona di Recoaro e ci suggerisce la soluzione più... umana: pasti assicurati in posto fisso bel lontano dalla gente, sorveglianza in quella zona, e infine una moglie per l'orso.

http://www.ladomenicadivicenza.it/a_ITA_1923_1.html

Tutti hanno paura dell’orso Dino ma sul web è diventato una star di Marino Smiderle

Dino viene dalla Slovenia, è giovane, cerca l’anima gemella e adora la carne di asina. Ha quasi diecimila fan su Facebook ma non sono pochi neppure quelli che vorrebbero tornasse da dove è venuto e c’è perfino chi, ma è una deprecabile minoranza, vorrebbe farlo fuori a colpi di fucile. Dino, nome in codice M5, è l’orso che da settimane sta terrorizzando gli abitanti dei monti vicentini e veronesi e che, per sfamarsi, ha dilaniato otto asine e assaltato svariati pollai. Ultimo domicilio conosciuto, grazie anche al radiocollare che una volta al giorno comunica la sua posizione, i monti Lessini, nel Veronese, dove, va da sé, ha già sbranato un’altra asina.
Ci sono state riunioni piuttosto concitate nei comuni vicentini colpiti dal suo passaggio. A Posina, per esempio, il messaggio della cittadinanza, a un certo punto, è stato forte e chiaro: «O lo portate via con le buone, o lo ammazziamo noi. Non possiamo vivere con l’incubo di vedere sbranati i nostri animali o, peggio, rischiare noi stessi di finire nelle sue grinfie». Per chi invece abita in città, a distanza di sicurezza, per ora, predomina la simpatia e il tifo per l’orso. Tanto che qualcuno ha organizzato escursioni ad hoc per incontrarlo. Impresa molto difficile, perché pare che l’animale che Dino tema di più sia proprio l’uomo, dimostrando peraltro un discreto intuito.
Sul monte Corno, sempre nel Vicentino, l’impresa di arrivare a tu per tu, o quasi, col plantigrado è riuscita, in maniera del tutto involontaria, a un signore appena uscito da un rifugio, di prima mattina. Se l’è trovato a una decina di metri e, per un attimo, ha temuto il peggio. Ma a spaventarsi ancora di più è stato l’orso, che si è infilato nel bosco alla ricerca di qualche manicaretto più gustoso.
La sua storia monitorata comincia nell’ottobre scorso, quando viene catturato dal Servizio foreste e fauna selvatica della Provincia di Trento in val Canali, nella zona di Fiera di Primiero, dopo una strage di pecore. Ribattezzato Dino in onore di Buzzati, l’animale è originario dalla Slovenia e, al momento della cattura, aveva un’età compresa tra i 4 e i 6 anni, con un peso di 175 chili. I forestali decidono di applicargli due chip auricolari e una volta al giorno manda segnali utili per la sua localizzazione. Solo che non sempre c’è campo, come sa bene chi va per boschi e tenta di chiamare col cellulare, e così la comunicazione, come dire, è intermittente. Al risveglio dal letargo invernale, Dino si ritrova con una fame da... orso e, quindi, comincia il suo peregrinare di banchetto in banchetto. Gli esperti dicono che adesso, però, il suo principale obiettivo sarebbe quello di trovare una compagna e, quindi, starebbe cercando la via del ritorno per andare nella zona del Trentino in cui erano state liberate anche delle femmine. Il guaio è che i suoi movimenti ora sono seguiti passo passo dal popolo del web, che fa il tifo per lui ma gli toglie anche la necessaria privacy. Così come fa il tifo per lui anche Daniele Zovi, comandante del corpo forestale di Vicenza. «L’allarme su Dino è eccessivo - ha dichiarato al Giornale di Vicenza -. Non fa male agli uomini ed è una rivincita della natura, capace di affascinarci col suo mistero. Le persone che ci chiedono preoccupate se possono passeggiare o andare per funghi nei boschi non devono temerlo. Anzi, se hanno il destino di incontrare l’orso possono dirsi davvero fortunate».Non la pensano così i proprietari della asine squartate, e risquartate il giorno successivo, dal famelico orsacchiotto. Ma questa è la natura. E se a qualcuno venisse in mente di dare la caccia a Dino, magari col fucile a pallettoni, sappia che commette un reato perseguito dalla legge. Però nel sondaggio sul sito del Giornale di Vicenza, solo il 33 per cento sostiene che è meglio lasciarlo libero. Il 54% vuole che sia catturato e portato in un’altra zona, il 5% che sia spaventato e costretto ad andarsene e l’8% propende per la sua uccisione.
Che fare? «Trattiamolo con rispetto - argomenta il comandante della Forestale - è l’uomo che si è sempre dimostrato nemico dell’orso, non viceversa. È l’uomo che lo ha sterminato facendolo scomparire. È l’uomo l’essere pericoloso, non l’orso».

http://www.ilgiornale.it/interni/tutti_hanno_paura_dellorso_dino_ma_web_e_diventato_star/04-05-2010/articolo-id=442554-page=0-comments=1

Facebook, 1600 fan per l'orso Dino

Vicenza, rischia di essere abbattuto

Hanno superato i 1600 i fan di Dino, l'orso avvistato in provincia di Vicenza e che rischia di venire ucciso dopo aver sbranato tre asinelli. Un gruppo su Facebook, che parteggia per lui, raccoglie i timori dei ambientalisti ed estimatori dei grandi animali, persone ispirate dal rispetto della natura. A Posina però c'e' molta preoccupazione soprattutto tra contadini ed allevatori che temono nuove incursioni dell'orso ai danni delle loro bestie.

Il maggior gruppo Facebook che parteggia per lui si chiama semplicemente "Orso", ma sul social network c'è anche "L'orso Dino deve vivere" con 513 membri. Tra i vari commenti anche molte rassicurazioni sulla pericolosità dell'animale e che la sua presenza sarebbe positiva sia in termini ambientali che turistici. "In Abruzzo - commenta un simpatizzante - gli orsi sono una grande risorsa per il parco e convivono da decenni con la popolazione. Io credo si tratti solo il caso di saperlo gestire, di farlo allontanare dalle case".

Nel frattempo gli spostamenti di Dino vengono seguiti attraverso il radiocollare di cui è dotato già dalla scorsa estate. Il Giornale di Vicenza però, riporta che nel corso di una riunione i cacciatori hanno minacciato di trasformarsi in bracconieri e di uccidere l'orso. Gli ambientalisti si sono allarmati e sempre sul social network nel giro di poche ore sono aumentate le adesioni e i pensieri degli utenti.

"Vorrei essere un orso per rifugiarmi nella mia cavernaquando il tempo è avverso e risvegliarmi quando la primaveratorna a scaldarmi l'animo", scrive una navigatrice. "Oggi ho avuto molta paura nel leggere dei commenti ad alcuni blog ed articoli che raccontavano la situazione dell'orso Dino in Veneto - scrive un altro - Gandhi diceva che La civiltà di un popolo si misura nel modo in cui tratta i suoi animali, e qui invece gia' si imbracciano i fucili".

http://www.tgcom.mediaset.it/cronaca/articoli/articolo479431.shtml?refresh_cens&fontsize=medium

HOME