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Il Giornale di vicenza
INCHIESTA. Accusati in 97 in tutta Italia
Diego Neri
Opera nel Vicentino l’azienda che avrebbe importato sostanze
vietate per drogare gli
ANIMALI e renderli più competitive
Sabato 15 Maggio 2010
CRONACA,
pagina
19
Erano regolari le corse con i cavalli drogati? I carabinieri dei
Nas stanno cercando le prove per dimostrare che i risultati
delle gare alle quali partecipavano i cavalli dopati sono stati
alterati dalle sostanze. Una circostanza, questa, destinata a
creare scompiglio nel mondo delle scommesse, ma sulla quale è
necessario procedere con i piedi di piombo.
I carabinieri del Nas di Bologna hanno concluso l’operazione
“Febbre da cavallo”, al termine della quale hanno denunciato 97
persone accusate di aver costituito un’associazione per
delinquere finalizzata a ricettazione, maltrattamento di
ANIMALI,
esercizio abusivo della professione sanitaria, falso, violazione
delle leggi sul doping e sugli stupefacenti, e all’evasione
fiscale perché i proventi non venivano contabilizzati.
Fra i promotori, secondo l’accusa, c’erano due vicentini:
Alessandro Cavazzani, 60 anni, e la convivente Micaela Cazzola,
57, amministratori della “Hip
sas” di Molvena.
La società si sarebbe servita della copertura di distribuzione
di prodotti zootecnici per importare dall’estero sostanze
dopanti. Sequestrate 2 mila fiale, per un valore di circa 400
mila euro. Gli
ANIMALI
venivano dopati per essere più competitivi durante le gare.
Fra gli indagati, anche veterinari come Francesco Alessandrini
di Ascoli, Marco Astrologo di Roma, Alessandro Illuzzi di
Latina, Paolo Palloni di Fermo, Cristiano Pasquini di Roma,
Mirko Baldini di Ravenna, Pierluigi Capodagli di Bologna, Franco
Marazzini di Feltre, Alfondo Montagna di Piove di Sacco e
Gioacchino Ventura de L’Aquila. E farmacisti, come Paola e
Claudio Inturri di Siracusa e Pierfrancesco Macchi di Pisa. E
poi il dirigente del servizio veterinario dell’Ulss di Pisa
Sandro Emilio Abbatista; Vincenzo Vittorio di Padova, dipendente
del Centro medico equini; Dario Quarneti di Ascoli, ispettore
antidoping dell’Unire; i driver Matias Heikki Ahokas, Jonathan
Benfenati, Giorgio Cassani, Andrea Castrichella, Vito de Nunzio,
Massimo Esposito, Martino Martinelli, Luca Seganti. Infine, nei
guai i padovani Paolo e Pietro Bezzecchi, Bertilla Caronella,
Michele Favaron, Salvatorangelo Licheri e Angelo Severin.
_____________________________________________________________
L’INCHIESTA. I clamorosi sviluppi di un’indagine su scala
nazionale condotta dai Nas di Bologna. Denunciata una coppia di
vicentini
Diego Neri
Inquisiti oltre ai proprietari degli
ANIMALI, anche
veterinari e driver «La base della banda era in una ditta di
Molvena»
Venerdì
14 Maggio 2010
CRONACA,
pagina
18
Un’inchiesta contro il doping nel mondo delle corse dei cavalli
destinata a fare molto rumore, perché coinvolge a vario titolo
professionisti, allevatori, titolari di aziende e di scuderie,
medici veterinari e farmacisti, e anche un ispettore antidoping
dell’Unione nazionale per l’incremento della razza equina. E
l’operazione dei carabinieri del Nas di Bologna, guidati dal
capitano Simonetti, ha visto per fulcro il Vicentino, dove aveva
sede una società che importava e distribuiva, secondo l’accusa,
sostanze dopanti e vietate a decine di persone. Un centinaio gli
indagati.
L’INCHIESTA. L’indagine era scattata nei mesi scorsi per far
luce sull’uso di sostanze illecite in tutta l’Unione europea: si
tratta di farmaci veterinari, che non sarebbero somministrati
per esigenze mediche dei cavalli da corsa, ma solo per
migliorare le prestazioni degli equini coinvolti in
competizioni, fra l’altro molto seguite in tutta Italia, che
richiamano migliaia di appassionati.
LA SOCIETÀ. I carabinieri hanno individuato una ditta del
Vicentino, la “Hip sas” che ha sede a Molvena in via Mazzarina.
Secondo gli inquirenti, la ditta che distribuisce prodotti
zootecnici (mangimi, foraggi e integratori) e altro materiale
per
ANIMALI,
in realtà operava come importatore illegale delle sostanze
dopanti per i cavalli, che arrivavano in Italia dalla Svizzera,
dalla Francia, dagli Usa, dall’Olanda, dall’Inghilterra ma
soprattutto da Malta. Per questo un ruolo chiave
nell’organizzazione criminale, secondo i carabinieri, ce lo
avevano i due amministratori: Alessandro Cavazzani, 60 anni, e
la convivente Micaela Cazzola, 58, entrambi residenti in città.
Erano stati perquisiti qualche mese fa proprio dai Nas con la
collaborazione dei colleghi della compagnia di Bassano, guidati
dal capitano Lacerenza.
LE ACCUSE. La procura bolognese contesta al centinaio di
indagati l’associazione per delinquere finalizzata alla
ricettazione, alla violazione della legge sul doping e di quella
sugli stupefacenti, alla truffa, al falso, al maltrattamenti di
ANIMALI
e infine all’esercizio abusivo della professione veterinaria.
Ancora, alcuni indagati devono rispondere di frode in
competizioni sportive. In base alla ricostruzione dei militari,
Cavazzani e Cazzola cedevano le sostanze dopanti a mediatori,
allevatori, allenatori di cavalli, driver ma anche a veterinari
compiacenti. Tutti poi indagati.
IL SEQUESTRO. Nel corso delle perquisizioni, compiute anche
negli ultimi giorni, i militari hanno sequestrato oltre 2 mila
fiale di farmaci vietati, che hanno un valore sul mercato di
quasi 400 mila euro. Una cifra tale da far ipotizzare che il
relativo indotto fosse ben più considerevole.
I VETERINARI. Uno degli aspetti più inquietanti dell’indagine è
quello che ad agire da complici della banda fossero parecchi
medici, veterinari o farmacisti, che preparavano ricette ad hoc,
oppure che fingevano che le ricette fossero in regola per
ostacolare le indagini e per attestare che quei farmaci erano a
posto.
INDAGINE NAZIONALE. L’operazione ha coinvolto decine di città
italiane: dall’Emilia Romagna, da dove è partita, alla Toscana,
al Veneto, al Lazio, alla Sicilia. Nella nostra regione
sarebbero una decina di indagati, oltre ai due vicentini che si
difendono dalle accuse. Fra l’altro, sono coinvolti anche
parecchi driver, alcuni fra i quali professionisti, che
avrebbero fatto dopare i loro cavalli o non si sarebbero
comunque opposti all’utilizzo di sostanze vietate dai
regolamenti. Resta da chiarire anche la posizione di alcuni
dipendenti pubblici toscani e di mediatori nel settore dei
cavalli.
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LAV:
CONNESSIONI TRA MONDO DELL’IPPICA E CRIMINALITA’ ORGANIZZATA SEMPRE
PIU’ EVIDENTI. “TRUFFE E CORSE CLANDESTINE FRUTTANO 1 MILIARDO DI
EURO L’ANNO, NECESSARI CONTROLLI SISTEMATICI SU IPPODROMI, SOCIETA’
E SCUDERIE”.
“La
notizia del sequestro di cinque cavalli appartenenti al clan
Santapaola e impiegati in concorsi ippici nazionali, conferma un
interesse delle organizzazioni criminali per il mondo dell'ippica
che mette in pericolo la legalità nel settore delle corse dei
cavalli e delle relative scommesse” –
commenta Ciro Troiano, responsabile
dell'Osservatorio Nazionale Zoomafia della LAV, plaudendo
alla brillante operazione “Arcangelo”, della Dia di Catania, che ha
portato al sequestro dei cinque cavalli da corsa “purosangue”, tra
Roma e la Sicilia, la cui proprietà sarebbe riconducibile ai
Santapaola.
“Il mondo degli ippodromi è
spesso ricettacolo delle più varie illegalità. –
aggiunge Troiano –
Non è un segreto che molti boss
della camorra napoletana o della mafia siciliana abbiano la passione
per i cavalli e le corse. Nel nostro Paese, ogni anno e mezzo circa,
vi è una grande inchiesta che coinvolge l’ippica, con denunce,
perquisizioni, arresti e sequestri.”
Secondo le stime dell'Osservatorio Nazionale Zoomafia della LAV,
infatti, le truffe nel mondo dell'ippica e le corse clandestine di
cavalli, organizzate da clan e gruppi malavitosi su circuiti abusivi
o direttamente su strade, fruttano un business da 1 miliardo di Euro
l'anno. Strettamente connesso a questo business è il traffico di
anabolizzanti e di altre sostanze dopanti che spesso è controllato
dalla criminalità organizzata. Sempre più numerosi i reati
"connessi" con le gare ippiche: nel 2006 sono stati accertati i
reati di detenzione, spaccio e uso di sostanze dopanti,
ricettazione, associazione per delinquere, maltrattamento di
animali, gioco d'azzardo, abusivismo edilizio, truffa, scommesse
clandestine, frode sportiva, danneggiamento aggravato.
“Ma sono ben pochi i
cambiamenti reali nel mondo dell’ippica. –
prosegue Troiano –
Chiediamo quindi a Prefetti e forze
dell’ordine di intensificare la vigilanza negli ippodromi,
utilizzando anche strumenti investigativi finora ignorati, o quasi,
come le verifiche di natura
fiscale e finanziaria sui proprietari di cavalli da competizione, su
società e scuderie, che costituiscono un mondo a sé da osservare con
attenzione, dentro il quale spesso vengono commesse vere nefandezze”.
Un’analisi sistematica permetterebbe di ricostruire eventuali
movimenti finanziari sospetti e scoprire investimenti illeciti. Del
resto i dati analizzati dall’Osservatorio Nazionale Zoomafia della
LAV non lasciano dubbi sulla pericolosità del fenomeno: solo
nel 2006 per quanto
riguarda la criminalità negli ippodromi e nelle corse di cavalli
sono state denunciate 237
persone, 53 sono state arrestate e 170 identificate, 143 cavalli
sequestrati, 7 corse interrotte, un ippodromo e 3 maneggi
sequestrati, oltre a 10mila confezioni di farmaci e sostanze vietate
usate per dopare i cavalli.
Due dei cavalli sequestrati, di proprietà di Vincenzo Santapaola,
arrestato a Messina, sono stati trovati all’ippodromo “Capannelle”
di Roma, mentre gli altri sono stati sequestrati a Catania e
Floridia (SR) dove, in occasione del “Gran premio ippico Ascensione
2004”, i Carabinieri denunciarono ben 4 proprietari di scuderie più
un fantino coinvolti nel reato di associazione mafiosa e sottoposti
a misure di prevenzione.
Uno dei cinque cavalli sequestrati, inoltre, sarebbe stato montato
dal fantino Lanfranco 'Frankie' Dettori, estraneo all’inchiesta,
vincendo l'edizione 2005 del Premio di Sicilia, corso all'ippodromo
Mediterraneo di Siracusa.
11.10.2007
Ufficio stampa LAV 06.4461325 –
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www.lav.it
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PALIO DI BUTI (PISA): ENNESIMO
INCIDENTE MORTALE PER UN CAVALLO. LA LAV ANNUNCIA UNA DENUNCIA PER
MALTRATTAMENTI E SOLLECITA L’INIZIATIVA LEGISLATIVA ASSICURATA DAL
SOTTOSEGRETARIO ALLA SALUTE PATTA.
La LAV annuncia una denuncia per maltrattamenti, ai sensi dell’art.
544 ter del C.P. con l’aggravante della morte, nei confronti di
coloro che saranno individuati come responsabili della morte del
cavallo Guffanti
della Pievania e del ferimento di
Board Themes
(della contrada San Nicolao), avvenuti durante il recente
Palio di Buti (Pisa).
La LAV ha
chiesto anche di accertare le eventuali omissioni da parte di
Sindaco e Servizi Veterinari della Asl, deputati per legge al
controllo del rispetto delle norme di protezione e di benessere
degli animali.
Questo episodio
segue di pochi anni un analogo incidente, avvenuto a Buti durante la
corsa del 2004, che causò anche in quell’occasione la morte di un
cavallo e il ferimento di un altro. Ancora una volta, quindi, un
Palio funestato dalla morte, che potremmo definire “annunciata”, di
un cavallo. Anche quest’anno, infatti, la LAV attraverso la sua sede
di Pontedera (Pisa), aveva rivolto numerosi appelli al Sindaco e
agli organizzatori, segnalando come il tracciato della corsa fosse
inadatto a una gara di velocità, a causa delle curve troppo strette
e del fondo costituito da uno strato di terra troppo sottile.
La LAV chiede
l’approvazione di una legge che vieti definitivamente le gare di
Palio, riconoscendo gli equini come animali d’affezione: “se il
Ministero della Salute avesse emanato l’„iniziativa
legislativa in tempi rapidi”,
annunciata dal Sottosegretario Gian Paolo Patta in aula alla Camera
dei Deputati, lo scorso 12 ottobre in risposta a un’interrogazione
parlamentare – dichiara Gianluca Felicetti, presidente della LAV –
probabilmente oggi non piangeremmo l’ennesima vittima di un Palio,
la cui morte è resa ancor più assurda dal fatto che la corsa di Buti
è intitolata a S.Antonio Abate, protettore degli animali”.
22.01.2007
Ufficio stampa
LAV Onlus 06.4461325 – 339.1742586 www.lav.it
Maria Falvo
Resp.le Ufficio Stampa LAV
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1) PERICOLO ANNULLAMENTO P.D.L. LAV PER GLI EQUINI
Dobbiamo purtroppo riferire che la Commissione Agricoltura
della Camera, la quale ha condotto nei mesi scorsi un lungo lavoro di
esame delle quattro proposte di legge presentate, ha licenziato un Testo
Unificato che ignora completamente il nostro disegno legislativo. E' un
fatto gravissimo poiché dimostra come gli interessi corporativi di chi
sfrutta i cavalli e gli altri equini siano prevalsi su quelli etici
miranti a conferire agli stessi uno status giuridico più adeguato al
ruolo sociale che rivestono e precise disposizioni a loro salvaguardia e
benessere. Tale testo, elaborato dal relatore On.le Luigi Borrelli, ha
escluso il principio fondamentale (da noi sostenuto insieme a tantissimi
cittadini) del loro riconoscimento quali animali d'affezione ed il
conseguente divieto di macellazione. Ha invece inserito, cambiando la
terminologia originaria, la tutela e la promozione delle razze equine e
di quelle attività umane basate sul loro utilizzo; cosa ben diversa dal
concetto di tutela degli stessi in quanto esseri senzienti portatori di
inalienabili diritti individuali. Venendo incontro alle esigenze degli
allevatori, ha altresì previsto la possibilità di separare i puledri
dalle madri a soli quattro mesi di vita, ossia quando sono ancora
completamente dipendenti; una crudeltà inaccettabile che consideriamo un
vero e proprio maltrattamento. Sono poi stati stralciati quegli articoli
che stabiliscono una serie di norme concernenti la detenzione degli
equini (divieto di stabulazione in posta, in recinti privi di riparo,
con pastoie agli arti, etc.), nonché l'istituzione dell'Anagrafe Equina
e la partecipazione delle associazioni animaliste nell'attuazione della
legge. In queste settimane stiamo contattando tutti i membri della
Commissione Agricoltura della Camera, anche per ottenere un' audizione
finora negata sia a noi che all'intero settore veterinario, per cui Vi
invitiamo alla massima mobilitazione diffondendo il più possibile questo
appello e scrivendo all' On.le Luigi Borrelli (e-mail:
BORRELLI_L@CAMERA.IT) per chiedere di modificare il Testo Unificato
sulla tutela e valorizzazione degli equini affinché: - sia introdotto il
loro riconoscimento quali animali d'affezione ed il divieto di
macellazione; - sia eliminata la possibilità di separare i puledri di
soli 4 mesi dalle madri e sia aumentato il limite di età a non meno di
7-8 mesi; - siano stabilite norme atte a garantire condizioni di
benessere agli equini in ordine alla loro custodia e cura; - siano
previsti l'istituzione dell'Anagrafe Equina e l'importante ruolo delle
associazioni animaliste nella gestione della legge stessa.
2) APPELLO PER DUE CAVALLI RUBATI A FIRENZE
Divulghiamo un disperato appello pervenutoci da Firenze, dove
nella notte tra il 12 e il 13 gennaio sono stati rubati due cavalli
presso il Centro Ippico "La Baita" (zona Piagge-Brozzi). Inutili sono
risultate, purtroppo, tutte le ricerche condotte nelle ore e nei giorni
successivi al furto. Le vittime di questo orrendo crimine, entrambe di
7-8 anni, sono: un castrone baio, S.I., alto ca. m. 1,65, con criniera
folta portata sui due lati e zoppo al posteriore sinistro, non ferrato
(foto n. 1); una femmina anglo-araba, morella, con tre balzane e stella
in fronte, alta ca. m. 1,65, ferrata (foto n. 2). Inutile descrivere il
dolore e l'angoscia di coloro i quali amano questi cavalli, per cui
chiunque avesse notizie utili a ritrovarli - sperando che siano ancora
vivi - è pregato di comunicarcele.
3) PULEDRA RUBATA SALVATA DAI CARABINIERI
A Milano, invece, il furto di una puledra di nome Giulietta è
stato sventato dai Carabinieri del nucleo operativo di Rho. I militari,
nel corso di un posto di blocco, avevano notato un giovane alla guida di
un furgone Ducati che stava fuggendo verso Milano; dopo un lungo
inseguimento, però, lo stesso è stato bloccato ed arrestato. Si tratta
di un nomade di 15 anni il quale dovrà rispondere dell'accusa di furto
aggravato continuato. Giulietta, che era molto spaventata, è stata
restituita ai suoi proprietari ed almeno lei è stata fortunata grazie ai
Carabinieri intervenuti che meritano tutta la nostra stima e
gratitudine.
4) CARNEVALE DI IVREA: MORTA UNA CAVALLA
Un'altra vita è stata sacrificata sull'anacronistico altare
della tradizione, stupida e ingiustificabile. E' accaduto ad Ivrea (TO)
in occasione di una delle manifestazioni in programma per il carnevale
cittadino. Una cavalla si è accasciata al suolo durante la sfilata dei
carri che la settimana seguente dovevano prendere parte alla "battaglia
delle arance", famosa in tutto il mondo per la sua carica di
spettacolarità e di violenza. Basti pensare che ogni anno il lancio di
agrumi, che simboleggia una battaglia combattuta nel medioevo, produce
numerosi feriti e contusi tra gli "aranceri" e persino tra i turisti. Ma
tornando alla morte del povero animale, è stato detto che tra le ipotesi
formulate circa la sua causa c'è quella dello stress cui vengono
sottoposti i cavalli nei preparativi per la competizione. Domanda: ma
quand'è che i cittadini di Ivrea capiranno che il Medioevo è passato
ormai da un bel pezzo? La LAV, infine, ha presentato un' istanza al
Sindaco, al Servizio Veterinario ASL ed al Prefetto di Torino, volta a
vietare l'impiego dei cavalli nelle tre giornate della battaglia
proponendone la sostituzione con dei trattori.
5) SARTIGLIA ASSASSINA SENZA COLPEVOLI
A distanza di 4 anni si è concluso con un'assoluzione
generale il processo per omicidio colposo aperto dopo il tragico
incidente della Sartiglia di Oristano, che era costato la vita ad uno
spettatore di 74 anni sul quale si era schiantato un cavallo in corsa.
Sotto inchiesta erano finite quattro persone tra cui il cavaliere per
non aver fermato in tempo l'animale, due organizzatori della giostra
equestre per non aver provveduto a transennare quel tratto di strada, e
l'ex sindaco per falso ideologico. Una brutta vicenda la quale rivela
come l'interesse della tradizione prevalga su quello della pubblica
incolumità e della tutela dei cavalli, indifferentemente. Ecco perché, a
commento della sentenza, uno degli ex imputati ha potuto tranquillamente
dire: "Ora possiamo goderci la corsa".
6) ALTRA CORSA CLANDESTINA INTERROTTA NEL BARESE
A meno di un mese di distanza dalla scoperta di una pista
clandestina in provincia di Bari, e precisamente a Monopoli, i
Carabinieri ne hanno scoperto un'altra nel territorio di Modugno dove
hanno interrotto una corsa e denunciato un centinaio di persone
appartenenti a clan malavitosi. Durante l'operazione i militari hanno
anche sequestrato nove cavalli e 15.000 euro, somma ritenuta provento
del solo biglietto che gli spettatori avevano pagato per assistere alla
gara. Tra le notizie circolate in merito al fenomeno delle corse
clandestine, ce n'è poi una molto inquietante proveniente da un
collaboratore di giustizia considerato dalla procura di Bari
particolarmente attendibile il quale avrebbe riferito di presunte truffe
compiute ai danni delle compagnie assicuratrici mediante l'uccisione per
avvelenamento degli animali azzoppati durante le corse. Secondo lo
tesso, ai cavalli che subivano incidenti invalidanti veniva
somministrato un miscuglio di sostanze velenose che li faceva morire per
infarto. La causa del decesso veniva quindi accertata dal perito
dell'assicurazione che liquidava il danno, alquanto consistente dato che
i cavalli avevano un valore economico elevato. Un triste risvolto di
un'attività illecita basata sullo sfruttamento degli animali che
evidenzia la presenza di un' organizzazione complessa e ben avviata ma
che adesso, grazie alla nuova legge contro i maltrattamenti, è possibile
contrastare.
7) NIENTE MACELLO PER I CAVALLI DELLA POLIZIA MUNICIPALE
DI FIRENZE
Ed ora una bella notizia ricevuta dalla sede LAV di Firenze,
la quale si era interessata alla sorte dei cavalli utilizzati dalla
Polizia Municipale. Ebbene, ci è stato comunicato che essi "quando non
sono più abili al servizio, vengono ricoverati a titolo gratuito presso
strutture del Corpo Forestale dello Stato dove possono tranquillamente
trascorrere gli ultimi anni della loro vita, in pascoli liberi". Un
lodevole esempio di civiltà!
8) HANNO TROVATO CASA
- SIRIO, un incrocio cavallo da sella-cavallo da tiro, di 14
anni, pezzato, che per un problema ad una guaina tendinea non poteva più
essere impiegato nei trekking a cui il suo proprietario si dedica nelle
montagne del trentino. Ha voluto tuttavia assicurargli una buona e
dignitosa sistemazione, così è stato adottato da Simone della provincia
di Cuneo che pochi mesi prima aveva accolto in famiglia Cocco, un
anziano cavallo da tiro salvato dal macello che ora trotta e galoppa
come un puledro. - VORDEN L., trotter di 10 anni, baio, intero, ritirato
dalle corse all' ippodromo di Montecatini T. (PT). Un cavallo tanto
buono quanto bello, al quale è stata evitata una brutta fine
contrariamente a quanto accade a tanti cavalli dell'ippica. E' stato
adottato da Catia della provincia di Frosinone, dove vive sereno e tanto
coccolato (se lo merita proprio dopo un' intensa carriera in pista). -
MANIA VIP, cavalla trotter di 18 anni, baia, che dopo il ritiro dalle
corse era stata impiegata come fattrice in provincia di Torino.
Ultimamente, però, il proprietario aveva deciso di farla andare in
pensione così abbiamo potuto trovare anche a lei una piacevole
sistemazione. E' stata infatti adottata da Andrea della provincia di
Frosinone, dove ha trovato la compagnia di Ghibli, l'olandese di 20 anni
dallo stesso adottato alcuni mesiprima, che è stato molto contento del
suo arrivo. - GILDA, dolcissima quarter horse di 19 anni, saura, che la
proprietaria non ha potuto più tenere ma alla quale ha voluto garantire
una tranquilla vecchiaia e l'affetto di cui ha bisogno. E' stata
adottata da Paolo della provincia di Firenze, dove è stata accolta con
gioia anche dall'altra sua cavalla che adesso non è più sola. * Ci
sembra opportuno precisare che, se da un lato siamo lieti di poter
aiutare i cavalli a scampare al macello trovando loro sistemazione
presso persone che li amano, dall'altro riteniamo che la scelta migliore
che i proprietari possano fare è quella di tenerli con sè sempre e
comunque (ossia anche quando sono anziani o malati).
A PRIORE (Foto n. 3), UN CAVALLO DI 22 ANNI MALATO DI TUMORE
CHE I
PROPRIETARI HANNO PREFERITO MANDARE AL MACELLO PER NON
SOSTENERE LE SPESE DI UN INTERVENTO EUTANASICO E DELLO SMALTIMENTO DEL
CORPO. UNO DI QUEI CASI IN CUI CI VERGOGNAMO DI ESSERE UOMINI!
Angela Marino LEGA ANTI VIVISEZIONE
Settore "Ippica e Sport Equestri"
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PALIO Primi ufficiosi risultati dell'operazione dei Nas dei carabinieri
condotta alla vigilia della gara di Prà del Moro Due cavalli positivi
all'antidoping. Il prossimo anno le analisi saranno obbligatorie. Il
presidente dell?Atf. Cossalter: «Serve un albo nazionale degli animali»
Feltre
L'operazione dei Nas al Palio potrebbe aver fatto centro.
Sarebbero due i cavalli partecipanti trovati con i parametri sanguigni
fuori dalla norma. Valori che getterebbero quindi ombre sul corretto
svolgimento della corsa che si è svolta il primo di agosto nel corso
della manifestazione regina della città. Anche se poi, in realtà, non
andrebbero a inficiare i risultati finali che hanno portato alla
vittoria Castello e poi, a seguire, Port'Oria e a pari merito Duomo e
Santo Stefano. I dati in questione sono in procinto di essere definiti,
proprio in questi giorni, all'Istituto Profilattico di Padova che ha
ritardato l'esecuzione dei test sia per la concomitanza con la chiusura
estiva di Ferragosto sia soprattutto perché, sino a poco tempo fa non
aveva ancora ricevuto conferma su chi avrebbe materialmente pagato le
analisi. Denaro che sarebbe dovuto arrivare da chi ha richiesto
l'operazione antidoping e che ora è giunto a Padova. Chi ha
materialmente chiamato i Nas coinvolgendo poi Ulss 2 e Istituto
zooprofilattico ha sborsato i 1.440 Euro necessari (pari a 180 Euro a
testa per singolo cavallo). «Così com'è impostato - afferma il
presidente dell'Associazione Turistica Feltrina Dino Cossalter - questo
test non ha gran senso. Ha tutta l'aria della tipica questione
affrontata "all'italiana". Se una verifica di questo tipo può avere
senso lo avrebbe se i cavalli venissero costantemente tenuti sotto
controllo. Ad esempio dando vita a un registro nazionale in cui gli
animali vengano schedati minuziosamente. Un albo aggiornato ogni tre –
sei mesi alla luce di nuovi e periodici esami. Solo così lo stesso
cavallo può presentarsi alle corse senza dover nascondere nulla agli
organizzatori». E proprio in ambito antidoping, al Palio di Feltre,
questo diventerà obbligatorio dall'anno prossimo per tutti i cavalli in
gara. Saranno forniti speciali kit per la raccolta del sangue e, nel
breve periodo, comunicati i risultati degli esami.
Raffaella Gabrieli
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Renate Il presidente Sanvito
rassicura gli animalisti: «Non abbiamo mai maltrattato gli asini del
palio» Parte da Assisi la «ciclofiaccolata» per la pace.
RENATE Tutto è ormai quasi pronto per l'importante manifestazione del
Palio Renatese, quest'anno giunto alla sua ventiseiesima edizione, in
programma dal prossimo sabato fino a domenica 19. La coincidenza della
data dell'11 settembre, tragico anniversario dell'attentato alle Torri
gemelle di New York, ha consentito agli organizzatori di scegliere quale
partenza della "ciclofiaccolata", Assisi, città di San Francesco. Una
fiaccolata che dovrà essere all'insegna della "pace per la pace" e che
partirà oggi per arrivare puntuale con l'apertura della manifestazione.
L'anno scorso, in occasione del 25° anno, la fiaccolata era partita da
Roma dopo avere ricevuto la benedizione papale. Una seconda fiaccolata,
podistica e riservata ai ragazzi dell'oratorio, partirà invece da
Caravaggio nella mattinata d'inizio kermesse. L'intenzione degli
organizzatori è quella di aprire con una cerimonia all'arrivo, più o
meno contemporaneo, delle due fiaccolate. Un altro evento poi segnerà
quest'ennesima edizione del "Palio Renatese" e sarà quello dei 30 anni
di sacerdozio di don Francesco Citterio. Grande attesa invece per le
competizioni che si svolgeranno nel corso della settimana.
Parteciperanno a queste prove le quattro contrade: "Garibaldina",
"Gelosa", "Le sorgenti" e il "Turium". Tante le gare che i contradaioli
dovranno affrontare per vincere quest'edizione del "Palio". Unico
rischio l'eventuale protesta degli animalisti per la corsa degli asini,
dopo le contestazioni di un gruppo di manifestanti per i diritti degli
animali alla fiera venatoria di Briosco. Luigi Sanvito, presidente del
comitato organizzatore, tuttavia non sembra particolarmente preoccupato
e confida nel normale svolgimento del programma così come è stato
ideato: «Non sapevo delle proteste degli animalisti – commenta – noi
siamo assolutamente tranquilli, non abbiamo nulla da nascondere. Se
qualcuno verrà a manifestare ne prenderemo atto, spero solo in un
manifestazione pacifica. Con tutto il rispetto nei confronti degli
animalisti, mai, in 25 anni della festa, abbiamo maltrattato gli
animali. Nel caso in cui si tenterà di bloccare la corsa degli asini
vorrà dire che il Palio si concluderà senza questa gara». Corsa degli
asini a parte i giochi sono vari e vanno dal più semplice come può
essere il gioco della "bandiera" a quelli più prettamente sportivi come
le sfide di calcio maschile e femminile oppure la gara di bocce. Nel
contesto della festa non mancheranno poi momenti goliardici,
gastronomici, di divertimento e serate danzanti. Anche la solidarietà
troverà il suo posto quando, sabato 18, con l'allestimento ognuna dei
propri stand, le contrade metteranno in vendita alcuni prodotti dolciari
tipici e il ricavato sarà devoluto in beneficenza.
I. Ba.
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PALIO DI SIENA, LA LAV CHIEDE IL
SEQUESTRO DEL CAVALLO MORTO-AMMAZZATO IERI, DEGLI ALTRI QUATTRO CADUTI E
DELLE IMMAGINI RAI: GRAVE NON SOSPENDERE LA CORSA E NON MOSTRARE I
SOCCORSI. PALIO MEDIEVALE E PERICOLOSO: DA VIETARE.
“Invece di ostentare discutibili
sicurezze e protezioni all’avanguardia che puntualmente vengono smentite
dal tragico bollettino di cavalli morti ammazzati per causa del Palio di
Siena - ben 48 dal 1970 fino alla tragica fine di ieri del cavallo
Amoroso -, il Sindaco di Siena informi l’opinione pubblica sulle
condizioni di salute degli altri quattro cavalli e dei relativi fantini
caduti ieri durante il Palio di Siena “da Formula Uno” corso su Piazza
del Campo”, dichiara Mauro Bottigelli, responsabile LAV settore Palii e
feste con animali. La LAV che in queste ore sta
raccogliendo ogni informazione utile alla denuncia per maltrattamento di
animali e omissione di atti d’ufficio, da presentare alla Procura della
Repubblica di Siena per i gravissimi incidenti durante il Palio
dell’Assunta, chiede il sequestro del cavallo schiantatosi sulla pista e
calpestato dai fantini senza che il buon senso e la pietà suggerisse a
chi dice di amare tanto i cavalli di interrompere la corsa, e il
sequestro degli altri quattro cavalli che risulterebbero feriti, prima
che sulla loro sorte cali l’oblio o vaghe rassicurazioni. “Necessario anche il sequestro di
tutte le immagini girate dalla RAI durante il Palio di ieri: non è
accettabile che la sequenza delle immagini da mandare in onda durante la
diretta trasmessa dalla televisione pubblica, cioè di tutti, possa
essere decisa dall’Ente Tutela del Palio di Siena che, naturalmente, fa
solo i suoi interessi ed è una cooperativa
privata – continua Mauro
Bottigelli - Ecco allora che mentre le telecamere ed i cronisti di una
partita di calcio o di una corsa di Formula Uno trasmettono
correttamente anche i dettagli di eventuali incidenti, ieri sono state
gravemente omesse le sequenze sui soccorsi portati ai cavalli caduti:
immagini troppo crudeli? E’ la realtà che si tenta di nascondere agli
occhi degli italiani”. “Il Palio di Siena deve essere
vietato – prosegue Mauro Bottigelli – ma in questi anni sono rimasti
inascoltati anche i nostri appelli a modificare almeno il regolamento
del Palio per garantire la massima e concreta sicurezza a cavalli,
spettatori e fantini. Il Palio di Siena è la più medievale e pericolosa
delle giostre con animali che si corrono in Italia, infarcita di
superstizioni fino al punto di dover sentire i commentatori della
diretta RAI giustificare, incredibilmente, con la sfortuna e i tragici
presagi, gli incidenti che hanno
causato la rituale mattanza”.
Non è
un caso che sia stato propri l'on. Fabrizio Vigni, senese, appoggiato
dai colleghi Francesco Bonito ed Ermete Realacci a volere la deroga per
il palio di Siena e di tutte le feste popolari riconosciute a carattere
storico, dalla possibilità di perseguire i responsabili per
maltrattamento d'animali. Anche questo dà la misura di quanto sia
discutibile l'amore per i cavalli sbandierato dagli organizzatori.
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PALIO DI SIENA, LA LAV REPLICA AL SINDACO CENNI: “NON CORRETTA
IMPOSTAZIONE DELLA TRAIETTORIA DELLA CURVA DA PARTE DEL CAVALLO MORTO?
NON CI SONO CURVE MA PERICOLOSI ANGOLI RETTI”.
“La pista sulla quale si corre
il Palio di Siena non è fatta di semplici curve ma di pericolosi angoli
retti e questo può spiegare la “non corretta impostazione della
traiettoria della curva” di cui parla il Sindaco di Siena all’indomani
dello schianto del cavallo Amoroso della contrada del Bruco su un
colonnino alla curva di San Martino e poi a terra fino ad essere
calpestato dai suoi compagni”. Così Mauro Bottigelli,
responsabile LAV settore Palii e Feste con animali, risponde al Sindaco
di Siena affermando inoltre:
“ci fa piacere sapere che il
cavallo Amoroso non avrebbe riportato “nessuna lesione agli arti”, come
continua a ripetere il Sindaco di Siena, ma se questo riesce a
confortare il Sindaco non rassicura davvero noi perché, ricordiamo, si
sta parlando di un cavallo morto, e calpestato, sulla pista del Palio di
Siena per “grave trauma cranico” – come riportato dalle agenzie di
stampa e in attesa di eventuali altri dettagli che potrà fornire
l’autopsia – e non riteniamo questa causa di morte meno grave di una
lesione agli arti.
Quanto ai “meccanismi di tutela e
salvaguardia degli animali che corrono in piazza” che non farebbero
“parte di quanto accaduto”, come dichiara il Sindaco Cenni, la LAV
confida che sia la magistratura ad accertare i fatti, la loro gravità e
le responsabilità.
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PALIO DI SIENA, LA
LAV: “SERVIZIO VETERIANARIO ASL E SINDACO DIANO INFORMAZIONI SULLO STATO
DI SALUTE DEGLI ALTRI CAVALLI CHE SI SAREBBERO INFORTUNATI IL 16 AGOSTO.
RESPINGIAMO LE ACCUSE DEL PROF. FAILLACE CONTRO IL QUALE E’ GIA’ IN
CORSO UN’AZIONE LEGALE PER DIFFAMAZIONE”.
La LAV sollecita il Servizio veterinario Asl e il
Sindaco di Siena a fornire informazioni circa le condizioni di salute
degli altri quattro cavalli, e dei fantini, che si sarebbero infortunati
durante il Palio del 16 agosto nel quale ha perso la vita il cavallo
Amoroso. La LAV, inoltre, respinge le accuse avanzate dal
professor Carlo Faillace, responsabile della Proequo (organizzazione per
la protezione del cavallo), riportate da alcuni organi d’informazione,
ed ha incaricato il suo Ufficio Legale di adottare gli opportuni
provvedimenti. Nei confronti del professor Carlo Faillace la LAV,
assistita dall’avvocato Ottorino Agati, ha già in corso un’azione civile
presso il Tribunale di Roma, al fine di rimuovere dal sito internet
dell’Organizzazione alcune affermazioni ritenute diffamatorie nei
confronti dell’Associazione animalista che dal 1977 opera in difesa dei
diritti di tutti gli animali.
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