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Comunicato
stampa LAV 19 settembre 2008
VIVISEZIONE, UNIVERSITA’
STRASBURGO SOPPRIME
14 MACACHI
LAV: PERSEGUIBILI ALTERNATIVE, DECISIONE TANTO PIU’ GRAVE
PER UNA SPECIE A RISCHIO IN NATURA.
DISAPPUNTO PER RITARDO COMMISSIONE UE SU PROPOSTE REVISIONE
DIRETTIVA E GRANDI PRIMATI
Pochi giorni fa, il 31 agosto, l’Università di Strasburgo ha
deciso di sopprimere 14 macachi (di età compresa tra i 9 e i
38 anni) del Centro Primatologico, nonostante fossero
perseguibili strade alternative all’uccisione. Le scimmie
sono state uccise all'insaputa dei ricercatori, degli
etologi e degli studenti, che per anni avevano lavorato con
loro, contravvenendo alle responsabilità morali che ha
l’Università di assicurare un futuro agli animali e
trattandoli come oggetti scomodi anziché adottare
comportamenti maggiormente responsabili e rispettosi. I
macachi di Tonkeana erano portatori del virus Herpes B,
dichiarato non rischioso per l’uomo. Questi animali hanno
subito una doppia violenza, dovendo sopportare dapprima anni
di isolamento, psicologico e fisico, e infine la non
necessaria soppressione.
“La scelta di sopprimere questi macachi è evidentemente
basata sul discutibile principio dello sfruttamento di
animali –
dichiara Michela Kuan, biologa e responsabile vivisezione
LAV -
Si ricorda la complessità
biologica e comportamentale delle scimmie, che si limita
però al mero valore materiale, ma alla prima difficoltà,
peraltro superabile, si sceglie di gettarli via
sopprimendoli. Fatto reso ancora più grave considerando che
la specie è dichiarata a rischio in natura.”
La LAV esprime disappunto, inoltre, per il ritardo della
pubblicazione da parte della Commissione UE delle sue
proposte per la revisione dell’ormai più che ventennale
Direttiva 86/609/CEE in materia di sperimentazione animale,
occasione importante e attesa per migliorare la protezione
di più di 12 milioni di animali utilizzati in Europa ogni
anno a questo scopo.
"La direttiva 86/609/CEE ha il potere di vita e di morte su
milioni di animali utilizzati nei laboratori europei. La sua
revisione è una necessità –
prosegue Kuan -
per far avanzare concretamente la ricerca verso alternative
etiche più affidabili e più umane, nell’interesse dei malati
e naturalmente degli animali”.
Altrettanto sconfortante la notizia del mancato via libera
della Commissione Europea al progetto messo a punto dal
Commissario all'Ambiente Stavros Dimas di vietare la
sperimentazione sui grandi Primati non umani, come scimpanzé
e gorilla, che hanno la capacità di soffrire più simile a
quella umana. Dimas continuerà sostenere il suo progetto di
normativa, ma al momento il testo è bloccato e non è stata
fissata la data per una nuova discussione.
“La Commissione UE non perda l’occasione di far fare un
salto di qualità alla ricerca, salvando i grandi Primati da
esperimenti tanto crudeli quanto inutili –
conclude Michela Kuan
– infatti la ‘somiglianza’ genetica tra questi animali e
l’uomo, è una grossolanità che poco ha a che fare con il
rigore scientifico”.
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Comunicato stampa LAV
18.09.2008
RICERCA:
SPERIMENTATA SU ANIMALI ENNESIMA TERAPIA
CHIRUGICO-ORTOPEDICA.
LAV:
TEST DOLOROSI E INUTILI.
STUDIO IN CORSO DA SEI ANNI E PROMESSE ILLUSORIE.
“La
ricerca medica diffonde l’ennesima promessa, che crea
aspettative e false speranze in chi confida nel progresso
scientifico, alimentando un business di interessi economici
fatto di pubblicazioni e medicinali che non superano la fase
di sperimentazione clinica sull’uomo”,
commenta Michela Kuan,
biologa responsabile LAV settore vivisezione,
alla notizia della ricerca condotta dal Policlinico Gemelli
di Roma che ha sperimentato su animali tre possibili tipi di
intervento chirurgico ortopedico per verificare lo sviluppo
di tessuto osseo a partire dall’impianto di cellule
modificate geneticamente, promettendo in un futuro prossimo,
applicazioni sull’uomo.Questa ricerca, condotta con
esperimenti estremamente dolorosi sugli animali, dura da più
di sei anni senza aver finora prodotto risultati validi, e
la sua applicazione sull’uomo viene rimandata di anno in
anno, allontanando, di fatto, il traguardo annunciato. “Oltre
alle implicazioni di tipo etico –
prosegue la Kuan
– dal punto di vista
scientifico è noto come fibre muscolari e apparato
scheletrico differiscano notevolmente tra l’uomo e le altre
specie, tra cui la formazione, degenerazione e densità
ossea, e le risposte immunitarie del tessuto”.
Senza dimenticare, inoltre, come le differenze nel codice
genetico tra le specie si riflettano in innegabili diversità
micro e macroscopiche che rendono i risultati della
sperimentazione su animali, inattendibili e fuorvianti per
l’uomo. Oggi la ricerca può contare su tecnologie avanzate
ed è possibile, con metodi che non utilizzino animali,
eseguire ricerche e test impensabili fino a pochi anni fa.
Le cellule staminali umane ottenute da cellule uovo non
fecondate, ad esempio, che proprio nel campo della
rigenerazione ossea hanno dato ottimi risultati. “Il
modello animale è ampiamente criticato negli ambienti
scientifici e moralmente condannato da sempre più parte
della società civile, ma nonostante questo continuano ad
essere finanziati, anche con soldi pubblici, progetti basati
su una scienza obsoleta e superata, escludendo, così, la
possibilità di un progresso etico nel vero rispetto del
valore della vita umana”,
conclude Michela Kuan.
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Comunicato stampa LAV 3 settembre
2008
CLONAZIONE
ANIMALI A SCOPO ALIMENTARE: RISOLUZIONE PARLAMENTO UE CHIEDE
DIVIETO
LAV: BENE,
COMMISSIONE UE E STATI MEMBRI SI OPPONGANO A QUESTO ORRORE.
RISPETTARE TRATTATO DI LISBONA
“Un atto
importante, saggio e atteso dopo i numerosi appelli, rivolti
anche dalla LAV, alle autorità UE e agli Stati Membri affinché
si oppongano con fermezza a qualsiasi ipotesi di
commercializzazione di carne, latte o altri prodotti derivati da
animali clonati, vietandone anche l’ allevamento e l’
importazione”. Con queste parole
il vicepresidente
della LAV Roberto Bennati commenta la notizia della
Risoluzione approvata oggi a larga maggioranza dal Parlamento UE
(622
voti favorevoli, 32 contrari e 25 astensioni), che invita la
Commissione UE a presentare proposte volte a vietare a scopi di
approvvigionamento alimentare la clonazione di animali,
l'allevamento di animali clonati o della loro progenie,
l’importazione e l'immissione in commercio di carne o prodotti
lattieri ottenuti da animali clonati o dalla loro progenie.
“Si
tratta di una materia
sulla quale esistono enormi criticità sia dal punto di vista
scientifico che etico:
tutte ottime ragioni per opporsi a un simile orrore –
prosegue Roberto Bennati
- Ricordiamo che ogni ipotesi in questo campo è contro lo
spirito del Trattato di Lisbona, il nuovo Trattato dell’UE
siglato il 13 dicembre 2007 e in vigore dal prossimo 1° gennaio,
che finalmente riconosce giuridicamente gli animali come esseri
senzienti e impegna l’UE e gli Stati Membri a tenere pienamente
conto delle esigenze del loro benessere, formulando e
migliorando le relative politiche.
Questo impegno non è una
semplice dichiarazione di principio, ma deve concretizzarsi in
ogni campo, anche in quello zootecnico e scientifico”.
Sul piano scientifico, inoltre, la LAV definisce allarmanti i
risultati resi noti in materia di clonazione animale:
sia quelli recenti dell’Efsa (“ogni 100 animali
clonati, 40 presentano problemi di salute, una percentuale che
può essere ancora superiore per i cuccioli di meno di sei
mesi”), che il precedente studio basato su
dati INFIGEN (una
delle multinazionali clonatrici) e su
studi di Atsuo Ogura del
National Institute of Infectious Diseases di Tokyo,
secondo cui il 75% degli embrioni animali clonati muore entro i
primi due mesi di gravidanza e il 25% nasce morto o con
deformità incompatibili con la vita; da 100 cellule di partenza,
mediamente una sola diverrà un animale “adulto e sano”.
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Comunicato stampa LAV venerdì 8 agosto 2008
VIVISEZIONE,
LA LAV OTTIENE I DATI 2006-2007 DA MINISTERO SALUTE:
ALLARMANTE AUMENTO DELLA SPERIMENTAZIONE PIÙ DOLOROSA SUGLI
ANIMALI (CANI, GATTI, PRIMATI NON UMANI, SENZA ANESTESIA,
DIDATTICA), IN CRESCITA STABILIMENTI CHE PRATICANO
VIVISEZIONE. IN TESTA: LOMBARDIA, LAZIO, VENETO, EMILIA
ROMAGNA, TOSCANA. DOSSIER LAV SU
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In aumento i numeri legati alla sperimentazione animale in
Italia nel biennio 2006-2007: lo rivela la LAV-Lega Anti
Vivisezione (www.lav.it),
sulla base dei dati ottenuti
nuovamente dal Ministero
della Salute, grazie ad una sentenza del TAR che
ha cancellato il segreto su questo tema. Un aumento
preoccupante e in controtendenza rispetto allo scenario
scientifico nazionale ed europeo sempre più rivolti alla
promozione di metodi sostitutivi all’impiego di animali, e
nonostante l’impegno scritto in tal senso nel programma
della precedente Coalizione del Governo.
Infatti le autorizzazioni per gli
esperimenti “in deroga”
- ovvero l’impiego di cani, gatti e primati non umani, o l’utilizzo
a fini didattici o il non ricorso ad anestesia
- sono passate
da una media di 128 per il
biennio 2004-2005 a
141 per il 2006-2007,
con in testa il Lazio
(ben 81), seguito da Veneto (38) e Toscana (37).
Per quanto
riguarda l’apertura di
nuovi stabilimenti utilizzatori, nel biennio
2006-2007, sono state rilasciate dal Ministero della Salute
60 autorizzazioni,
di cui nuovi effettivi risultano essere ben 18: una media di
circa 9 l’anno, quasi uno ogni mese e mezzo.
Salgono così a 599 in totale
gli stabulari in funzione in tutta Italia. In
testa sono Lombardia,
Emilia Romagna
e Lazio con un
numero di stabilimenti utilizzatori presenti sul territorio
regionale compreso tra 61 e i 133.
“E’ incredibile che vi sia un aumento del ricorso a test
invasivi e dolorosi e una crescita degli impianti
autorizzati alla vivisezione; cifre che contraddicono
l’andamento lievemente decrescente complessivo del numero
degli animali utilizzati negli ultimi dieci anni che arriva
comunque alla spaventosa cifra di oltre 900mila l’anno
- dichiara Michela Kuan,
biologa, responsabile LAV e autrice del Dossier di denuncia
disponibile su
www.lav.it
- Infatti, per legge,
questo tipo di sperimentazione in deroga dovrebbe costituire
l’eccezione e non la regola e inoltre, negli ultimi anni, la
ricerca per lo sviluppo di metodi alternativi alla
sperimentazione animale sta facendo molti passi in avanti e
gli sforzi a livello internazionale stanno dando buoni
frutti, rendendo l’uso degli animali anche sotto questo
aspetto una pratica sempre più obsoleta ed
ingiustificabile”.
“In Italia, invece, il principio per il quale il metodo
alternativo debba essere preferito all’impiego di animali
viene del tutto ignorato sia dall’utilizzatore di animali
che dal Ministero della Salute, peraltro in nuovo ritardo
sugli obblighi di pubblicazione in Gazzetta Ufficiale delle
statistiche, e dal servizio dell’Istituto Superiore di
Sanità
– conclude Michela Kuan
- una situazione che va
peraltro a tutto danno della ricerca biomedica italiana e
che speriamo possa essere presto cambiata. Il problema non
riguarda unicamente milioni di animali torturati per scopi
scientifici vani,
ma inevitabilmente anche i
milioni di malati che nella ricerca e nei farmaci ripongono
speranze di cura e di vita”.
Nel merito dei
test in deroga
autorizzati dal Ministero della Salute nel biennio
2006-2007, continuano a perpetrarsi anacronistici e
fallimentari studi relativi all’uso di
droghe, alcol e fumo,
che tolgono fondi per ricerche incruente:
perché il Ministro della
Salute continua ad autorizzarli?
Persiste poi il
“pentagono universitario”
Verona-Trieste-Parma-Ferrara-Roma che continua a
contraddistinguersi, negativamente, per l’utilizzo di
scimmie nelle
quali viene sondato il
cervello e dove
l’errore metodologico
risulta doppio vista la mancanza del linguaggio,
capacità indispensabile per comprendere le dinamiche
psichiche e avanzare una diagnosi.
Anche nella
didattica la
situazione si presenta tragica, eppure la legge in questo
caso è particolarmente restrittiva, autorizzando il ricorso
ad animali vivi
solo in caso di inderogabile necessità, quando sono già
disponibili sia in campo chirurgico che non, svariati metodi
che non prevedono l’uso di animali: nonostante ciò migliaia
di suini, ratti, topi, cavie, conigli e uccelli continuano
ad essere torturati.
Guardando al
prossimo futuro, la
Direttiva Europea 86/609,
che regolamenta la sperimentazione animale, sta
attraversando attualmente un processo di
revisione che
porterà alla proposta di
nuovo testo nei prossimi mesi da parte della Commissione di
Bruxelles.
Per cogliere la
possibilità di rendere
migliore la Direttiva, nell’ottica della
necessaria fuoriuscita dalla vivisezione,
la LAV in questi
mesi sta raccogliendo firme
su una petizione
(disponibile su
http://www.lav.it/index.php?id=963)
rivolta al Governo per chiedere:
·
un Decreto per rendere
obbligatorio l’impiego dei metodi alternativi disponibili;
·
un Decreto per vietare la
dissezione nelle scuole primarie e secondarie
·
il finanziamento della Legge
sull’obiezione di coscienza alla sperimentazione animale (L.
413/93) e per la riconversione dei laboratori che utilizzano
animali in laboratori che fanno ricorso a metodi alternativi.
La LAV auspica
che questa occasione non venga sprecata dal Ministero della
Salute nell’ottica di tutelare gli animali, i pazienti umani
e il progresso della scienza.
VIVISEZIONE REGIONE PER REGIONE
Uso consentito citando la fonte: elaborazione LAV su dati
Ministero della Salute 2006-2007
-
Piemonte: sono 27
gli stabilimenti utilizzatori di animali, solo nel biennio
2006- 2007 le richieste di esperimenti condotti senza
anestesia arrivano a 13, le specie utilizzate comprendono
anche cani e primati non umani, utilizzati in studi
altamente invasivi come quelli di tossicologia.
-
Liguria: sono 17
gli stabilimenti utilizzatori, in particolare continuano ad
essere finanziati progetti che prevedono l’uso di
animali da
inviare nello spazio, come la recente
collaborazione tra l’Istituto Nazionale per la Ricerca sul
Cancro e l’Agenzia spaziale Italiana, sebbene gli studi
finora condotti mostrino come le cavie geneticamente
modificate, inserite in contenitori metallici poco più
grandi del corpo dell’animale, soffrano di gravi patologie
quali obesità e diabete e siano praticamente incapaci di
muoversi.
-
Lombardia: è in
vetta nella classifica “nera” della sperimentazione,
infatti, sono ben 133 gli stabilimenti utilizzatori di
animali presenti sul territorio regionale, con 27
autorizzazioni in deroga e 3 nuovi stabulari. Confermata la
sperimentazione all’Università degli Studi di Insubria,
sebbene i responsabili dell’Ateneo avessero affermato mesi
fa il contrario e ad aggravare i dati già di per sé
allarmanti, la presenza di sperimentazioni anche su cani e
scimmie.
-
Veneto:
sono 39 gli stabilimenti utilizzatori di animali; nel
biennio 2006-2007 le richieste di esperimenti
condotti senza anestesia arrivano a 38, spiccano l’uso di
primati per ambiti altamente invasivi come le neuroscienze e
studi di
indubbia inutilità e valenza scientifica come
il comportamento sessuale e la depressione umana.
-
Friuli Venezia Giulia:
nel 2007 arrivano a 16 gli stabilimenti utilizzatori di
animali; in aumento gli studi con molluschi sulle biotossine,
nonostante siano ampiamente disponibili metodi alternativi
all’uso di animali, dimostratisi più attendibili e utili per
la salute umana.
-
Emilia Romagna:
sono 99 gli stabilimenti utilizzatori di animali, seconda
solo alla Lombardia. Nel biennio 2006- 2007 le richieste di
esperimenti condotti senza anestesia arrivano a 33, le
specie utilizzate comprendono anche primati non umani
utilizzati in studi altamente invasivi come quelli nell’area
delle neuroscienze. Si distingue, negativamente,
l’Università di Bologna
per i suoi esperimenti su
cavalli, fatto per
cui la LAV ha presentato una
diffida contro il Responsabile dell'Unità di Ricerca del
Dipartimento Clinico Veterinario dell'Università degli Studi
di Bologna, e un’istanza di affidamento di tre cavalli, come
previsto dalle norme in vigore (per maggiori informazioni
http://www.comune.bologna.it/iperbole/lavbologna/):
vicenda sulla quale l’associazione rinnova la sua richiesta.
-
Toscana: al
quarto posto nella classifica “nera” del numero di
stabilimenti presenti sul
territorio regionale con ben 55
stabulari e seconda solo al Lazio per l’uso di animali vivi
nella didattica. Sono 37 le autorizzazioni per esperimenti
in deroga, comprese quelle per i gatti, anche per ricerche
molto invasive quali neuroscienze e tossicità. In aumento
anche l’uso di pesci per i test di tossicità. Il quadro
complessivo allarmante è in netto contrasto con la neonata
associazione istituzionale Ancesa per i test alternativi,
con sede a Pisa,
-
Marche:
arrivano a 24 gli stabilimenti utilizzatori di
animali nel 2007.
-
Umbria:
sono 6 gli stabilimenti utilizzatori di animali con un
numero alto, in proporzione, di deroghe autorizzate: ben 16.
-
Abruzzo:
17 gli stabilimenti utilizzatori di animali, di cui due nati
solo nell’ultimo biennio.
-
Campania:
il numero di stabilimenti utilizzatori di animali ammonta a
29; spiccano esperimenti sul dolore e di neuroscienze
condotti senza anestesia.
-
Puglia:
ben 13 gli stabilimenti utilizzatori di animali presenti,
tra i tanti esperimenti spiccano quelli che prevedono l’uso
di cani e le ricerche su vaccini con animali sebbene siano
disponibili metodi sostitutivi efficaci basati su biologia
molecolare, modelli informatici e produzione
in vitro.
-
Sicilia:
arrivano a 29 gli stabilimenti utilizzatori di animali sul
territorio regionale siciliano, di cui 2 nati solo
nell’ultimo biennio (2006-2007). Tra i tanti esperimenti,
spiccano quelli sul dolore condotti senza anestesia e quelli
in campo didattico con tecniche di chirurgia mini-invasiva
su maiali vivi, sebbene siano disponibili metodi alternativi
dimostratisi utili nel passaggio all’uomo, come simulatori
virtuali, manichini e nuove tecniche di perfusione.
-
Sardegna:
prima nella classifica “nera” per l’apertura di nuovi
stabulari, infatti solo nel biennio 2006-2007 sono stati
autorizzati 3 nuovi stabilimenti utilizzatori di animali,
arrivando così ad un totale di 23. Tra gli esperimenti più
invasivi e assurdi spiccano quelli condotti sull’astinenza
da droghe e alcol e di neuroscienze condotti senza
anestesia, la cui non trasferibilità dei dati e differenze
nell’insorgenza di eventuali dipendenze nell’uomo è
evidente.
-
Lazio:
al vertice della lista “nera” della sperimentazione animale
per il numero di autorizzazioni (81 in soli 2 anni) per
specie, esperimenti condotti senza anestesia e didattica con
animali vivi, nonché terza per il numero di stabulari
presenti sul territorio regionale. Il Lazio deve questo
gravoso primato soprattutto al C.N.R e all’Istituto
Superiore di Sanità, tristemente noti per esperimenti di
modificazione genetica di animali, l’uso di scimmie ed
esperimenti didattici con maiali.
ALLEGATO:
Dossier LAV “La
Vivisezione in Italia 2006-2007”
(disponibile anche su
www.lav.it)
-
Uso
consentito citando la fonte: elaborazione LAV su dati
Ministero della Salute 2006-2007-
© Copyright LAV
Roma,
8 agosto 2008
Ufficio Stampa LAV 06 4461325 – 339 1742586
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Replica LAV articolo intitolato "Nella clinica del topo
mutante",
pubblicato sul numero di Panorama
del 3 luglio c.m
Alla c.a.
Chiara Palmerini
e p.c.
Maurizio Belpietro Direttore “Panorama”
via posta elettronica
Roma, 15
luglio 2008
Gentile
Chiara Palmerini,
abbiamo
seguito negli anni i suoi articoli relativi alla ricerca
medica e alla sperimentazione dei farmaci (2001-2007),
notando, con piacere, la sua posizione critica nei
confronti della sperimentazione animale, non in merito
alla scelta etica, ma esponendo valide argomentazioni
scientifiche e svolgendo un importante lavoro di
divulgazione riportando l’importanza dello sviluppo di
metodi alternativi alla sperimentazione animale per
compiere passi avanti nella ricerca per l’uomo. Le
scrivo in relazione al suo articolo intitolato “Nella
clinica del topo mutante”, pubblicato sul numero di
Panorama del 3 luglio c.m., rispetto al quale, in
considerazione anche del suo dimostrato interesse e
competenza verso l’argomento, e in qualità di
responsabile del settore Vivisezione della LAV, vorrei
chiarire alcuni punti nella nostra posizione, sperando
di sollevare riflessioni su studi che solo
apparentemente sono utili ma che nascondono
pubblicazioni rapide e facili finanziamenti. “L’uomo non
è un ratto di 70 chili,” come diceva Thomas Hartung,
professore di tossicologia all’Università di Costanza e
direttore scientifico dell’ECVAM (European Centre for
the Validation of alternative methods). La falsa
sicurezza che spesso danno i test su cavie ha fatto si
che la storia della farmaceutica sia costellata di
tragedie, provocate da medicinali innocui per gli
animali da laboratorio, ma dannosi per l’uomo e
viceversa. Tralasciando le motivazioni etiche che vedono
lo sfruttamento di esseri senzienti e la totale
deprivazione di ogni stimolo etologico ed ambientale,
intendiamo sottolineare come la sperimentazione animale,
che ricorre all’uso dei muridi, si avvalga della
vicinanza genica tra le specie uomo e topo pari
all’85-95%, ma non specifica che già la differenza
intra-specifica genetica nell’uomo è dello 0.1% con
espressioni macroscopiche evidenti (differenze quali
colore di capelli, pelle, occhi, altezza etc..) e
molteplici differenze microscopiche. Tanto che farmaci
identici hanno effetti diversificati su individui di
aree geografiche diverse o con abitudini diverse etc.
Gli animali da laboratorio, inoltre, sono esseri viventi
privati di normali simbiosi con micro-organismi con i
quali si sono evoluti, isolati da suoni, odori, con
dinamiche comportamentali artificiali e mutanti, per cui
i dati ottenuti da ricerche su di essi non sono
attendibili nemmeno per i loro con specifici. Le
malattie complesse che affliggono la nostra specie non
sono riconducibili ad un solo gene ma sono il prodotto
di controlli multifattoriali e reazioni a catene
interconnesse. I grandi passi avanti nella cura di
malattie quali il cancro, l’AIDS e malattie genetiche
sono da imputare a studi epidemiologici e clinici. Nello
specifico dell’articolo di cui sopra sono citare le
malattie che hanno usato come modello di studio i topi
geneticamente modificati, con risultati utili per la
ricerca. tra le quali l’osteogenesi ed anomalie
cardiorespiratorie e metaboliche. Le pubblicazioni a
riguardo, però, citano solo esperimenti predittivi a
livello intra-specifico e non ci sono dati riferiti alla
specie umana.( PMID: 12457328/ PMID:
15781897). Al momento attuale vi sono molte
importanti scoperte mediche che non vengono accettate
perché non possono essere “provate” da esperimenti
animali, benché siano solidamente basate sull’evidenza
clinica. Un esempio è la scoperta che un basso livello
di radiazione su di un padre o una madre può causare la
leucemia nei discendenti, anche se la radiazione avviene
prima del concepimento. Questa scoperta non è confermata
da esperimenti animali. Poiché gli animali da
laboratorio danno i risultati più svariati, si può
dimostrare o confermare qualsiasi ipotesi si desideri.
Come Lei ben sa, quindi, la sperimentazione animale non
è un male necessario ma un errore del passato da cui
imparare, per assumere la coscienza che ogni specie è
diversa dall’altra fisiologicamente ed anatomicamente,
per cui qualsiasi sostanza verrà assorbita,
metabolizzata ed eliminata differentemente. Le
manipolazioni genetiche su animali creano false speranze
che alimentano un business di interessi economici fatto
di pubblicazioni e medicinali inutili.
Certa della
sua attenzione, resto a sua disposizione per ogni
eventuale chiarimento, e Le porgo i miei più
Cordiali
saluti.
Michela Kuan
Biologa,
responsabile LAV settore vivisezione
Barbara Paladini
Ufficio stampa LAV
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Comunicato stampa LAV
17.7.2008
ESTATE, LAV: PER PROTEGGERE LA VOSTRA PELLE SCEGLIETE
SOLARI NON TESTATI SU ANIMALI: PENSATE ANCHE ALLA LORO
PELLE! DISPONIBILE SU
WWW.LAV.IT LA NUOVA “GUIDA AL NON TESTATO SU ANIMALI”
Per l’estate
2008 la LAV invita a orientare i nostri consumi verso
prodotti solari non testati
su animali, scegliendo così di salvaguardare la
propria pelle e quella degli animali. Anche i solari, come
tutti cosmetici, possono essere sperimentati su animali.
Ogni anno, infatti, migliaia di animali muoiono sfigurati,
bruciati e intossicati a causa dei test, nonostante siano
già disponibili circa 10.000
sostanze utilizzabili dall’industria cosmetica
per formulare i propri prodotti e nonostante la possibilità
di utilizzare efficaci e non cruenti
metodi alternativi.
“Acquistare prodotti non testati su animali è una scelta
etica ed una garanzia in più per la pelle di adulti e
bambini - dichiara
Michela Kuan, responsabile LAV settore Vivisezione
– Per orientarsi nella scelta, sul sito internet della LAV (
http://www.lav.it/index.php?id=715)
è possibile consultare la
nuova “Guida
al non testato”, aggiornata con le nuove adesioni di aziende
cosmetiche, tra le quali alcune che hanno in catalogo una
linea di solari, già aggiornati con i nuovi filtri
fotostabili.”
Il 2009 sarà
un anno cruciale per la sorte degli animali utilizzati a
fini sperimentali: entrerà in vigore il bando per la maggior
parte dei test su animali nella produzione e
commercializzazione di cosmetici. Per il divieto totale
dell’uso di animali in questa area di applicazione bisognerà
aspettare il 2013.
In attesa di
questa data, si può scegliere consapevolmente attraverso la
nuova “Guida
al non testato” della LAV (http://www.lav.it/index.php?id=715).
Le aziende
inserite nella Guida
hanno aderito allo Standard Internazionale
“Non Testato su Animali”:
si tratta dell’unico disciplinare riconosciuto a livello
internazionale in grado di indicare ai consumatori le
aziende produttrici di
cosmetici che hanno deciso di
non contribuire alla
sperimentazione animale, impegnandosi a
non commissionare e a non
effettuare test su animali sul proprio prodotto e sulle
materie prime che lo compongono. Lo Standard
Internazionale “Non
testato su animali” è un'iniziativa unitaria
delle 50 più importanti associazioni antivivisezioniste e
animaliste nel mondo. La
LAV, che lo gestisce in Italia, ha stilato un
accordo con ICEA, Istituto per la Certificazione Etica e
Ambientale: unico ente riconosciuto per garantire la
conformità delle aziende ai principi dello Standard. La
sottoscrizione di un’azienda allo Standard impegna la stessa
a non effettuare né commissionare test su animali per i suoi
prodotti e materie prime a partire da una data precisa. Se
tutte le aziende sottoscrivessero lo Standard,
automaticamente cesserebbero i test cosmetici su animali
poiché tutte le aziende utilizzerebbero le materie prime già
esistenti per formulare i propri prodotti.
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COMUNICATO
15/02/07
VIVISEZIONE:
RICHIESTA URGENTE di RISPOSTA dalla COMMISSIONE EUROPEA
Antidote Europe e
Equivita, Comitato Scientifico, interpellano la Commissione
Europea sui test di tossicologia che verranno effettuati per
l’applicazione del regolamento REACH, varato il 13 dicembre
scorso. Il regolamento REACH, piuttosto che promuovere l’uso degli
attuali moderni metodi scientifici di sperimentazione, propone
ancora l’uso dei test su animali (le cui risposte sono valide
per l’uomo quanto un “testa o croce”). Antidote Europe (Francia), e
Equivita (Italia), illustrano l’estrema necessità di metodi
affidabili come la tossicogenomica, già utilizzata negli Stati Uniti
da svariati anni. Lo stesso Centro Comune di Ricerca (JRC, Joint
Research Centre) della Commissione Europea, ad Ispra, si è dotato di
un centro di tossicogenomica. La tossicogenomica -
che osserva il modo in cui una sostanza altera le funzioni dei
geni nella cellula umana - fornisce risultati validi per
l’uomo ed è metodo anche di gran lunga più economico e più rapido
rispetto ai test su animali oggi richiesti. E’ per noi
incomprensibile che la Commissione continui a pretendere test su
animali quando questi sono oggi ovunque messi in discussione per lo
scarso valore scientifico, e sono stati definiti, anche in una
intervista su “Nature” (10/11/05), “cattiva scienza”
da Thomas Hartung, direttore di ricerca proprio nel JRC. Hartung
aveva aggiunto nella stessa intervista che REACH sarebbe stato, con
la sostituzione dei metodi di sperimentazione animale, una
opportunità per la tossicologia di diventare “infine scienza
rispettabile”. In allegato, la lettera inviata da Antidote
Europe e Equivita al presidente della Commissione Europea Josè
Manuel Barroso, di cui riportiamo l’ultimo paragrafo: “Se, come è
scritto in REACH, “la strategia dell’Unione Europea di promuovere
metodi sostitutivi alla sperimentazione animale costituisce una
priorità, e la Commissione deve garantire il rispetto di tale
statuto” il Vostro compito è di dimostrare che non si tratta di
semplici parole. Le possibilità tecniche attuali permettono di
sostituire gli arcaici test su animali con metodi realmente
scientifici, affidabili e, per giunta, assai più rapidi e meno
costosi. Dei circa 1.700.000 decessi per cancro che si verificano
annualmente in Europa, si è calcolato che circa un milione (più di
2.740 al giorno) sono dovuti all’inquinamento chimico, il quale è
anche causa della forte incidenza di malattie neurologiche, di
sterilità ecc..
Un numero crescente di studi testimonia il ruolo delle sostanze
chimiche di sintesi in queste patologie e questi decessi. Il
ritardo nella corretta valutazione tossicologica delle 100,000
sostanze chimiche oggi esistenti nel nostro ambiente fa in modo che
ogni giorno vi siano nuove vittime.”
Antidote e Equivita hanno chiesto al Presidente Barroso
di poter avere con lui un incontro tempestivo per potergli fornire
la documentazione necessaria.
Comitato Scientifico EQUIVITA
Tel. +39.06.3220720, +39.335.8444949
email: equivita@equivita.it,
www.equivita.org
Per leggere i nostri comunicati:
http://www.equivita.it/comunicatistampa.htm
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Comunicato
2/03/07
Comitato
Scientifico EQUIVITA,
Animalisti Italiani
Movimento ecologico Nazionale UNA
La
comunità scientifica si avvia
verso la fine
della sperimentazione animale.
Si è concluso
questa mattina a Roma, alle ore 13:00, il seminario organizzato dal
CNR insieme a CIRCE (Innovation Relay Centre) in
collaborazione con Federchimica. Non vi era l’esultanza che
per noi meritava il titolo del seminario. Non vi era neppure, salvo
che nel Prof. Luigi Campanella, l’espressione di una forte volontà
di segnare un taglio con il passato. Eppure il seminario del CNR,
cui hanno partecipato svariati illustri rappresentanti del più
importante Istituto di Ricerca Italiano, dal titolo “REACH:
metodi alternativi di valutazione chimica della tossicità in
prodotti industriali ai fini del superamento dei test su animali”
ci ha dato ampia soddisfazione per i suoi contenuti ed ha segnato un
momento importante per la storia del CNR.
Forse il timore di una smentita troppo forte delle teorie fino ad
oggi largamente sostenute ha prodotto una certa moderazione nei
discorsi dei relatori … ma tutte le notizie che essi hanno dato
indicano che vi sarà una pronta sostituzione dei metodi di
valutazione di tossicità basati su animali. I metodi scientifici
oggi già disponibili sono di svariata natura: chimici, biologici,
sensoristici (che usano i biosensori), genetici, metabonomici (che
studiano le modificazioni del metabolismo). Essi forniscono
risposte assai precise in tempi molto rapidi e con costi spesso
bassissimi rispetto alla sperimentazione animale. Essi consentono
risultati straordinari soprattutto quando si integrano l’uno con
l’altro creando coesione tra le varie branche della scienza. La
sperimentazione animale (è stato detto da tutti i relatori)
viene messa in discussione ogni giorno di più per la sua poca
affidabilità scientifica Vi è un grande fermento nei laboratori
di ricerca per ottenere l’approvazione dall’ECVAM, che attualmente
ha 171 metodi in validazione. Moltissimi altri metodi
verranno presentati nei prossimi mesi ed il lavoro ferve per
consentire alle industrie di mettere in atto il regolamento REACH.
Thomas Hartung, direttore dell’ECVAM (European Center for the
Validation of Alternative Methods) ha chiuso il suo intervento
citando Victor Hugo: “Niente è più forte di un’idea per cui il
tempo giusto è arrivato”.
Comitato
Scientifico EQUIVITA
Tel. +39.06.3220720, +39.335.8444949
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Di Dacia Maraini Corriere della Sera 06/12/2005
pag 42
"Il dolore degli animali e la misteriosa indifferenza degli esseri
umani" Cos'e' che ci rende cosi' insensibili al
dolore animale? Eppure ormai sappiamo, perche' ce l'hanno detto
tanti scienziati, che gli uomini hanno quasi tutto in comune con gli
animali, cominciando dalla capacita' di soffrire, di amare, di
capire. Gli animali hanno memoria, gli animali conoscono
l'affezione, la tenerezza, la protezione verso i piu' deboli, la
solidarieta' di specie, ma anche l'odio, il sentimento di vendetta,
la frustrazione, la paura, l'aggressivita', l'invidia, il coraggio e
cosi' via. Di tutto questo e' composta un'anima nel senso antico
della parola. Eppure continuiamo a comportarci come se fossero fatti
di materia insensibile, come se la loro sopravvivenza fosse
proporzionale solo alla nostra utilita'. Carne da macello, carne da
tavola, carne da sperimentazione, carne da scambio. Carne e solo
carne. Siamo capaci di tenerezze verso il gattino di casa che
riempiamo di coccole, probabilmente viziandolo e rendendolo
nevrotico. Ma quando si tratta di animali non domestici, di animali
nel mondo, non riusciamo a vederli come esseri viventi, che come
noi, hanno diritto a nascere e crescere su questo pianeta. Animali
da esperimento: ecco una delle violenze piu' nascoste e taciute.
L'idea di fondo e' che il sacrificio di topi, babbuini, cani,
conigli, criceti, sia necessario al progresso della medicina.
Nessuno si ferma a riflettere sulle sofferenze, insistite, vere e
proprie torture che noi procuriamo ai piccoli animali da
sperimentazione. Spesso assolutamente inutili, se non proprio
dannosi, come dimostrano i casi del Lipobay e del Vioxx ritirati
precipitosamente dal mercato. L'uso disinvolto della sperimentazione
animale, come spiega Pietro Croce in un libro tutto dedicato alla
vivisezione e come ribadiscono gli amici di Equivita, porta malattie
e morte. Gli animali sono simili agli uomini ma sono anche diversi
di fronte ai farmaci. Troppe volte si sono presi per buoni i
risultati di esperimenti fatti sui ratti, alliti poi miseramente
sull'uomo. Per esempio i 30.000 giapponesi accecati dal clioquinol
nel 1978. O i bambini nati focomelici per l'uso del talinomide,
testato sui criceti e considerato sicuro, tanto da sconsigliarlo
alle gestanti negli anni 60. "Pochi leggono il Bollettino di
informazione sui farmaci del Ministero della Sanita'", scrive Croce.
"Il numero dell'8 agosto 1983 ci informa che dal 1972 al giugno 1983
e' stata revocata la registrazione (cioe' vietata la vendita) di
22.621 confezioni di specialita' medicinali, che, per lo stesso
fatto di essere messe in vendita, avevano superato l'esame imposto
dalla legge, della sperimentazione sull'animale. Un altro comunicato
informa che le cose stanno cambiando, in peggio: dal 1984 al
dicembre del 1987 gli effetti collaterali (solo quelli segnalati)
procurati dai farmaci, sono stati 14.836, con 112 morti. Quanti anni
ci vogliono per accorgersi che un farmaco e' dannoso e quanti
morti"? Gli antivivisezionisti insistono che non si tratta di pieta'
verso la sofferenza animale, probabilmente per non essere accusati
di facile sentimentalismo. Per me invece ì, e non mi vergogno a
dirlo, la pieta' e' un elemento determinante: non credo che si possa
ottenere niente di buono dalla tortura e dalla morte procurata,
anche se si tratta di animali. La vista, in questi giorni, di
milioni di poveri pennuti chiusi nei sacchi della spazzatura
starnazzanti e sepolti vivi sotto terra, mi sembra una cosa
orribile, che fa disonore all'uomo. "Ma quali alternative?" chiedono
a gran voce coloro che hanno fiducia cieca nella sperimentazione
animale. Le alternative ci sono e stanno in una
ricerca alternativa "genetica, fatte di colture in vitro, con metodi
statistico-epidemiologici, simulazioni al computer". Stiamo tutti
pagando questa lunga crudelta' verso gli animali che si vendicano,
senza neanche saperlo, portando nuove e terribili malattie.
Se volete commentarlo o leggerlo sul blog:
http://okara.blogspirit.com/archive/2005/12/06/il-dolore-degli-animali-e-la-misteriosa-indifferenza-degli-e.html
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Giappone. Topi sterili divenuti papa' grazie alle staminali
del 26 dicembre 2003
Maschi di topolino sterili
sono diventati papa' di cuccioli sani dopo un trapianto di
staminali della linea capostipite degli spermatozoi.
Le staminali erano state prelevate da topi sani e congelate, e'
scritto sulla rivista Human Reproduction, ma
l'esperimento condotto da Takashi Shinohara dell'universita'
di Kyoto ha richiesto anni di prove prima di questo successo.
Gli scienziati sperano comunque che cio' possa rappresentare un
passo avanti nella cura di certi tipi di sterilita' maschile, in
particolare di quelli in cui delle disfunzioni impediscono la
produzione di spermatozoi sani.
Ma non e' tutto, infatti secondo gli scienziati mettendo a punto
una tecnica analoga sull'uomo si potrebbe anche aiutare quegli
individui che si devono sottoporre a terapie contro il cancro,
cicli di cure che possono danneggiare la riserva di cellule che
nei testicoli permette di produrre spermatozoi. In questo caso,
infatti, le cellule capostipiti degli spermatozoi potrebbero
essere rimosse prima della terapia e congelate. Poi rimesse nei
testicoli alla fine della terapia. Di questa tecnica potrebbero
giovare soprattutto quegli uomini che non hanno uno sperma di
buona qualita'. In questi casi, infatti, le procedure
tradizionali, che consistono nel congelamento dello sperma e poi
al momento dell'uso del 'decongelamento' per riportarlo alla
temperatura fisiologica, potrebbero danneggiarlo al punto da
renderlo non piu' utile per la fecondazione.
Pero' tutte queste applicazioni non sono dietro l'angolo. Per ora
ci sono solo i primi risultati sui roditori. Per la precisione,
fa notare Shinohara, solo un topo adulto su 9 e' divenuto papa'
con un normale accoppiamento dopo il trapianto e i primi
tentativi risalgono al 1998. Il numero sale, 4 su 8, quando i
topolini trapiantati erano giovani. In questi infatti, precisa
lo scienziato, dopo il trapianto lo sperma e' prodotto piu' in
fretta e in maggior quantita'. I motivi di cio', comunque, sono
tuttora ignoti.
Insomma, molti i nodi tecnici da sciogliere prima di passare ad
analoghi esperimenti sull'uomo.
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