Comunicato stampa 12.10.2010
Il Tribunale penale di Prato ha
condannato in primo grado due trasportatori rumeni a 4 mesi
di reclusione per maltrattamento di animali - ai sensi dell’art.
544-ter, comma 1 c.p. - per le gravi e reiterate sevizie
inflitte a una cavalla. La LAV, assistita dall’Avvocato Barbara
Vannucci del foro di Firenze, si è costituita parte civile nel
processo, riuscendo a far aggravare le imputazioni a carico dei
trasportatori, dall’art. 727 c.p. all’art 544 ter c.p.
Il processo è nato da una denuncia degli Animals’ Angels,
presentata nel luglio 2005 in seguito alla segnalazione di un
mezzo che trasportava 33 cavalli dalla Spagna verso la Puglia.
Gli attivisti dell’Associazione tedesca, infatti, il 23 luglio
2005, avevano verificato la presenza di una cavalla in gravi
condizioni di salute, sdraiata sul fondo del rimorchio e
incastrata tra le zampe degli altri cavalli. L’animale aveva gli
occhi gonfi e completamente chiusi e presentava numerose ferite
alla testa, causate dalla mancata separazione dagli stalloni
presenti nel mezzo.
La Polizia Stradale di Montecatini (Pistoia), chiamata dagli
attivisti di Animals’ Angels, aveva ordinato ai due conducenti
di dirigersi verso il punto di sosta di Manziana (Roma) per
effettuare lo scarico degli animali, ma questi avevano ignorato
l’ordine proseguendo verso la loro destinazione. Solo in seguito
a un’ulteriore richiesta di intervento, la Polizia stradale di
Roma Nord ha provveduto a scortare il mezzo presso una stalla a
Lunghezza (Roma), e all’arrivo, alle ore 1,45 del mattino del 24
luglio, gli animali sono stati fatti scendere.
Le condizioni della cavalla - chiamata Magdalena dagli attivisti
degli Animals’ Angels - sono apparse subito drammatiche,
l’animale respirava a fatica e non era in grado di alzarsi, né
di scendere dal rimorchio. Ai ripetuti tentativi dei due autisti
e dei proprietari della stalla di far alzare l’animale, la
cavalla ha risposto tentando disperatamente di alzarsi,
ricadendo purtroppo rovinosamente e sbattendo anche la testa,
per poi esser trascinata giù dal camion per la coda. All’arrivo
del veterinario di turno, prelevato dagli agenti della Polizia
tre ore dopo la notifica delle condizioni dell’animale, questa
era in agonia. Nonostante ciò il veterinario non ne disponeva
l’eutanasia ma autorizzava l’uso di una ruspa e delle corde per
tirare su la cavalla e portarla nella stalla, dove nella tarda
mattina l’animale moriva tra atroci dolori.
“Magdalena era una cavalla tra i tanti che ogni giorno vengono
trasportati per migliaia di chilometri solo per essere
macellati. Ci auguriamo che la sentenza possa dare un minimo di
giustizia a lei e i suoi compagni – dichiara Christine
Hafner, responsabile per l’Italia di Animals’ Angels –
Quella che per molti era solo ‘carne da macello’, per noi era un
essere vivente che con grande dignità ha sopportato sofferenze e
dolori ingiustificabili.”
“Questa sentenza è di assoluta importanza perché
ancora una volta conferma il principio, già chiarito da numerose
sentenze oltre che dalla ratio della norma, per cui le
attività di settore e commerciali con impiego di animali vivi
come, in questo caso, il trasporto di animali destinati al
macello, ricadono pienamente nella disciplina penale a tutela
degli animali, e quindi tutti questi esseri viventi vanno
tutelati al pari degli altri – dichiara Carla Campanaro,
dell’Ufficio legale della LAV – Esprimiamo, infine, la
nostra gratitudine all’Avvocato Barbara Vannucci del Foro di
Firenze, per l’assistenza, la professionalità e la costanza
fornite nel procedimento”.
Ufficio stampa LAV 064461325 – 3290398535 www.lav.it
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MUCCHE “A TERRA”, LODI:
TITOLARI DEL MACELLO CALZI DI BERTONICO E VETERINARIO ASL
PATTEGGIANO PENA PER MALTRATTAMENTI.
IL PROCEDIMENTO SCATURITO
DA UN’INDAGINE DEGLI ANIMALS’ ANGELS E DELLA LAV, RESA NOTA NEL
2007 CON LA DIFFUSIONE DI IMMAGINI CHE MOSTRAVANO ANIMALI
PICCHIATI, TRASCINATI CON CATENE O CARICATI A FORZA SUI CAMION.
Ha
patteggiato quattro mesi di reclusione il titolare del Macello
Calzi di Bertonico (Lodi), e tre mesi un altro responsabile
della struttura, due dipendenti dello stesso, e un medico
veterinario della ASL di Lodi, tutti imputati per i
maltrattamenti inflitti alle mucche da latte cosiddette "da
riforma". Il Giudice ha quindi accolto la richiesta presentata
dai legali degli imputati nell’udienza del 2 febbraio scorso.
Il procedimento penale era
scaturito dalla denuncia presentata da Animals’ Angels e LAV in
seguito a una lunga investigazione, conclusa nel giugno 2006 e
condotta in allevamenti di mucche da latte e macelli, la maggior
parte dei quali situati in Lombardia, Piemonte ed Emilia
Romagna.
Le immagini realizzate
durante l’investigazione, diffuse da Animals’ Angels e LAV,
documentavano le gravi illegalità compiute ai danni di mucche da
latte cosiddette "da riforma", cioè giunte alla fine di un
intensivo ciclo di produzione e sfruttamento, mostrando animali
non più in grado di camminare, in condizioni di salute così
gravi da non essere più in grado di alzarsi e di spostarsi
autonomamente, caricati a forza sui camion con la pala di un
trattore, alzati con un verricello, trascinati con catene e
corde, maltrattati con pungoli elettrici per farli alzare,
picchiati. Tali illegalità sono state oggetto della formale
denuncia di Animals’ Angels e LAV, costituitesi parte civile nel
procedimento.
“Questa sentenza è
un’ulteriore conferma dei maltrattamenti e delle inaccettabili
pratiche di trasporto degli animali condotti verso il macello, è
una condanna di quella filiera zootecnica che rifiuta
l’applicazione delle norme comunitarie e nazionali, e il
rispetto degli animali ormai radicato nei cittadini –
dichiara Roberto Bennati, Vicepresidente della LAV –
L’industria della macellazione, gli allevatori e i servizi
veterinari facciano ora la loro parte, varando un piano di
repressione dei maltrattamenti, ancora diffusi in particolare in
Lombardia, Veneto, Emilia Romagna e in Piemonte”.
“E’ necessario che la
struttura del Macello Calzi sia sottoposta a una vigilanza più
restrittiva, come emerso anche dall’ispezione dell’Ufficio
veterinario della Commissione Europea (F.V.O), e che la ASL
vigili sull’attività dei veterinari all’interno del macello.
– prosegue Bennati – E’, inoltre, urgente che
queste Regioni, e il Ministero della Salute, emanino
provvedimenti di vigilanza sul benessere animale in allevamento,
per fare chiarezza sulla sorte delle mucche in stalla, e sui
tempi e modalità di eutanasia degli animali non trasportabili,
altro rovescio di grande criticità della medaglia di questo
fenomeno”.
“Sottolineiamo
l'importanza della condanna a 3 mesi per un medico veterinario
ASL e chiederemo ai Responsabili della ASL, e all'Ordine dei
Veterinari, di adottare provvedimenti di natura disciplinare,
con l’augurio che questo veterinario non si occupi più di
benessere degli animali – conclude Simone Pavesi,
coordinatore LAV, Lombardia – Il nostro ringraziamento
va, infine, all’avvocato Roberto Rota, del foro di Lodi, per il
prezioso lavoro svolto in vista del dibattimento”.
9.03.2009
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