PIETANZE VIETATE,
APPELLO NATALIZIO
DELLA LAC

Inseriamo questo appello della LAC-"Lega per l'abolizione della caccia" in modo che possiate prendere le dovute precauzioni. Invitiamo inoltre a visitare il sito della LAC dove troverete anche altre informazioni

 

PIETANZE VIETATE, APPELLO NATALIZIO DELLA LAC
Legalità e tutela del patrimonio faunistico, igienze e sicurezza degli alimenti.

24 dicembre 2007 - La lega abolizione caccia lancia un monito contro il consumo di pietanze fuorilegge in trattorie e ristoranti durante le feste. Al bando cibi come spiedino di tordi, risotto con la folaga, allodole col sugo. Spesso nella ricca cucina italiana ci si imbatte in piatti a base di selvaggina "da penna", anche nel corso delle feste natalizie e di capodanno, come nei ristoranti che offrono "piatti tipici". Molti non sanno che in parecchi casi queste proposte alimentari sono vietate dalla legge.

Ecco quali sono le regole e cosa si puo' fare se si sospetta una violazione. Non e' raro imbattersi - soprattutto fuori dai grandi centri - in feste, sagre, manifestazioni o ristoranti tradizionali che offrono durante le feste 'piatti tipici' a base di selvaggina che frequentemente rappresentano oggi una violazione delle leggi. La legge 157/92 sulla caccia infatti vieta espressamente di "commerciare fauna selvatica morta non proveniente da allevamenti per sagre e manifestazioni a carattere gastronomico" (art. 21, comma primo - lettera t) e "vendere, detenere per vendere, acquistare uccelli vivi o morti, nonche' loro parti o prodotti derivati facilmente riconoscibili, appartenenti alla fauna selvatica, che non appartengano alle seguenti specie: germano reale (Anas platyrhynchos); pernice rossa (Alectoris rufa); pernice di Sardegna (Alectoris barbara); starna (Perdix perdix); fagiano (Phasianus colchicus); colombaccio (Columba palumbus) " (art. 21 comma primo lettera bb).

Occorre quindi prestare attenzione a quello che si legge sui menu'. Nel caso di lepri, quaglie e fagiani si tratta probabilmente di carne di animali di allevamento, e quindi ne e' legittima la somministrazione. Per specie come beccacce, merli, tordi e allodole e' impossibile che lo siano nelle quantita' necessarie a rifornire la ristorazione. Sicuramente sono uccelli abbattuti durante la caccia o procacciati con metodi illegali dai bracconieri.

Non c'e' solo una questione di legalita' e di tutela del patrimonio faunistico, in alcuni casi depredato dai bracconieri per rifornire la ristorazione. C'e' anche una questione di igiene e sicurezza degli alimenti. Mentre la carne di allevamento segue precise norme igieniche e sanitarie relative all'allevamento degli animali, viene macellata in apposite strutture controllate dai veterinari e viene commercializzata seguendo regole chiare (ad esempio per quanto riguarda la conservazione e il trasporto), quella di fauna selvatica abbattuta a caccia, in pratica, sfugge a qualsiasi controllo sanitario nelle varie fasi (dall'abbattimento alla cucina) e puo' rappresentare di conseguenza una potenziale minaccia alla salute pubblica. Gli animali catturati nelle trappole, come i tordi, possono anche avere carni deteriorate se recuperati dopo alcuni giorni. Una duplice ragione quindi per tenere gli occhi aperti e non farsi prendere dalla curiosita' di fronte a certi piatti.

Per riassumere. Primo: durante sagre e manifestazioni gastronomiche si puo' servire solo carne di animali d'allevamento.
Secondo: non si possono commerciare (ne' in negozi, ne' in ristoranti) uccelli selvatici che non siano germano reale, pernice rossa, pernice sarda, starna, fagiano o colombaccio; il resto dell'avifauna e' illegale, anche se appartenente a specie cacciabili.

Se ci si trova di fronte a qualche menu' che contiene piatti che violano le regole appena dette, in allegato e sui siti www.abolizionecaccia.it  e www.tutelafauna.it  e' a disposizione un fac-simile per denunciare il fatto alle competenti autorita'.
(Igi/Ct/Adnkronos)