CAVALLI E PALIO

 
 
Doping ai cavalli Si indaga sulle corse

Cento indagati per i cavalli dopati

ANIMALI: SEQUESTRATI 11.10.2007

PALIO DI BUTI (PISA)22.01.2007

EQUINEWS LAV
PALIO DI SIENA parte 2
PALIO DI SIENA parte 1
PALIO DI SIENA


 

 
 

Il Giornale di vicenza

INCHIESTA. Accusati in 97 in tutta Italia

Doping ai cavalli Si indaga sulle corse

Diego Neri

Opera nel Vicentino l’azienda che avrebbe importato sostanze vietate per drogare gli ANIMALI e renderli più competitive

Sabato 15 Maggio 2010

 CRONACA,         pagina 19

Erano regolari le corse con i cavalli drogati? I carabinieri dei Nas stanno cercando le prove per dimostrare che i risultati delle gare alle quali partecipavano i cavalli dopati sono stati alterati dalle sostanze. Una circostanza, questa, destinata a creare scompiglio nel mondo delle scommesse, ma sulla quale è necessario procedere con i piedi di piombo.
I carabinieri del Nas di Bologna hanno concluso l’operazione “Febbre da cavallo”, al termine della quale hanno denunciato 97 persone accusate di aver costituito un’associazione per delinquere finalizzata a ricettazione, maltrattamento di
ANIMALI, esercizio abusivo della professione sanitaria, falso, violazione delle leggi sul doping e sugli stupefacenti, e all’evasione fiscale perché i proventi non venivano contabilizzati.
Fra i promotori, secondo l’accusa, c’erano due vicentini: Alessandro Cavazzani, 60 anni, e la convivente Micaela Cazzola, 57, amministratori della “
Hip sas” di Molvena. La società si sarebbe servita della copertura di distribuzione di prodotti zootecnici per importare dall’estero sostanze dopanti. Sequestrate 2 mila fiale, per un valore di circa 400 mila euro. Gli ANIMALI venivano dopati per essere più competitivi durante le gare.
Fra gli indagati, anche veterinari come Francesco Alessandrini di Ascoli, Marco Astrologo di Roma, Alessandro Illuzzi di Latina, Paolo Palloni di Fermo, Cristiano Pasquini di Roma, Mirko Baldini di Ravenna, Pierluigi Capodagli di Bologna, Franco Marazzini di Feltre, Alfondo Montagna di Piove di Sacco e Gioacchino Ventura de L’Aquila. E farmacisti, come Paola e Claudio Inturri di Siracusa e Pierfrancesco Macchi di Pisa. E poi il dirigente del servizio veterinario dell’Ulss di Pisa Sandro Emilio Abbatista; Vincenzo Vittorio di Padova, dipendente del Centro medico equini; Dario Quarneti di Ascoli, ispettore antidoping dell’Unire; i driver Matias Heikki Ahokas, Jonathan Benfenati, Giorgio Cassani, Andrea Castrichella, Vito de Nunzio, Massimo Esposito, Martino Martinelli, Luca Seganti. Infine, nei guai i padovani Paolo e Pietro Bezzecchi, Bertilla Caronella, Michele Favaron, Salvatorangelo Licheri e Angelo Severin.

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L’INCHIESTA. I clamorosi sviluppi di un’indagine su scala nazionale condotta dai Nas di Bologna. Denunciata una coppia di vicentini

Cento indagati per i cavalli dopati

Diego Neri

Inquisiti oltre ai proprietari degli ANIMALI, anche veterinari e driver «La base della banda era in una ditta di Molvena»

 Venerdì 14 Maggio 2010

 CRONACA,     pagina 18

Un’inchiesta contro il doping nel mondo delle corse dei cavalli destinata a fare molto rumore, perché coinvolge a vario titolo professionisti, allevatori, titolari di aziende e di scuderie, medici veterinari e farmacisti, e anche un ispettore antidoping dell’Unione nazionale per l’incremento della razza equina. E l’operazione dei carabinieri del Nas di Bologna, guidati dal capitano Simonetti, ha visto per fulcro il Vicentino, dove aveva sede una società che importava e distribuiva, secondo l’accusa, sostanze dopanti e vietate a decine di persone. Un centinaio gli indagati.
L’INCHIESTA. L’indagine era scattata nei mesi scorsi per far luce sull’uso di sostanze illecite in tutta l’Unione europea: si tratta di farmaci veterinari, che non sarebbero somministrati per esigenze mediche dei cavalli da corsa, ma solo per migliorare le prestazioni degli equini coinvolti in competizioni, fra l’altro molto seguite in tutta Italia, che richiamano migliaia di appassionati.
LA SOCIETÀ. I carabinieri hanno individuato una ditta del Vicentino, la “Hip sas” che ha sede a Molvena in via Mazzarina. Secondo gli inquirenti, la ditta che distribuisce prodotti zootecnici (mangimi, foraggi e integratori) e altro materiale per
ANIMALI, in realtà operava come importatore illegale delle sostanze dopanti per i cavalli, che arrivavano in Italia dalla Svizzera, dalla Francia, dagli Usa, dall’Olanda, dall’Inghilterra ma soprattutto da Malta. Per questo un ruolo chiave nell’organizzazione criminale, secondo i carabinieri, ce lo avevano i due amministratori: Alessandro Cavazzani, 60 anni, e la convivente Micaela Cazzola, 58, entrambi residenti in città. Erano stati perquisiti qualche mese fa proprio dai Nas con la collaborazione dei colleghi della compagnia di Bassano, guidati dal capitano Lacerenza.
LE ACCUSE. La procura bolognese contesta al centinaio di indagati l’associazione per delinquere finalizzata alla ricettazione, alla violazione della legge sul doping e di quella sugli stupefacenti, alla truffa, al falso, al maltrattamenti di
ANIMALI e infine all’esercizio abusivo della professione veterinaria. Ancora, alcuni indagati devono rispondere di frode in competizioni sportive. In base alla ricostruzione dei militari, Cavazzani e Cazzola cedevano le sostanze dopanti a mediatori, allevatori, allenatori di cavalli, driver ma anche a veterinari compiacenti. Tutti poi indagati.
IL SEQUESTRO. Nel corso delle perquisizioni, compiute anche negli ultimi giorni, i militari hanno sequestrato oltre 2 mila fiale di farmaci vietati, che hanno un valore sul mercato di quasi 400 mila euro. Una cifra tale da far ipotizzare che il relativo indotto fosse ben più considerevole.
I VETERINARI. Uno degli aspetti più inquietanti dell’indagine è quello che ad agire da complici della banda fossero parecchi medici, veterinari o farmacisti, che preparavano ricette ad hoc, oppure che fingevano che le ricette fossero in regola per ostacolare le indagini e per attestare che quei farmaci erano a posto.
INDAGINE NAZIONALE. L’operazione ha coinvolto decine di città italiane: dall’Emilia Romagna, da dove è partita, alla Toscana, al Veneto, al Lazio, alla Sicilia. Nella nostra regione sarebbero una decina di indagati, oltre ai due vicentini che si difendono dalle accuse. Fra l’altro, sono coinvolti anche parecchi driver, alcuni fra i quali professionisti, che avrebbero fatto dopare i loro cavalli o non si sarebbero comunque opposti all’utilizzo di sostanze vietate dai regolamenti. Resta da chiarire anche la posizione di alcuni dipendenti pubblici toscani e di mediatori nel settore dei cavalli.

LAV: CONNESSIONI TRA MONDO DELL’IPPICA E CRIMINALITA’ ORGANIZZATA SEMPRE PIU’ EVIDENTI. “TRUFFE E CORSE CLANDESTINE FRUTTANO 1 MILIARDO DI EURO L’ANNO, NECESSARI CONTROLLI SISTEMATICI SU IPPODROMI, SOCIETA’ E SCUDERIE”.

 La notizia del sequestro di cinque cavalli appartenenti al clan Santapaola e impiegati in concorsi ippici nazionali, conferma un interesse delle organizzazioni criminali per il mondo dell'ippica che mette in pericolo la legalità nel settore delle corse dei cavalli e delle relative scommesse” – commenta Ciro Troiano, responsabile dell'Osservatorio Nazionale Zoomafia della LAV, plaudendo alla brillante operazione “Arcangelo”, della Dia di Catania, che ha portato al sequestro dei cinque cavalli da corsa “purosangue”, tra Roma e la Sicilia, la cui proprietà sarebbe riconducibile ai Santapaola.

Il mondo degli ippodromi è spesso ricettacolo delle più varie illegalità. aggiunge Troiano –  Non è un segreto che molti boss della camorra napoletana o della mafia siciliana abbiano la passione per i cavalli e le corse. Nel nostro Paese, ogni anno e mezzo circa, vi è una grande inchiesta che coinvolge l’ippica, con denunce, perquisizioni, arresti e sequestri.

 Secondo le stime dell'Osservatorio Nazionale Zoomafia della LAV, infatti, le truffe nel mondo dell'ippica e le corse clandestine di cavalli, organizzate da clan e gruppi malavitosi su circuiti abusivi o direttamente su strade, fruttano un business da 1 miliardo di Euro l'anno. Strettamente connesso a questo business è il traffico di anabolizzanti e di altre sostanze dopanti che spesso è controllato dalla criminalità organizzata. Sempre più numerosi i reati "connessi" con le gare ippiche: nel 2006 sono stati accertati i reati di detenzione, spaccio e uso di sostanze dopanti, ricettazione, associazione per delinquere, maltrattamento di animali, gioco d'azzardo, abusivismo edilizio, truffa, scommesse clandestine, frode sportiva, danneggiamento aggravato.

  “Ma sono ben pochi i cambiamenti reali nel mondo dell’ippica. prosegue Troiano Chiediamo quindi a Prefetti e forze dell’ordine di intensificare la vigilanza negli ippodromi, utilizzando anche strumenti investigativi finora ignorati, o quasi, come le verifiche di natura fiscale e finanziaria sui proprietari di cavalli da competizione, su società e scuderie, che costituiscono un mondo a sé da osservare con attenzione, dentro il quale spesso vengono commesse vere nefandezze”.

 Un’analisi sistematica permetterebbe di ricostruire eventuali movimenti finanziari sospetti e scoprire investimenti illeciti. Del resto i dati analizzati dall’Osservatorio Nazionale Zoomafia della LAV non lasciano dubbi sulla pericolosità del fenomeno: solo nel 2006 per quanto riguarda la criminalità negli ippodromi e nelle corse di cavalli sono state denunciate 237 persone, 53 sono state arrestate e 170 identificate, 143 cavalli sequestrati, 7 corse interrotte, un ippodromo e 3 maneggi sequestrati, oltre a 10mila confezioni di farmaci e sostanze vietate usate per dopare i cavalli.

 Due dei cavalli sequestrati, di proprietà di Vincenzo Santapaola, arrestato a Messina, sono stati trovati all’ippodromo “Capannelle” di Roma, mentre gli altri sono stati sequestrati a Catania e Floridia (SR) dove, in occasione del “Gran premio ippico Ascensione 2004”, i Carabinieri denunciarono ben 4 proprietari di scuderie più un fantino coinvolti nel reato di associazione mafiosa e sottoposti a misure di prevenzione.

Uno dei cinque cavalli sequestrati, inoltre, sarebbe stato montato dal fantino Lanfranco 'Frankie' Dettori, estraneo all’inchiesta, vincendo l'edizione 2005 del Premio di Sicilia, corso all'ippodromo Mediterraneo di Siracusa.

 11.10.2007

Ufficio stampa LAV 06.4461325 – 329.0398535                                               www.lav.it

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PALIO DI BUTI (PISA): ENNESIMO INCIDENTE MORTALE PER UN CAVALLO. LA LAV ANNUNCIA UNA DENUNCIA PER MALTRATTAMENTI E SOLLECITA L’INIZIATIVA LEGISLATIVA ASSICURATA DAL SOTTOSEGRETARIO ALLA SALUTE PATTA.

La LAV annuncia una denuncia per maltrattamenti, ai sensi dell’art. 544 ter del C.P. con l’aggravante della morte, nei confronti di coloro che saranno individuati come responsabili della morte del cavallo Guffanti della Pievania e del ferimento di Board Themes (della contrada San Nicolao), avvenuti durante il recente Palio di Buti (Pisa).

La LAV ha chiesto anche di accertare le eventuali omissioni da parte di Sindaco e Servizi Veterinari della Asl, deputati per legge al controllo del rispetto delle norme di protezione e di benessere degli animali. 

Questo episodio segue di pochi anni un analogo incidente, avvenuto a Buti durante la corsa del 2004, che causò anche in quell’occasione la morte di un cavallo e il ferimento di un altro. Ancora una volta, quindi, un Palio funestato dalla morte, che potremmo definire “annunciata”, di un cavallo. Anche quest’anno, infatti, la LAV attraverso la sua sede di Pontedera (Pisa), aveva rivolto numerosi appelli al Sindaco e agli organizzatori, segnalando come il tracciato della corsa fosse inadatto a una gara di velocità, a causa delle curve troppo strette e del fondo costituito da uno strato di terra troppo sottile.  

La LAV chiede l’approvazione di una legge che vieti definitivamente le gare di Palio, riconoscendo gli equini come animali d’affezione: “se il Ministero della Salute avesse emanato l’iniziativa legislativa in tempi rapidi, annunciata dal Sottosegretario Gian Paolo Patta in aula alla Camera dei Deputati, lo scorso 12 ottobre in risposta a un’interrogazione parlamentare – dichiara Gianluca Felicetti, presidente della LAV – probabilmente oggi non piangeremmo l’ennesima vittima di un Palio, la cui morte è resa ancor più assurda dal fatto che la corsa di Buti è intitolata a S.Antonio Abate, protettore degli animali”.

22.01.2007

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1) PERICOLO ANNULLAMENTO P.D.L. LAV PER GLI EQUINI 

Dobbiamo purtroppo riferire che la Commissione Agricoltura della Camera, la quale ha condotto nei mesi scorsi un lungo lavoro di esame delle quattro proposte di legge presentate, ha licenziato un Testo Unificato che ignora completamente il nostro disegno legislativo. E' un fatto gravissimo poiché dimostra come gli interessi corporativi di chi sfrutta i cavalli e gli altri equini siano prevalsi su quelli etici miranti a conferire agli stessi uno status giuridico più adeguato al ruolo sociale che rivestono e precise disposizioni a loro salvaguardia e benessere. Tale testo, elaborato dal relatore On.le Luigi Borrelli, ha escluso il principio fondamentale (da noi sostenuto insieme a tantissimi cittadini) del loro riconoscimento quali animali d'affezione ed il conseguente divieto di macellazione. Ha invece inserito, cambiando la terminologia originaria, la tutela e la promozione delle razze equine e di quelle attività umane basate sul loro utilizzo; cosa ben diversa dal concetto di tutela degli stessi in quanto esseri senzienti portatori di inalienabili diritti individuali. Venendo incontro alle esigenze degli allevatori, ha altresì previsto la possibilità di separare i puledri dalle madri a soli quattro mesi di vita, ossia quando sono ancora completamente dipendenti; una crudeltà inaccettabile che consideriamo un vero e proprio maltrattamento. Sono poi stati stralciati quegli articoli che stabiliscono una serie di norme concernenti la detenzione degli equini (divieto di stabulazione in posta, in recinti privi di riparo, con pastoie agli arti, etc.), nonché l'istituzione dell'Anagrafe Equina e la partecipazione delle associazioni animaliste nell'attuazione della legge. In queste settimane stiamo contattando tutti i membri della Commissione Agricoltura della Camera, anche per ottenere un' audizione finora negata sia a noi che all'intero settore veterinario, per cui Vi invitiamo alla massima mobilitazione diffondendo il più possibile questo appello e scrivendo all' On.le Luigi Borrelli (e-mail: BORRELLI_L@CAMERA.IT) per chiedere di modificare il Testo Unificato sulla tutela e valorizzazione degli equini affinché: - sia introdotto il loro riconoscimento quali animali d'affezione ed il divieto di macellazione; - sia eliminata la possibilità di separare i puledri di soli 4 mesi dalle madri e sia aumentato il limite di età a non meno di 7-8 mesi; - siano stabilite norme atte a garantire condizioni di benessere agli equini in ordine alla loro custodia e cura; - siano previsti l'istituzione dell'Anagrafe Equina e l'importante ruolo delle associazioni animaliste nella gestione della legge stessa.  

2) APPELLO PER DUE CAVALLI RUBATI A FIRENZE 

Divulghiamo un disperato appello pervenutoci da Firenze, dove nella notte tra il 12 e il 13 gennaio sono stati rubati due cavalli presso il Centro Ippico "La Baita" (zona Piagge-Brozzi). Inutili sono risultate, purtroppo, tutte le ricerche condotte nelle ore e nei giorni successivi al furto. Le vittime di questo orrendo crimine, entrambe di 7-8 anni, sono: un castrone baio, S.I., alto ca. m. 1,65, con criniera folta portata sui due lati e zoppo al posteriore sinistro, non ferrato (foto n. 1); una femmina anglo-araba, morella, con tre balzane e stella in fronte, alta ca. m. 1,65, ferrata (foto n. 2). Inutile descrivere il dolore e l'angoscia di coloro i quali amano questi cavalli, per cui chiunque avesse notizie utili a ritrovarli - sperando che siano ancora vivi - è pregato di comunicarcele. 

3) PULEDRA RUBATA SALVATA DAI CARABINIERI 

A Milano, invece, il furto di una puledra di nome Giulietta è stato sventato dai Carabinieri del nucleo operativo di Rho. I militari, nel corso di un posto di blocco, avevano notato un giovane alla guida di un furgone Ducati che stava fuggendo verso Milano; dopo un lungo inseguimento, però, lo stesso è stato bloccato ed arrestato. Si tratta di un nomade di 15 anni il quale dovrà rispondere dell'accusa di furto aggravato continuato. Giulietta, che era molto spaventata, è stata restituita ai suoi proprietari ed almeno lei è stata fortunata grazie ai Carabinieri intervenuti che meritano tutta la nostra stima e gratitudine. 

4) CARNEVALE DI IVREA: MORTA UNA CAVALLA 

Un'altra vita è stata sacrificata sull'anacronistico altare della tradizione, stupida e ingiustificabile. E' accaduto ad Ivrea (TO) in occasione di una delle manifestazioni in programma per il carnevale cittadino. Una cavalla si è accasciata al suolo durante la sfilata dei carri che la settimana seguente dovevano prendere parte alla "battaglia delle arance", famosa in tutto il mondo per la sua carica di spettacolarità e di violenza. Basti pensare che ogni anno il lancio di agrumi, che simboleggia una battaglia combattuta nel medioevo, produce numerosi feriti e contusi tra gli "aranceri" e persino tra i turisti. Ma tornando alla morte del povero animale, è stato detto che tra le ipotesi formulate circa la sua causa c'è quella dello stress cui vengono sottoposti i cavalli nei preparativi per la competizione. Domanda: ma quand'è che i cittadini di Ivrea capiranno che il Medioevo è passato ormai da un bel pezzo? La LAV, infine, ha presentato un' istanza al Sindaco, al Servizio Veterinario ASL ed al Prefetto di Torino, volta a vietare l'impiego dei cavalli nelle tre giornate della battaglia proponendone la sostituzione con dei trattori. 

5) SARTIGLIA ASSASSINA SENZA COLPEVOLI 

A distanza di 4 anni si è concluso con un'assoluzione generale il processo per omicidio colposo aperto dopo il tragico incidente della Sartiglia di Oristano, che era costato la vita ad uno spettatore di 74 anni sul quale si era schiantato un cavallo in corsa. Sotto inchiesta erano finite quattro persone tra cui il cavaliere per non aver fermato in tempo l'animale, due organizzatori della giostra equestre per non aver provveduto a transennare quel tratto di strada, e l'ex sindaco per falso ideologico. Una brutta vicenda la quale rivela come l'interesse della tradizione prevalga su quello della pubblica incolumità e della tutela dei cavalli, indifferentemente. Ecco perché, a commento della sentenza, uno degli ex imputati ha potuto tranquillamente dire: "Ora possiamo goderci la corsa". 

6) ALTRA CORSA CLANDESTINA  INTERROTTA NEL BARESE 

A meno di un mese di distanza dalla scoperta di una pista clandestina in provincia di Bari, e precisamente a Monopoli, i Carabinieri ne hanno scoperto un'altra nel territorio di Modugno dove hanno interrotto una corsa e denunciato un centinaio di persone appartenenti a clan malavitosi. Durante l'operazione i militari hanno anche sequestrato nove cavalli e 15.000 euro, somma ritenuta provento del solo biglietto che gli spettatori avevano pagato per assistere alla gara. Tra le notizie circolate in merito al fenomeno delle corse clandestine, ce n'è poi una molto inquietante proveniente da un collaboratore di giustizia  considerato dalla procura di Bari particolarmente attendibile il quale avrebbe riferito di presunte truffe compiute ai danni delle compagnie assicuratrici mediante l'uccisione per avvelenamento degli animali azzoppati durante le corse. Secondo lo tesso, ai cavalli che subivano incidenti invalidanti veniva somministrato un miscuglio di sostanze velenose che li faceva morire per infarto. La causa del decesso veniva quindi accertata dal perito dell'assicurazione che liquidava il danno, alquanto consistente dato che i cavalli avevano un valore economico elevato. Un triste risvolto di un'attività illecita basata sullo sfruttamento degli animali che evidenzia la presenza di un' organizzazione complessa e ben avviata ma che adesso, grazie alla nuova legge contro i maltrattamenti, è possibile contrastare. 

7) NIENTE MACELLO PER I CAVALLI DELLA     POLIZIA MUNICIPALE DI FIRENZE 

Ed ora una bella notizia ricevuta dalla sede LAV di Firenze, la quale si era interessata alla sorte dei cavalli utilizzati dalla Polizia Municipale. Ebbene, ci è stato comunicato che essi "quando non sono più abili al servizio, vengono ricoverati a titolo gratuito presso strutture del Corpo Forestale dello Stato dove possono tranquillamente trascorrere gli ultimi anni della loro vita, in pascoli liberi". Un lodevole esempio di civiltà! 

8) HANNO TROVATO CASA 

- SIRIO, un incrocio cavallo da sella-cavallo da tiro, di 14 anni, pezzato, che per un problema ad una guaina tendinea non poteva più essere impiegato nei trekking a cui il suo proprietario si dedica nelle montagne del trentino. Ha voluto tuttavia assicurargli una buona e dignitosa sistemazione, così è stato adottato da Simone della provincia di Cuneo che pochi mesi prima aveva accolto in famiglia Cocco, un anziano cavallo da tiro salvato dal macello che ora trotta e galoppa come un puledro. - VORDEN L., trotter di 10 anni, baio, intero, ritirato dalle corse all' ippodromo di Montecatini T. (PT). Un cavallo tanto buono quanto bello, al quale è stata evitata una brutta fine contrariamente a quanto accade a tanti cavalli dell'ippica. E' stato adottato da Catia della provincia di Frosinone, dove vive sereno e tanto coccolato (se lo merita proprio dopo un' intensa carriera in pista). - MANIA VIP, cavalla trotter di 18 anni, baia, che dopo il ritiro dalle corse era stata impiegata come fattrice in provincia di Torino. Ultimamente, però, il proprietario aveva deciso di farla andare in pensione così abbiamo potuto trovare anche a lei una piacevole sistemazione. E' stata infatti adottata da Andrea della provincia di Frosinone, dove ha trovato la compagnia di Ghibli, l'olandese di 20 anni dallo stesso adottato alcuni mesiprima, che è stato molto contento del suo arrivo. - GILDA, dolcissima quarter horse di 19 anni, saura, che la proprietaria non ha potuto più tenere ma alla quale ha voluto garantire una tranquilla vecchiaia e l'affetto di cui ha bisogno. E' stata adottata da Paolo della provincia di Firenze, dove è stata accolta con gioia anche dall'altra sua cavalla che adesso non è più sola. * Ci sembra opportuno precisare che, se da un lato siamo lieti di poter aiutare i cavalli a scampare al macello trovando loro sistemazione presso persone che li amano, dall'altro riteniamo che la scelta migliore che i proprietari possano fare è quella di tenerli con sè sempre e comunque (ossia anche quando sono anziani o malati). 

A PRIORE (Foto n. 3), UN CAVALLO DI 22 ANNI MALATO DI TUMORE CHE I

PROPRIETARI HANNO PREFERITO MANDARE AL MACELLO PER NON SOSTENERE LE SPESE DI UN INTERVENTO EUTANASICO E DELLO SMALTIMENTO DEL CORPO. UNO DI QUEI CASI IN CUI CI VERGOGNAMO DI ESSERE UOMINI! 

Angela Marino LEGA ANTI VIVISEZIONE

Settore "Ippica e Sport Equestri"

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PALIO Primi ufficiosi risultati dell'operazione dei Nas dei carabinieri condotta alla vigilia della gara di Prà del Moro Due cavalli positivi all'antidoping. Il prossimo anno le analisi saranno obbligatorie. Il presidente dell?Atf. Cossalter: «Serve un albo nazionale degli animali»
Feltre

L'operazione dei Nas al Palio potrebbe aver fatto centro. Sarebbero due i cavalli partecipanti trovati con i parametri sanguigni fuori dalla norma. Valori che getterebbero quindi ombre sul corretto svolgimento della corsa che si è svolta il primo di agosto nel corso della manifestazione regina della città. Anche se poi, in realtà, non andrebbero a inficiare i risultati finali che hanno portato alla vittoria Castello e poi, a seguire, Port'Oria e a pari merito Duomo e Santo Stefano. I dati in questione sono in procinto di essere definiti, proprio in questi giorni, all'Istituto Profilattico di Padova che ha ritardato l'esecuzione dei test sia per la concomitanza con la chiusura estiva di Ferragosto sia soprattutto perché, sino a poco tempo fa non aveva ancora ricevuto conferma su chi avrebbe materialmente pagato le analisi. Denaro che sarebbe dovuto arrivare da chi ha richiesto l'operazione antidoping e che ora è giunto a Padova. Chi ha materialmente chiamato i Nas coinvolgendo poi Ulss 2 e Istituto zooprofilattico ha sborsato i 1.440 Euro necessari (pari a 180 Euro a testa per singolo cavallo). «Così com'è impostato - afferma il presidente dell'Associazione Turistica Feltrina Dino Cossalter - questo test non ha gran senso. Ha tutta l'aria della tipica questione affrontata "all'italiana". Se una verifica di questo tipo può avere senso lo avrebbe se i cavalli venissero costantemente tenuti sotto controllo. Ad esempio dando vita a un registro nazionale in cui gli animali vengano schedati minuziosamente. Un albo aggiornato ogni tre – sei mesi alla luce di nuovi e periodici esami. Solo così lo stesso cavallo può presentarsi alle corse senza dover nascondere nulla agli organizzatori». E proprio in ambito antidoping, al Palio di Feltre, questo diventerà obbligatorio dall'anno prossimo per tutti i cavalli in gara. Saranno forniti speciali kit per la raccolta del sangue e, nel breve periodo, comunicati i risultati degli esami.
Raffaella Gabrieli

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Renate Il presidente Sanvito rassicura gli animalisti: «Non abbiamo mai maltrattato gli asini del palio» Parte da Assisi la «ciclofiaccolata» per la pace.
RENATE Tutto è ormai quasi pronto per l'importante manifestazione del Palio Renatese, quest'anno giunto alla sua ventiseiesima edizione, in programma dal prossimo sabato fino a domenica 19. La coincidenza della data dell'11 settembre, tragico anniversario dell'attentato alle Torri gemelle di New York, ha consentito agli organizzatori di scegliere quale partenza della "ciclofiaccolata", Assisi, città di San Francesco. Una fiaccolata che dovrà essere all'insegna della "pace per la pace" e che partirà oggi per arrivare puntuale con l'apertura della manifestazione. L'anno scorso, in occasione del 25° anno, la fiaccolata era partita da Roma dopo avere ricevuto la benedizione papale. Una seconda fiaccolata, podistica e riservata ai ragazzi dell'oratorio, partirà invece da Caravaggio nella mattinata d'inizio kermesse. L'intenzione degli organizzatori è quella di aprire con una cerimonia all'arrivo, più o meno contemporaneo, delle due fiaccolate. Un altro evento poi segnerà quest'ennesima edizione del "Palio Renatese" e sarà quello dei 30 anni di sacerdozio di don Francesco Citterio. Grande attesa invece per le competizioni che si svolgeranno nel corso della settimana. Parteciperanno a queste prove le quattro contrade: "Garibaldina", "Gelosa", "Le sorgenti" e il "Turium". Tante le gare che i contradaioli dovranno affrontare per vincere quest'edizione del "Palio". Unico rischio l'eventuale protesta degli animalisti per la corsa degli asini, dopo le contestazioni di un gruppo di manifestanti per i diritti degli animali alla fiera venatoria di Briosco. Luigi Sanvito, presidente del comitato organizzatore, tuttavia non sembra particolarmente preoccupato e confida nel normale svolgimento del programma così come è stato ideato: «Non sapevo delle proteste degli animalisti – commenta – noi siamo assolutamente tranquilli, non abbiamo nulla da nascondere. Se qualcuno verrà a manifestare ne prenderemo atto, spero solo in un manifestazione pacifica. Con tutto il rispetto nei confronti degli animalisti, mai, in 25 anni della festa, abbiamo maltrattato gli animali. Nel caso in cui si tenterà di bloccare la corsa degli asini vorrà dire che il Palio si concluderà senza questa gara». Corsa degli asini a parte i giochi sono vari e vanno dal più semplice come può essere il gioco della "bandiera" a quelli più prettamente sportivi come le sfide di calcio maschile e femminile oppure la gara di bocce. Nel contesto della festa non mancheranno poi momenti goliardici, gastronomici, di divertimento e serate danzanti. Anche la solidarietà troverà il suo posto quando, sabato 18, con l'allestimento ognuna dei propri stand, le contrade metteranno in vendita alcuni prodotti dolciari tipici e il ricavato sarà devoluto in beneficenza.
I. Ba.

 

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PALIO DI SIENA, LA LAV CHIEDE IL SEQUESTRO DEL CAVALLO MORTO-AMMAZZATO IERI, DEGLI ALTRI QUATTRO CADUTI E DELLE IMMAGINI RAI: GRAVE NON SOSPENDERE LA CORSA E NON MOSTRARE I SOCCORSI. PALIO MEDIEVALE E PERICOLOSO: DA VIETARE.

 

“Invece di ostentare discutibili sicurezze e protezioni all’avanguardia che puntualmente vengono smentite dal tragico bollettino di cavalli morti ammazzati per causa del Palio di Siena - ben 48 dal 1970 fino alla tragica fine di ieri del cavallo Amoroso -, il Sindaco di Siena informi l’opinione pubblica sulle condizioni di salute degli altri quattro cavalli e dei relativi fantini caduti ieri durante il Palio di Siena “da Formula Uno” corso su Piazza del Campo”, dichiara Mauro Bottigelli, responsabile LAV settore Palii e feste con animali. La LAV che in queste ore sta raccogliendo ogni informazione utile alla denuncia per maltrattamento di animali e omissione di atti d’ufficio, da presentare alla Procura della Repubblica di Siena per i gravissimi incidenti durante il Palio dell’Assunta, chiede il sequestro del cavallo schiantatosi sulla pista e calpestato dai fantini senza che il buon senso e la pietà suggerisse a chi dice di amare tanto i cavalli di interrompere la corsa, e il sequestro degli altri quattro cavalli che risulterebbero feriti, prima che sulla loro sorte cali l’oblio o vaghe rassicurazioni. “Necessario anche il sequestro di tutte le immagini girate dalla RAI durante il Palio di ieri: non è accettabile che la sequenza delle immagini da mandare in onda durante la diretta trasmessa dalla televisione pubblica, cioè di tutti, possa essere decisa dall’Ente Tutela del Palio di Siena che, naturalmente, fa solo i suoi interessi ed è una cooperativa privata – continua Mauro Bottigelli - Ecco allora che mentre le telecamere ed i cronisti di una partita di calcio o di una corsa di Formula Uno trasmettono correttamente anche i dettagli di eventuali incidenti, ieri sono state gravemente omesse le sequenze sui soccorsi portati ai cavalli caduti: immagini troppo crudeli? E’ la realtà che si tenta di nascondere agli occhi degli italiani”. “Il Palio di Siena deve essere vietato – prosegue Mauro Bottigelli – ma in questi anni sono rimasti inascoltati anche i nostri appelli a modificare almeno il regolamento del Palio per garantire la massima e concreta sicurezza a cavalli, spettatori e fantini. Il Palio di Siena è la più medievale e pericolosa delle giostre con animali che si corrono in Italia, infarcita di superstizioni fino al punto di dover sentire i commentatori della diretta RAI giustificare, incredibilmente, con la sfortuna e i tragici presagi, gli incidenti che hanno causato la rituale mattanza”. Non è un caso che sia stato propri l'on. Fabrizio Vigni, senese, appoggiato dai colleghi Francesco Bonito ed Ermete Realacci a volere la deroga per il palio di Siena e di tutte le feste popolari riconosciute a carattere storico, dalla possibilità di perseguire i responsabili per maltrattamento d'animali. Anche questo dà la misura di quanto sia discutibile l'amore per i cavalli sbandierato dagli organizzatori.

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PALIO DI SIENA, LA LAV REPLICA AL SINDACO CENNI: “NON CORRETTA IMPOSTAZIONE DELLA TRAIETTORIA DELLA CURVA DA PARTE DEL CAVALLO MORTO? NON CI SONO CURVE MA PERICOLOSI ANGOLI RETTI”.

 

“La pista sulla quale si corre il Palio di Siena non è fatta di semplici curve ma di pericolosi angoli retti e questo può spiegare la “non corretta impostazione della traiettoria della curva” di cui parla il Sindaco di Siena all’indomani dello schianto del cavallo Amoroso della contrada del Bruco su un colonnino alla curva di San Martino e poi a terra fino ad essere calpestato dai suoi compagni”. Così Mauro Bottigelli, responsabile LAV settore Palii e Feste con animali, risponde al Sindaco di Siena affermando inoltre:  

“ci fa piacere sapere che il cavallo Amoroso non avrebbe riportato “nessuna lesione agli arti”, come continua a ripetere il Sindaco di Siena, ma se questo riesce a confortare il Sindaco non rassicura davvero noi perché, ricordiamo, si sta parlando di un cavallo morto, e calpestato, sulla pista del Palio di Siena per “grave trauma cranico” – come riportato dalle agenzie di stampa e in attesa di eventuali altri dettagli che potrà fornire l’autopsia – e non riteniamo questa causa di morte meno grave di una lesione agli arti.   

Quanto ai “meccanismi di tutela e salvaguardia degli animali che corrono in piazza” che non farebbero “parte di quanto accaduto”, come dichiara il Sindaco Cenni, la LAV confida che sia la magistratura ad accertare i fatti, la loro gravità e le responsabilità. 

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PALIO DI SIENA, LA LAV: “SERVIZIO VETERIANARIO ASL E SINDACO DIANO INFORMAZIONI SULLO STATO DI SALUTE DEGLI ALTRI CAVALLI CHE SI SAREBBERO INFORTUNATI IL 16 AGOSTO. RESPINGIAMO LE ACCUSE DEL PROF. FAILLACE CONTRO IL QUALE E’ GIA’ IN CORSO UN’AZIONE LEGALE PER DIFFAMAZIONE”.

 

La LAV sollecita il Servizio veterinario Asl e il Sindaco di Siena a fornire informazioni circa le condizioni di salute degli altri quattro cavalli, e dei fantini, che si sarebbero infortunati durante il Palio del 16 agosto nel quale ha perso la vita il cavallo Amoroso. La LAV, inoltre, respinge le accuse avanzate dal professor Carlo Faillace, responsabile della Proequo (organizzazione per la protezione del cavallo), riportate da alcuni organi d’informazione, ed ha incaricato il suo Ufficio Legale di adottare gli opportuni provvedimenti. Nei confronti del professor Carlo Faillace la LAV, assistita dall’avvocato Ottorino Agati, ha già in corso un’azione civile presso il Tribunale di Roma, al fine di rimuovere dal sito internet dell’Organizzazione alcune affermazioni ritenute diffamatorie nei confronti dell’Associazione animalista che dal 1977 opera in difesa dei diritti di tutti gli animali.