CONTRO IL TRAFFICO CLANDESTINO DI CUCCIOLI

FINALMENTE è LEGGE
 
LAV su TG1 Rai ore 20 del 16 novembre 2008.
Guarda il fimato sul traffico di cuccioli
Dossier traffico cuccioli COPYRIGHT LAV 2008.pdf

COS'E' IL TRAFFICO DEI  CUCCIOLI.pdf

Gli Spot radiofonici sono scaricabili direttamente dal sito al link: http://www.lav.it/index.php?id=1133
LINK sito LAV Nazionale: http://www.lav.it/index.php?id=1112

INOLTRE: vi segnaliamo che è attivo il sito www.nonlosapevo.com con la nuova sezione dedicata alla campagna contro il traffico dei cuccioli. Come vedrete, il sito consente di diffondere la campagna in modo diretto e di parlare della nostra presenza in piazza attraverso l'invio di cartoline.

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Comunicato stampa LAV 27 ottobre 2010

Il traffico di cuccioli è finalmente reato. Sanzioni penali efficaci per CHI introducE illegalmente cani e gatti nel nostro Paese. ORA SI POTRA’ STRONCARE LA TRATTA DALL’EST.
La LAV PROTAGONISTA DEL CAMBIAMENTO. inasprite anche le pene per il maltrattamento di tutti gli animali DOMANI ORE 11:00 CONFERENZA STAMPA-PRESENTAZIONE DELLA GUIDA “COSA CAMBIA IN CINQUE PUNTI”.

La LAV <http://www.lav.it/>  festeggia il grande risultato della Legge* approvata oggi in via definitiva dalla Camera dei Deputati che dà un giro di vite contro trafficanti di cuccioli e maltrattatori di animali. “Un mercato illegale da 300 milioni di euro l’anno giocato sulla pelle dei quattro zampe e di ignare famiglie, sviluppatosi finora anche con gravi rischi sanitari in normali circuiti grazie a una rete di coperture, per la mancanza di una normativa efficace di contrasto”, ha detto il Presidente della LAV Gianluca Felicetti.
 
“Il nuovo reato, ottenuto grazie alla proposta presentata due anni fa dal Ministro degli Esteri Frattini con il Sottosegretario alla Salute Martini e il sostegno dei parlamentari dell’Intergruppo animali, prevede la reclusione da tre mesi a un anno e la contestuale multa da 3.000 a 15.000 euro – ha detto Ilaria Innocenti, responsabile nazionale settore cani e gatti della LAV – sarà quindi perseguito chiunque, al fine di procurare a sé o ad altri un profitto, reiteratamente o tramite attività organizzate, introduce, trasporta, cede o riceve cani o gatti privi di sistemi di identificazione individuale e delle necessarie certificazioni sanitarie e non muniti, ove richiesto, di passaporto individuale. Un’aggravante è prevista se i cani o i gatti introdotti illecitamente sono cuccioli di età accertata inferiore a dodici settimane o provengono da zone - come i Paesi dell’Est - sottoposte a misure restrittive di polizia veterinaria per evitare la diffusione di patologie come la rabbia”.

La nuova Legge codifica, inoltre, l’introduzione illecita di animali da compagnia. Le condotte sanzionate, seppur analoghe a quelle previste dal reato di traffico illecito, si differenziano però da esso poiché poste in essere da soggetti che non hanno approntato un’attività organizzata o reiterata. La pena prevista è il pagamento di una sanzione amministrativa da 100 a 1000 euro - ecco un’altra novità - per ogni animale privo di sistemi di identificazione individuale, e da 500 a 1000 euro per ogni animale introdotto nel territorio nazionale animali da compagnia in violazione della legislazione vigente, assenza delle necessarie certificazioni sanitarie e, ove richiesto, di passaporto individuale
 
E non solo, la Legge prevede sanzioni amministrative accessorie per il trasportatore o il titolare di un’azienda commerciale che violino più volte l’articolo di introduzione illecita. Si va dalla sospensione dell’esercizio dell’attività da uno a tre mesi, fino alla revoca nei casi più gravi. Quando l’introduzione illecita, sanzionata amministrativamente, viene commessa con un veicolo immatricolato all’estero, la legge dispone l’applicazione dell’articolo 207 del Codice della strada, ovvero se il trasgressore non paga immediatamente la sanzione in misura ridotta è disposto il fermo amministrativo del veicolo.
 
Aumentate anche le sanzioni previste nel Codice penale per i reati di uccisione e maltrattamento di tutti gli animali. La previsione della reclusione passa “da tre a diciotto mesi” a “da quattro mesi a due anni” nel caso dell’uccisione, da “tre mesi a un anno” a “da tre a diciotto mesi, la previsione della multa passa invece “da 3000 a 15000 euro” a “da 5.000 a 30.000 euro ”.
 
Per festeggiare la legge ottenuta e presentare la Guida alla nuova legge “Cosa cambia in cinque punti”  domani giovedì 28 ottobre dalle ore 11:00 presso il Margutta RistorArte (Via Margutta 118, Roma) la LAV indice una conferenza stampa alla presenza di parlamentari, rappresentanti di Forze di Polizia e testimonial LAV, insieme a Heidi e Carlino, due dei cani dall’Est sequestrati in un’indagine due anni fa, l’iniziativa che diede il via alla campagna “Rompiamo le scatole ai trafficanti di cuccioli”. Parteciperanno, fra gli altri, il Sottosegretario alla Salute Francesca Martini e la Vicepresidente della Federazione nazionale degli Ordini Veterinari Carlotta Bernasconi.
*
“Legge di ratifica ed esecuzione della Convezione europea per la protezione degli animali da compagnia, fatta a Strasburgo il 13 novembre 1987, nonché norme di adeguamento dell’ordinamento interno”
 

SEGUE: la Guida alla nuova legge “Cosa cambia in cinque punti”, a cura della LAV www.lav.it <http://www.lav.it>

 
27 ottobre 2010                                                    
 Ufficio Stampa LAV 06 4461325 – 339 1742586 www.lav.it <http://www.lav.it>

Comunicato stampa LAV 15 settembre 2010
 
ANIMALI: SENATO APPROVA DISEGNO DI LEGGE CONTRO IL TRAFFICO DEI CUCCIOLI DALL’EST. INASPRITE ANCHE LE PENE PER IL MALTRATTAMENTO DEGLI ANIMALI. ORA SUBITO IL TERZO E DEFINITIVO SI’ DELLA CAMERA.
LAV: STRUMENTO DECISIVO PER STRONCARE UN MERCATO ILLEGALE DA 300 MLN DI EURO L’ANNO

Il traffico illecito di animali da compagnia in Italia sta diventando finalmente un reato. Il Senato della Repubblica ha approvato stasera il “Disegno di Legge del Governo di ratifica ed esecuzione della Convezione europea per la protezione degli animali da compagnia, fatta a Strasburgo il 13 novembre 1987, nonché norme di adeguamento dell’ordinamento interno” che introduce lo specifico reato per arrestare la tratta dei cuccioli importati clandestinamente ogni anno, a migliaia, dai Paesi dell’Est.
 
Il provvedimento, inoltre, inasprisce le pene relative al maltrattamento degli animali e le previsioni d’intervento nel Codice penale. Ora la Camera potrà trasformare il testo in Legge in tre settimane, in tempo per fermare il commercio fuorilegge prenatalizio.
 
“Si tratta di uno strumento decisivo per stroncare un mercato illegale che ha per vittime inermi animali da compagnia in tenera età, con un giro d’affari stimato di 300 milioni di euro l’anno, ancora non adeguatamente punito a causa delle carenze normative - dichiara Gianluca Felicetti, presidente della LAV.
 
Con questo provvedimento, fortemente voluto dalla LAV, che lo scorso anno aveva indetto una petizione sottoscritta da decine di migliaia di persone e ancora in questi giorni ha registrato migliaia di adesioni via internet, per le quali ringraziamo tutti i sostenitori, l’Italia si porrà all’avanguardia in Europa nella repressione di un fenomeno criminale realizzato sulla pelle degli animali”, conclude Felicetti.
 
15.9.2010
Ufficio Stampa LAV 06 4461325 – 329 0398535
www.lav.it <http://www.lav.it>  
 

 

 

RASSEGNA STAMPA

SEQUESTRATATI 25 CUCCIOLI RASPORTATI SENZA CIBO E ACQUA E PRIVI DI DOCUMENTAZIONE SANITARIA E PASSAPORTO - TRATTA DEI CUCCIOLI DALL'EST, UN BUSINESS DA 30 MILIONI DI EURO -

Comunicato stampa LAV 24.05.2010
 
FERNETTI (TRIESTE):
SEQUESTRATATI 25 CUCCIOLI TRASPORTATI SENZA CIBO E ACQUA E PRIVI DI DOCUMENTAZIONE SANITARIA E PASSAPORTO.
LA LAV: URGENTE L’APPPROVAZIONE DEL DISEGNO DI LEGGE CHE PREVEDE PENE CERTE PER I TRAFFICANTI

 
Trasportati a bordo di un furgone senza cibo né acqua, privi di documentazione sanitaria e del passaporto, venticinque cuccioli sono stati scoperti e sottoposti a sequestro sanitario dalla Polizia di Frontiera e dal Corpo forestale regionale a Trieste. I cuccioli, molti al di sotto dell'età per il trasporto e in cattive condizioni igieniche e sanitarie provenivano dall'Ungheria ed erano destinati - secondo gli investigatori - al mercato clandestino italiano.
 
Plaudiamo a questa operazione del Corpo Forestale di Trieste che dimostra ancora una volta la drammaticità di questo illegale traffico animali giovanissimi, sottratti troppo presto alle madri e costretti a viaggiare in condizioni tragiche anche per undici ore, privi di controlli sanitari all’origine e della necessaria documentazione di viaggiodichiara Ilaria Innocenti responsabile del Settore Cani e Gatti LAV Questo traffico deve essere fermato, ma i controlli non bastano a reprimere l’illegalità se poi non c’è un efficace sistema sanzionatorio per punire i trasgressori”.
 
La LAV chiede con urgenza al Senato di approvare il Disegno di Legge del Governo che fornirà finalmente idonei strumenti normativi per punire coloro che introducono illegalmente cani e gatti nel nostro Paese, mettendo a repentaglio anche la salute pubblica perché introduco sul mercato italiano cuccioli sprovvisti di vaccinazione antirabbica, esponendo altri animali e l’uomo al contagio.
 
Sempre di più le forze di polizia intervengono contro il vergognoso traffico di cuccioli, giocato sulla pelle degli animali e di ignare famiglie, che movimenta circa 300 milioni di euro l’anno, ma fino a che non sarà approvato definitivamente dal Senato il Disegno di Legge del Governo n.1908 di ratifica della Convenzione europea, non ci sono strumenti realmente efficaci e duraturi di repressione aggiunge Gianluca Felicetti, presidente della LAVda qui il nostro appello al Senato affinchè approvi definitivamente al più presto il Disegno di Legge”.
 
 
24.05.2010
Ufficio stampa LAV 06.4461325 – www.lav.it <http://www.lav.it/>

IL GIORNALE DI VICENZA   Sabato 04 Aprile 2009 BASSANO Pagina 45

Brevi

BASSANO
LA TRATTA
DEI CUCCIOLI
DAI PAESI DELL’EST
La sezione bassanese della Lega antivivisezione organizza per oggi e domani dei tavoli informativi per chiedere una legge per l’introduzione del reato di “traffico di animali da compagnia”.
L’appuntamento, che era stato rimandato la settimana scorsa a causa del maltempo, è in piazza Garibaldi.

   

IL GAZZETTINO  Venerdì 27 Marzo 2009,

LAV

Raccolta di firme per una legge contro
il traffico di
animali da compagnia

Bassano
      (R.F.) La Lav vicentina scende in piazza per chiedere una legge che introduca il reato di traffico di
animali da compagnia. L’associazione sarà presente anche in città, precisamente domani, dalle 15 alle 19, in piazzetta J. da Ponte, con una postazione informativa dalla quale sensibilizzare i cittadini sugli obiettivi della campagna attuata e più in generale sull’adozione dei cani.
      Da un lato, infatti, la Lav lancia una sottoscrizione a sostegno di una petizione popolare con la quale vuole proporre nuovi e severi provvedimenti a tutela dei cuccioli, a livello europeo, nazionale e locale. Gli
animali, infatti, sono al centro di traffici clandestini, in particolare dall’Est verso il nostro Paese. Un fenomeno già noto contro il quale l’associazione sollecita maggiori controlli e adeguate misure legislative.
      Dall’altro intende far passare ai cittadini l’idea che sia preferibile l’adozione, tra l’altro gratuita, di un cane ospite di un canile.
      Dalla postazione, domani, sarà distribuito materiale informativo per entrambe le azioni e, volendo, si potranno acquistare le uova pasquali in cambio di un contributo a sostegno della duplice campagna.

www.corriere.it – animali 20.11.08

la mobilitazione della Lav: «Servono leggi contro questo squallido traffico»

Tratta dei cuccioli dall'Est,
un business da 300 milioni di euro

Arrivano a migliaia, illegalmente, dopo viaggi di 11 ore attraverso l'Europa. Ma metà di loro non sopravvive

MILANO - Si chiamano Gino, Nanà e Heidi e sono tre cagnolini fortunati. Perchè? Semplicemente perché sono vivi. E da qualche tempo sono affidati alle cure dei volontari della Lega anti-vivisezione (Lav) che presto troveranno loro anche delle famiglie che li possano accogliere in casa. La stessa fortuna non tocca però a decine di migliaia di cani e gatti nati in veri e prorpi «cucciolifici» clandestini collocati da qualche parte in Paesi dell'Est europeo, strappati alla madre in tenerissima età e costretti a 30/40 giorni di vita a subire lo stress di un lungo viaggio attraverso l'Europa, rinchiusi in scatole di cartone e gabbiette stipate nei bagagliai delle auto o nel cassone di un furgone, per essere poi messi in vendita in negozi o sulle bancarelle di fiere e mercati in Italia, Francia, Spagna e Belgio. Una sorte già di per sè triste che però non tocca a tutti: si calcola infatti che circa il 50 per cento dei piccoli clandestini muoia durante il tragitto o subito dopo l'arrivo a destinazione.

BUSINESS MILIONARIO - La denuncia di questa vera e propria «tratta» arriva dalla stessa Lav, che alla vigilia di una grande mobilitazione a sostegno di nuovi interventi legislativi contro questi viaggi della vergogna, ha deciso di utilizzare Gino, Nanà e Heidi - rispettivamente un Carlino, un Jack Russel e un West Highland , tre bellissimi quattrozampe provenienti dall'Ungheria e recuperati dagli agenti del Corpo Forestale dello Stato - come testimonial di questa nuova battaglia contro lo sfruttamento degli animali. Uno sfruttamento alquanto redditizio stando alle stime sul business delle importazioni che parlano di un giro d'affari di circa 300 milioni di euro. Come si arriva a queste cifre è presto detto: un cucciolo straniero sui mercati occidentali varrebbe assai poco, non essendoci molte garanzie sulla qualità dei processi di allevamento, sulla purezza della razza, sul rispetto delle procedure igieniche e sanitarie. E' tuttavia sufficiente qualche piccola contraffazione ai documenti per dare immediatamente al cane o al gatto una «cittadinanza» italiana, moltiplicandone così il valore anche di venti volte.

CONTROLLI INSUFFICIENTI - L'importazione dei cuccioli, secondo quanto accertato in diverse occasioni dalle forze dell'ordine (significativa l'operazione «Black dog» condotta dal Nucleo di Polizia tributaria di Bologna, che ha portato alla luce il coinvolgimento di circa 70 mila animali introdotti illegalmente in Italia in un arco di cinque anni) avviene sostanzialmente sfruttando alcune falle nei sistemi di controllo e contando su un'organizzazione capillare dei trafficanti che coinvolge allevatori, trasportatori, veterinari e negozianti. Proprio tra i commercianti regolari è stato infatti accertato esservi molti dei committenti di questi traffici.

I «CUCCIOLIFICI» - La filiera ha inizio solitamente in qualche abitazione di campagna, dove alcuni esemplari di cane o di gatto vengono costretti a riprodursi a ciclo praticamente continuo da allevamenti cosiddetti amatoriali o a conduzione famigliare. Le madri di queste cucciolate sono custodite generalmente in spazi angusti, impossibilitate a muoversi, alimentate a sufficienza giusto per consentire loro di portare avanti le gravidanze. Tutti i cuccioli vengono poi trasferiti a centri di raccolta dove veterinari locali li visitano, applicano loro il microchip e li dotano dei documenti per il trasporto. Poi inizia il viaggio vero e proprio, spesso a bordo di veicoli non autorizzati, come appunto le auto o i piccoli furgoni non attrezzati per la conduzione di animali. E una volta in Italia sono pronti per essere commercializzati.

DA «CLANDESTINO» A «ITALIANO» - Qualcuno viene venduto come animale «straniero», a prezzi molto concorrenziali rispetto agli animali provenienti dagli allevamenti italiani che rispettano i protocolli dell'Enci e che sono soggetti a maggiori controlli; altri vengono invece «naturalizzati» mediante la contraffazione dei documenti e trasformati come d'incanto in cuccioli di provenienza nostrana. Un passaggio in più che comporta maggiori rischi dal punto di vista penale ma anche maggiori possibilità di guadagno. Basti pensare che, come riporta un dossier della Lav, «un cane di razza di origine ungherese può essere venduto a 200 euro; un cane della stessa razza di origine italiana ha un valore sul mercato compreso tra i 500 e i 1.500 euro». I negozianti, invece, li acquistano ad un prezzo medio di circa 60 euro: tutto il resto è dunque guadagno.

RISCHIO MALATTIE - Non è però soltanto una questione di nazionalità. Indipendentemente dalla provenienza e dalla purezza della razza, che a volte viene accertata anche da pedigree che come tutto il resto sono a loro volta taroccati, lo stres fisico e psicologico a cui sono sottoposti questi animali tolti alle madri prima dell'avvenuto svezzamento, e l'impossibilità di somministrare loro le adeguate vaccinazioni, fa sì che questi acqusiti si rivelino in fin dei conti anche dei pessimi affari: non è raro, infatti, che essendo animali deboli sviluppino malattie quali cimurro, endoparassitosi, micosi, parvovirosi e rogna, come emerge anche dai resoconti della Fnovi, la Federazione nazionale dell'ordine dei medici veterinari italiani. Numerosi veterinari - fanno notare i curatori del dossier - hanno espresso il loro allarme per la ricomparsa di malattie che si pensavano ormai sconfitte nel nostro Paese, come appunto il cimurro o la rabbia, quest'ultima pericolosa anche per l'uomo.Quanto alle razze, la più soggette all'importazione clandestina sono il carlino, lo shi-tsu, il West Higlands Terrier, il Carlino, il Beagle. Ma solo perché sono tra le più richieste: in realtà le cosiddette «Puppy Mills» sono in grado all'occorrenza di sfornare cuccioli di ogni tipo, per assecondare le mode e le richieste del mercato. «Per fermare questo scempio - dice Gianluca Felicetti, presidente della Lav - occorre rafforzare le forze di polizia addette ai controlli e fare in modo che vengano emessi ordinanze e regolamenti comunali contro le mostre di animali e il loro commercio amulante, dove possono facilmente celarsi i cuccioli importati illegalmente». La petizione della Lav, che sabato 29 e domenica 30 novembre sarà possibile firmare in centinaia di piazze italiane, va proprio in questa direzione. «Coloro che sono disosti a spendere del denaro per acquistare un cane o un gatto - fa notare Ilaria Innocenti, del settore cane e gatti dell'associazine - potrebbero invece riflettere sull'utilità di adottare, peraltro gratuitamente, un animale in un canile».

Alessandro Sala
20 novembre 2008
 

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NEWS

Lav: "Rompiamo le scatole ai trafficanti di cuccioli"

ROBERTA MARESCI

ROMA
Gino (Carlino), Nanà (Jack Russell), Heidi (West Highland) e la tratta dei quattro zampe. Ovvero: l’odissea di tre cuccioli di cane provenienti dall’Ungheria, sopravvissuti al mercato truffaldino e al viaggio di 11 ore o più, stipati su furgoni bisunti. A loro è andata strabene. A differenza di quel 50% che non porta a casa la pelle, a causa del trasporto e del viaggio. Con poca acqua e scarso cibo. Qualche foglio di giornale come giaciglio.

Infarciti di antibiotici ad ampio spettro e spesso anche eccitanti, somministrati in dosi massicce con ...(segue)

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Lav: "Rompiamo le scatole
ai trafficanti di cuccioli"

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Il 29 e 30 novembre in piazza per la raccolta di firme

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ROBERTA MARESCI

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ROMA
Gino (Carlino), Nanà (Jack Russell), Heidi (West Highland) e la tratta dei quattro zampe. Ovvero: l’odissea di tre cuccioli di cane provenienti dall’Ungheria, sopravvissuti al mercato truffaldino e al viaggio di 11 ore o più, stipati su furgoni bisunti. A loro è andata strabene. A differenza di quel 50% che non porta a casa la pelle, a causa del trasporto e del viaggio. Con poca acqua e scarso cibo. Qualche foglio di giornale come giaciglio.
Infarciti di antibiotici ad ampio spettro e spesso anche eccitanti, somministrati in dosi massicce con l’obiettivo di tenerli vispi e in vita per farli sembrare il ritratto della salute; giusto il tempo per far incassare ai trafficanti il guadagno. Che passa per il taroccamento di documenti, con l’optional del pedigree solo se si è disposti a pagare ancora di più.
Perché un cucciolo straniero è “merce” poco pregiata. Discorso che cambia per Fido o Micio made in Italy: un esempio? Un cane di razza di origine ungherese può essere venduto a 200 euro. Un cane della stessa razza di origine italiana ha un valore sul mercato compreso tra 500 e 1500 euro. Il passo al profitto è presto fatto: un business da 300 milioni di euro l’anno. Che coinvolge soprattutto le razze schitzu, west highland, carlini e bearle. Arrivano principalmente dall’Ungheria, Slovacchia, Polonia, Romania, Repubblica Ceca, importati da ciarlatani. Che inventano di sana pianta le informazioni contenute nel passaporto sanitario.
Secondo un sondaggio della FNOVI (Federazione Nazionale Ordine Medici Veterinari Italiani), la documentazione che viaggia con gli animali è considerata corretta solo nel 2% dei casi, verosimile nel 13%. La maggior parte (85%) degli animali da loro visitati è identificata con microchip, ma nell’80% dei casi non c’è corrispondenza con i dati registrati sul passaporto. Come se non bastasse quei furfanti li strappano alle cure delle loro madri, contravvenendo anche alla normativa comunitaria che prevede come i cuccioli non possano essere movimentati prima dei tre mesi (data di somministrazione del vaccino) e 21 giorni, periodo necessario a sviluppare gli anticorpi. Ne risulta che gli va alla grande se giungono in Italia malati.
Le patologie più riscontrate nel cane sono cimurro (10%), endoparassitosi (34%), micosi (17%), parvovirosi (23%) e rogna (16%). Nel gatto, invece, sono spesso diagnosticate: endoparassitosi (29%), infezione delle vie respiratorie superiori (38%), micosi (27%) e rogna (6%), fonte FNOVI. La dimensione di questo traffico illegale di animali è tanto più allarmante se confrontato con i dati relativi al commercio “legale”: secondo i dati diffusi dal Ministero della Salute i cani e gatti importati legalmente in Italia nel 2006 sono stati 21.442, 26.397 nel 2007 e dal gennaio all’aprile 2008 sono stati appena 951.
E voi? Volete dire BASTA a questo commercio sporco di cuccioli dall’Est? Vi aspetta un fine settimana di fuoco al fianco della Lavm che vi invita a firmare la petizione. Sabato 29 e domenica 30 novembre, una task force di centinaia tavoli addobbati nelle principali piazza italiane, scenderà in strada anche attraverso la campagna «Rompigli le scatole!».
Per chiedere “interventi legislativi nazionali ed europei per fermare questo squallido e pericoloso traffico di cuccioli, il rafforzamento delle forze di polizia addette ai controlli, nonché ordinanze e regolamenti comunali contro le mostre di animali e il commercio ambulante di animali, dove possono celarsi vendite illegali di cuccioli - dichiara Gianluca Felicetti, presidente della LAV - Firmando la nostra petizione, i cittadini potranno aiutarci concretamente a salvare la vita di migliaia di cuccioli”.

+ La petizione online della Lav

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