SCHEDA DI APPROFONDIMENTO

 

VIVISEZIONE

 

REVISIONE DELLA DIRETTIVA 86/609 - UTILIZZO DI ANIMALI A FINI SPERIMENTALI

GIORNATE NAZIONALI PER LA RICERCA SENZA USO DI ANIMALI 23/03/2007

IL 24 E 25 MARZO 2007 LA LAV IN 350 PIAZZE D’ITALIA 28/12/2007

LAV-CATANIA: “UNA SCELTA CHIARA DI CIVILTA’ E CONSAPEVOLEZZA SCIENTIFICA” 01/12/2003

 

 

 

Comunicato stampa LAV 23 marzo 2007

 

GIORNATE NAZIONALI PER LA RICERCA SENZA USO DI ANIMALI: DOMANI E DOMENICA 25 MARZO LA LAV IN 350 PIAZZE D’ITALIA CON IL SOSTEGNO DI DECINE DI RICERCATORI ED ESPERTI. CONFERENZA STAMPA DOMANI A ROMA (ORE 11, PIAZZA DEL POPOLO).

 Sabato 24 e domenica 25 marzo Giornate nazionali per la ricerca senza uso di animali: in 350 piazze d’Italia i cittadini potranno firmare la petizione della LAV a sostegno della proposta di “Piano Nazionale per i Metodi Alternativi” in applicazione del Programma di Governo e in vista della revisione dell’ormai ventennale Direttiva Europea UE 86/609 sulla sperimentazione animale, recepita in Italia nel 1992 con il Decreto Legislativo 116. I cittadini potranno ricevere materiale informativo sul tema, firmare la petizione e sostenere questa campagna scegliendo l’uovo di Pasqua della LAV, in cambio di un contributo minimo di 10 euro. Per maggiori informazioni: tel. 06.4461325, www.lav.it. I dettagli della campagna saranno presentati domani 24 marzo a Roma (ore 11, piazza del Popolo lato via del Corso) nel corso di una conferenza stampa (disponibile un nuovo filmato e materiale informativo).

 Molte decine i ricercatori e altri operatori della comunità scientifica che sostengono questa campagna, tra questi: Annalaura Stammati (Istituto Superiore di Sanità), Chiara Scanarotti (Dipertimento di Medicina Sperimentale dell'Università di Genova), Gianni Tamino (docente di biologia all’Università di Padova), Stefano Cagno (psichiatra, dirigente medico ospedaliero), Gerardo Catapano (Dipartimento di Ingegneria chimica e dei Materiali dell’Università della Calabria), Massimo Buscema (Direttore del Centro di Ricerca in Scienze della Comunicazione Semeion di Roma), i numerosi ricercatori aderenti a IPAM, la Piattaforma Italiana per i Metodi Alternativi (www.ipamitalia.it). Ricercatori ed esperti da ogni zona d’Italia, con diverse competenze: dall'impiego di colture cellulari, di organi e tessuti artificiali, a modelli informatici per la simulazione di sistemi complessi, tutti concordi sulla discutibilità dell'uso di animali nella ricerca e sul fatto che i metodi “non animali” sono metodi rigorosi e scientifici, che subiscono un lungo processo di validazione che invece l'uso di animali a fini di ricerca non ha mai subito. 

Il loro appello, che si unisce a quello della LAV da trent’anni impegnata in questo settore, è che le istituzioni italiane dovrebbero impegnarsi maggiormente per rafforzare i finanziamenti e la diffusione di metodi sostitutivi all’uso di animali, con il vantaggio di essere oltre che efficaci, anche più economici e pratici dell'uso di animali. Un obiettivo condiviso anche dal Sottosegretario alla Salute Gian Paolo Patta che ieri ha ricevuto dalla LAV la proposta di “Il Piano Nazionale per i Metodi Alternativi” e ha sollecitato un immediato confronto tra Ministero della Salute, LAV e comunità scientifica su tali proposte in vista della revisione della direttiva UE.

 “Oggi i metodi sostitutivi sono inseriti in legislazioni internazionali e impiegati in campi sempre più numerosi nonostante chi, da sempre, sostenga che "non sia possibile fare a meno di usare animali": dal test di gravidanza che oggi si esegue a casa, allo studio della tossicità di sostanze chimiche, sempre più si fanno strada metodi avanzati ed efficaci e sempre più l'uso di animali è criticato negli ambienti di ricerca - dichiara Roberta Bartocci, biologa e responsabile nazionale LAV settore vivisezione - Questa è la prova inequivocabile che si tratta della via giusta da seguire: le istituzioni nazionale e europee, in vista della revisione della direttiva UE sulla sperimentazione animale, non perdano l’occasione di dare il massimo sostegno alla ricerca condotta con metodi sostitutivi".

 Clicca qui per conoscere tutte le piazze d’Italia dove trovare la LAV sabato e domenica 25 marzo.

 Roma, 23 marzo 2007

Ufficio stampa LAV ONLUS tel. 06.4461325 - 339.1742586  - 329.0398535   www.lav.it

  

SPERIMENTAZIONE ANIMALE, REVISIONE DELLA DIRETTIVA UE: IL 24 E 25 MARZO LA LAV IN 350 PIAZZE D’ITALIA PER CHIEDERE A GOVERNO E COMUNITA’ SCIENTIFICA DI SOSTENERE L’USO E LO SVILUPPO DI METODI SOSTITUTIVI AGLI ANIMALI. LE PROPOSTE DELLA LAV PER UNA RICERCA EFFICACE E PER SALVARE SUBITO 350.000 ANIMALI.

Sabato 24 e domenica 25 marzo la LAV sarà presente in 350 piazze d’Italia per invitare i cittadini a firmare la petizione con la quale si chiede al Governo l’impegno a garantire l’uso e lo sviluppo dei metodi sostitutivi all’impiego di animali a fini sperimentali nell’Unione Europea, in vista della proposta di modifica della Direttiva UE 86/609 che la Commissione UE emanerà a breve, ovvero la normativa che regola la sperimentazione animale nell’Unione Europea, recepita in Italia nel 1992 con il Decreto Legislativo 116. La stima approssimata degli animali che verrebbero subito risparmiati se venissero accolte le proposte della LAV (di seguito indicate nel dettaglio), è di almeno 43.000 animali per l’Italia, a fronte degli oltre 900.000 animali utilizzati ogni anno in esperimenti, e di circa 300.000 per l’Unione Europea (a fronte dei 10,7 milioni di animali utilizzati nel 2002, ultimo dato fornito dalla Commissione UE, dai 15 Stati Membri). Soprattutto, si getterebbero le basi per una progressiva ma totale sostituzione dell’uso di animali a fini sperimentali.

Il 24 e 25 marzo, inoltre, i cittadini potranno ricevere materiale informativo sul tema e sostenere questa campagna scegliendo l’uovo di Pasqua della LAV, in cambio di un contributo minimo di 10 euro. Per maggiori informazioni o per sapere dove trovare i tavoli informativi della LAV: tel. 06.4461325  www.lav.it 

Le richieste della LAV per l’Italia comprendono proposte come il finanziamento della Legge 413/93 (Obiezione di coscienza alla sperimentazione animale) nella legge finanziaria e l’attuazione del Piano per i metodi alternativi” proposto dall’Associazione per rendere operativo l’impegno del programma elettorale del Governo (Per il bene dell’Italia, pag.153), che prevede la progressiva abolizione della sperimentazione animale: la LAV chiede due decreti di immediata attuazione per rendere obbligatorio l’impiego di metodi alternativi disponibili e per vietare la dissezione di animali nelle scuole primarie e secondarie, promuovendo il ricorso a esercitazioni che non facciano uso di animali. Inoltre il Piano prevede: 1) l’istituzione di un organo interministeriale con il compito di rendere operativo il Piano di attuazione dei metodi alternativi, istituendo un registro ufficiale aggiornato dei metodi disponibili; 2) la creazione di una commissione di controllo sull'implementazione del Decreto Legislativo 116/92 costituita anche da esperti in materia di metodi alternativi; 3) la destinazione del 30% dei finanziamenti pubblici per la ricerca biomedica, alla riconversione di laboratori che usano animali, in laboratori che impiegano metodi sostitutivi; 4) l'istituzione di bandi, assegni di ricerca, la collaborazione con enti quali Farmindustria; 5) il patrocinio di progetti formativi e informativi per la diffusione della cultura dei metodi alternativi in scuole secondarie e università.

Le richieste della LAV per l’UE prevedono: impegni concreti per la diffusione dei metodi alternativi nell’ottica di una progressiva e completa sostituzione degli animali, attraverso finanziamenti e politiche adeguate; il bando dell’impiego di qualsiasi specie animale usata per scopi didattici, per esperimenti su sostanze d’abuso ed esperimenti bellici, per testare prodotti per la detergenza domestica, per esperimenti in xenotrapianti.

I metodi sperimentali che non fanno ricorso ad animali sono scientificamente validi, quindi efficaci e sicuri, rappresentano una realtà da finanziare e sviluppare e sono già impiegati in alcuni campi:

·        il 70% della ricerca biomedica è condotta con metodi non animali (fonte: Istituto Superiore di Sanità).

·        Non si usano più animali per i seguenti esperimenti: test di gravidanza, test per la verifica della contaminazione batterica di farmaci, produzione di anticorpi (usati in diagnosi e ricerca), molti casi di verifiche igienico-sanitarie su alimenti (estrogeni, tossine algali), alcuni test di tossicità su sostanze chimiche (assorbimento cutaneo, mutagenesi e genotossicità, fototossicità, embriotossicità), produzione di insulina, produzione di acido ialuronico (ingrediente in formulazioni cosmetiche e farmaceutiche) e altre sostanze, crash test di automobili.

·        Qualificate riviste scientifiche, come il British Medical Journal nel 2004 e Nature nel 2005, hanno dimostrato che la messa a punto di farmaci e terapie utili è possibile grazie agli studi clinici su volontari e non alla ricerca su animali.

“La sperimentazione animale è, ancora oggi ed erroneamente, considerata un male necessario: in realtà si basa sull’errore metodologico di poter estrapolare i risultati ottenuti dagli esperimenti su animali non umani agli umani, nonostante le rilevanti differenze biologiche di specie. Questo comporta, nel caso della sperimentazione dei farmaci che per legge richiede test su animali e poi test sull’uomo, che nel passaggio dagli uni agli altri, 4 molecole su 5 vengono cestinate a causa degli effetti avversi osservati sull’uomo e non rilevati sugli animali, con spreco di denaro e soprattutto di tempo utile per salvare i malati - dichiara Roberta Bartocci, responsabile nazionale LAV settore vivisezione - La Direttiva UE 86/609, ormai ventenne, non è più attuale sotto molti aspetti, così come il nostro Decreto Legislativo 116/92, non tenendo conto dei cambiamenti scientifici e tecnologici degli ultimi anni, come la regolamentazione dell’impiego di animali geneticamente modificati, oggi utilizzati di routine e che nell’attuale formulazione non sono neppure presi in considerazione. I metodi sostitutivi all’uso di animali oggi applicati in alcuni campi, garantiscono efficacia e sicurezza: le istituzioni e gli organi di ricerca hanno il dovere di utilizzarli e di garantirne lo sviluppo”. 

28 dicembre 2006

Ufficio stampa LAV tel. 06.4461325 - 339.1742586 www.lav.it

 

SPERIMENTAZIONE ANIMALE: IL CONSIGLIO COMUNALE DI CATANIA APPROVA ALL’UNANIMITA’ UN ORDINE DEL GIORNO CHE INVITA IL SINDACO AD INCENTIVARE E FINANZIARE L’USO DI METODI ALTERNATIVI DI RICERCA.

LAV-CATANIA: “UNA SCELTA CHIARA DI CIVILTA’ E CONSAPEVOLEZZA SCIENTIFICA”.

 

Il Consiglio Comunale di Catania ha approvato all’unanimità (solo due astenuti) un Ordine del Giorno che impegna il Sindaco ad incentivare e finanziare metodi alternativi di ricerca che non facciano uso di animali, ed a promuovere presso l’Università, anche all’interno del futuro Polo Medico Biologico, una struttura avanzata ed innovativa che studi e realizzi nuovi metodi di ricerca “di alta qualità rispetto alla tradizionale e, sotto certi aspetti, antiquata ed inutile sperimentazione”.

 

L’Ordine del Giorno, presentato in aula dal Consigliere Rosario D’Agata è stato “fatto proprio”, attraverso un’indicazione positiva prima della votazione, anche dalla Giunta Comunale rappresentata in aula dall’Assessore, e medico chirurgo, Orazio D’Antoni, ed era stato stilato dalla LAV di Catania con lo scopo di far applicare negli Istituti Universitari il Decreto legislativo del 27 gennaio 1992 n.116, (che all’articolo 4 comma 1 recita “Gli esperimenti sugli animali possono essere eseguiti soltanto quando, per ottenere il risultato ricercato, non sia possibile utilizzare altro metodo scientificamente valido, ragionevolmente e praticamente applicabile, che non implichi l’impiego di animali”) e la legge n.413 del 12 ottobre 1993 che permette a medici, ricercatori, studenti universitari, infermieri, assistenti, ecc., di dichiararsi obiettori di coscienza alla sperimentazione sugli animali e dunque obbliga l’Università a dare loro gli strumenti di ricerca alternativi all’uso degli animali.

 

“Questo impegno rappresenta una scelta di coscienza e di rigore scientifico – dichiara Alfio Lisi della LAV di Catania – e rispecchia una sempre più diffusa attenzione della società, e dei giovani in particolare, per il rispetto e i diritti di ogni essere vivente. Solo in Italia, infatti, ogni anno vengono utilizzati circa un milioni di animali”.

 

“L’Ordine del Giorno votato dal Consiglio Comunale catanese – prosegue Roberta Bartocci, del settore Vivisezione della LAV – si inserisce perfettamente nello scenario nazionale in cui il 76% delle Facoltà Scientifiche per fini didattici preferisce l’uso di avanzati ed “etici” metodi alternativi, piuttosto che impiegare animali. Auspichiamo che la via intrapresa per il “Progetto per la realizzazione del Polo Medico Biologico (Torre Biologica) del Centro Universitario di S.Sofia”, che sorgerà all’interno della cittadella Universitaria, sia di esempio per tutti gli altri atenei italiani non ancora in linea con quanto previsto dalla legge”.

 

1 ottobre 2003

Ufficio Stampa LAV Nazionale 06.4461325 - 3391742586

LAV Catania 095.7152270                www.infolav.org

 
 

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