Perché digiunare
Il digiuno è il mezzo che la natura utilizza per liberare il corpo dai tessuti
malati, dagli eccessi alimentari e dagli accumuli di scorie e tossine. Il
nostro metabolismo si regge infatti su due attività in equilibrio:
l´anabolismo (costruzione) e il catabolismo (distruzione di materia organica),
che produce continuamente scorie eliminate attraverso gli organi escretori
(reni, fegato, intestini, pelle, vie respiratorie). In ogni organismo vivente
il cibo, dopo essere stato digerito, viene assimilato dalle cellule che
eliminano in seguito le scorie metaboliche (cataboliti). Molte sono le energie
che il nostro corpo impegna per la digestione e l´assimilazione: se si mangia
in continuazione il nostro organismo ha poche energie a disposizione per
eliminare tutte le scorie prodotte dall´attività catabolica e digestiva ed
esse si accumulano e producono tossiemia. Durante il digiuno cessando la
digestione e acquietandosi la mente, tutta l´energia dell´organismo viene
utilizzata per lo smaltimento dei rifiuti, le tossine. Non assumendo cibo dall´esterno,
il corpo si nutre delle proprie riserve con il processo dell´autolisi
(digestione dei propri tessuti). Essa è sempre guidata dalla nostra
meravigliosa vis medicatrix naturae: i tessuti sono persi in ragione inversa
alla loro utilità, viene metabolizzato il glicogeno epatico, i centri nervosi
non vengono toccati, sono riassorbiti i tessuti anormali (cisti, tumori,
ascessi, cellulite, edemi, trombi, ecc...).
Controindicazioni al digiuno
I casi in cui il digiuno è da escludere tassativamente sono molto pochi. Il
primo è la carenza nutritiva reale, anche se assai rara nella nostra società;
la `paura ossessiva´ è controindicazione assoluta; la gravidanza è
controindicazione relativa, al massimo si possono praticare digiuni brevi.
L´esperto in Igienismo può sempre valutare caso per caso l´utilità e la durata
del digiuno secondo la propria esperienza.
Cosa succede durante un digiuno
L´organismo inizia a liberarsi dalle tossine: ciò si traduce in una perdita di
peso e un senso di fame si mantiene per i primi giorni per poi sparire quasi
completamente. Gli organi sensoriali si affinano: l´odorato è più sensibile,
gli occhi diventano più chiari e brillanti, la vista e l´udito possono
migliorare e con la rialimentazione ci si accorge di una migliore sensitività
gustativa. In genere ci si sente più tranquilli e rilassati, le facoltà
mentali - intorpidite nei primi giorni - si potenziano, il desiderio sessuale
può diminuire, le mestruazioni generalmente arrivano in anticipo, il sonno
migliora e bastano meno ore per sentirsi riposati, le forze possono diminuire
ma molti si sentono pieni di energie. La lingua diventa patinosa e si avverte
un orribile sapore in bocca, l´alito e il sudore sono fetidi, le urine
diventano più abbondanti e si possono colorare di scuro, essere più dense ed
emanare sempre un cattivo odore (quelle che vengono chiamate abitualmente
tossine sono realmente sostanze tossiche e fetide e molti hanno paura di
puzzare, ma questo è uno scotto necessario: quando si pulisce in casa si
produce egualmente sporcizia e nessuno si vergogna di buttarla). Durante il
digiuno non esistono regole che valgano per tutti: chi si sente forte e chi
debole, chi è euforico e chi triste, chi ha fame e chi no, chi ha malesseri o
crisi di eliminazione e chi sta bene.
La crisi di dintossicazione
Durante i primi giorni del digiuno e qualche volta a digiuno inoltrato si
possono avvertire dei malesseri e dei disturbi interpretati come crisi dovute
a eliminazione tossiemica. Queste crisi sono fisiologiche: l´organismo rivive
le malattie del passato e disintossica gli organi interessati, vi è una
rivisitazione a ritroso delle malattie vissute dal paziente che inizia con le
patologie più recenti per arrivare a quelle della prima infanzia. Il mal di
testa può essere frequente in persone che abusano di caffè e di sigarette, la
debolezza è in genere più marcata nelle persone che consumano poca frutta e
verdure crude.
Durata del digiuno
Il digiuno è una pratica semplice e anche piacevole ma prima di intraprenderlo
da soli è meglio studiare a fondo l´argomento. E´ meglio infatti che i digiuni
autogestiti non durino più di due-tre giorni e solo dopo aver bene studiato
sia la preparazione che la rialimentazione. I digiuni igienisti usati come
mezzo per recuperare la salute in genere durano dai sette ai quaranta giorni,
salvo le diverse valutazioni del singolo caso. Attualmente in Europa si tende
a fare dei diguni medi di dieci-quindici giorni, ripetuti e intervallati da
periodi di alimentazione fruttariana o crudista. In questo campo, però, non
esistono regole prestabilite. H.M. Shelton consigliava di portare avanti il
digiuno sino al ritorno della fame e con la totale disintossicazione.
Attualmente viene seguita un'altra linea, poiché i tempi sono cambiati e
l´umanità è diversa: molte persone sono a tal punto intossicate e povere di
energie da esaurire con soli dieci-quindici giorni di digiuno le proprie
riserve di vitamine, sali minerali, oligoelementi, ecc...
Preparazione al digiuno
Volendo intraprendere un digiuno autogestito, consigliati e seguiti da un
esperto in Igienismo, è fondamentale una preparazione di almeno due settimane
da farsi a casa prima di recarsi nel Centro prescelto.
Prima settimana (a casa): se non si è igienisti praticare un´alimentazione
vegetariana seguendo le combinazioni alimentari.
Seconda settimana (a casa): mangiare frutta e verdura cruda durante il giorno
e consumare un eventuale pasto serale con frutta cotta.
Prima settimana (nel Centro): mangiare esclusivamente frutta cruda.
Condotta durante il digiuno
Il digiuno si fa in un ambiente calmo, tranquillo e senza tensioni. Durante il
digiuno si diventa sensibili a tutte le influenze esterne poiché, non
potendosi più nutrire di cibo materiale, ci si nutre di emozioni e di tutto
ciò che l´ambiente offre. Le scuole della salute igienista sono i posti
migliori per condurre un buon digiuno, con professionisti che aiutano ad
intraprendere un viaggio che porta alla salute e ad interpretare ciò che
succede durante questo cammino.
Il digiuno aiuta a liberare dai condizionamenti psicologici; questi molte
volte riafforano come tensioni ed è importante poterli ben gestire. Il periodo
migliore per digiunare è quello caldo, dalla primavera all´autunno. Non si
prendono farmaci, non si fuma né si beve caffè. Per digiuno si intende solo
una dieta idrica. E´ consentito bere solo ed esclusivamente acqua pura
(orientativamente da 0,200 a 2 litri max al giorno). E´ importante seguire
attentamente i desideri e bisogni del proprio corpo. Ci si lava usando solo
l´acqua ed eliminando qualsiasi tipo di detergente. I denti si puliscono senza
usare il dentifricio.
E´ fondamentale entrare in uno stato d´animo di amore e di fiducia, vivere
l´esperienza come se fossimo degli spettatori di ciò che succede, e cioè della
"vis medicatrix naturae".
Ripresa alimentare
Una buona ripresa alimentare deve avere come minimo la stessa durata del
digiuno intrapreso. Una cattiva ripresa alimentare pregiudica i risultati
ottenuti e può avere effetti nefasti sulla salute. Il digiuno si interrompe in
genere con frutta fresca semiacida - possibilmente biologica - tagliata in
piccoli pezzi, masticata e insalivataa lungo.
La ripresa va fatta lentamente per riabituare gradatamente l´organismo al
cibo. La rialimentazione è la fase più delicata del digiuno ed è anche quella
che viene più sottovalutata. Gandhi diceva che anche gli sciocchi sanno
digiunare ma che solo i saggi sanno ricominciare correttamente a mangiare dopo
un digiuno. L´appettito ritorna velocemente e specialmente nei primi giorni
questa fame deve essere ben gestita per non pregiudicare tutto il lavoro
svolto.
Primi tre giorni (meno di 500 gr al giorno)
ore 12
frutta semiacida
ore 17
frutta semiacida
Dal quarto giorno in poi (massimo 1 kg al giorno)
ore 12
frutta semiacida
ore 16
frutta semidolce
ore 19
frutta semidolce
Dopo la prima fase della ripresa consigliamo di seguire la seguente
alimentazione fruttariana standard:
ore 12
frutta semiacida o acida
ore 14
frutta semidolce o semiacida
ore 16
frutta semidolce
ore 18
frutta dolce fresca
ore 20
frutta dolce secca o grassa (e, se non se ne può fare a meno, un piatto di
verdura cotta)
Classificazione della frutta
Frutti acidi: ananas, arance, cedri, fragole, kiwi, limoni, mandaranci, mapo,
mandarini, pompelmi
Frutti semiacidi: amarene, lamponi, mangostin, marasche, mele (renette),
melegrane, mirtilli neri, more, ribes nero, ribes rosso, uva spina, uva ursina
(o mirtilli rossi)
Frutti semidolci: albicocche, angurie, ciliege, durian, fichi d´India, fichi
nostrani, peshe, pesche noci, manghi, mele, meloni, nespole, papaie, pere,
rambutan, susine, uva
Frutti dolci: banane, celimonie anone, datteri, kiwi, uva (zibibbo, pizzutella)
e la frutta secca (fichi, uvetta, mele, pere, prugne, pesche, albicocche)
Frutto grasso: avocado