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Comunicato stampa LAV 24
luglio 2008
FOCHE: COMMISSIONE UE
PROPONE BANDO COMMERCIO PRODOTTI DI FOCA OTTENUTI DA ANIMALI
UCCISI CON CRUDELTA’.
LAV: UN PRIMO PASSO, NECESSARIO UN BANDO TOTALE. PARLAMENTO
ITALIANO APPROVI DDL SAIA. PIU’ DI 1 MLN DI FOCHE STERMINATE
IN 3 ANNI, A RISCHIO SOPRAVVIVENZA DELLA SPECIE
La Commissione UE ha proposto l’adozione di un regolamento
che vieta il commercio, l’importazione e il transito nei
Paesi UE di prodotti derivati dall’uccisione delle foche.
Tale proposta, però, in accordo con l’impegno a sostenere
elevati livelli di benessere animale, secondo quanto
dichiarato dal Commissario europeo all’ambiente Stavros
Dimas, potrebbe autorizzare il commercio di prodotti
ottenuti mediante l’uccisione “incruenta” delle foche,
garantita attraverso una certificazione o un’etichetta
specifica. “Riteniamo
questo testo un primo passo importante per porre fine al
commercio di prodotti di foca, ma siamo preoccupati delle
possibili esenzioni, che potrebbero rappresentare una
scappatoia –
dichiara
Roberto Bennati, vicepresidente LAV
–
Lavoreremo, quindi, durante tutto l’iter del provvedimento,
per arrivare a un bando del commercio di prodotti di foca
che non preveda deroghe”. Numerosi elementi di
prova confermano che la caccia alle foche è disumana e
crudele e rappresenta la più vasta strage di mammiferi
marini ripetutamente praticata ogni anno.
La morte
inflitta a questi animali, infatti,
è la più
violenta e crudele immaginabile: un team di veterinari
indipendenti ha documentato che il 42% delle foche esaminate
erano state scuoiate vive, e il 40% viene colpito
ripetutamente prima di morire. Il
“Vet
review 2001” afferma, inoltre, che
la fucilazione delle foche,
giudicata meno cruenta delle bastonate, non potrà mai essere
considerata ammissibile per il
benessere animale.
“Né si può
ritenere affidabile un qualsiasi sistema di etichettatura a
garanzia dell’uso di sistemi di uccisione rapidi e sicuri,
vista l’impossibilità di
monitorare efficacemente i metodi di uccisione utilizzati
per la totalità delle 275mila foche uccise nel 2008 solo in
Canada, per fare un esempio, o per le circa 900mila foche
uccise ogni anno nel mondo –
prosegue Bennati
– Per questo riteniamo
che l’unico modo per evitare l’importazione di prodotti
derivanti da sofferenze sia un bando totale europeo al
commercio di prodotti di foca”. Al Parlamento
italiano, invece, la LAV chiede di esaminare al più presto
il Disegno di Legge Saia e altri, che ripropone il testo
approvato all’unanimità in sede deliberante dalla
Commissione Ambiente del Senato nel dicembre scorso: “come
per le pellicce di cane e gatto, il cui commercio l’Italia
fu la prima a bandire grazie ad una storica campagna di
denuncia della LAV, il Parlamento nazionale non perda
l’occasione di diventare il terzo Paese europeo a vietare
tale commercio, dopo Belgio e Croazia, con l’auspicio di
mettere fine a una strage che solo
negli ultimi tre anni ha
ucciso più di 1 milione di foche, mettendo in
serio pericolo la sopravvivenza di questa specie,
conclude Bennati.
Il Governo canadese, infatti, ha ridotto la stima della
popolazione attuale delle foche in Canada dai 6 milioni di
alcuni anni fa ai 5,5 milioni di oggi. Una stima che ha un
margine di errore di circa 2 milioni di animali: in Canada,
quindi, potrebbero essere presenti solo
3,5 milioni di foche,
dal momento che oggi questo paese - dove la caccia alle
foche è sistematicamente e brutalmente praticata - non è in
grado di monitorare con esattezza la popolazione attuale. Se
consideriamo, infine, che negli ultimi quattro anni le quote
di foche per cui è consentita la caccia, hanno sempre
superato le quote
consigliate dagli scienziati canadesi per
salvaguardare la specie, risulta evidente come proibire la
caccia alle foche diventi sempre più urgente. La
LAV, insieme a
IFAW, Humane Society
International (HSI), GAIA, Eurogroup for Animals e con il
sostegno di più di altre 50 organizzazioni animaliste
aveva manifestato, lo scorso 1° luglio, davanti alla Sede
della Commissione Europea
(Berlaymont)
a sostegno di un bando definitivo al commercio di
pelli e altri prodotti derivati di foca.
24 luglio 2008
Ufficio stampa LAV 06 4461325 - 329.0398535
www.lav.it
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"Pellicce di Coniglio - I
fatti" Investigazione di Caft e AIP all'interno del settore
L’uccisione dei conigli per la loro pelliccia è
l’aspetto dell’industria della pelliccia che a livello globale
sta crescendo più rapidamente, ma del quale si conosce ancora
poco. Ogni anno in tutto il mondo vengono uccisi per la loro
pelliccia 50 milioni di animali, ma questa cifra non include i
conigli dal momento che è difficile ottenere stime precise.
Se la maggior parte dei sistemi di allevamento intensivo sono
stati oggetto di dettagliati studi scientifici, campagne da
parte di gruppi animalisti e perfino di leggi che ne ponessero
il divieto, quello dei conigli per la loro pelliccia e la loro
carne ha ricevuto ben poca attenzione… fino ad ora!
Attivisti inglesi della Coalition for the
Abolition of the Fur Trade (CAFT), coadiuvati in Italia da
Campagna AIP, hanno infiltrato il settore delle pellicce di
coniglio entrando in allevamenti, macelli, concerie e aziende di
confezionamento in varie parti d’Europa per potervi mostrare e
svelare cosa si nasconde relamente dietro ai molti miti
diffusi su questo prodotto. Dal nostro sito
www.campagnaaip.net
potete scaricare e visionare un video realizzato con i filmati
ottenuti dai nostri attivisti e quelli di Caft, oltre a leggere
un interessante dossier e visionare delle fotografie.
12/02/08
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CAMPAGNA AIP - Attacca l'Industria della
Pelliccia
Via Cenisio 78/107
20154 Milano
Web:
www.campagnaaip.net Mail:
info@campagnaaip.net
Infoline: 340-6368139
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LE PELLICCE 
DI CANE E GATTO
Il peggiore segreto dell'industria della pellicceria
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Lav contro il commercio delle pellicce di foca
http://www.lasicilia.it/giornale/1112/siracusa/sr04/a02.htm
Intenzionata a mettere fine al deplorevole commercio di
pellicce di foca, ed in linea con tutto il territorio nazionale, la Lav di
Siracusa domani proseguirà la sua «opera di persuasione». Il dodici
dicembre, infatti, i volontari della Lav daranno seguito alla raccolta di
firme che sfocerà nella richiesta al Governo di bandire la caccia alle
foche. Sebbene l'iniziativa, in tutta Italia, si svolgerà sabato e domenica,
in àmbito locale l'appuntamento, «unico», è fissato per domenica mattina, in
piazza Fonte Aretusa. I volontari, nel corso dell'iniziativa, saranno
disponibili a fornire ogni tipo di ragguaglio sulla barbare uccisione
perpetrata ai danni delle foche, le cui pellicce, sempre meno utilizzate per
confezionare cappotti, vengono frammentate per la realizzazione di colli,
polsi, cappucci. «Per la creazione di tali accessori - dice la responsabile
della Lav, Lina Armatore - non vengono utilizzate pellicce da scarto, ma si
uccidono appositamente le foche. Contro la caccia alle foche, negli ultimi
mesi, la Lav ha già ottenuto 100.000 adesioni e l'approvazione, da parte
della commissione Affari esteri della Camera dei deputati, di una
risoluzione che impegna il nostro Governo a vietare, come negli Usa e nel
Belgio, l'utilizzo di foche o parti di esse, per la produzione o la
confezione di pelli, pellicce, capi di abbigliamento, articoli di
pelletteria e altro». La Lav, che rivolgerà un invito anche agli stilisti
affinchè nelle loro creazioni disegnino l'utilizzo di parti di foca,
illustrerà anche i raccapriccianti modi di uccisione delle foche: la camera
a gas, la rottura delle ossa cervicali, la corrente elettrica.
L. C. |
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