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Comunicato
stampa LAV 27 ottobre 2010
Il
traffico di cuccioli è finalmente reato.
Sanzioni penali efficaci per CHI introducE illegalmente cani e
gatti nel nostro Paese. ORA SI POTRA’ STRONCARE LA TRATTA
DALL’EST.
La LAV PROTAGONISTA DEL CAMBIAMENTO. inasprite anche le pene per
il maltrattamento di tutti gli animali
DOMANI ORE 11:00 CONFERENZA STAMPA-PRESENTAZIONE DELLA GUIDA
“COSA CAMBIA IN CINQUE PUNTI”.
La LAV
<http://www.lav.it/> festeggia il grande risultato della
Legge* approvata oggi in via definitiva dalla Camera dei
Deputati che dà un giro di vite contro trafficanti di cuccioli e
maltrattatori di animali. “Un mercato illegale da 300 milioni
di euro l’anno giocato sulla pelle dei quattro zampe e di ignare
famiglie, sviluppatosi finora anche con gravi rischi sanitari in
normali circuiti grazie a una rete di coperture, per la mancanza
di una normativa efficace di contrasto”, ha detto il
Presidente della LAV Gianluca Felicetti.
“Il nuovo reato, ottenuto grazie alla proposta presentata due
anni fa dal Ministro degli Esteri Frattini con il
Sottosegretario alla Salute Martini e il sostegno dei
parlamentari dell’Intergruppo animali, prevede la reclusione da
tre mesi a un anno e la contestuale multa da 3.000 a 15.000 euro
– ha detto Ilaria Innocenti, responsabile nazionale settore cani
e gatti della LAV – sarà quindi perseguito chiunque, al fine
di procurare a sé o ad altri un profitto, reiteratamente o
tramite attività organizzate, introduce, trasporta, cede o
riceve cani o gatti privi di sistemi di identificazione
individuale e delle necessarie certificazioni sanitarie e non
muniti, ove richiesto, di passaporto individuale. Un’aggravante
è prevista se i cani o i gatti introdotti illecitamente sono
cuccioli di età accertata inferiore a dodici settimane o
provengono da zone - come i Paesi dell’Est - sottoposte a misure
restrittive di polizia veterinaria per evitare la diffusione di
patologie come la rabbia”.
La nuova Legge codifica, inoltre, l’introduzione illecita di
animali da compagnia. Le condotte sanzionate, seppur analoghe a
quelle previste dal reato di traffico illecito, si differenziano
però da esso poiché poste in essere da soggetti che non hanno
approntato un’attività organizzata o reiterata. La pena prevista
è il pagamento di una sanzione amministrativa da 100 a 1000 euro
- ecco un’altra novità - per ogni animale privo di sistemi di
identificazione individuale, e da 500 a 1000 euro per ogni
animale introdotto nel territorio nazionale animali da compagnia
in violazione della legislazione vigente, assenza delle
necessarie certificazioni sanitarie e, ove richiesto, di
passaporto individuale
E non solo, la Legge prevede sanzioni amministrative accessorie
per il trasportatore o il titolare di un’azienda commerciale che
violino più volte l’articolo di introduzione illecita. Si va
dalla sospensione dell’esercizio dell’attività da uno a tre
mesi, fino alla revoca nei casi più gravi. Quando l’introduzione
illecita, sanzionata amministrativamente, viene commessa con un
veicolo immatricolato all’estero, la legge dispone
l’applicazione dell’articolo 207 del Codice della strada, ovvero
se il trasgressore non paga immediatamente la sanzione in misura
ridotta è disposto il fermo amministrativo del veicolo.
Aumentate anche le sanzioni previste nel Codice penale per i
reati di uccisione e maltrattamento di tutti gli animali. La
previsione della reclusione passa “da tre a diciotto mesi” a “da
quattro mesi a due anni” nel caso dell’uccisione, da “tre mesi a
un anno” a “da tre a diciotto mesi, la previsione della multa
passa invece “da 3000 a 15000 euro” a “da 5.000 a 30.000 euro ”.
Per festeggiare la legge ottenuta e presentare la Guida alla
nuova legge “Cosa cambia in cinque punti” domani
giovedì 28 ottobre dalle ore 11:00
presso il Margutta RistorArte (Via
Margutta 118, Roma) la
LAV indice una conferenza stampa alla presenza di parlamentari,
rappresentanti di Forze di Polizia e testimonial LAV, insieme a
Heidi e
Carlino, due dei cani dall’Est sequestrati in un’indagine
due anni fa, l’iniziativa che diede il via alla campagna
“Rompiamo le scatole ai trafficanti di cuccioli”.
Parteciperanno, fra gli altri, il Sottosegretario alla Salute
Francesca Martini e la Vicepresidente della Federazione
nazionale degli Ordini Veterinari Carlotta Bernasconi.
*“Legge di
ratifica ed esecuzione della Convezione europea per la
protezione degli animali da compagnia, fatta a Strasburgo il 13
novembre 1987, nonché norme di adeguamento dell’ordinamento
interno”
SEGUE: la Guida alla nuova legge “Cosa cambia in cinque punti”,
a cura della LAV
www.lav.it
<http://www.lav.it>
27 ottobre 2010
Ufficio Stampa LAV 06 4461325 – 339 1742586
www.lav.it
<http://www.lav.it> |
Comunicato stampa LAV 15 settembre 2010
ANIMALI: SENATO APPROVA DISEGNO DI LEGGE CONTRO IL TRAFFICO DEI
CUCCIOLI DALL’EST. INASPRITE ANCHE LE PENE PER IL MALTRATTAMENTO
DEGLI ANIMALI. ORA SUBITO IL TERZO E DEFINITIVO SI’ DELLA
CAMERA.
LAV: STRUMENTO DECISIVO PER STRONCARE UN MERCATO ILLEGALE DA 300
MLN DI EURO L’ANNO
Il traffico illecito di animali da compagnia in Italia
sta diventando finalmente un reato. Il Senato della
Repubblica ha approvato stasera il “Disegno di Legge
del Governo di ratifica ed esecuzione della Convezione
europea per la protezione degli animali da compagnia, fatta a
Strasburgo il 13 novembre 1987, nonché norme di adeguamento
dell’ordinamento interno” che introduce lo specifico
reato per arrestare la tratta dei cuccioli importati
clandestinamente ogni anno, a migliaia, dai Paesi dell’Est.
Il provvedimento, inoltre, inasprisce le pene relative al
maltrattamento degli animali e le previsioni d’intervento
nel Codice penale. Ora la Camera potrà trasformare il
testo in Legge in tre settimane, in tempo per fermare il
commercio fuorilegge prenatalizio.
“Si tratta di uno strumento decisivo per stroncare un mercato
illegale che ha per vittime inermi animali da compagnia in
tenera età, con un giro d’affari stimato di 300 milioni di euro
l’anno, ancora non adeguatamente punito a causa delle carenze
normative - dichiara Gianluca Felicetti, presidente della
LAV.
“Con questo provvedimento, fortemente voluto dalla LAV, che
lo scorso anno aveva indetto una petizione sottoscritta da
decine di migliaia di persone e ancora in questi giorni ha
registrato migliaia di adesioni via internet, per le quali
ringraziamo tutti i sostenitori, l’Italia si porrà
all’avanguardia in Europa nella repressione di un fenomeno
criminale realizzato sulla pelle degli animali”, conclude
Felicetti.
15.9.2010
Ufficio Stampa LAV 06 4461325 – 329 0398535
www.lav.it
<http://www.lav.it> |
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SEQUESTRATATI
25 CUCCIOLI RASPORTATI SENZA CIBO E ACQUA E PRIVI DI
DOCUMENTAZIONE SANITARIA E PASSAPORTO -
TRATTA DEI CUCCIOLI DALL'EST, UN BUSINESS DA 30 MILIONI DI EURO
-
Comunicato stampa LAV 24.05.2010
FERNETTI (TRIESTE):
SEQUESTRATATI 25 CUCCIOLI
TRASPORTATI
SENZA CIBO E ACQUA E PRIVI DI DOCUMENTAZIONE SANITARIA E
PASSAPORTO.
LA LAV: URGENTE L’APPPROVAZIONE DEL DISEGNO DI LEGGE CHE
PREVEDE PENE CERTE PER I TRAFFICANTI
Trasportati a bordo di un furgone senza cibo né acqua,
privi di documentazione sanitaria e del passaporto,
venticinque cuccioli sono stati scoperti e sottoposti a
sequestro sanitario dalla Polizia di Frontiera e dal
Corpo forestale regionale a Trieste. I cuccioli, molti
al di sotto dell'età per il trasporto e in cattive
condizioni igieniche e sanitarie provenivano
dall'Ungheria ed erano destinati - secondo gli
investigatori - al mercato clandestino italiano.
“Plaudiamo a questa operazione del Corpo Forestale di
Trieste che dimostra ancora una volta la drammaticità di
questo illegale traffico animali giovanissimi, sottratti
troppo presto alle madri e costretti a viaggiare in
condizioni tragiche anche per undici ore, privi di
controlli sanitari all’origine e della necessaria
documentazione di viaggio – dichiara Ilaria
Innocenti responsabile del Settore Cani e Gatti LAV
– Questo traffico deve essere fermato, ma i controlli
non bastano a reprimere l’illegalità se poi non c’è un
efficace sistema sanzionatorio per punire i trasgressori”.
La LAV chiede con urgenza al Senato di approvare il
Disegno di Legge del Governo che fornirà finalmente
idonei strumenti normativi per punire coloro che
introducono illegalmente cani e gatti nel nostro Paese,
mettendo a repentaglio anche la salute pubblica perché
introduco sul mercato italiano cuccioli sprovvisti di
vaccinazione antirabbica, esponendo altri animali e
l’uomo al contagio.
“Sempre di più le forze di polizia intervengono
contro il vergognoso traffico di cuccioli, giocato sulla
pelle degli animali e di ignare famiglie, che movimenta
circa 300 milioni di euro l’anno, ma fino a che non sarà
approvato definitivamente dal Senato il Disegno di Legge
del Governo n.1908 di ratifica della Convenzione
europea, non ci sono strumenti realmente efficaci e
duraturi di repressione – aggiunge Gianluca
Felicetti, presidente della LAV – da qui il
nostro appello al Senato affinchè approvi
definitivamente al più presto il Disegno di Legge”.
24.05.2010
Ufficio stampa LAV 06.4461325 –
www.lav.it
<http://www.lav.it/> |
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IL GIORNALE DI
VICENZA
Sabato 04 Aprile 2009 BASSANO Pagina 45
Brevi
BASSANO
LA TRATTA
DEI CUCCIOLI
DAI PAESI DELL’EST
La sezione bassanese
della Lega antivivisezione organizza per oggi e domani
dei tavoli informativi per chiedere una legge per
l’introduzione del reato di “traffico di animali da
compagnia”.
L’appuntamento, che era stato rimandato la settimana
scorsa a causa del maltempo, è in piazza Garibaldi.
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IL GAZZETTINO
Venerdì 27 Marzo 2009,
LAV
Raccolta di firme per una legge contro
il traffico di
animali
da compagnia
Bassano
(R.F.) La Lav vicentina scende in piazza per
chiedere una legge che introduca il reato di
traffico di
animali
da compagnia. L’associazione sarà presente anche in
città, precisamente domani, dalle 15 alle 19, in
piazzetta J. da Ponte, con una postazione
informativa dalla quale sensibilizzare i cittadini
sugli obiettivi della campagna attuata e più in
generale sull’adozione dei cani.
Da un lato, infatti, la Lav lancia una
sottoscrizione a sostegno di una petizione popolare
con la quale vuole proporre nuovi e severi
provvedimenti a tutela dei cuccioli, a livello
europeo, nazionale e locale. Gli
animali,
infatti, sono al centro di traffici clandestini, in
particolare dall’Est verso il nostro Paese. Un
fenomeno già noto contro il quale l’associazione
sollecita maggiori controlli e adeguate misure
legislative.
Dall’altro intende far passare ai cittadini
l’idea che sia preferibile l’adozione, tra l’altro
gratuita, di un cane ospite di un canile.
Dalla postazione, domani, sarà distribuito
materiale informativo per entrambe le azioni e,
volendo, si potranno acquistare le uova pasquali in
cambio di un contributo a sostegno della duplice
campagna.
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www.corriere.it – animali 20.11.08
la mobilitazione della Lav: «Servono leggi contro
questo squallido traffico»
Tratta dei cuccioli dall'Est,
un business da 300 milioni di euro
Arrivano a migliaia, illegalmente, dopo viaggi di 11
ore attraverso l'Europa. Ma metà di loro non
sopravvive
MILANO -
Si chiamano Gino, Nanà e Heidi e sono tre cagnolini
fortunati. Perchè? Semplicemente perché sono vivi. E
da qualche tempo sono affidati alle cure dei
volontari della Lega anti-vivisezione (Lav) che
presto troveranno loro anche delle famiglie che li
possano accogliere in casa. La stessa fortuna non
tocca però a decine di migliaia di cani e gatti nati
in veri e prorpi «cucciolifici» clandestini
collocati da qualche parte in Paesi dell'Est
europeo, strappati alla madre in tenerissima età e
costretti a 30/40 giorni di vita a subire lo stress
di un lungo viaggio attraverso l'Europa, rinchiusi
in scatole di cartone e gabbiette stipate nei
bagagliai delle auto o nel cassone di un furgone,
per essere poi messi in vendita in negozi o sulle
bancarelle di fiere e mercati in Italia, Francia,
Spagna e Belgio. Una sorte già di per sè triste che
però non tocca a tutti: si calcola infatti che circa
il 50 per cento dei piccoli clandestini muoia
durante il tragitto o subito dopo l'arrivo a
destinazione.
BUSINESS MILIONARIO -
La denuncia di questa vera e propria «tratta» arriva
dalla stessa Lav, che alla vigilia di una grande
mobilitazione a sostegno di nuovi interventi
legislativi contro questi viaggi della vergogna, ha
deciso di utilizzare Gino, Nanà e Heidi -
rispettivamente un Carlino, un Jack Russel e un West
Highland , tre bellissimi quattrozampe provenienti
dall'Ungheria e recuperati dagli agenti del Corpo
Forestale dello Stato - come testimonial di questa
nuova battaglia contro lo sfruttamento degli
animali. Uno sfruttamento alquanto redditizio stando
alle stime sul business delle importazioni che
parlano di un giro d'affari di circa 300 milioni di
euro. Come si arriva a queste cifre è presto detto:
un cucciolo straniero sui mercati occidentali
varrebbe assai poco, non essendoci molte garanzie
sulla qualità dei processi di allevamento, sulla
purezza della razza, sul rispetto delle procedure
igieniche e sanitarie. E' tuttavia sufficiente
qualche piccola contraffazione ai documenti per dare
immediatamente al cane o al gatto una «cittadinanza»
italiana, moltiplicandone così il valore anche di
venti volte.
CONTROLLI INSUFFICIENTI -
L'importazione dei cuccioli, secondo quanto
accertato in diverse occasioni dalle forze
dell'ordine (significativa
l'operazione «Black dog» condotta dal Nucleo di
Polizia tributaria di Bologna, che
ha portato alla luce il coinvolgimento di circa 70
mila animali introdotti illegalmente in Italia in un
arco di cinque anni) avviene sostanzialmente
sfruttando alcune falle nei sistemi di controllo e
contando su un'organizzazione capillare dei
trafficanti che coinvolge allevatori, trasportatori,
veterinari e negozianti. Proprio tra i commercianti
regolari è stato infatti accertato esservi molti dei
committenti di questi traffici.
I «CUCCIOLIFICI» -
La filiera ha inizio solitamente in qualche
abitazione di campagna, dove alcuni esemplari di
cane o di gatto vengono costretti a riprodursi a
ciclo praticamente continuo da allevamenti
cosiddetti amatoriali o a conduzione famigliare. Le
madri di queste cucciolate sono custodite
generalmente in spazi angusti, impossibilitate a
muoversi, alimentate a sufficienza giusto per
consentire loro di portare avanti le gravidanze.
Tutti i cuccioli vengono poi trasferiti a centri di
raccolta dove veterinari locali li visitano,
applicano loro il microchip e li dotano dei
documenti per il trasporto. Poi inizia il viaggio
vero e proprio, spesso a bordo di veicoli non
autorizzati, come appunto le auto o i piccoli
furgoni non attrezzati per la conduzione di animali.
E una volta in Italia sono pronti per essere
commercializzati.
DA «CLANDESTINO» A «ITALIANO» -
Qualcuno viene venduto come animale «straniero», a
prezzi molto concorrenziali rispetto agli animali
provenienti dagli allevamenti italiani che
rispettano i protocolli dell'Enci e che sono
soggetti a maggiori controlli; altri vengono invece
«naturalizzati» mediante la contraffazione dei
documenti e trasformati come d'incanto in cuccioli
di provenienza nostrana. Un passaggio in più che
comporta maggiori rischi dal punto di vista penale
ma anche maggiori possibilità di guadagno. Basti
pensare che, come riporta un dossier della Lav, «un
cane di razza di origine ungherese può essere
venduto a 200 euro; un cane della stessa razza di
origine italiana ha un valore sul mercato compreso
tra i 500 e i 1.500 euro». I negozianti, invece, li
acquistano ad un prezzo medio di circa 60 euro:
tutto il resto è dunque guadagno.
RISCHIO MALATTIE -
Non è però soltanto una questione di nazionalità.
Indipendentemente dalla provenienza e dalla purezza
della razza, che a volte viene accertata anche da
pedigree che come tutto il resto sono a loro volta
taroccati, lo stres fisico e psicologico a cui sono
sottoposti questi animali tolti alle madri prima
dell'avvenuto svezzamento, e l'impossibilità di
somministrare loro le adeguate vaccinazioni, fa sì
che questi acqusiti si rivelino in fin dei conti
anche dei pessimi affari: non è raro, infatti, che
essendo animali deboli sviluppino malattie quali
cimurro, endoparassitosi, micosi, parvovirosi e
rogna, come emerge anche dai resoconti della Fnovi,
la Federazione nazionale dell'ordine dei medici
veterinari italiani. Numerosi veterinari - fanno
notare i curatori del dossier - hanno espresso il
loro allarme per la ricomparsa di malattie che si
pensavano ormai sconfitte nel nostro Paese, come
appunto il cimurro o la rabbia, quest'ultima
pericolosa anche per l'uomo.Quanto alle razze, la
più soggette all'importazione clandestina sono il
carlino, lo shi-tsu, il West Higlands Terrier, il
Carlino, il Beagle. Ma solo perché sono tra le più
richieste: in realtà le cosiddette «Puppy Mills»
sono in grado all'occorrenza di sfornare cuccioli di
ogni tipo, per assecondare le mode e le richieste
del mercato. «Per fermare questo scempio - dice
Gianluca Felicetti, presidente della Lav - occorre
rafforzare le forze di polizia addette ai controlli
e fare in modo che vengano emessi ordinanze e
regolamenti comunali contro le mostre di animali e
il loro commercio amulante, dove possono facilmente
celarsi i cuccioli importati illegalmente». La
petizione della Lav, che sabato 29 e domenica 30
novembre sarà possibile firmare in centinaia di
piazze italiane, va proprio in questa direzione.
«Coloro che sono disosti a spendere del denaro per
acquistare un cane o un gatto - fa notare Ilaria
Innocenti, del settore cane e gatti dell'associazine
- potrebbero invece riflettere sull'utilità di
adottare, peraltro gratuitamente, un animale in un
canile».
Alessandro Sala
20 novembre 2008
www.lazampa.it
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NEWS |
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Lav: "Rompiamo le scatole ai
trafficanti di cuccioli" |
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ROBERTA MARESCI |
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ROMA
Gino (Carlino), Nanà (Jack Russell),
Heidi (West Highland) e la tratta
dei quattro zampe. Ovvero: l’odissea
di tre cuccioli di cane provenienti
dall’Ungheria, sopravvissuti al
mercato truffaldino e al viaggio di
11 ore o più, stipati su furgoni
bisunti. A loro è andata strabene. A
differenza di quel 50% che non porta
a casa la pelle, a causa del
trasporto e del viaggio. Con poca
acqua e scarso cibo. Qualche foglio
di giornale come giaciglio.
Infarciti di antibiotici ad ampio
spettro e spesso anche eccitanti,
somministrati in dosi massicce con
...(segue)
www.lav.it
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Lav: "Rompiamo le scatole
ai trafficanti di cuccioli" |
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Il 29 e 30 novembre in
piazza per la raccolta di
firme |
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ROBERTA MARESCI |
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ROMA
Gino (Carlino), Nanà (Jack
Russell), Heidi (West
Highland) e la tratta dei
quattro zampe. Ovvero:
l’odissea di tre cuccioli di
cane provenienti
dall’Ungheria, sopravvissuti
al mercato truffaldino e al
viaggio di 11 ore o più,
stipati su furgoni bisunti.
A loro è andata strabene. A
differenza di quel 50% che
non porta a casa la pelle, a
causa del trasporto e del
viaggio. Con poca acqua e
scarso cibo. Qualche foglio
di giornale come giaciglio.
Infarciti di antibiotici ad
ampio spettro e spesso anche
eccitanti, somministrati in
dosi massicce con
l’obiettivo di tenerli vispi
e in vita per farli sembrare
il ritratto della salute;
giusto il tempo per far
incassare ai trafficanti il
guadagno. Che passa per il
taroccamento di documenti,
con l’optional del pedigree
solo se si è disposti a
pagare ancora di più.
Perché un cucciolo straniero
è “merce” poco pregiata.
Discorso che cambia per Fido
o Micio made in Italy: un
esempio? Un cane di razza di
origine ungherese può essere
venduto a 200 euro. Un cane
della stessa razza di
origine italiana ha un
valore sul mercato compreso
tra 500 e 1500 euro. Il
passo al profitto è presto
fatto: un business da 300
milioni di euro l’anno. Che
coinvolge soprattutto le
razze schitzu, west highland,
carlini e bearle. Arrivano
principalmente
dall’Ungheria, Slovacchia,
Polonia, Romania, Repubblica
Ceca, importati da
ciarlatani. Che inventano di
sana pianta le informazioni
contenute nel passaporto
sanitario.
Secondo un sondaggio della
FNOVI (Federazione Nazionale
Ordine Medici Veterinari
Italiani), la documentazione
che viaggia con gli animali
è considerata corretta solo
nel 2% dei casi, verosimile
nel 13%. La maggior parte
(85%) degli animali da loro
visitati è identificata con
microchip, ma nell’80% dei
casi non c’è corrispondenza
con i dati registrati sul
passaporto. Come se non
bastasse quei furfanti li
strappano alle cure delle
loro madri, contravvenendo
anche alla normativa
comunitaria che prevede come
i cuccioli non possano
essere movimentati prima dei
tre mesi (data di
somministrazione del
vaccino) e 21 giorni,
periodo necessario a
sviluppare gli anticorpi. Ne
risulta che gli va alla
grande se giungono in Italia
malati.
Le patologie più riscontrate
nel cane sono cimurro (10%),
endoparassitosi (34%),
micosi (17%), parvovirosi
(23%) e rogna (16%). Nel
gatto, invece, sono spesso
diagnosticate:
endoparassitosi (29%),
infezione delle vie
respiratorie superiori
(38%), micosi (27%) e rogna
(6%), fonte FNOVI. La
dimensione di questo
traffico illegale di animali
è tanto più allarmante se
confrontato con i dati
relativi al commercio
“legale”: secondo i dati
diffusi dal Ministero della
Salute i cani e gatti
importati legalmente in
Italia nel 2006 sono stati
21.442, 26.397 nel 2007 e
dal gennaio all’aprile 2008
sono stati appena 951.
E voi? Volete dire BASTA a
questo commercio sporco di
cuccioli dall’Est? Vi
aspetta un fine settimana di
fuoco al fianco della Lavm
che vi invita a firmare la
petizione. Sabato 29 e
domenica 30 novembre, una
task force di centinaia
tavoli addobbati nelle
principali piazza italiane,
scenderà in strada anche
attraverso la campagna
«Rompigli le scatole!».
Per chiedere “interventi
legislativi nazionali ed
europei per fermare questo
squallido e pericoloso
traffico di cuccioli, il
rafforzamento delle forze di
polizia addette ai
controlli, nonché ordinanze
e regolamenti comunali
contro le mostre di animali
e il commercio ambulante di
animali, dove possono
celarsi vendite illegali di
cuccioli - dichiara Gianluca
Felicetti, presidente della
LAV - Firmando la nostra
petizione, i cittadini
potranno aiutarci
concretamente a salvare la
vita di migliaia di
cuccioli”. |
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La petizione online della
Lav |
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